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Capitolo 20

Vorrei precisare, per i miei lettri chiaramente, che se state notando un abbuso di apostrofi e penuria di accenti non e' cosa da me desiderata ma bensi' la conseguenza del continuo non funzionare di Wattpad e la tastiera del mio computer non perfettamente impostata, quando e se potro' provvedero ad un aggiustamento. Dunque vi chiedo cortesemente, nonostante il fastidio, di continuare con la lettura se questa vi risulta pacevole. Grazie e buon proseguimento.

[Hold me thigt ]

Ancora un giorno, uno solamente e sareste tutti tornati al dormitorio della scuola, vi sareste nuovamente sistemati nelle vostre stanze e poi avreste ripreso la monotona routine scuolastica che vi aveva accompagnati fino all'incidente dell'incendio.

Tu eri sdraiata sul tuo morbido letto, le chiare pareti della stanza venivano colorate dai caldi raggi del sole calante con una sfumatura rossastra, tenevi le tue iridi celate alla vista poiche' coperte dalle tue palpebre mentre ti rilassavi sotto il tocco dolce e gentile delle mani di Jin che sfioravano con gentilezza la tua morbida chioma e la pelle nuda del tuo collo procurandoti piacevoli brividi e elettrizzanti scosse dolci lugo la tua spina dorsale.

Avevi il capo appogiato sul suo largo petto scolpito che grazie al suo regolare respirare si alzava ed abbassava con un ritmo lento e rilassante, quella sua apparente calma pero' era tradita dal ritmo scostante e repentino del suo cuore che scalpitava come un cavallo imbizzarrato che tentava la fuga dalla sua stalla che, nel caso del biondo, era la sua gabbia toracica e questo fece nascere un piccolo ma genuino sorriso sulle tue labbra.

Quella calma perfetta in cui eravate immersi, quella dolce atmosfera che si era creata fra voi, caratterizzata da una dolcezza infinita ed una quiete quasi totale delle vostre anime, venne pero' distrutta da delle urla che dal piano sottostante erano riuscite a raggiungervi demolendo la vostra bolla fatta dei sentimenti che avevate nel petto, l'uno per l'altra.

Quando sollevasti quelle sottili tende di pelle che coprivano il tuo sguardo (C/O) la prima cosa che ti fu concesso d'ammirare furono un paio di occhi dello stesso penetrante colore delle corteccie vive degli alberi che crescevao rigogliosi ed incontaminati o del piu' raffinato dei cioccolati, quel magnetismo che ti spezzava la voce, quel loro brillare luminosi ancora di piu' dei diamanti o cristalli, ancora di piu' delle pallide stelle che rischiarano la notte anche quando la vera protagonista di quel telo nero, la luna, si assenta.

Poi udisti la sua voce un po' rauca a causa del vostro tacere che si era protratto per ore in quella vostra paradisiaca posizione, era bassa, sussurrante per non essere invadente, per non frantumare quel vostro angolo di paradiso in cui eravate immersi e catturati cullandovi del vostro amore che pareva crescere giorno dopo giorno, sempre piu' forte, sempre piu' veloce tanto da destare in  te una paura innaturale, ma un timore comprensibile nella tua prima esperienza diretta con quella calda emozione in continua evoluzione.

Sentire quella sua voce, per te la migliore, quella che fra mille avresti riconosciuto la piu' lieve suono, fu per te come la carezza della piu' morida e pregiata delle sete sulla tua pelle gia' percorsa da piccoli quanto invisibili sentieri di brividi che scuotevano non solo la morbida superfice di te, ma anche la piu' profonda e recondita, forse anche quelle zone di te che non sapevi di possedere o avevi, chissa'  perche', dimenticato da tempo.

«Forse dovremmo andare a vedere cosa succede... » propose lasciando che un soffio delicato e quasi inudibile attraversasse quelle sue polpose, piene e rosee labbra andando poi a scontrasi e spezzarsi contro la pelle sensibile del tuo collo facendoti fremere appena e fosti certa che lui lo avesse notato, in quelle settimane aveva comiciato a notare tutto di te, eppure non disse nulla a riguardo ne ti fece capire di aver notato la tua reazione e gliene fosti grata.

Per te era difficile, l'imbarazzo aveva appena cominciato ad abbandonare le tue gote quando lui semplicemnte ti sorrideva, il tuo corpo tanto minuto rispetto al suo, alto e virile, aveva appena cominciato a non farsi rigido come pietra al suo tocco su di te, avevi appena cominciato ad abbitaurti a lui, al suo esserti vicino e dimostrarti la piu' travolgente delle dolcezze e ti faceva sentire amata, amata davvero come nessun altro'avrebbe mai potuto.

