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La verità

Emma non riuscì a chiudere occhio quella notte, la sua mente tornava continuamente a Brahim. Si domandava in che razza di guaio si fosse cacciata, ma la verità era che lei non si era cacciata proprio in nessun guaio, era stato il guaio ad andare a cercare lei, a presentarsi sotto casa sua e lei non aveva potuto fare niente per impedirlo. Aveva provato con tutte le sue forze a resistere a quella tentazione, ma quando si era trovata davanti in modo del tutto inaspettato la sua tentazione in carne e ossa non aveva potuto fare nulla per non caderci dentro in pieno.

Avrebbe dovuto parlare con Andrea, avrebbe dovuto dirgli se non proprio tutta la verità almeno una parte. Ora che aveva assaggiato le labbra di Brahim, ora che aveva sentito, anche se solo attraverso i vestiti, le sue mani su di sé, sapeva di non poter più provare a lasciarsi andare con Andrea. Avrebbe inevitabilmente fatto il paragone e Andrea avrebbe inevitabilmente perso, come era accaduto a Greta quando in discoteca a Firenze avea passato in rassegna ogni singolo ragazzo degno di nota del locale paragonandolo a Rafa Leão, e nessuno aveva retto il confronto. Nessun ragazzo, per quanto bello, intelligente e carismatico, poteva competere con il calciatore di una delle principali squadre di serie A, c'era poco da fare. Soprattutto, per Emma nessuno avrebbe potuto competere con Brahim Diaz, dato che lei aveva una cotta mostruosa per lui da ormai due anni.

Quando lo spagnolo era arrivato in prestito al Real Madrid a settembre 2020, Emma era all'inizio del quarto anno di liceo. Aveva diciassette anni e il suo diario era stracolmo di fotografie di quello che allora era il numero 21 rossonero. Anche Camilla aveva una cotta per lo spagnolo e le due ragazze si ritrovavano spesso a fantasticare su di lui, ben sapendo entrambe che tanto non avrebbero avuto nessuna possibilità né di conoscerlo, né di farsi notare da lui. Quando poi Emma si era fidanzata con Gabriele, il ragazzo si era da subito mostrato infastidito dall'attrazione che la sua ragazza provava per il trequartista del Milan, sembrava quasi che ne fosse geloso.
"Ma dai, è solamente una cotta platonica, non avrò mai la posibilità di incontrarlo davvero" lo rassicurava Emma.

Se solo avesse potuto vederci stasera - pensò la ragazza - di platonico non c'era proprio un bel niente.

***

La mattina dopo, seppure stanca e assonnata, Emma si recò in università. Il lunedì rimaneva lì per tutto il giorno perché aveva lezione anche nel tardo pomeriggio e per fortuna Riccardo non aveva gli allenamenti, quindi erano i nonni ad andare a recuperarlo a scuola e a restare con lui fino al ritorno dei genitori dal lavoro. Emma non se la sentì di disturbare Greta, che probabilmente stava passando gli ultimi momenti con Rafa prima che lui partisse per raggiungere la nazionale portoghese, mentre aveva ancora molto di cui parlare con Elisa. Dato che l'amica, che frequentava la facolta di Lingue e Letterature Straniere, il lunedì aveva lezione solo il pomeriggio, Emma le chiese di arrivare un po' prima a Milano in modo che si sarebbero potute incontrare per pranzo.

"Io ancora non ci posso credere che Brahim Diaz è venuto a cercarti fino a casa!" esordì Elisa prendendo l'amica per le spalle.

"Beh sono irresistibile" ironizzò Emma stringendosi nelle spalle, in una perfetta imitazione di Greta che fece scoppiare a ridere Elisa.

"Devi assolutamente raccontarmi tutto!" esclamò poi quest'ultima incrociando le mani sotto il mento, in preda alla curiosità. Ascoltò incredula il racconto dell'amica sul loro incontro sotto casa sua e sui baci ardenti e passionali che ne erano seguiti.

"Oh! Non avevo capito ieri sera che ci fosse stato anche dell'altro tra voi" commentò Elisa eccitata.

"Non potevo raccontarti di quanto mi fossi sentita in paradiso mentre mi baciava, con lui seduto di fronte a me!" ridacchiò Emma. "Comunque, in mezzo a tutta 'sta fortuna, sono stata proprio sfigata ad incontrare Camilla fuori dalla pizzeria dei tuoi!"

"Ma davvero, non ci era più andata da quando ha rotto con noi! Mi ha detto mamma che ha dovuto trattenersi per non tirargliela in faccia la pizza!" esclamò divertita Elisa. Emma non se ne stupì, Anna era un pezzo di pane ma se si sbagliava con lei si era certi di non poter avere una seconda possibilità. Era venuta a sapere dalla stessa Emma, che per lei era come una figlia, del tradimento di Camilla e Gabriele e da allora se l'era legata al dito, i due dovevano solo sperare di non imbattersi in lei soprattutto insieme. E per fortuna quella sera Camilla non era con lui; Emma non sapeva se stessero ancora insieme, e nemmeno gliene importava. Per lei era come se fossero entrambi scomparsi dalla faccia della Terra, dopo quel 14 maggio la loro esistenza non era più contemplata.

