Capitolo 17
[Love]
Vi sbarazzaste velocemente dei detriti, anche se da un lato tu avresti voluto prolungare il più possibile il tempo che ti separava da quella chiacchierata, non ne conoscevi il reale motivo ma una brutta sensazione aveva cominciato a crescerti nel petto, purtroppo di brutte sensazioni ne avevi spesso.
Lui ti invitò, con voce grave, a sederti sul divanetto, disse che ciò che aveva da dire era molto importante e che non sarebbe stata cosa da poco ne in tempo ne appunto per importanza e sentisti uno strano brivido percorrerti la spina dorsale mentre annuivi con i tuoi capelli che si muovevano appena mentre sentivi la gola e la bocca inaridirsi.
Ti posizionasti sulla seduta in comodo tessuto in modo fin troppo composto, eri tanto tesa che la tua schiena non era riuscita a rilassarsi ed eri finita con il sedere in una posizione innaturalmente dritta, ma non era importante non in quel momento snervante e pieno di pressione mentre Jin si accomodava proprio davanti, o meglio dire, di fianco a te.
Portò una mano grande e allungata, la destra, con qualche anello e vene visibili fra le sue ribelli ciocche biondo platino che in quel momento erano scivolate davanti alla sua montatura, in quei giorni di amicizia e di vicinanza al ragazzo avevi notato come non indossasse ogni volta gli occhiali sebbene ne necessitasse , comunque stava bene in entrambi i casi, anche se nella tua opinione dire bene sarebbe stato riduttivo, tu che ne eri innamorata lo vedevi come il piu' affascianante e bello dei ragazzi.
Mentre lo osservavi nervosa com'eri temesti di soffocare, sentivi un groppo in gola che non ti permetteva di respirare regolarmente andare i contrasto con la tua solita calma e il tuo povero cuore che era spaventato almeno quanto te batteva veloce, tanto veloce che temevi rompesse la tua gabbia toracica per poi scappare via da lì, da te.
Poi però fu nuovamente la profonda voce del ragazzo a farti voltare verso di lui, era diversa dal solito, meno allegra e il tono era calato, si era fatto piu' basso, ti bastò unicamente questo per capire che effettivamente il discorso che avreste affrontato a breve sarebbe stato serio, serio davvero e che dunque non sarebbe stato un argomento facile, questo ovviamente non ti aveva rincuorato.
«Come ti dicevo vorrei parlarti di qualcosa di importante » disse con una certa insicurezza nella voce mentre puntava il suo sguardo ovunque in quella stanza, poi finalmente però si decise a guardarti negli occhi, con quelle sue iridi color cioccolato profonde come degli abissi interminabili che ti facevano smettere di respirare, di pensare e di essere, notasti cme la sua voce fosse ferma ma allo stesso tempo tentennasse, come il suo guardo fosse fisso nel tuo ma come allo stesso tempo tentasse di evadere dalle tue iridi (C/O) e quel suo fare contraddittorio ti fece rimanere piuttosto confusa mentre aumentava la tua agiazione.
Tu non lasciasti alcuna risposta scivolare fuori dalle labbra che in quel momento stavi torturando con i tuoi denti a causa della difficolta' che avevi nel respiro, dell'imbarazzo dato dalla sua vicinanza a te, quel suo osservarti come se avesse tentato di leggerti nell'animo e a causa delle farfalle che parevano aver spiccato un caotico volo el tuo povero stomaco che si stava contorcendo come mai ti era capitato prima, tutta quell'ansia e quella pressione che avevano gremito il vostro silenzio ti stavano sfiancando.
Ti limitasti a fare un cenno positivo del capo facendogl capire che tu avevi intenzione di lasciarlo parlare tranquillamente e che avresti ascolatato tutto quello che ti avrebbe detto anche se tu stavi solamente cercando di sembrare calma quando in realta' non lo eri neppure in minima parte ma come biasimarti, chiunque al tuo osto pobabilmente sarebbe stato soffocato da quelle emozioni tanto oppressive.
Lui si appoggio' la mano destra al lato del collo fasciando con le dita decorate da alcuni anelli la sua parte posteriore, il suo respiro caldo ti sfiorava la pelle e ne sentivi il suono per quanto teso fosse, poi si sporse di lato con la fascia di muscoli lasciadoti una vista perfetta ed incantevole del suo pronunciato quanto maschile pomo d'adamo e delle sue labra carnose e luminose che si erano dischiuse per poi essere attraversate da un lieve sospiro prima che la sua voce mervigliosa risuonasse in quella stanza spezzando quel silenzio tanto puro da essere assordante.
