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Coffee number Three

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia

☕️☕️☕️

☕️☕️☕️

«Senta, questo è un furto!» Strillo.
«Rachel, ci stanno guardando tutti smettila.» Victoria, al mio fianco, sussurra esasperata.
«1356,53 yen*.» Ripete la signora della mensa come se il mio comportamento non la toccasse minimamente.
«È troppo per un panino  alla yakisoba! Dove finiremo se i prezzi dell'economia salgono così in fretta?! Così spenderò tutti i miei soldi e sarò costretta a vivere sotto un ponte, mi vuole sulla coscienza per caso?!»

«Senti ragazzina, non mi interessa, o paghi il panino o ti ci butto dal ponte!» Dice la signora che sta volta inizia ad arrabbiarsi.
«Lo pago io per lei! Tenga.» Interviene Victoria che le passa le monete e mi trascina via.

«Ma te, certe situazioni non le puoi evitare?!» Strilla la mia migliore amica stritolandomi il braccio.
Ignoro la sua presa e le sorrido. «No.»
«Se non ti butta la signora dal ponte ci penso io.» Mi fulmina un'ultima volta prima di sedersi.

Siamo al solito tavolo con Axel e Jude che mangiano indisturbati, ma noto anche un'altra persona, per niente desiderata e sicuramente auto invitata: Celia.

«Oh ciao, Rachel, hai finito di assillare la signora della mensa con i tuoi discordi?» Chiede lei come se sta mattina non si fosse appostata davanti a casa mia a spiarmi e seguendomi per tutta la strada fino a scuola.
«Gesù... -sospiro esasperata e prendendo in considerazione l'offerta di farmi buttare giù dal ponte- E tu hai finito di seguirmi ovunque vada? Voi seguirmi anche in bagno dato che ci sei?»

«Una buona giornalista fa tutto quello che è necessario per un buon articolo.» Risponde lei stringendo tra le mani la sua amata macchina fotografica, macchina che vorrei con piacere lanciare contro il muro.

«Se devi andare in bagno con lei, prega che non debba fare la cosa n.2.» Interviene Axel mentre prende degli spaghetti dal suo piatto e se li ficca in bocca con nonchalance.
«Dio, Axel, che pensieri ti vengono?» Gli chiede Victoria con una faccia disgustata e il panino al prosciutto in mano. In tutta risposta il porcospino fa spallucce.

«Ad ogni modo, -Celia agita in aria la sua mano destra come per voler ignorare il discorso- avete da fare oggi?»
«Devo aiutare mio padre con alcune scartoffie.» Risponde la rossa al mio fianco.
«Club di calcio.» Si limita Jude che viene appoggiato da Axel.
Lo sguardo della giornalista si posa su di me, è fin troppo curiosa.
«Cercare di ignorarti.» Dico semplicemente mangiando il mio panino.
«Tanto lo so che oggi non hai il club di tennis.»
«E allora che cavolo chiedi?»  Si nota che mi sto innervosendo?

«Niente, magari possiamo fare qualcosa insieme, dato che l'idea di essere spiata non ti aggrada.»
«Oh certo! Magari puoi venire a casa mia e frugare nei miei cassetti e leggere il mio presunto diario, in cui scrivo tutti i miei imbarazzanti segreti! Oppure puoi aspettare mia madre e chiederle tutto quello che sa di me! Ma si dai!» Esulto falsamente.
«Speravo che me lo chiedessi!» Dice la blu felicissima.
«Scordatelo, accampati un'altra volta davanti a casa mia e chiederò un'ordinanza restrittiva.» Dico incenerendola con lo sguardo.

In tutta risposta lei sbuffa e si alza prendendo il suo vassoio vuoto. «E' inutile continuare a parlare con te, mi arrangerò in altri modi. Vado al club, ciao fratellone.»
«Ciao sorellina.» La saluta mentre lei gli lascia un bacio sulla guancia e poi se ne va.

«Halleluja!» Esulto alzando le mani al cielo.
«Hai mai preso in considerazione l'idea di fartela più amica?» Mi chiede Axel.
«Porcospino, questo avverrà solamente quando perderò l'udito e l'uso della parola. E anche quando lei inizierà a capire il significato della parola "privacy".»
«Severo, ma giusto.» Borbotta Victoria mentre Jude sospira.

