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Tempo di confronti

"Ciao Emmy! E ciao Brahim, ti ricordi di me? Sono contenta di vedere che avevo ragione e che la ragazza che cercavi era proprio lei!"

Il tono con cui Camilla si rivolse ad Emma e Brahim, seduti l'uno accanto all'altra ad un tavolo del Jack's, era particolarmente allegro e sembrava persino sincero. Emma, però, sapeva ormai molto bene quanto la sua ex amica fosse brava a recitare, come una consumata attrice di teatro.

"Ciao Camila, come potrei dimenticarmi di te? Se ora questa
niña bonita è qui con me, il merito è un po' anche tuo" disse Brahim volgendo il viso da Camilla ad Emma alla quale dedicò uno sguardo che le fece temere di poter svenire accasciandosi sulla sedia da un momento all'altro.

Camilla, naturalmente, non aspettava altro che sentirsi dire quelle parole per dare inizio al suo personale show: "Oh Brahim non sai quanto sono contenta di sentirtelo dire! Siete una coppia così bella voi due, siete nati per stare insieme! Ed Emma è una delle persone a cui tengo di più, si merita davvero tanto di essere felice con te!" cinguettò con una voce gioiosa che ad Emma fece venire il voltastomaco. Era chiaro che si trattasse solo di una finzione e che la parole che erano uscite dalle labbra di Camilla non rispecchiassero affatto quelli che erano i suoi reali pensieri. Emma però non ci stava a farsi prendere in giro in quel modo. Aveva intuito che Brahim avesse dato quella risposta solo perché sperava di togliersi Camilla di torno il più in fretta possibile, ma in quel modo le aveva offerto un'ottima opportunità di mostrarsi per quella che non era: una persona buona, generosa e sincera che desiderava solo aiutare gli altri e non fregarli come invece aveva fatto in passato con la sua ex amica.

"A proposito Camilla" intervenne Emma con un tono molto simile a quello usato dalla mora "cosa ne diresti di fare due chiacchiere? È da tanto che non ne abbiamo l'occasione!". La mosa si irrigidì leggermente e si guardò attorno alla ricerca di una sedia libera in uno dei tavoli accanto ma Emma la anticipò alzandosi prontamente in piedi.

"No, non qui, c'è troppo caos" disse indicando con il mento i giocatori del Milan seduti attorno al tavolo che continuavano a ridere e scherzare, apparentemente ignari della tensione che aleggiava intorno ad Emma e Camilla, la quale fu evidentemente colta di sorpresa.

"Oh beh, io pensavo che..." farfugliò guardandosi attorno "... ma magari potremmo uscire qui fuori, ho proprio voglia di una sigaretta e anche se tu non fumi potresti farmi compagnia, che ne dici?" domandò accomodante.

"Va bene, metto il giubbino" rispose Emma, soddisfatta per aver raggiunto il suo scopo ma anche un po' in apprensione per la possibilità di incrociare Gabriele uscendo. Per fortuna lui era ancora in piedi accanto al bancone e continuava a voltare le spalle al tavolo dei rossoneri.

Mentre si stava vestendo, Emma sentì la mano di Brahim avvolgere di nuovo la sua e stringerla leggermente in segno di incoraggiamento, ma nello stesso tempo qualcun altro afferrò saldamente la ragazza per il polso costringendola a voltarsi. La stretta era energica ma delicata al tempo stesso ed Emma non si meravigliò di scoprire che l'autrice di quel gesto fosse Giulia che la guardava con aria interrogativa come a chiederle chi fosse quella tizia con cui si stava allontanando. Lei in risposta fece un gesto con la mano che significava che le avrebbe spiegato più tardi e poi seguì Camilla fuori dal bar.

"Sono sinceramente molto contenta che tu e Brahim vi siate chiariti, qualunque cosa fosse successa!" esordì Camilla il cui tono gioioso contrastava però visibilmente con il nervosismo che traspariva dai suoi gesti, soprattutto dal modo in cui estrasse una sigaretta dal pacchetto che aveva in mano e frugò nella borsa in cerca dell'accendino. "Certo, immagino non debba essere semplice stare insieme ad un calciatore di Serie A, soprattutto se ha una ex come Ana Mena. Lui però sembra tenerci davvero tanto a te e questa è l'unica cosa importante".

"Mi spieghi cosa vuoi da me?" Emma decise di andare subito al sodo mentre Camilla si era voltata leggermente per far uscire dalle proprie labbra uno sbuffo di fumo. "Non venirmi a raccontare la favoletta che mi hai taggata in quella storia perché tieni a me. Non sei quel genere di persona Camilla, non lo sei mai stata e io per tanto tempo sono stata così ingenua da credere che lo fossi" continuò duramente.

"Ah sì? Quindi siccome ho sbagliato una volta sarei una cattiva persona?" ribattè Camilla che non si aspettava quell'attacco da parte di Emma.

"No, non penso che tu sia una cattiva persona, sei semplicemente un'egoista che agisce esclusivamente se ha un proprio tornaconto. Solo che non riesco a capire quale sia in questo caso. Cosa ne ricavi tu se io sto insieme a Brahim Diaz?"