«Io volevo dirti che o non sono solito parlare con la gente, non mi fido quasi mai di chi non conosco da molto tempo, purtroppo non ho avuto molta gente che avlesse la pena di tenere stretta durante la mia vita e ad essere sincero non mi sono mai neppure ritrovato a pensare all'amore, non l'ho mai desiderato anzi, forse lo consoideravo solo un'idiozia, una perdita di tempo perche' spesso chi si e' avvicinato a me lo ha fatto solamente a causa della mia posizione, o meglio a causa di quella di mio padre » disse piegando il collo in avanti lasciando che quelle ribelli ciocche platino che poco prima aveva spostato ricadessero ancora una volta davati a quei suoi bellissimi ed ampi occhi scuri e poi lo notasti, notasti un piccolo ma amaro sorriso posizionarsi sul suo viso.
Ti era bastato vedergli fare quella strana espressione per capire che quello che stava dicendo, cio' che ti aveva appena raccontato non fosse qualcosa di cui parlava spesso, che non avesse gradito ricordare eppure lo aveva fatto, proprio quel pomeriggio, proprio davanti a te mentre uno strano silenzio insopportabile e soffocante vi avvolgeva spingendo sulle tue spalle quasi avesse voluto gettarti a terra e spingerti contro il duro pavimento, ma ancora tenevi le spalle contratte in quella postura quasi militare.
«Ma a dire la verita' non e' questo il punto, non e' questo che desidero drti, cio' che voglio ora sapere di te quidi ti chiedo di rispondere onestamente, lo farai? » chiese poi scuotendo il capo come se quel gesto avesse potuto aiutarlo nell'organizzare i suoi pensieri, poi porto' il suo sguardo serio, penetrante e magetico sulla tua figura, sul tuo viso che era rimasto, non sapevi neppure tu come, il piu' neutrale possibile, senza lasciar strabboradare la tua ansia e la tua paura ma venisti poi tradira dalla voce che usasti nel ridpondergli, un po' tremante ed insicurA.
«Ti prometto che ti rispondero' onestamente » dicesti con quella tua voce traditrice ma lui, agitato come ti era parso, continuava a giocare con gli anelli fra le sue dita facenoli viaggiare fra esse e sem brava non aver notato quel tuo lieve timore che eri invoontariamente finita con il palesare «Bene, ne sono felice e spero vivamente che lo farai, che sarai onesta con me e con la domanda che ora intenzione di porti » ribbadi' come se avesse provato un senso di timore verso quello che doveva chiederti cosa che ti fece preoccupare e non poco, fece insomma salire alle stelle la tua agitazione che gia' non riuscivi piu' a controllare.
«Tu... tu... provi qualcosa vrso di me, intendo, io ti sto chiedendo se ai dei sentimenti romantici verso di me, e'cosi? » chiese rendendo fi troppo ovvio il contenuto del suo quesito, sembrava che quasi non avesse voluto lasciarti scappatoie ne modi di eviare quella scomoda domanda che ti stava facendo sudare freddo, avevi paura di dirgli che lo amavi, che bastava un suo sorriso a farti sciogliere il cuore, avevi paura che si sarebbe allontanato da te, che ti avrebbe odiato e questo fu il motivo per il quale inizialmente tacesti, per il quale il fiato ti rimase bloccato in gola quasi avesse vouto soffocarti.
Eppure i suoi occhin puntati dritti nei tui ti stavano impedendo di scappare, era come se ti avesse intrappolata solo con quel suo indescrivibile modo di guardarti e che ti avessse privata della capavita' di agire ome eri solita, come se ti avesse impedito di allontanarti da quella sitazione che ti stava spaventando a morte e fu precisamente a causa di questi tuoi pensieri che non fosti capace di nascondere quello che avevi nel cuore ma non volevi dirlo e basta, non eri certamente pronta.
«Jin, perche' me lo stai chiedendo, ti rispondero' ma prima devi dirmi il motivo che ti ha spinto a farmi questa domanda » dicesti, sembrava quasi che lo stessi implorando ma ancora una vota lui sembrava troppo preso da pensieri che ancora non conoscevi per notare l'intonazine particolare che aveva improvvisamente preso la tua voce.
«Perche' e' importante, puoi, per favore darmi la tua risposta? » ciese sistemandosi sul ponte el suo naso perfetto la montatura che gli calzava a pennello senza guardarti, sembrava quasi che non avesse veramente voluto sapere quello che avevi da rispondergli e la cosa ti fece inarcare un sopracciglio ma non domandati altro ance se avresti voluto, vedesti quella imporvvisa richiesta come l'occasione per liberarti da quel peso che ti stava schiacciando.
