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LEGGETE SOTTOOOOOHHHHH PARLO DI COSE DI ESTREMA IMPORTANZA PER LA SOPRAVVIVENZA UMANA; CONOSCO COSE CHE VOI UMANI NEMMENO SIETE FATTI PER CONOSCERE!!!

Lagaaaahhhh sono in una situazione bellissima...in dis moment sono seduta sul divano in camera mia immobile concentratissima a non fare rumore perché mia sorella è malata e sta dormendo e io non devo fare rumore perché si sveglia e mi sto incriccando la schiena mi fa male il collo cactus si sta muovendo quindi vuol dire che si sta svegliando ma non può farlo perché io non ho voglia di sopportarla e allora non posso nemmeno respirare e sta iniziando a farsi buio e devo accendere la luce ma non posso perché c'è la principessina sul pisello che sta dormendo e...
CHE DUE CAZZI LA VITA DI NOI SORELLE MAGGIORI
Comunque, sfoghi a parte, Vi lascio al mio bellissimissimo capitolo...tra l'altro sono anche un bel po' in crisi con questa storia perché ho partorito una trama un bel po' incasinata, BELLISSIMA EH, ma incasinata, quindi sono in tilt anche con questa storia e che palle non me ne va bene una oggi.
Tra l'altro questo è il secondo dei tre giorni della merla, e ha fatto bello sia ieri che oggi...o meglio qui a Genova.
E ciò non vabbanah perché quando i giorni della merla sono FREDDIE vuol dire che quest'anno viene CALDOH prestoh, ma quando sono CALDIH vuol dire che quest'anno sarà FREDDIOOOSANTISSIMOHH.
Enniente, aspetto la nevah.

Comunque, tornando alla storia....metterò quella simpaticona di Rosie in una luce ben diversa da quanto ho fatto fin'ora. E presto capirete il perché...
Eheheheheheh mi piace creare questa suspenceeeeee.......
Quanto amoh farvi soffrireeeehhh
OK basta...
Comunque davvero, il suo ruolo è FONDAMENTALMENTE FONDAMENTALE in questa storia, più di quanto immaginate.
Vediamo se riuscirete a scoprire qualcosa sul suo conto...

Londra, 14 aprile 1926.

Roger

Mi sto preparando per uscire con Freddie.
Questa mattina sono al settimo cielo, è bello fuori, gli uccellini canticchiano e svolazzano nel cielo blu privo di nuvole, e il profumo dei fiori appena sbocciati mi invita ad uscire per assaporare meglio questa giornata stupenda.
Ormai è primavera, e il mio cuore innamorato si è sciolto dal lungo inverno.
È il momento.
Oggi voglio mostrare a Freddie il mio posto segreto.
Mentre sto preparando il mio zaino dell'università però, la porta di camera mia viene spalancata e sbattuta con forza da una persona misteriosa.
Mi volto sbigottito, e vedo che è Rosie.
Non ha un bell'aspetto.
Io non l'ho mai amata, me ne sono accorto da poco, ma c'è una cosa che non ho mai smesso di fare.
Volerle bene.
Ora il suo aspetto mi preoccupa.
È uno straccio, vestita sempre di nero, capelli unti, occhi gonfi e rossi e pelle bianca simile a quella di un fantasma.

- Rosie...che ci fai qui? -

- Dove stai andando...? - chiede lei, con un filo di voce. Non riesce più nemmeno a parlare.

- All'Università - mento, indossando una faccia di bronzo.

- Non mentirmi - sibila lei.

- Davvero - insisto io.

- Non la frequenti più da mesi - ribatte lei.

- Rosie...non hai un bell'aspetto... -

- Non cercare di cambiare discorso! - tuona lei, furiosa.

- A me non mi freghi, Roger Meddows Taylor! - incalza, con occhi terrificanti.

- N-non te lo voglio dire...p-per non farti soffrire ancora - rivelo io, sentendo il mio cuore stringersi pian piano.

- Ma come? Sei tu che hai iniziato a farmi soffrire, perché ora ti vuoi fermare? - domanda lei, con una voce roca e inquietante.

- Rosie... -

- Non tentare di ingannarmi un'altra volta. Sei tu il carneficie, e io la vittima, entra in quest'ottica. Coraggio, completa la tua opera, ammazzami, uccidimi, dammi fuoco, trucidami! -

- Rosie, tu non stai bene - constato, spaventato.

- No, tu non stai bene! - urla lei, mentre gli occhi le si riempiono di lacrime.