"Non capisco perché pensi questo Emmy. Mi è sembrato un gesto carino e l'ho fatto, tutto qui" rispose Camilla. Emma sentì la rabbia montarle dentro come acqua bollente dentro un pentolone ma si sforzò di restare calma e di respirare profondamente.

"È inutile che tenti di fregarmi un'altra volta, ormai non ci casco più. Voglio sapere cosa c'è sotto, tu avevi un intento ben preciso pubblicando quella storia e taggandomi, voglio sapere qual è" insistette in tono duro.

Camilla voltò per un istante le spalle ad Emma per spegnere il mozzicone della sua sigaretta in un grosso posacenere che si trovava all'esterno del bar, accanto alla porta d'ingresso. Fece quel gesto in modo piuttosto rapido, poi si avvicinò alla porta e si voltò verso Emma.

"Speravo di poter fare due chiacchiere con un'amica ma evidentemente non è così. Sarà meglio rientrare" disse afferrando la maniglia con la mano. La rabbia di Emma continuò a crescere dentro di lei in un modo che non aveva mai provato prima, nemmeno la sera in cui aveva scoperto il tradimento di Camilla e Gabriele. Con un gesto repentino afferrò il polso all'ex amica e la costrinse a lasciare la presa sulla maniglia della porta del locale e a voltarsi di nuovo verso di lei.

"Non pensarci nemmeno. Tu non rimetti piede lì dentro finché non mi dici cosa vuoi da me. Sai, speravo di non avere più niente a che fare con te dopo quello che è successo l'anno scorso ma continuo a trovarti sulla mia strada e sono sicura che quest'ultima volta non è stato affatto un caso. Tu volevi che io e Brahim ci riavvicinassimo, perché?"

Camilla sbuffò rumorosamente, si accese un'altra sigaretta con gesti nervosi e aspirò una lunga boccata di fumo prima di arrendersi e parlare. "E va bene hai ragione, c'è un motivo se ho postato quella storia. Si tratta di Gabriele" ammise infine. Emma strabuzzò gli occhi di fronte a quella confessione del tutto inaspettata. "Vuoi che vada avanti?" le domandò Camilla.

"Non ti sei preoccupata di potermi ferire quando eravamo amiche e te ne preocccupi adesso?" rispose Emma in tono ironico. "Vai avanti, non me ne può fregare di meno di Gabriele se è questo che ti preoccupa".

"Dopo che tu lo hai lasciato, io e lui abbiamo continuato a frequentarci per qualche mese, fino a dopo l'estate. A me sembrava che andasse tutto bene ma la sera di Halloween lui mi ha detto che tra noi non poteva funzionare. Gli ho risposto che se aveva bisogno di tempo avremmo potuto andarci più piano; abbiano iniziato a vederci un po' meno e io ho iniziato a uscire anche con un'altra compagnia ed è stato in una di quelle occasioni che ho incontrato te e Brahim fuori dalla pizzeria dei genitori di Eli. Ammetto di averti invidiata parecchio in quella circostanza, però tutto sommato ti vedevo molto meglio con Brahim Diaz piuttosto che con Gabriele. A Natale poi ho visto la foto di lui con Ana Mena e ho immaginato che tra te e lui non stesse funzionando e ne ho avuto la conferma quando ho visto il suo post la sera di San Valentino. Nel frattempo però una sera, subito dopo Capodanno, proprio qui al Jack's, Gabriele mi aveva detto che non voleva più stare con me perché pensa ancora a te. Era ubriaco ma credo che se fosse stato lucido non avrebbe mai avuto il coraggio di confessarmi di essere ancora perso dietro a te. Se ho ricondiviso il post di Brahim nella mia storia Instagram in cui ti ho taggata è stato principalmente perché lo vedesse Gabriele e sapesse che quella ragazza eri tu e che quindi non avrebbe avuto alcuna speranza con te. In fondo anche lui sa che non potrebbe mai competere con un calciatore di Serie A, capisci?" Emma alzò gli occhi al cielo, tutto si sarebbe aspettata meno che quello che aveva appena sentito riguardo aL suo ex.

"Per quanto mi riguarda Gabriele non potrebbe competere neanche con l'ultimo ragazzo sulla faccia della Terra, preferirei stare da sola a vita che tornare con uno come lui. Non voglio avere più niente a che fare con lui e per quanto mi riguarda puoi tenertelo stretto. Però un consiglio mi sento di dartelo: se riuscirai a tornarci insieme tieni gli occhi bene aperti, il lupo perde il pelo ma non il vizio..."

Il rombo di un'automobile molto potente riempì il silenzio che era appena calato tra le due ex amiche. Una Lamborghini nera entrò nel parcheggio del Jack's proprio sotto gli occhi delle due ragazze e prese posto accanto all'auto di Brahim. Emma ricordava di aver già visto quel gioiello di automobile poche sere prima, quando Theo l'aveva guidata fino a casa di Rafa Leão perché lui non era in grado di farlo per quanto alcol aveva in corpo. La portiera si aprì poco dopo e ne uscì proprio il numero 17 rossonero che però non era solo: dal lato del passeggero apparve un giovane uomo che Emma non ricordava di avere mai visto prima. Poteva avere all'incirca trent'anni, era alto poco meno di Rafa ed il viso dai lineamenti piuttosto marcati era incorniciato da una folta chioma di capelli castani e ricci e da un accenno di barba incolta. Un paio di vivaci occhi castani completava il quadro.