«Forse dovremmo » replicasti a tua volta con voce bassa, trattenuta e lieve poiche' tu stessa non volevi abbandonare la comodita' di quel tocco, perche' non volevi separarti dal suo caldo e confortante corpo che ti faceva sentire protetta, come se la sua sola presenza fosse abbastanza per catapultarti in una differente dimensione dove nulla poteva andare storto, dove la tua felicita' non sarebe potuta essere spezzata e il tuo malumore venir sempre dissipato.

Nessuno di voi due aveva la piu' pallida intenzione di lasciare quella bolla fatta di voi e delle vostre reciproche attenzioni eppure entrambi vi alzaste, vi sfioraste ancora una volta gentilemnte, tu con la tua mano destra accarezzasti il suo polso e lui, con la sua destra fece scivolare le sue lunghe dita da qualche tua ciocca (C/C) fino a raggiungere la tua morbida guancia a sfiorarne la pelle con delicatezza facendo si' che i tuoi occhi si perdessero nei suoi, bellissimi mentre, a fior di labbra ti sussurrava di amarti.

Poi le sue morbide toccarono le tue, si muovevano fra loro sinuose in quel contatto che per te era il pu' giusto, come se foste veuti al mondo solo per stare insieme ed amarvi fino a consumarvi; lui aveva spostato un suo braccio,con esso aveva accarezzato lentamente il tuo fianco per poi farlo scivolare cautamente attorno alla parte bassa della tua schina per sostenerti, poi aveva portato la mano destra dalla tua guancia alla zona delle tue scapole cosi' da avvicinare il piu' possibile il tuo corpo al suo in quella serie di baci a stampo che stavano evolevendo lentamente in altro.

Tu allungasti le tue braccia e le facesti scivolare ai lati del suo collo muscoloso per poi chiuderle attorno ad esso, intrecciandole, lasciando pero' le tue dita libere di affondare nella sua chioma dorata e bearti della morbidezza dei suoi capelli biondi mentre ne tiravi qualche ciocca mano a mano che il contatto minacciava di farsi piu' profondo.

Le sue grandi e morbide labbra premevano dolcemente ma al contempo con insistenza contro le tue, schiudesti le labbra sentendo il tuo cuore scalpitare nel tuo p'etto, lo stomaco danzare con in se miriadi di farfalle nel tuo basso ventre e le tue gambe perdere stabilita' a causa sua, del suo essere cosi' bello e travolgente, nel suo prenderti completamente impedendoti di pensare con lucidita', in quei momenti tu non eri piu' tua ne di altri, in quei momenti gli appartenevi completamente perche' era lui a guidarti.

Indietreggiasti, presa dal momento e lui con una spinta leggera ma un po' brusca lui fece scontrare la tua schiena fasciata da una maglia bianca contro la dura superficie un po' fredda e dura del muro della tua stanza mentre aveva preso nuovamente a baciarti, ma questa volta era diverso, non era un semplice bacio a stampo ne una scarica di questi.

Le sue labbra inumidite dai vostri precedenti contti stavano scivolando sinuosamente contro le tue che avevano cominciato lievemente a pulsare, il tuo corpo veniva spinto dal suo sempre di piu' contro quella superficie quasi avesse avuto il dsiderio di imprigionarti fra le sue braccia forti mentre la sua lingua bagnata accarezzava quell'apertura che egli stesso ti aveva spinto a creare per lui ed i vostri corpi avevano cominciatoa cercarsi.

Il suo muscolo umido stava esplorando la tua bocca diffondendo in esso il sapore di lui mentre la tua lingua aveva cominciato a dedicarsi ad una movimentata danza con la sua facendo si che le vostre fragranze si scontrassero crando un'essenza tutta nuova quando irresistibile mentre le sue grandi mani scivolavono con una lentezza disarmante soltto al morbido tessuto candido che celava il tuo busto alla sua vista accarezzano la tu pelle facendoti uscire un gemit soffocato.

Le vostre labbra veementi si scontravano senza sosta mentre i vostri respiri si facevano affannosi, mentre sentivi il cuore pronto ad esploderti in petto e la tua capacita' di ragionare deteriorarsi come una roccia friabile e fragile lasciata pienamente esposta alle crudeli interperie nordiche che la distruggevano completamente se pur letamente, fin troppo lentamente.

Sentivi il suo tocco delicato ma bramoso di te essere diretto sulla pelle scoperta che stava esplorando senza sapere di star sfiorando punti capaci di mandarti fuori di testa e quel suo procedere con calma nel farlo, nel provocarti quelle intense quanto piacevoli scariche che si diramavano ovunque per le tue membra ti stava rendendo sempre piu' difficile frenare la voce che stavi a fatica bloccando nella tua gola e fu inutile quando i vostri bacini si mossero, l'uno contro quello dell'altra e un gemito ti scappo' in quei baci passionali.