«Comunque, ho bisogno di un favore...» Dico abbassando la voce e sporgendomi verso il centro del tavolo.
Gli altri imitano la mia azione, è raro che io chieda favori.
«Che dobbiamo fare?» Chiede la mia migliore amica.
«Dobbiamo elaborare un piano anti-Celia per questo pomeriggio.» Dico serissima.

«Perché? Hai qualcosa da fare?» Mi chiede Axel, sta volta quello curioso è lui.
«Si, devo andare in un posto per fare delle commissioni e non ho molta voglia che Celia mi segua.»
«Che genere di commissioni?» Domanda Jude.
«Stai diventando come tua sorella per caso? -Lui rimane zitto non sapendo che dire mentre Axel e Victoria fanno una risatina- No, scherzo, mia madre mi ha chiesto di prendere delle cose per la prossima riunione del suo club femminista.» Spiego inventandomi la prima cavolata plausibile.

«Uhm, avrei un'idea.» Dice Victoria sorridendo e facendomi l'occhiolino. Giuro che prima o poi le dirò tutto, ma non è ancora il momento, non capirebbe, nessuno può capirlo.

💡💡💡

La campanella dell'ultima ora suona segnando la fine delle lezioni, ma l'inizio delle attività dei club per molti altri.
Mi alzo e dalla sedia e come un fulmine butto tutta la mia roba nello zaino cercando di raggiungere l'uscita della classe.

«Dove pensi di andare?» Mi chiede Celia sbarrandomi la strada.
«Jude!» Dico ad alta voce, il secondo dopo appare alle spalle della blu suo fratello che la stringe in un abbraccio da dietro immobilizzandone le braccia, poi la alza spostandola dalla porta dandomi lo spazio per scappare.
«Ti devo un favore!» Urlo al rasta mentre corro verso le scale.

Inizio a  scendere le scale cercando di non ammazzarmi o travolgere qualcuno tranquilla sapendo che la fase uno è riuscita senza nessun intoppo.
«Rachel!» Mi sento chiamare da una voce che non vorrei sentire, infatti appena mi giro vedo Celia corrermi dietro inseguita a sua volta da un Jude mezzo zoppicante.
Inizio a scendere le scale più in fretta di quello che stessi facendo prima.

«JUDE LA DOVEVI TENERE FERMA!» Gli urlo.
«MI HA TIRATO UN CALCIO AL GINOCCHIO!» Risponde urlando pure lui.
«COME HAI POTUTO TIRARE UN CALCIO A TUO FRATELLO? SEI FUORI?!»
«BISOGNA FARE TUTTO QUELLO CHE SI PUÓ PER AVERE UN BUON SCOOP!» Mi ripete il mantra la pazza e onestamente sta scusa del cavolo la usa troppo spesso.

«VICTORIA!» Urlo arrivando finalmente nell'atrio pieno di studenti che si stanno cambiando le scarpe o uscendo a gruppi.
Salto gli ultimi tre gradini mentre Victoria esce dall'angolo e placca brutalmente Celia senza problemi, tutto l'allenamento con la Secret Service funziona.

Mi accuccio e prendo le mie scarpe e rimettendo a posto quelle di scuola, appena mi rialzo individuo il porcospino tra la folla.

«Axel!» Lo chiamo alzando il braccio per attirare la sua attenzione.
Lui in tutta risposta mi lancia un berretto nero che prontamente prendo al volo, chino leggermente la testa raccogliendo tutti i miei capelli azzurri dentro di esso e una volta sistemato bene corro verso l'uscita.

Supero il portone mentre sento Celia urlare. «NOOOOO L'HO PERSA!» E poi imprecare verso i miei amici, che molto probabilmente se la stanno ridendo.

Arrivo senza intoppi al Maid Cafè contenta e sollevata.
«Ciao a tutte!» Saluto entrando mentre il Tulipano, l'Albino e il Pomodoro sistemano i tavoli poiché tra un paio di minuti si apre.
«Ei Rachel, sei arrivata presto oggi.» Mi saluta Rosie tutta sorridente, come sempre.

«Si per fortuna oggi non era il mio turno di pulizie a scuola.» Dico iniziando a togliermi il berretto.
«Chissà perché non è mai il tuo turno di pulizie.» Commenta Bryce alludendo allo scorso giorno quando ho inventato la scusa del treno anticipato. In tutta risposta gli faccio la linguaccia.

Vado finalmente nella stanza del personale a cambiarmi dalla divisa scolastica per mettermi quella da Maid.
«Ciao Rachel!» Mi saluta tutta pimpante Suzette mentre si sistema i capelli, seguita poi dalle altre.
«Ciao a tutte!» Ricambio il saluto sorridendo e appendendo la mia cartella sull'appendiabiti lì vicino.