- Come puoi amare una persona del tuo stesso sesso? Come puoi tradirmi così spudoratamente? Come? Sei solo un malato, un deviante, un pazzo! -

- Probabilmente il tuo comportamento mi sta portando a tradirti ancora di più. E ricordati, non farti illusioni sul nostro amore, perché non c'è amore tra noi, è soltanto politica. - detto questo, riesco a uscire dalla stanza, per abbandonare Rosie e rifugiarmi tra le braccia di Freddie, che mi stava aspettando nel garage.

Appena mi vede arrivare e fiondarmi su di lui mi lancia un'occhiata allarmata.

- Che succede, tesoro? - chiede, accarezzandomi la guancia.

- N-niente...sto bene...ora, ora sì che sto bene - mormoro, alzando il mio sguardo azzurro su di lui.

- Sei sicuro? - chiede, accennando un mezzo sorrisetto misto tra la preoccupazione e la felicità nel sentire quelle parole.

- Sicurissimo, ora desidero solo prendere la macchina e scappare con te - taglio corto io, così entriamo nella macchina e mi metto alla guida.

Direzione: dove batte più forte il cuore.



Appena arriviamo nel mio posto preferito in assoluto, saltello giù dalla macchina sprizzante di energia, e Freddie fa lo stesso.
Si tratta di una collinetta, che segna il confine delle terre di mio padre, e termina con un precipizio a strapiombo.
Vicino al precipizio c'è un grande melo, dove io mi rifugio sempre arrampicandomici su, e ammirando lo spettacolo sopra, sotto e davanti a me.
Appena arrivato prendo una grande boccata d'aria respirando a pieni polmoni, man mano respiro più il mio sorriso si allarga.
Mi fiondo sul melo, arrampicandomi con facilità su uno dei suoi rami.

- Roger! Ma che diavolo ti salta in mente! Attento che cadi! - mi urla Freddie di sotto, correndo verso di me e saltando per cercare di acchiapparmi e portarmi a terra.

- Oh, ma se non c'è mia mamma devi rompere tu? Smettila di lamentarti, hai visto dove ti ho portato? - gli chiedo io, e per un attimo Freddie si ferma ad ammirare quello spettacolo della natura.

- Beh, devo dire che è stupendo...comunque. Scendi da lì che ti fai male! - starnazza poi.

- Oh, che ho da perdere? Ti sei già dimenticato di quello che ci ha detto mia nonna? - chiedo, spiazzandolo.

- E ora che cosa c'entra tua nonna? Lo vedi che sei confuso? Scendi da lì prima che l'altezza ti rimbecillisca più di quanto non lo sei già! - urla, confuso per quell'uscita ma sempre più preoccupato.

- Io e te. Stiamo affrontando la stessa identica situazione. Certo, in senso figurato. Ma amare te, è come stare sull'orlo di un baratro. - a quella frase, lo sguardo di Freddie si intristisce.

Zitto zitto, decide di salire anche lui. Ovviamente con meno abilità perché è più anziano. Ma lo fa comunque. Qualcosa è scattato, ma io sorrido, senza dire niente. A volte non serve parlare. Ed è proprio quando non si parla che si comunica con un forte impatto.

- Già, ed è appunto di questo che ti volevo parlare, Rog - mormora lui, ora molto vicino a me.

- Sono preoccupato, circa la nostra situazione. Insomma, le cose ci stanno sfuggendo di mano, e sta succedendo tutto così velocemente...sto iniziando a pensare...che non avremo futuro noi due -

- Esatto. Sai, sono stufo. Mi sono stancato di sentir sempre parlare di futuro. Domani, domani, domani...fanculo il domani, noi abbiamo solamente oggi. E cosa vuoi fare per viverlo al meglio? Stare lì seduto a guardarmi? Baciami, coraggio! - e in quell'istante, Freddie mi bacia, assaporando le mie labbra desiderose di passione. Ma quando cerco di andare più a fondo, lui improvvisamente si stacca.

- No, Rog. Non posso farlo, questa situazione è più forte... -

- Di cosa? Dell'amore che provi per me? -

- Oh, no, io ti amo, ti amo davvero tanto. Non sai quanto...ma...è proprio per questo che non voglio che questa situazione ci si ritorca contro. A me o peggio, a te. I-io non voglio perderti. Insomma, l'omosessualità è ancora un reato, ci possono incarcerare, dividere... - a quel punto, lo fermo, prendendogli le mani e accarezzandole con delicatezza.

- Il nostro sacrificio potrà salvare tanti altri ragazzi dopo di noi. Magari basteremo solo noi per combattere tutto ciò. Ci pensi? Il nostro amore può cambiare il mondo - detto questo, gli occhi di Freddie si illuminano.
Di cosa precisamente, beh, non lo so bene. Felicità, ammirazione, ma soprattutto amore, quello vero, allo stato puro.


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