Capitolo 4
[War of hormone ]
Quella sera Veronica ti aveva trascinato ad una festa, non che fosse una festaiola ma lì c'era Jungkook e lei sarebbe morta nello scoprire che delle mani femminili diverse dalle sue si fossero posate su quel ragazzo, non lo avrebbe permesso almeno finché si trovava in quella situazione, non poteva farci nulla, lei semplicemente lo amava.
Tu avevi sbuffato, ti eri battuta per non andare ma non era stata una buona idea, non quella sera che quelle due donne malvagie avevano avuto mano libera su di te e ti era stato impossibile ribellati.
I tuoi capelli (C/C) erano stati elegantemente pettinati in una coda alta in modo da lasciare libero il tuo viso anche de qualche ciocca ribelle ti sfiorava il volto mettendo in risalto quei tuoi fantastici occhi (C/O) ed eri stata truccata, contro il tuo volere in modo impeccabile ma non eccessivo, insomma, non come quelle bionde ossigenate senza cervello.
Il tuo fisico asciutto era stato fasciato alla perfezione da un abito nero, discreto ma per te fin troppo corto dato che la gonna ti arrivava a metà cosca e ti sentivi dannatamente a disagio, tu che vivevi con i jeans e le scarpe da ginnastica ti ritrovavi in abito da sera con un discreto tacco dieci al quale, per altro, non eri affatto abituata.
Quando eri stata trascinata alla porta della vostra stanza ti eri voltata verso il letto della bionda che se ne stava tranquillamente seduta a gambe incrociate su di esso con un libro fra le mani, tentasti la più dolci delle espressioni da cucciolo indifeso, la pregasti di aiutarti a non andare o per l'omeno di raggiungerla e lei ti sorrise prima di farti un gesto con la mano che simulava un saluto amichevole.
Questa è la storia di come ti ritrovasti nella sala comune del dormitorio a quella rumorosa festa di benvenuto fatta per il nuovo studente che per latro era stato facilmente dimenticato, chiunque fosse lì lo era per rimediare una notte focosa oppure un flirt, beh te esclusa.
Eri seduta su un divanetto in tessuto nero, avevi fra le dita un bicchiere di birra e lo stavi bevendo lentamente aspettando che scoccasse l'ora che avrebbe segnato la fine di quel trambusto e con essa la tua meritata libertà.
Come avevi previsto la mora era sparita, probabilmente si trovava fra la folla a minacciare con lo sguardo ogni ragazza un po' troppo intraprendente e tu che ancora speravi che Michela ti salvasse, ma da un po' di tempo a quella parte aveva smesso di rispondere ai tuoi lamenti telefonici, al tuo implorarla di salvarti.
Sbuffasti, avevi perso il conto delle volte nel quale lo avevi fatto ma come biasimarti, non eri qualcuno che amava quel genere di contesto e sopratutto non ti piacevano le persone e soprattutto non i tuoi compagni di scuola falsi ed ipocriti come potevano essere e tutto sarebbe proceduto a tal modo se qualcuno non si fosse seduto proprio accanto a te.
Capisti subito che si trattava di Jin ma quasi soffocarti con la tua bevanda quando lo notasti, i tuoi occhi erano stati attirati falla sua figura quasi fossero stati calamite poiché nell'osservarla notasti quanto fosse differente rispetto al ragazzo che avevi visto in quei due giorni scolastici e con la gola secca ti ritrovasti a deglutire a vuoto.
I suoi capelli biondi erano spazzolati risultando sessualmente disordinati, ma non in modo rozzo, anzi, pareva avesse studiato alla perfezione quella sua acconciatura, non portava quei gradi occhiali dannatamente adorabili e i suoi occhi rovere erano stati enfatizzati dall'ausilio di un po' di ombretto scuro che li rendeva più allungati e provocanti e le sue labbra umide di quel colore tanto brillante parevano dannatamente accattivanti.
Il suo fisico muscoloso e perfetto era fasciato da una maglia nera leggera, quale trasparente nel far vedere tutte le linee della sua perfetta muscolatura e le sue spalle larghe erano fasciate da un giubbotto nero in pelle mentre le sue gambe erano stretta da dei jeans neri strappati e ai piedi delle comuni scarpe nere.
Insomma dal Jin dannatamente adorabile e carino pareva non essere rimasto nulla quasi fosse stato impossessato da una strana entità mistica che non conoscevi che aveva risvegliato un lato più selvaggio e decisamente sensuale che non stonava affatto, anzi, gli stava cosi bene che quasi soffiasti a forza di mantenere il respiro in gola per non dire nulla nella speranza che la tua mente si riprendesse.
Quella era la prima volta che un ragazzo ti faceva un tale effetto, certo avevi pensato ad altri come belli ma non avevi mai davvero provato una sensazione dannatamente forte scuoterti il corpo come una voce tentatrice all'orecchio a sussurrati domande inappropriate che ti stavi tu stessa chiedendo.
Tornasti alla realtà quando quello sguardo così profondo e magnetico si posò sulla tua figura con una sensualità mai vista prima, tornasti fra i mortali quando la sua voce profonda e roca chiamò il tuo nome con un sorriso sincero ma diverso da quello adorabile che gli avevi già visto fare e a quel punto ti chiedesti se fossero la stessa persona o se avesse un gemelli segreto dannatamente bello.
«Sei...diversa » disse a voce bassa facendo vagare il suo sguardo su di te, sulle tue gambe chiare e slanciate lasciate in bella vista da quel vestito così corto e a quelle parole un calore fin troppo ardente al quale non eri avvezza parve presentarsi sulle tue gote e facesti del tuo meglio per tirare giù i lembi di quell'abito scuro.