«Se mi chiedi se sono innamorata di te non posso risponderti co certezza, non sono mai stata innamorata, ho solo avuto un paio di cotte passeggere ma posso dirti con assolua certezza che ho dei forti sentimenti che provo verso di te, quindi, si provo dei sentimenti romantici verso di te sebbene io non sappia che nome dare loro» dicesti velocemnte senza quasi fare pause fra le varie parole mentre sentivi le tue guance diventare bollenti come la lava incandecente, mentre l'imbarazzo, il disagio e la paura si mischiavano nel tuo petto facendo battere il tuo cuore ancora piu' veloce tanto che avrebbe potuto fermarsi da un momento all'altro e tentasti di celare il tuo viso con le tue ciocche (C/C).
Sentivi una strana debolezza invaderti le membra che si erano imporovvisamente fatte roventi come le fiamme dell'inferno, mentre sentivi un incerto tremore scuoterti le mani poste a barriera davati al tuo viso paonazzo mentre venivi divorata dalla paura piu' pura, mai ne avevi provata a quel modo, mai.
Lo sentisti sospirare piano, quasi non avesse voluto farsi sentire e quello inspiegabilmente ti mise una paura assurda in corpo, poi pero' fece qualcosa che non ti saresti ecrtamente aspettata, sentisti le sue grandi mani calde stringere con dolcezza la tue che, messe a confronto con le sue, parevano minuscole facendotele spostare lentamente dal tuo volto, facendo cosi crollare la piccola ed infajntile barriera che avevi eretto contro il suo possibile rifiuto e quando cio' accadde uso' le sue dita per spostare la tua morbida chioma dal tuo viso e in quel moemnto sentisti come il tuo cuore perse un battito.
Lui ti guardava con quei suoi grandi e dolci occhi scuri che brillavano come le piccole gocce d'acqua brina sulle foglie allungate dei prati illluminate dai primi e caldi raggi del sole albeggiante all'orizzonte, le sue guance morbide erano tirate poiche' le sue grandi e polpose labbra erano contratte nel piu' dolce e luminoso dei sorrisi che avessi mai visto, soprattutto sul suo viso e a quella visione sentisti il tuo cuoe come precpitare mentre batteva forte, tanto che potevi sentirne il ritmo irregolare nelle tue orecchie mentre le sue mani erano nuovamente avvolte attorno alle tue che tramavano appena.
«A dire la verita' io avevo paura, intendo paura davvero di conoscere la risposta alla domanda che ti ho fatto ma allo stess tempo temevo di non conoscere la soluzione a questo mio quesito, lo so, e' stupido ma non mi sono mai trovato in una sitazuione simile, nella quale non so come agire e non capisco neppure quello che mi passa per la testa, ho persino chiesto aiuto a Jungkook, sembrava felice, felice davvero e forse e' perche' no parlo mai dei miei probelmi ma sai, con te, quella sera e' stato cosi facile, come se per la prima volta vessi potuto essere me ed esserlo davvero e quindi si, credo che quello che mi passa per la testa da giorni sia qualcosa di dvvero complicato ma mi piacerebbe scoprirlo con te, me lo permetterai?» disse con voce dolce ma non eccessivamente mentre ti guardava con le iridi che tremavano appena.
Tu eri ancora immobile con le mani che tremavano ancora, con gli occhi lucidi e con la testa che era ad un passo dall'esploderti, ancora ferma che tentavi di elaborare quello che era appea successo, le parole che Jin ti aveva rivolto con quella entile insicureza nella voce e quella timida paura che scuoteva le sue iridi cioccolato che tanto adorvi ed incapace di parlare ti limitasti a fare cenno con il capo.
Il suo sorriso si fece piu' largo e il timore gli abbandono' gli occhi mentre vi avvicinavate l'uno al viso dell'altra guardando le labbra che questri ospitavano e mentre il tuo istinto ti guidava ti chiedevi che sapore avrebbero avuto quelle labbra e con esso quale sarebbe la sensazione di quie due cuscietti di pelle perfetta a contto con le tue e quando foste a pochi centimetri di distanza, con le labbra che si savano sfiorando e i vostri respiri che si stavano mischiando sentisti la porta del salotto venir spalancata e una voce fin troppo conosciuta alle vostre spalle seguita dal rumore di uno scatto «Era ora, pensavo che dall'attesa mi sarebbe cresciuta la barba, o qualcosaltro comunque» disse Michela dopo avervi scattato una foto distruggendo quella dolce atmosfera che si era creata fra voi riempendola di imbarazzo.
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