«Camelia non c'è?» Chiedo subito dopo non vedendola.
«Ha avuto un contrattempo all'università ma tra un po' dovrebbe essere qui.» Mi spiega Nelly chiudendo il suo armadietto.

Inizio a preparami insieme alle altre fino a quando la porta non viene spalancata all'improvviso e una trafelata ragazza dai capelli lilla non si ferma appoggiandosi allo stipite della porta col fiatone.
«Cami stai bene?» Le chiede Silvia.
«Si, scusate...ho corso per venire qui in tempo...» Dice venendo interrotta dai suoi affannosi respiri.
«Potevi anche far con comodo, non c'era bisogno di correre...» Continua Silvia sorridendole amorevolmente e prendendole la borsa dalle mani così da aiutarla.

«Preparati pure con calma, noi iniziamo il turno.» La rassicura Nelly.
«Grazie ragazze, per farmi perdonare del ritardo mi fermo io a fare le pulizie.»
«Io non ho nulla in contrario.» Sorrido avendola scampata un'altra volta.
«Chissà perché non sono stupita nel vederti tutta contenta.» Dice ironicamente Suzette.

Io e le altre usciamo e andiamo nella sala.
«Oh ci sono già dei clienti.»Sento dire dalla ragazza con la carnagione olivastra.
Mi sporgo leggermente per vedere meglio, visto che ero rimasta un po' indietro, e quasi urlo.

«TU?!» Tutti i presenti si girano verso di me perplessi e sorpresi, perfino il trio dell'Ave Maria si affaccia dalla cucina per vedere che succede.
«Ei caffeinomane.» Mi saluta lui tranquillamente. Questo è un problema, un grosso problema.

Da dietro le mie spalle appare Camelia, preparata e pronta a lavorare.
«Ei Nathan alla fine sei arrivato!» Dice la Viola tutta contenta.
«No aspettate, non sto capendo.» Interrompe Claude .
«Che novità.» Commenta Bryce.
Claude lo guarda male, ma decide di non dire nulla. «Come fate a conoscervi voi tre?»

«Io e Nathan frequentiamo gli stessi corsi di università.» Risponde Camelia.
«Mentre noi ci siamo incontrati un paio di volte.» Spiego io.
«L'ho aiutata a prendere del ramen.» Aggiunge il ragazzo.

Mi fa davvero strano vederlo qui, ma non mi preoccupo più di tanto, infondo è solo un nuovo cliente che casualmente ho incontrato due volte, non penso che in qualche modo possa nuocere al mio segreto.

Tutti gli altri annuiscono non sapendo più che dire.
«Ragazzi, non vorrei mettervi fretta, ma ci sono altri clienti che aspettano.» Ci fa notare Rosie.
Noi ragazze ci diamo una veloce svegliata e andiamo subito a servirli, mentre i tre cuochi se ne ritornano in cucina.

«Se vuoi ti posso servire io.» Dico al ragazzo con la coda azzurra.
«Certo.» Mi sorride dolcemente.
Lo accompagno in un tavolo lontano dalla finestra, visto che io mi rifiuto di servire in quei tavoli, non si sa mai che qualcuno possa passare e riconoscermi.
Una volte Claude mi ha preso in giro per tutte queste paranoie. Cosa ho fatto io? Gli ho lanciato un vassoio in faccia, facendolo pure svenire.

«Ti lascio il menù, quando hai deciso cosa vuoi ordinare chiamami pure.» Gli dico appoggiando un quadernetto in pelle con dentro scritte tutte le bevande e i dolci, poi mi giro e inizio a servire i clienti.

All'inizio mi ricordo di come ero sempre impacciata e faticavo a portare molte cose sul vassoio, oppure mi dimenticavo gli ordini o facevo cadere tutto a terra, adesso invece ho preso la mano e non me la cavo mica male.
Alcuni clienti mi chiamano, li servo, prendo gli ordini, certe volte ci scherzo pure, vado a prendere le ordinazioni nel bar oppure in cucina.

Mentre, appunto, passo vicino ai pressi di questa, sento il trio comico parlare tra loro.
«Ma perchè si chiama fragola? C'è come è stata creata? Forse ho una teoria.» Sento dire da Claude.
«Ti prego non dircela.» Sospira Bryce preparandosi al peggio.
«No dai voglio sentire.» Si unisce l'altro rosso.

