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Capitolo 5


Axel

In auto, mentre guido verso il Forter Inn, con Megan al mio fianco, non posso fare a meno di pensare a quanto sia incredibile questa donna. Logorroica, ansiosa, esagitata e... amante dei Rolling Stones. Cazzo, quasi nessuna donna ascolta i Rolling Stones. Penso che se fossi un adolescente potrei prendermi una bella cotta.

E poi... quasi dimenticavo di dire quanto è bella. Capelli scuri, occhi verdi e un sorriso così dolce che io...

Ok, frena Axel, lei non è Selena, non succederà quello che fai succedere il 99% delle volte. È la tua co- protagonista e devi trattarla con i guanti, perciò... non fare pensieri sconci su di lei.

Abbasso lo sguardo e osservo le sue gambe. Ha un vestito corto color pastello e una mano appoggiata su una delle sue cosce. E che cosce, signori!

Axel, ritorna in te "niente pensieri sconci, niente pensieri sconci, niente pensieri sconci" mi recito in mente come un mantra. Alzo la valvola dell'aria condizionata perché sto iniziando a sudare.

«Hai caldo?» chiede Megan notando il mio gesto.

«Sì, tu no?» domando a mia volta.

«No, sto bene» dice sicura.

«Ok, scusa, allora riabbasso» dico facendo per muovere di nuovo la valvola, ma lei mi ferma.

«No, tranquillo. Fuori faranno quaranta gradi, non morirò di freddo» ribatte divertita e poi continua «È sempre così afoso il tempo, qui?».

«Beh, siamo in New Mexico, tesoro. Il caldo qui è di casa» dico guardandola e mi accorgo di averla appena chiamata "tesoro". Cristo, Axel, sei un coglione!

«Cavolo! A Los Angeles, l'estate non è mai così torrida».

«Vivi lì?» chiedo incuriosito, ma in realtà so che il 90% degli attori vive a L.A.

«A Pasadena. Mia madre e mia nonna vivono lì in un piccolo appartamento e io ho preferito prender casa vicino a loro» mi racconta, e non mi sembra vero che ci sia una donna single che può trascorrere tutte le sue serate tra festini e premiere cinematografiche a Los Angeles, che preferisce, invece, andare a vivere accanto alla madre e la nonna. Ma... un momento... ho detto "donna single"? Non ne abbiamo parlato, cosa dovrebbe farmi credere che lo sia?

«Sono stato un paio di volte a Pasadena. È davvero molto pittoresca» dico, cercando di non pensare a lei e al suo ipotetico fidanzato.

«Spero che "pittoresca" non sia un modo velato per dire che ti fa schifo» ribatte lei guardinga.

«Oh, Dio, no. Mi è davvero piaciuta. Sì, è diversa da Los Angeles, ma molto carina» rispondo in mia difesa.

«Beh, non ha sicuramente la vita mondana della tua Hollywood, ma si sta bene. E poi c'è divertimento anche lì, che credi?» fa lei fintamente offesa.

«Oh, non lo metto in dubbio. Allora, quando tra quattro mesi finiamo le riprese vengo a trovarti, così mi mostri la bella vita di Pasadena. Sempre che il tuo fidanzato non sia geloso, ovvio» sparo la stronzata del secolo, come un ragazzino liceale alle prime armi. Cristo, Axel, ma sei fuori? Prima regola di ogni approccio: se vuoi sapere una cosa, chiedila e basta! Se ci giri attorno rischi di apparire poco sicuro di te e... cazzo, io sono fottutamente sicuro di me!

«È un modo carino per chiedermi se ho il ragazzo?» fa lei ridendo.

«Beh, è che non so mai come muovermi quando conosco una nuova collega. Voglio dire... sono uno che ama scherzare con chiunque, fare battute e... molto spesso mi dicono che sembra sempre che io ci provi con tutte ma, ti assicuro che è solo il mio modo di fare e, spesso, può essere frainteso. Una volta mi sono ritrovato il fidanzato di una mia partener, in una soap, che venne sul set incazzato nero perché credeva che io facessi il cretino con la sua ragazza. In realtà, avevamo instaurato un bel rapporto, io e lei, e per giocare ci scambiavamo foto ridicole su Whatsapp. Quella volta avevo avuto la brillante idea di mandarle una mia foto a torso nudo e con una scimmietta di peluche che mi usciva dai pantaloni. Il ragazzo l'ha vista e non ha... beh, diciamo che non ha apprezzato la mia ironia». Megan scoppia a ridere a crepapelle e sembra non volersi fermare.

«Brava, brava, prendimi pure in giro» dico scuotendo la testa, ma sorrido anch'io.