"Senti, mamma mi ha detto anche che tu invece ieri sera eri da sballo!" aggiunse Elisa. "E quindi hai bidonato clamorosamente Andrea con cui in teoria avevi in programma di fare scintille?"

"Eh sì, cioè non che mi sia dispiaciuto troppo, però adesso non so come comportarmi con lui. Non posso continuare a vederlo, non sopporterei di baciarlo e men che meno di andarci a letto" disse Emma in tono inorridito, come se il solo pensiero la disgustasse. Eppure non le era sembrato poi così male quando lo aveva baciato due sere prima, e se Brahim non fosse stato ad aspettarla sotto casa sarebbe andata da lui e ci avrebbe fatto dell'altro di sicuro. Il pensiero di lui che la spogliava, la baciava e la accarezzava le fece venire il voltastomaco.

"Io penso che tu debba chiarire la situazione con lui però Em. Anche se tra te e Brahim non dovesse succedere più nulla quando lui tornerà dalle vacanze, non puoi continuare a vedere Andrea, ormai l'hai capito anche tu che con lui non può funzionare" le consigliò l'amica. Elisa, come sempre, aveva ragione, così Emma decise di scrivere ad Andrea proponendogli di vedersi in Piazza Duomo dopo il lavoro, dato che sia l'università, sia lo studio in cui lavorava lui erano poco distanti. Il ragazzo provò a rilanciare invitandola a cena a casa sua ma Emma fu irremovibile, non aveva nessuna voglia di mettersi in situazioni scomode e tra l'altro Elisa le aveva asicurato che sarebbe stata nei paraggi, dato che dopo le lezioni avrebbe avuto da fare una comissione in un negozio di Via Torino.

Piazza Duomo alle 20 non era più molto affollata; la maggior parte dei negozi stava chiudendo ed Emma rabbrividì stringendosi nel suo cappotto. Si augurò che Andrea non la prendesse troppo male e una sottile sensazione di inquietudine si impadronì di lei mentre avanzava spedita verso il ragazzo alto e moro.

"Ciao Emma! Tutto bene? Come è andata la giornata oggi?" si interessò lui baciandola, come sempre, sulle guance per salutarla.

"Abbastanza bene, grazie" rispose lei "anche se in effetti sono un po' stanca".

"Mi dspiace!" esclamò lui "Immagino sia colpa di quel contrattempo che hai avuto ieri, no? Magari potremmo andare a prenderci un aperitivo, così mi racconti cosa è successo, spero non si tratti di nulla di grave!" propose poi. Era allegro, certamente non sospettava nulla ed Emma non sapeva davvero da che parte cominciare a raccontargli, almeno a grandi linee, che ci fosse, o almeno ci potesse essere, un altro nella sua vita. Stava per aprire bocca quando sentì il cellulare vibrare nella borsa. Era un messaggio di Greta.

Rafa è appena partito e, mi vergogno a dirtelo, ma non so come farò a resistere settimane senza vederlo, non è che hai voglia di consolarmi? Sono ancora a Milano ma posso essere sotto casa tua tra mezz'ora, traffico permettendo

Emma pensò che un'occasione migliore di quella non le potesse capitare. Si sentì sollevata a poter avere vicino a sé non solo Elisa ma anche Greta e si affrettò a digitare la risposta:

Sono ancora a Milano, in Piazza Duomo con Andrea, sto per dirgli che tra noi non potrà mai esserci niente. Tra poco arriva anche Eli, raggiungici qui, poi ti spiego tutto

"Qualche altro contrattempo?" domandò Andrea inarcando un sopracciglio non appena Emma ebbe inviato il messaggio all'amica.

"No, è solo Greta che mi ha scritto che è a Milano anche lei e se può raggiungermi qui perché ha bisogno di parlarmi" spiegò la ragazza che poi alzò gli occhi al cielo di fronte all'espressione scocciata di lui. Hai bisogno ancora di altro per capire che lui non è il ragazzo adatto a te? domandò la vocina che ogni tanto faceva capolino nella testa di Emma.

"Allora andiamo a prenderci un aperitivo o preferisci restare qui?" chiese ancora lui, in tono seccato.

"Meglio restare qui" confermò lei prendendo un lungo sospiro. Decise poi di dargli la notizia senza troppi giri di parole, tanto tergiversare non sarebbe servito a niente. Sperò solo che almeno una tra Elisa e Greta la raggiungesse in fretta.

"Andrea, ti ho chiesto di vederci perché volevo dirti che... sì insomma... nella mia vita c'è un altro ragazzo. Era lui il contrattempo di ieri sera, ma ti assicuro che non era una cosa programmata, l'ho incontrato sotto casa mia quando stavo uscendo per venire da te e...."