Tirasti appena indietro il collo per separarti da qui numerosi contatti fin troppo travolgenti con il fiato corto e le labbra pulsanti, nel separarti, nel tentare di scivolare un po'  indietro avevi morso il suo labbro inferiore morbido e pieno evitando di fragli male e avevi aperto gli occhi, come lui del resto che li aveva puntati nei tuoi, quelle sue liquide iridi nocciola erano ricperte da una lucida patina che non sapevi come denominare mentre si avvicinava nuovamente al tuo viso sfiorando i tuoi cuscinetti di pelle lasciandoti pero' la possibilta' di parlare.

«Dovremmo andare a controllare» soffiasti sulle sue labbra, volevi baciarlo ancora, volevi sentire ancora una volta il suo fantastico tocco su di te e eprcepire come il tuo corpo diventava piu' caldo grazie a lui ma una parte di te temeva quello ce stava accadendo, temeva tutte quelle novita' improvvise nella tua vita, la te razionale aveva paura dell'effeto che Jin aveva su di te.

Lui si separo' lentamente da te, non prima di aver depostato sulle tue labbra ora rosse un ultimo bacio con un sorriso a meta' fra il malizioso ed il soddisfatto, diverso da quello che ti rivolegeva sempra ma che ti faceva ugualmente perdere la testa e con le gote ancora imporporate, con il sapore di lui ancora in bocca e l'eco del suo tocco sulla pelle scendesti al paino sottostante accompagnata dal tuo ragazzo.

Vi trovaste davanti Michela che dormiva sul divano con una coperta e un pigiama nonostante facesse caldo e queso era causato dai rmisaugli della febre che non l'aveva abbandonata del tutto, Veronica che le era in piedi esattamente davanti che stava cercando di fare in modo che nessun cuscino la colpisse e poi c'erano Jungkook e Jimin che come due bambni stavano giocando a prenendersi a cuscinate con i cuscini del tuo divano.

Sospirasti pizzicandoti il ponte del naso mentre Jin al tuo finco non riusciava a non ridere nell'osservare la faccia della mora spaventata che cerava di dire ai due di fare piano menre muoveva le sue mani gesticolando come una qualsiasi italiana cercando di evitare che qualche cuscinata destasse la malata che stava pacificamente dormendo nonosatnte le urla fin troppo alte e rumorose che la circondavano ed era strano dato che ella si svegliava facilmente sensibile com'era ai rumori, sopratutto mentre dormiva.

«Io vi consiglio di smetterla, guardate che non e' una buona idea continuare... » dicesti cercando di avvertirli ma non stavano ascoltando, nessuno di loro due lo stava facendo neppure un po' e avevano continuato imperterriti il  loro gioco infantile, ma nel praticarlo non stavano affatto facendo attenzione ed ecco che Jungkook, il piu' alto e pesante dei due fra l'altro, inciampo' e cadde sopra al divano, proprio sopra la bionda che venne bruscamente svegliata.

Dischiuse gli occhi castani piu' scuri del normale, piego' la testa di lato mentre osservava il diretto copevole del suo brusco destarsi e lo fece cadere rovinosamente a terra, si alzo' lo guardo' male accennando un sorriso che definire inquietante era troppo riduttivo e poi ando' in cucina, quando torno' aveva due bottiglie di acqua gelida fra le mani che svuoto' rispettivamente addosso a Jungkook e Jimin i quali, per la sorpresa, rimasero fermi sentendo il liquido ghiacciato inzuppare i loro abiti.

Poi riporto' le bottiglie in cucina, quando torno' in salotto si giro' verso ,la mora sorridendo e con voce fra la cupa ed la diertita disse «Prego, non serve che mi dici grazie » e si capi' che era riferito a Veronixa quando si volto' verso la ragazza che inizialmente non capi' ma quando le inidico' il suo ragazzo con la maglia bianca che si era fatta trasparente, che era aderita alla sua pelle pefetta e alla sua muscolatura scolpita ella divenne rossa e si butto' sul divano nascondendo il viso fra i cuscini.

Tu non riuscisti a trattenerti e scoppiasti a ridere mentre Jimin si portava indietro i capelli zuppi d'acqua che ancora scivolava lungo i contorni marcati del suo viso, poi fisso' lo sguardo in quello della bionda prima di parlare «Perche' hai bagnato anche me?» poi mise sul viso un adoraile broncio, peccato che lui ancora non sapeva che con lei non avrebe funzionato «E' stata anche copa tua » disse semplicemente prima di voarti verso di te «Spero che Jin smetta di lasciarti cosi tanti succhiotti o penseranno che ti hanno presa a botte » disse facendoti avampare.

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