«Come ti è venuto in mente di mandarle una tua foto con una scimmia nelle mutande?» riesce a stento a dire e poi scoppia a ridere di nuovo.

«C'è una storia dietro quella foto, era tutta legata a una scena che i nostri personaggi dovevano girare. O meglio era legata al mio. C'era una battuta di Tom, il personaggio che interpretavo, che era davvero squallida. Era detta in un momento abbastanza intimo tra me e questa ragazza e si riferiva al suo... beh...» dico un po' imbarazzato, ma Megan interviene subito spiazzandomi.

«Pene?».

«Esatto, mi hai tolto le parole di bocca» dico sorridendo divertito, ripensando a quella stupida battuta.

«Guarda che siamo tra adulti. Puoi dire quella parola in pubblico» fa Megan ironica.

«D'accordo. Era una battuta sul mio pene... insomma sul suo, su quello del personaggio!» farfuglio e noto che lei trattiene a stento la risata, così continuo. «Ad ogni modo, per non portartela alla lunga, la battuta recitava pressappoco così "lui è come una scimmia, ruba tutto ciò che vuole. E in questo momento vuole il tuo prezioso fiore"». Megan scoppia di nuovo a ridere, questa volta sembra davvero non volersi fermare più e io mi rendo conto che adoro il suono della sua risata, letteralmente. Potrai stare ore ad ascoltarla ridere senza annoiarmi mai.

Quando riesce a riprendere fiato dice:

«Il tuo prezioso fiore? Sul serio? Ma chi le scriveva le sceneggiature?» chiede ancora divertita.

«Beh, sicuramente un idiota che, se fosse per me, adesso starebbe a zappare la terra» rispondo risoluto.

«Toglimi una curiosità. L'ambiente delle soap è tutto così? Insomma avete sempre battute così squallide? Senza offesa» dice alzando una mano in segno di scuse.

«Nessuna offesa. Lo odio, letteralmente. Insomma, qualcosina di salvabile c'è. Ho fatto soap meno ridicole di questa ma... non riuscivo mai a esprimermi appieno lì. Per questo sono totalmente concentrato su questo progetto. È un punto di svolta per me, capisci?» dico in maniera molto onesta.

«Ti capisco, per me è lo stesso. Fin ora ho avuto sempre ruoli di serie B. Sono sempre stata una specie di comparsa sui set. Poter rientrare nel cast ricorrente era ciò a cui aspiravo ma, la protagonista, è un sogno, davvero. Sono andata aldilà di ogni mia aspettativa. Perciò voglio giocarmela bene e... ecco perché ero così agitata per quel ritardo, prima» dice aprendosi e capisco che io e lei siamo più simili di quanto pensassi.

«Sì, ora ho il quadro più chiaro» dico annuendo.

«Ad ogni modo... tornando al discorso di prima, non credo che con me avrai problemi di fidanzati gelosi. Non sto con nessuno, al momento. Quindi puoi mandarmi tutte le foto più strane del mondo, con peluche che riproducono gli esemplari di animali più rari. E, mi raccomando, li voglio nelle mutande, altrimenti mi offendo» dice con un'ironia che mi lascia senza parole e rido sguaiatamente, mentre lei mi segue a ruota.

«Sei simpatica, Megan, lo sai?» dico guardandola dritta negli occhi per un istante, poi per fortuna ritorno sulla strada. Questa donna mi farà andare a sbattere.

«Grazie, Axel, anche tu non sei male» risponde lei e mi sorride. La guardo con la coda dell'occhio, sta ancora sorridendo e sembra imbarazzata. Ho già detto quanto amo il suo sorriso? Sì, l'ho già detto.

Arriviamo al parcheggio dell'albergo e scendiamo dall'auto e mi chiedo, improvvisamente, dove sono i suoi bagagli.

«Sei una che si veste con poco o hai dimenticato i bagagli in aeroporto?» domando ironico.

«Ehm, no, in realtà prima di arrivare dove gireremo mi sono fatta lasciare al volo qui e ho dato i bagagli in custodia alla hall. Li recupero adesso» dice e mi sembra improvvisamente scostante. Arriviamo alla hall e ci salutiamo.

«Axel, grazie del passaggio e della compagnia, davvero» dice dopo avermi dato un fugace abbraccio. Sembrava quasi non vedesse l'ora di distaccarsi da me.

«E di che» faccio con finto disinteresse.

«Bene, allora ci vediamo domani» risponde e fa per andarsene, ma io la chiamo.

«Megan!».

«Sì». Si gira di scatto, quasi come se fosse contenta che non voglio ancora lasciarla andare.