"E hai preferito andare a scopare con lui che venire da me" la interruppe Andrea il cui viso era livido di rabbia. Emma lo guardò incredula e con gli occhi fiammeggianti di collera, non si sarebbe mai aspettata quella totale mancanza di rispetto, come se fosse una poco di buono qualsiasi.

"Non ho scopato con nessuno e se anche lo avessi fatto non sarebbero affari tuoi visto che tra me e te c'è stato solo un bacio, non eravamo fidanzati o altro" puntualizzò incrociando le braccia al petto.

"Non ieri forse ma è ovvio che anche quando sei sparita per un intero weekend dicendo di avere l'influenza stavi mentendo per passare del tempo con lui! E anche la scusa che non esci durante la settimana perché sei stanca non regge, scommetto che con lui invece ci esci eccome!" la accusò Andrea la cui espressione si era fatta minacciosa.

Ad Emma venne quasi da ridere di fronte a quella scenata di gelosia. E in effetti non poteva negarlo, se fosse stato Brahim a proporle di uscire in settimana avrebbe dimenticato alla svelta la stanchezza e si sarebbe precipitata da lui. Però le dispiaceva, ma soprattutto le faceva rabbia, che Andrea la stesse accusando di mentire sul proprio stato di salute perché lei era stata male davvero. Decise comunque di non stare a perdere ulteriore tempo e fiato con lui, in fondo non ne valeva la pena.

"Puoi credere quello che ti pare, non mi interessa. Io ti ho sempre detto la verità ma visto che non la vuoi accettare non ho nient'altro da dirti". Fece per voltarsi e andarsene ma lui le afferrò un polso trattenendola con forza e impedendole di muoversi. Emma si guardò attorno, poi si voltò di nuovo verso Andrea il cui viso era sempre più livido di rabbia, con gli occhi fuori dalle orbite e le vene del collo in evidenza.

"Tu non vai da nessuna parte e adesso mi racconti chi è lui, come lo hai conosciuto e da quanto tempo lo frequenti". La voce di Andrea, improvvisamente diventata un ringhio basso e roco, fece rabbrividire Emma che però non si perse d'animo.

"Io non ti racconto un bel niente finché non mi lasci andare il polso" sibilò lei altrettanto traboccante di ira. "E comunque non sono tenuta a farlo, come ti ho già detto non siamo, non siamo mai stati e non saremo mai, né fidanzati né altro, quindi io non devo certo rendere conto a te di cosa faccio e con chi". Lo sguardo di Andrea divenne per un attimo folle, stralunato, ed Emma si sentì impallidire. Il ragazzo intensificò ancora di più la stretta sul suo polso, poi la lasciò andare bruscamente facendola quasi finire a terra. La caduta fu evitata solamente per merito di Elisa che aveva visto da lontano la scena e si era precipitata ad aiutare l'amica.

"Ci sono problemi?" chiese rivolta ad entrambi.

"Nessuno, Andrea se ne stava andando" disse Emma lanciandogli uno sguardo sprezzante.

"Sappi che non finisce qui, scoprirò chi è lui" sibilò Andrea in tono minaccioso, gli occhi ridotti a fessure.

"Sì e poi cosa farai? Lo riempirai di botte perché ha osato mettere gli occhi addosso alla ragazza che ti piace? Io non ti conosco ma mi sembri abbastanza patetico" sbottò Elisa.

Emma rimase stupita, quell'atteggiamento non era proprio da lei, quello era il genere di esternazione che avrebbe potuto avere - ed aveva avuto più volte nella sua vita - Greta. Ma forse di fronte a delle minacce anche la dolce ed equilibrata Elisa sapeva trasformarsi in un feroce leone pronto a difendere i suoi cuccioli.

Greta sopraggiunse poco dopo, mentre Emma ed Elisa osservavano la figura di Andrea allontanarsi e svanire dall'altra parte della piazza. Era affannata come se avesse corso, rossa in viso e con i capelli spettinati ma sorrideva dello stesso sorriso ampio e luminoso che si vedeva sempre in campo sulle labbra di Rafa Leão. Raggiunse le amiche e le tre si strinsero in un forte e caldo abbraccio. Se Camilla aveva fatto dubitare ad ognuna delle tre del valore dell'amicizia, Emma, Elisa e Greta dopo quel tradimento si erano riscoperte più unite, compatte e forti che mai. Pur nelle reciproche diversità, erano e sarebbero sempre state presenti l'una per l'altra e nessun ragazzo avrebbe mai potuto rovinare in alcun modo il sentimento di affetto sincero che le univa.

Fu Greta la prima a staccarsi dall'abbraccio; circondò con un braccio le spalle di Emma e con l'altro quelle di Elisa e con il suo miglior sorriso domandò: "Allora? Cosa mi sono persa nelle ultime ventiquattr'ore?"

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