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16

-COME é POSSIBILE?!

La urla di Joy si sentono per tutta la villa, ma ovviamente nessuno corre a vedere che cosa abbia perché non importa a nessuno che cosa turbi quella strega.

-MAMMAA!

Caroline entra in camera sua cinque minuti dopo senza nascondere la scocciatura.

-Che hai da urlare così tanto, ochetta?

-Tu non sai che cosa é successo a scuola!

-E ovvio che non posso saperlo,  quindi me lo devi dire.

-Nina.

-Nina, cosa?

-Aveva un atteggiamento diverso.

-Diverso come?

-Sembrava sicura di sé, una persona nuova che non si fa mettere sotto da nessuno. Dovevi vedere come ha risposto a un ragazzo quasi il triplo di lei.

-Questo non vuol dire niente, qui dentro comando io.

-E ciò che é ancora peggio....Fabian le ha chiesto di andare insieme al ballo!

-E questo sarebbe un problema? Mi sembra più che ovvio che avrebbe invitato lei al ballo.

-Cosa?!Ma da che parte stai?!

-Dalla mia, ovviamente. Non é colpa mia se sei talmente stupida da non aver mai notato il modo in cui il suo sguardo cerca sempre Nina, anche quando cercavi di tenerlo legato a te come un'ameba.

Grazie tante, madre.

-Di niente figlia.

La porta della camera di Joy si apre ed entra Patricia che sembra portare buone notizie.

-Credo di sapere che cosa abbia cambiato l'umore di Nina.

-Cosa?!- scatta subito Joy

-Questa mattina, prima di entrare in classe, stava parlando con un ragazzo, lo stesso che l'ha difesa qualche settimana fa. Non so che cosa si siano detti esattamente, ma lei si é scritta sul polso un numero.

-Un numero?

-Si, il numero 9.

-Perché si é scritta un numero su un polso?

-Non ne ho idea.

-Ma chi diavolo é quel ragazzo? In tre anni di scuola non mi sembra di averlo mai visto.

-Neanche io!Ma frequenta la nostra scuola da circa due anni.

-Ma chi é?- chiede sospettosa Caroline.

-Ho fatto qualche ricerca e ora so il suo nome.

Willow sta stirando i panni, Alfie taglia il prato, Nina cavalca la sua bellissima cavalla non molto lontano dalla villa e KT sta pulendo le verdure, insomma é tutto tranquillo. Saltano tutti in aria quando sentono la voce di Caroline urlare:

-QUEL FIGLIO DI UNA BUONA DONNA!


Passano i giorni e alla notte del ballo mancano solo sei ore.

Nina si dirige verso la mensa, più affamata del solito, prende un pò di lasagne, un pò di puré con salsiccia, insalata e un paio di frutta.

-Nina!- la voce di Amber la coglie di sorpresa

La cerca con lo sguardo e la trova in fondo alla mensa che le fa segno di raggiungerli e lei non se lo fa ripetere.

-Nina, da quanto non ti vedo- dice Jerome-Per caso non ti sono simpatico?

-Come potresti non essermi simpatico, Jerry?

-Tu stai passando troppo tempo con Eddie!- esclama facendo ridere tutti

-Ignoralo.-le sussurra Fabian

-Allora, é vero?- chiede Amber a Nina con fare malizioso

-E' vero...cosa?

-Che il tontolone seduto alla tua destra é riuscito ha chiederti di andare al ballo insieme.

-Si, me lo ha chiesto.

Jerome a momenti non gli va di traverso l'acqua, Amber gli da un paio di colpetti.

-Dici sul serio?

-Si, andremo al ballo insieme?

-Allora dobbiamo cercarti subito un vestito!- esclama Amber- Vieni da noi, mangiamo qualcosa di veloce e poi c'è ne andiamo ha fare un pò di shopping.

-Povera Nina....pregherò per te.- dice Eddie

Il loro tavolo é molto animato, ridono per ogni cosa, segno che sono di buon umore, e forse é per questo che non si accorgono dell'occhiata omicida di Joy, di quello inespressivo di Patricia e qualche metro più avanti uno sguardo indecifrabile di qualcuno.

Le lezioni giungono alla fine e tutta la orda di studenti escono quasi di corsa da lì, Nina si dirige verso il suo armadietto per prendere alcune cose, ma resta bloccata quando vede il suo armadietto aperto. Quasi si fionda lì e subito controlla che cosa manca, sperando che non sia proprio quello.

-Nina, tutto a posto?- le chiede Fabian

-Qualcuno ha aperto il mio armadietto.

-Hanno preso qualcosa?

-Si.

-Di importate?

-Molto.


Scende dalla porche e si dirige a passi spediti verso la casa, gli occhi che mandano fuoco, le narici completamente aperte che ispirano aria, la bocca che fa una strana smorfia.

Suona il campanello é rimane in attesa, ma dopo due minuti che é lì nessuno viene ad aprirle e allora suona di nuovo, tenendo premuto più a lungo, ma niente, e allora si mette a bussare forte alla porta.

Bussa e suona, non ha alcuna intenzione di andarsene senza aver prima parlato con qualcuno, e con qualcuno intende lui.

Si ferma sospirando quando sente dei passi che si avvicinano e la porta viene aperta, e con piacere si ritrova davanti proprio lui.

-Noi dobbiamo parlare, dato che la tua mente malata non ha ben capito come funzionano le cose. 

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