«Senti, prima, con i ragazzi... sai, eravamo in un bar e avevamo pensato di uscire un po' stasera, andare a mangiare qualcosa e brindare insieme alle riprese di domani e al percorso che ci unirà per quattro lunghi mesi. Ti va di venire con noi?» chiedo sperando in una risposta affermativa.

«Sembra una bella idea ma, non voglio fare tardi».

«Non faremo tardi, promesso. L'appuntamento con gli altri è qui davanti, per le 20.00. Te ne vieni con me. Devo dare un passaggio anche a Sandy, un'altra attrice del cast. Così avrai anche modo di iniziare a conoscere una delle ragazze e di vedere se sono o no alla mano» dico riferendomi al suo discorso di prima.

Lei sorride impacciata per un attimo e poi dice: «Va bene, alle 20.00».

«Perfetto, a dopo, allora» ribatto cercando di contenere il mio entusiasmo. Lei mi sorride ancora e poi va via.

Rimango lì piantato, imbambolato, per qualche secondo, finché non mi squilla il cellulare. È Todd.

«Ehi amico, ma che fine hai fatto?». La sua voce mi arriva preoccupata.

«Sono in albergo. Tutto a posto».

«Bene, anche noi stiamo venendo lì. Perché non sei tornato qui al bar? E, soprattutto, perché ci hai messo tanto?» chiede.

«Ho conosciuto Megan, la mia co- protagonista. Le ho dato uno strappo fin qui» dico pensando a lei.

«Oh... ottimo. E lei com'è?» domanda incuriosito. Ci penso un po' su e poi rispondo:

«Scopabile».

«Axeeeel» ribatte lui trascinando il mio nome a mò di rimprovero.

«Che c'è? È carina, molto. Ha due occhi enormi da cerbiatta e un sorriso così... così» balbetto cercando le parole che faticano a uscire.

«Ti rendi conto che è la prima volta che per descrivere una donna non hai usato le parole "tette" e "culo"? Devo preoccuparmi?» chiede e lo sento ridacchiare. Spero che sentendo la sua parte di conversazione, chi è in auto con lui, non capisca di chi stiamo parlando.

«Nahh! L'ho solo conosciuta e abbiamo chiacchierato un po'... sembra a posto» dico tornando in me.

«D'accordo, ne parliamo più tardi» dice e mi attacca il telefono. So già che mi aspetta una nuova ramanzina.

Salgo in stanza e, per ammazzare il tempo, cerco il nome Megan White su Google. Mi si apre una pagina che rimanda al suo account Instagram e mi spulcio tutte le sue foto. Qualche passeggiata in centro con le amiche, una foto con una signora anziana che credo essere sua nonna, qualche servizio fotografico e... oh, qui è davvero sexy. Niente male signorina White. C'è una foto con una signora più giovane che sembra essere sua madre e un mucchio di fotografie di paesaggi. In questa sorseggia una coca cola e ha una faccia così insolente. In senso buono, ovviamente!

Mentre sono lì, qualcuno bussa alla mia porta. Poso il telefono e vado ad aprire. Mi trovo davanti Selena, bella come il sole, e con una faccia che urla "Scopami".

«Selena. Che bella sorpresa» dico invitandola ad entrare. Lei si accomoda subito.

«Ho chiesto alla hall quale fosse il numero della tua stanza. All'inizio non volevano darmelo per questioni di privacy ma... una donna sa essere molto convincente» dice richiudendosi la porta alle spalle.

«Lo immagino. Come mai sei qui?» chiedo andando dritto al sodo.

«Sarò onesta, Axel, non mi piacciono i giri di parole. Sono due settimane che non faccio sesso, e credimi, per me è davvero tantissimo, per cui... mi chiedevo se tu potessi aiutarmi con questo piccolo problemino» fa, appoggiandomi le mani sui pettorali.

«Vuoi che ti trovi qualcuno con cui scopare?» chiedo divertito, sapendo che la farò incazzare.

«Non prendermi in giro» dice dandomi un leggero pugno sul petto. «Ti prego, è da stamattina che sto impazzendo. È da quando ti ho visto che ti voglio dentro di me, perciò... visto che so che anche tu vuoi stare dentro di me... perché non saltiamo i convenevoli e ci agitiamo un bel po' tra le lenzuola?».

Sorrido del mio solito sorriso marpione, la guardo per un secondo e dico:

«Beh, come dirti di no!». Le salto addosso e la bacio, ricambiato dalla sua famelica voglia di me. Ci spogliamo in maniera selvaggia e diamo inizio a quella che sarà una lunga maratona e che, molto probabilmente, mi farà arrivare tardi all'appuntamento con Megan.

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