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Capitolo 13

[Fire ]

Il vostro giocare fu interrotto da dei suoni di passi veloci che si alternavano nel corridoio, dunque piuttosto curiosi apriste la porta della stanza per tentare di capire ciò che stava succedendo.

Notaste un gran numero di studenti correre per i corridoi urlando come degli idioti, altri si facevano dei selfie prendendo la folla che sembrava terrorizzata da quello che stava accadendo, alcune ragazze facevano le vittime attaccate ai loro ragazzi, giusto per avere un pretesto per strusciarsi contro di loro, altri invece avevano per le mani molti libri e quaderni e sulle spalle uno zaino.

Non capiste subito quello che stava succedendo, ma poi in tutto quel caos, in quella gente urlante, in quel vociare continuo e spasmodico riuscite a fatica a distinguere il suono squillante della sirena antincendio e velocemente cominciaste a correre anche voi, infischaindone di tutto, eravate tutti entrati nel panico, specialmente Hoseok che urlava come un'aquila.

Quando foste fuori, radunati nel cortile dell'imponente dormitorio  osservasti l'edificio in mattoni sembrare integro, come se nulla fosse davvero accaduto, ma poi notasti come da alcune delle finestre aperte uscissero delle nubi scure di fumo e comprendesti che il pericolo era stato molto più che reale.

Poi ti girasti, passati velocemente il tuo sguardo (C/O) sulla folla di persone che ti circondava, facesti rimbalzare da un lato all'alto i tuoi occhi nervosi e un poco spaventati da quella brutta sensazione che avevi addosso, da quel tuo pensiero che non avresti dovuti affatto avere, ma nel notare che non c'era il volto familiare della bionda fra la folla sbiancasti e dall'espressione di Veronica notasti che probabilmente aveva avuto la tua stessa idea.

Ti avvicinasti tremante appena a Jin mentre le fiamme si alzavano, tanto che qualche lingua di fuoco aveva sorpassato le finestre annerendo il muro esterno «Tu riesci a vedere Jimin? » domandasti con voce tremante al biondo che però sembrava ancora più in ansia di te e ti rispose, suo malgrado, negativamente e così fecero gli altri che parevano trattenere il respiro fissando quell'edificio che veniva divorato dalle fiamme.

Guardavate terrorizzati quelle due grosse porte bianche che portavano lo stemma della scuola e tu sentivi un peso alla bocca dello stomaco che pareva sussurrarti malignamente il peggio in quella pericolosa situazione, ma non volevi pensarci, non se riguardava una delle poche persone che ti erano vicine e lo erano davvero tanto.

Il tempo passava e la sirena dei vigili del fuoco si fece più forte, mentre quei muscolosi uomini in divisa prendevano i loro attrezzi mentre i nomi dei due assenti venivano urlati a gran voce tu avevi iniziato a sentire una delle più grandi paure della tua vita, non avevi mai pensato di poter pendere qualcuno così, eppure stava succedendo e troppo velocemente perché tu potessi reggere.

«Come mai sono rimasti nell'edificio e se sapete dove si trovano dovete dircelo, possiamo ancora salvarli se le fiamme non li hanno raggiunti » disse un pompiere che probabilmente era a capo della squadra e che dirigeva l'operazione di contenimento del fuoco, nessuno parlò, non subito poi però si fece avanti Luke e si fece avanti anche Maya che osservavano l'uomo preoccupati, forse più per loro stessi.

«Abbiamo, abbiamo bloccato la porta della stanza 403, c'erano due ragazzi » disse la ragazza con voce tremante e gli occhi pieni di lacrime cristalline che scivolavano lungo le sue guance sciogliendo il suo trucco «Volevamo fare uno scherzo innocente, non pensavamo che... » non finì la frase che scoppiò in un pianto disperato crollando a terra coprendo il viso con le sue mani.

«Non pensavamo che sarebbe potuto succedere, non lo avremmo fatto, davvero » disse lui con tono più calmo della ragazza ma comunque si vedeva la paura che era riflessa nella sua espressione, quei due si erano rivelati due stupidi liceali incapace di capire quello che fanno, troppo sciocchi per capire la gravità delle loro azioni e quello che può derivarne.