«Secondo me in quel momento c'erano due tipi che stavano mangiando, ma uno dei due inizia a soffocare e chiede aiuto al suo amico: "Fra...(la) gola!". E il tipo fa: "Fagola..cazzo bel nome per un frutto!".» Spiega il Tulipano, onestamente mi chiedo se gli abbia causato qualche problema mentale per colpa del vassoio.

Gli altri due stanno zitti.
«Ti prego defenestrati.» Dice Bryce.
«Sto rivalutando la mia decisione sul chiederti le cose solo per farti felice.» Xavier ha la faccia di uno che vorrebbe prendere un coltello e ficcarselo nella tempia.
Io non commento e me ne vado per la troppa stupidità.

«Hai scelto?» Chiedo al ragazzo che se ne va in giro con gli occhiali da sole anche alla sera (serve un soprannome più corto).
«Certo, un cappuccino e dei pancake con caramello e cannella.» Mi guarda e poi mi restituisce il menù; faccio per andarmene, ma la sua voce mi richiama.
«Ho notato che sei molto popolare qui.» Commenta.
Faccio una risata imbarazzata e mi gratto il retro della nuca. «Onestamente non te lo so spiegare.»

«Beh, non è facile non notarti.» Dice, forse, scherzando.
Divento rossa per il complimento improvviso. «Oh, beh...grazie.»
Lui in tutta risposta mette entrambi i gomiti sul tavolo e poi appoggia sui palmi la sua testa. «Figurati.»

Il resto della giornata la passo facendo il mio solito lavoro, ma molte volte mi fermavo a parlare con Nathan...forse un po' più del dovuto.
Quando anche l'ultimo cliente se ne va possiamo chiudere, l'azzurro se ne era già andato da due ore e ammetto che la sua presenza mi piaceva.

«AAAALLLOOOORRRAAA~~» Suzette mi si avvicina con un sorrisetto stampato sul viso ammiccando. Mi giro e le guardo con una espressione confusa.
«Tu e Nathan~.» Il sorrisetto si allarga sempre di più.
«Ti prego, Suzette, non iniziare.» Sospiro capendo già dove vuole andare a parare.

«Dove vi siete visti la prima volta? E' carino vero? Che vi siete detti tutto il tempo? Hai intenzione di uscirci? Ti piace vero?» Inizia a parlare a raffica peggio del rapper americano Eminem.
«Cosa?! -Arrossisco di botto per le domande strane- Lo conosco appena, figurarsi dire che già mi piace!» Strillo in imbarazzo.

«Poverina, ha ragione.» Commenta Silvia prendendo fortunatamente le mie difese.
«Grazie Silvia.» La ringrazio.
«Anche se, in effetti, vi vedevo già molto affiatati.» Aggiunge.
«MA DAI!» Urlo diventando un mix tra i capelli di Claude e Xavier, chiedendomi che razza di colleghe ho.

🥞🥞🥞

Chiudo alle mie spalle la porta d'ingresso e subito sento delle voci provenire dalla cucina. Se non sbaglio oggi la mamma aveva una riunione col suo gruppo ambientalista, di cui lei è la presidente e fondatrice.
«Ciao mamma.» Mi affaccio alla porta solamente per dare un veloce saluto.

Le donne e mia madre si girano e mi salutano.
«Ciao Rachel!»
«Come va scuola, tesoro?»
«Oddio ma quanto sei cresciuta!»
«Che bella ragazza.»

Faccio un sorrisetto, oggi la gente mi sta imbarazzando troppo.
«Caspita era da tantissimo tempo che non ti vedevo! Sei diventata un bella ragazza, scommetto che i ragazzi ti fanno la fila.» Dice una delle donne, ha i capelli marroni,un fisico robusto e indossa una tuta nera.
Ridacchio, io volevo solamente salutare e andare a dormire...

«Se anche un solo ragazzo dovesse avvicinarsi alla mia bambina se la vedrà con me!» Proclama mia madre con uno sguardo che non ammette repliche.

Cara mamma, come faccio a dirti che lavoro circondata da uomini che non vedono l'ora di vedermi con una divisa da cameriera addosso?


Hola!

Scusate per il ritardo, ma avevo 0 idee.
Comunque non ho nulla da dire su questo capitolo, se non il fatto che non mi convinca tanto.

1356,53 yen = 8,50 euro

Se il capitolo vi è piaciuto commentate e lasciate una stellina💫💕

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