I due si avvicinarono senza indugio all'ingresso del bar e le labbra di Rafa si aprirono in uno dei suoi meravigliosi sorrisi.

"Ehi ciao!" esclamò rivolgendosi ad Emma, poi le si avvicinò e le posò due baci sulle guance. La ragazza rimase un attimo stupita: lei e Rafa non si erano mai parlati più di tanto prima di quella sera, come mai lui ora mostrava tutta quella confidenza nei suoi confronti?

"Ciao... ehm... Rafael" farfugliò lei che si sentiva immensamente a disagio. Il portoghese, al contrario, sembrava molto tranquillo e rilassato e ad Emma non sfuggirono le occhiate furtive che lanciava di tanto in tanto in direzione di Camilla che era rimasta anche lei senza parole fino a quel momento.

"Raggiungo gli altri dentro ma prima ti presento il mio amico Diego Navarro. Lui non ha nulla a che vedere con il calcio, è un fotografo professionista. L'ho incontrato tramite il fotografo ufficiale della squadra e anche se è da poco tempo che ci conosciamo siamo diventati molto amici" spiegò Rafa indicando il giovane uomo che lo accompagnava. Emma era sempre più sbalordita dal fatto che il portoghese continuasse a rivolgersi a lei come se fossero vecchi amici, anche se un sospetto si era fatto velocemente strada nella sua testa. Mentre stringeva la mano di Diego realizzò che non poteva fare finta che Camilla non esistesse, così la presentò a sua volta, anche se non sapeva bene come definirla. Di certo non come amica.

"Piacere Diego, io sono Emma, lei invece è Camilla, una mia ex compagna di scuola". La mora strinse a sua volta la mano al fotografo, poi volse lo sguardo verso il numero 17 rossonero, gli fece un gran sorriso e si gettò i lunghi capelli corvini dietro le spalle prima di tendergli la mano dicendo: "Per me è veramente un onore conoscerti di persona Rafael". Emma notò che il suo tono di voce era molto più pacato ed impostato rispetto alla sera in cui aveva incontrato Brahim insieme a lei fuori dalla pizzeria dei Romano. Ma probabilmente lei stessa si era accorta del modo in cui Rafael l'aveva guardata e aveva reagito con eleganza, evitando gli scleri che aveva avuto quando si era trovata di fronte Brahim, da tifosa che non capisce più niente nel momento in cui incontra di persona la propria crush.

"Il piacere è tutto mio, Camilla" rispose lui regalandole uno dei suoi sorrisi esagerati. Gli occhi sgranati della mora luccicavano nella penombra ed Emma non poté fare a meno di temere che le conseguenze di quell'incontro fortuito avrebbero potuto essere veramente pesanti.

"Scusate ma io devo salutarvi, mi ero fermata un attimo a parlare con Emma ma le mie amiche mi aspettano dentro" disse Camilla dopo aver lanciato un ultimo sguardo di fuoco a Rafael che ricambiò senza esitare. "Entriamo anche noi?" domandò Emma nel tentativo di spezzare la connessione che sembrava essersi stabilita tra i due. Diego, che probabilmente stava morendo di freddo perché indossava un giacchino di pelle troppo leggero per quella serata di fine febbraio, fu il primo a seguire Camilla all'interno del locale ma si bloccò subito dopo aver varcato la porta dell'ingresso, tanto che Emma, che stava entrando subito dietro di lui, andò a sbattere contro la sua schiena.

"Scusami tanto Diego, non pensavo ti fermassi così di colpo" farfugliò la ragazza spostandosi accanto al fotografo mentre anche Rafa faceva il suo ingresso nel locale.

"Che succede bro?" domandò il portoghese.

Rafa seguì lo sguardo di Diego e restò a bocca aperta. Non si aspettava certo di vedere Greta dietro a quel bancone e men che meno Davide Calabria che, seduto su uno sgabellone, pendeva dalle sue labbra come un cagnolino. Lei gli sorrideva e rispondeva a ciò che lui le diceva mentre preparava i cocktails, le bibite o i boccali di birra che poi il signor Jack portava ai vari tavoli. Il bar quella sera era affollato come mai prima di allora, doveva essersi sparsa la voce che alcuni giocatori del Milan erano lì, altrimenti non si spiegava lo straordinario afflusso di clienti. Emma trattenne per un istante il respiro mentre notava l'espressione glaciale negli occhi di Rafa; Diego, invece, non diede segno di essersene accorto e batté le mani entusiasta.

"Hai presente la campagna pubblicitaria di cui ti ho parlato stasera, quella per il nuovo marchio di makeup francese per cui non riuscivo a trovare la modella adatta?" chiese a Rafa in tono eccitato, prendendolo per un braccio. "Beh, eccola, è lei. Quella ragazza dietro il bancone è semplicemente perfetta!"

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