Tu eri furiosa, stavi per avanzare, per sfogare quello che pensavi e non c'erano certamente parole gentili che sarebbero state dedicate a quei due, ma Jin che era vicino a te si mosse prima prendendo per il colletto Luke e poi lo sbatté a terra riempiendolo di pugni urlando che se qualcosa fosse successo lo avrebbe certamente ammazzato, si capiva che il legame che lo legava ai suoi amici era fortissimo e che quel cambiamento improvviso era dovuto a questo.

Ma si fermò quando tu gli appoggiasti una mano sulla spalla, nessuno aveva avuto abbastanza coraggio da avvicinarsi a lui, ma tu non lo temevi, lo avevi già conosciuti bene e sapevi che era un ragazzo gentile, sapevi che non era un tipo violento, che non se la prendeva mai davvero se la cosa non era dannatamente grave e sapevi che quel suo comportamento non era dovuto ad un lato nascosto della sua personalità, sapevi che aveva semplicemente paura, come ne avevi tu.

Lentamente, senza dire nulla, facendo scivolare entrambe le mani attorno alla sua schiena possente e muscolosa stringerti il suo busto largo in un dolce abbraccio, lui parve calmarsi e si alzò dal ragazzo che aveva probabilmente il setto nasale distrutto, ma non disse una parola a riguardo, anzi gli chiese scusa ancora terrorizzato mentre dalla sua il biondo aveva stretto il tuo corpo in un abbraccio che non avrebbe allentato.

Si era alzato e ti pareva di essere dannatamente piccola, tutto perché lui in confronto a te era dannatamente alto, un gigante che tu adoravi, ti aveva stretta contro il suo petto muscolo e tu gli arrivarvi esattamente ai pettorali, motivo per il quale ti fu facile sentire il battito accellerato e irregolare del suo cuore, potevi sentire come questo si dimenasse nella sua gabbia toracica, poi si chinò su di te, affondò il viso nell'incavo del tuo collo e iniziasti a sentire dei lievi singhiozzi uscire dalle sue labbra premute contro la tua pelle, era ovvio come non desiderasse piangere.

A quell'abbraccio si unirono anche gli altri, lentamente, uno alla volta strinsero le loro braccia attorno a voi, perché anche loro avevano paura quanta me avevate voi, perché anche loro sentivano le lacrime agli occhi, perché anche loro avevano bisogno di conforto ma allo stesso tempo volevano confortare chi stava come loro per quelle due persone che erano intrappolate in quella morsa di fuoco.

In tutto questo i pompieri avevano faticato ad entrare nella struttura poiché la porta aveva fatto resistenza, ancora non erano riuscita ad aprirla bene, ancora dovevano anche solo capire in che stato si trovasse la struttura dell'edificio e per quanto ne sapevate quei due potevano essere già stati inghiottiti da quelle spietate fiamme scarlatte che potevate veder danzare dai vetri oscurati.

Poi però notaste le due porte bianche tremare, poi però sentisti dei tonfi contro di esse, poi però queste vennero aperte e ne uscì Jimin che teneva fra le braccia la bionda svenuta e aveva vari tagli sulla pelle, entrambi avevano la pelle lacerata in alcuni punti, avevano anche delle bruciature lungo il corpo e subito i pompieri andarono loro dietro e con loro i paramedici che si occuparono subito della ragazza che a malapena respirava.

L'altro invece sembrava stare bene, aveva qualche ferita superficiale e un paio di ematomi ma nulla di grave, se ne stava seduto nell'ambulanza con le mani che tremavano e gli occhi ancora lucidi, tossiva a volte ma era normale dato che aveva finito con il respirare anche lui i fumi tossici di ciò che era andato bruciato.

L'incendio venne spento subito dopo, pareva fosse partito dai i piani più bassi e che effettivamente i piani in cui le vostre stanza si trovavano non erano quasi stati toccati dal fuoco, ma che alcune stanze fossero addirittura crollate ma, nonostante questo, incredibilmente la stabilità dell'edificio non era stata compromessa, era certamente in agibile poiché doveva essere ripulito e sistemato ma era comunque abitabile, anche in quello stato, era davvero incredibile.

Vi avvicinaste dall'ambulanza dove era stesa la bionda che ancora non aveva accennato all'aprire gli occhi, era immobile sul lettino con i respiratori attaccati al naso, più pallida di quanto fosse mai stata ed era brutto, dannatamente brutto vedere così lei, lei che era quel tipo di persona che sembrava nulla potesse buttare giù.