«Non pensavo ti avrei mai vista così, stai bene, davvero » disse accanto al tuo orecchio per poi allontanarsi, tanto quanto fosse stato sufficiente per mostrati quel sorriso così bello, il più bello che avessi mai visto e, dopo un attimo di panico, imbarazzo e pura confusione ritornati in te quanto sufficiente per non sembrare una scema caduta dalle nuvole.
«Io sarò pure diversa ma tu sembri una persona completamente diversa » incalzasti ridendo per mascherare il tuo essere imbarazzata e quel battito fin troppo veloce che muoveva il tuo petto, quella era la prima volta che avevi il batticuore ed eri certa fosse dovuto al tuo essere a disagio, insomma quella musica fin troppo alta, la birra e il disagio in quel vestiario non erano ciò che conoscevi, era stato certamente questo a causarti tale battito accellerato.
Lui sorrise avvicinandosi a te, parlaste e lo provasti gradevole, non era un montato, non era un idiota ma anzi, era una persona molta alla mano di una spiccata intelligenza e pareva possedere una certa maturità nell'affrontare argomenti importanti sebbene avesse il carattere un po' infantile ma era comunque una persona che sembrava degna di fiducia e questo ti lasciò davvero sorpresa.
«Pensavo fossi un po' un idiota » ammettesti imbarazzata cercando in ogni modo di non far cadere su di voi quel silenzio imbarazzate che sentivi poggiare sulle tue spalle, pronto a rivelare il tuo disagio in quel momento e la sua risposta fu una genuina risata «Non prenderla male ma sai Jimin è famoso » «Ah lo so, ma non vuole avere troppi legami e si comporta così per tenere lontana la gente » disse grattandosi la nuca senza far abbandonare a quel bellissimo sorriso il suo volto.
Poco dopo delle mani si allacciarono attorno al tuo collo e a quello del ragazzo con il quale stavi conversando, era colui di cui eravate parlando che sembrava anche un po' brillo a dire la verità da come parlava e ne avesti una conferma quando sentisti un intenso fetore di alcol venire dalle sue labbra.
«Dio Jimin la smetti di fare a gara di bevute con Taehyung, se Namjoon lo scopre ti uccide » soffiò arrabbiato il biondo portandosi una mano fra i capelli per toglierseli da dinnanzi agli occhi rivelando la sua fronte in un unico gesto, poi fece per alzarsi ma si ritrovò spinto sul divano da una mano femminile dalle unghie lunghe e ben curate pitturate di un rosso brillante.
«Eh ti pareva che mi toccava dare una mano anche quando ho mal di testa » disse lei sbuffando contrariata smuovendo la sua chioma bionda per poi ammicare verso di te «Voi potete continuare a divertirvi, certo che siete una bella coppia » disse lasciandovi entrambi imbarazzati e con la voce morta nella gola prima di andarsene con il moro caricato sulle spalle.
La seguiste con lo sguardo e la sedeste caricare anche Taehyung mezzo a Nuto a causa della sbronza mentre parlava, probabilmente li stava insultando in ogni lingua che conosceva e ne conosceva più di quattro dunque nell'immaginarnarla non riuscisti a contenere le risate e scoppiasti e quando spiegasti quello che avevi immaginato egli ti seguì con quella sua risata che era così bella da lasciarti senza fiato.
La serata andò così, proseguì lentamente ma piacevolmente con voi due che separati dal resto della folla scalmanata vi eravate persi nel vostro mondo e non riuscivi ancora a crederci ma gli avevi fatto delle confidenze che non ti saresti mai sognata di fare a chi non era nel cerchio delle tue amicizie ma, da quello che avevi scoperto su quel biondo sensuale oltre ogni limite capisti che anche lui si era aperto e me fosti, chissà perché, contenta.
Quando la festa finì tu e Jin continuasti a parlare camminando per i corridoi del dormitorio con lui che si era gentilmente offerto di accompagnarti nella tua stanza e proprio non ti passò per la mente di recuperare Veronica o sapere che fine aveva fatto, non avevi neppure realizzato che la festa era finita e non lo avresti fatto se non fosse stato per il casino che fecero alcuni uscendo dallo spazio comune.
Fatto sta che quando stavi per aprire la porta della stanza, ancora immersa in una divertente conversazione con il ragazzo vedesti la superficie di legno venir aperta dalla bionda che ti guardava con un sorriso talmente fonti e tirato da eguagliare in inquietudine le migliori attrici nei film dell'orrore più premiati.
«Tesoro, casa amica mia, gioia del mio cuore... » fece una piccola pausa allargando il sorriso e da tutti quei complimenti sapevi che avrebbe detto qualcosa che non ti sarebbe piaciuto per nulla, lo capisti anche dai suoi occhi ridenti « mi sa che ti tocca emigrare nella stanza di Jimin, Jin e Jungkook » disse facendo spallucce per poi salutare il ragazzo dietro di te che la guardava a bocca aperta.
Si spostò lasciandovi la possibilità di vedere dentro la stanze e notasti subito il corpo di Taehyung in boxer e maglietta mezzo morto sul letto di Veronica e Jimin che era mezzo svenuto sul letto della tua migliore amica e ridesti nell'immaginare quello che li avrebbe aspettati la mattina per lei che odiava quando il suo spazio personale veniva invaso e odiava quando qualcuno toccava le sue cose o anche solo si sedeva sul suo letto.
«Ma il mio letto è libero » «Ma ho un ragazzo pronto per essere ucciso sul mio e un maniaco sensuale sul letto di Veronica, io non li tocco » ringhiò e tu non potesti ribellarti sebbene ci avessi provato, lei semplicemente ti sbatté la porta in faccia.
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