Poi lo notaste, notaste quel grosso livido violaceo, tendente al nero che andava dalla sua spalla a parte del suo bicipite, notaste come il suo viso fosse colorato di un rosso accesso, di come le sue labbra fossero dischiuse e di come il suo petto si muovesse male, a volte di più, altre molto di meno, insomma, non stava bene e si vedeva chiaramente.

Poi una giovane donna dai capelli scuri vi rassicurò con il più dolce fra i sorrisi, posò una mano sulla spalla del moro cercando di fargli un po' di forza e coraggio prima di parlare lentamente cercando di non farvi preoccupare più di quanto già non foste di vostro.

«Nulla di cui preoccuparsi, ha un po' di fumo nei polmoni che espellerà fra poco » «Ma è svenuta » urlò Taehyung disperato che aveva una salda amicizia con la ragazza, sebbene qualche giorno prima si fosse beccato un madornale schiaffo sulla guancia e ne portasse ancora il segno.

«Oh, sembra che stesse già male, nulla di che è solo febbre sebbene sia fin troppo alta, volete che la portiamo in ospedale? » chiese gentilmente ma prima che qualcuno rispondesse affermativamente, perché tutti volevano farlo e si leggeva chiaramente dai vostri visi, la diretta interessata si mise seduta cominciando a tossire in modo molto forte prima di dire che non voleva, che sarebbe guarita presto.

Alla fine la scuola fu sospesa e il dormitorio sarebbe rimasto chiuso per circa un mese per i vari lavori, forse di più, la era certo che quando questo sarebbe stato ristrutturato allora la scuola sarebbe presto ripresa.

Namjoon, Taehyung e Hoseok riuscirono a farsi ospitare sa Yoongi che abitava poco lontano da lì ed essendo uno studente universitario viveva da solo da un po' nella casa che i suoi genitori gli avevano regalato anche a causa di tutti i suoi concorsi vinti con tanta strabiliante abilità mentre Jungkook, Jimin, Jin, Veronica e Michela vennero a stare da te che avevi tutta la casa libera e che abitavano fin troppo lontani.

Almeno questo è quello che avevate deciso mentre eravate ancora fermi nell'atrio della scuola, o meglio, vi stavate dirigendo verso le vostre mete dopo esservi salutati e divisi, mentre voi stavate cercando di andarcene vennero verso di due coloro che avevano provocato quella situazione e con lo sguardo basso, tremante e la voce spaventata chiesero scusa per quello che avevano fatto, dissero che non era stata loro intenzione.

A quel punto Jin si stava arrabbiando di nuovo, ma inaspettatamente fu Jimin a fare un passo in avanti e i suoi due amici sembravano davvero sorpresi, probabilmente non era sua abitudine «Siete degli idioti irresponsabili, non solo perché avete rischiato di farci ammazzare ma il vero problema è che vi sembrava divertente praticare degli atti di bullismo! » fece una piccola pausa firmandosi indietro i capelli furente con la vena che palpitava nel suo colli.

«Siete dei cretini, che gusto ci trovate a far sentire le persone infecelici, a rovinare loro la vita uh? » «Di cosa stai parlando, tu sei uno dei top a scuola Jimin » disse Maya con voce civettuola, evidentemente non aveva ancora abbandonato il suo proposito di conquistare il ragazzo più desiderato fra tutti ma lui non ti parve dell'idea di stare al suo stupido giochetto.

«No, io faccio parte di chi è stato preso sempre per il culo da quello come voi, da quelli che si credono meglio di tutti gli altri, non sapete nulla di me conoscete solo una persona costruita che mi sono stancato di portare avanti » disse sibilando in modo molto minaccioso osservando inviperito i due.

«Beh, quella ragazza se l'è cercata » disse d'un tratto la ragazza appoggiata da chi gli stava dietro ovvero Luke e a quel punto sul volto del moro si poteva leggere la più pura delle rabbie ed era davvero spaventoso vederlo in quello stato, inaspettato e spaventoso ma prima che potesse accadere qualcosa parlò.

«Non ti tiro un pugno solo perché sei una ragazza » disse rabbioso stringendo i denti, forse davvero avrebbe voluto «Lo faccio io allora! » disse la bionda ma era troppo debole e quando stava per cadere fu proprio il moro a riprenderla, prima che cadesse rovinosamente «Ho capito, te lo do quando sto meglio, giusto perché posso... » disse, poi disse altre parole sconnesse ma non si capiva quello che diceva, poiché farfugliava e parlava a voce bassa.

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