Chapter 4
"Uhm, e quale sarebbe il problema?" Chiesi poco prima di arrivare davanti ad un grande locale pieno di gente alcolizzata e sfatta. Mi chiesi se Sophie ci fosse.
"Sai com'è, James è un cazzone, allora ha iniziato una rissa con alcuni ragazzi che quando veniamo in questo locale passano del tempo con noi. Dio che testa di cazzo che è quel ragazzo."
Parcheggiò l'auto e poi andammo nel locale. "Seguimi, non perderti. Qua è pieno di alcolizzati." Disse e mi prese per il polso. Lo seguii come un cagnolino che si fidava del suo padrone, orribile similitudine per me che odio essere in qualunque modo dipendente da qualcuno. Passammo in mezzo alla pista da ballo dove tutti ballavano e si divertivano mentre una buona parte di loro si trusciava l'uno con l'altro.
In un angolo di quel locale due gruppi di ragazzi erano schierati l'uno contro l'altro. A capo di uno vi era James, con il labbro rotto dal quale gli usciva sangue, e dall'altro c'era un ragazzo ricciolino, alto, piazzato, con una maglia bianca dalla quale si notavano alcuni tatuaggi. Sembrava ne avesse molti. Mi chiesi in quel momento se anche Shawn ne aveva qualcuno.
"Sei il diavolo in persona James Norton!" Urlò il ricciolino, e mi accorsi che dietro la sua figura vi era una ragazza, pressapoco della mia età. Era minuta, con i capelli rossi che le arrivavano poco sopra al culo, giuro che non so come faceva a mantenerli così lunghi. Aveva una collanina che portava un nome: "Tessa"
"Oh fanculo. Non ci perdo nemmeno tempo con coglioni come te. Sei un idiota!" Disse James, che aveva fatto un occhio nero al ricciolino. Strattonò le sue braccia, si liberò dalla presa degli altri e scappò.
"Ehi aspetta James!" Gli urlò dietro Shawn.
"Cos'è successo Adam?" Chiese invece rivolgendosi al ricciolino.
Questo si girò e guardò negli occhi Shawn. "Cos'è successo? È successo che si è messo a ballare con Tessa. Chi cazzo glielo ha dato il permesso?" Sbraitò questo.
"Sapevo che eri sballato ma non fino a questo punto." Disse Shawn e girò i tacchi per andarsene quando Adam lo chiamò e gli tirò un pugno sul naso. Vidi ribollire la rabbia negli occhi di Shawn e si girò verso il ricciolino per assestargli due pugni nello stomaco. Gli afferrai dopo il braccio. Per mantenere la calma mi ci volle tutta la forza del mondo che Maestro Yoda levati. Non mi sarei messa a fare a botte, me lo ripromisi. Avevo deciso di cambiare dopo Parigi. E così sarebbe stato.
"Andiamo via. Noi non c'entriamo." Dissi e lo trascinai fuori. Intanto quella ragazza sembrava intontita e guardava sconvolta il ragazzo per terra. Ma aiutalo no?!
"Sempre guai combina quello!" Disse Shawn uscendo dal locale come una furia. Appena usciti fuori vidi James seduto su una panchina poco lontano da noi.
"Vieni"
"Tu stupida testa di cazzo! Ma perchè devi metterti sempre a fare cose che non dovresti fare?" Chiese Shawn con gli occhi rossi dalla rabbia.
"Ma non ho fatto niente! Io stavo ballando con Sophie, che oltretutto poi se n'è andata con un tizio a caso ladciandomi solo, e stavo per andarmene quando una mi ha spinto, mi ha messo le mani sul petto e ha iniziato a strusciarsi addosso a me! Sapete chi era? Era quella Tessa che Adam si porta a letto di tanto in tanto! Quella rossa si crede la principessa di sto cazzo, che la vogliono tutti ma manco i cani la vogliono! Non la sopporto!" Sbraitò James
"Oh andiamo! Lo sai che Adam è un pazzo e tu ti ce la prendi pure! Ti facevo più intelligente idiota!" Sputò Shawn
"Fanculo pure a te idiota!" Disse di rimando James e cacciò fuori un pacco di Chesterfield. Se ne accese una e iniziò a fumare.
"Dammene una James" disse Shawn e prese una sigaretta dal pacchetto.
Mi accigliai. Credevo non fumasse.
"Credevo non fumassi. Pensavo che eri uno di quelli tutti precisini che il fumo manco lontano lo vedono." Dissi
"Ci sono tante cose che non sai di me Ab." Disse gettando fuori il fumo mentre io accendevo la mia che James mi aveva offerto.
Aveva ragione ci sono tante cose che non so di lui...
"Beh insomma. Io ho bisogno di sfogarmi e visto che si è fatta una certa me ne torno dentro. Tu rimani con me zuccherino?" Mi chiese con occhi maliziosi
"Lei ha un nome e non è zuccherino." Asserì Shawn ponendosi davanti a me, quasi a mia protezione. Vi era un problema di fondo... in quel periodo, che era la settimana prima dell'arrivo del ciclo, era normale che mi venissero in mente tanti sentimentalismi. I fottuti ormoni impazziti dovevano rompere il cazzo insomma.
Misi una mano intorno al suo braccio, nonostante la mia altezza mi superava comunque. Poggiai una guancia sulla sua spalla e stetti un secondo li. Così, a caso proprio. Giuro che certe volte faccio fatica a capire me stessa.
Ritornai in me e mi allontanai. Così mi girai verso James, lo guardai, feci un ultimo tiro alla sigaretta e buttai fuori il fumo. Poi lo lasciai parlare.
"Cos'è? Hai paura che ti rubi la fidanzatina?" Chiese sogghignando.
"Ma per favore! Io con lui? Ma neanche per sogno. In ogni caso ho da fare."dissi
"E per la cronaca, ribadisco che l'esclusività per i nomignoli del cazzo la ha solo una persona e quella persona non sei tu." Puntualizzai.
"Si vabbe. Capisco che non vuoi rimanere quindi vi lascio alla vostra 'intimità'" disse facendo le virgolette con le dita.
"Credici James, credici" dissi
"Ma per favore. Mi conosce praticamente da quando ero solo uno spermatozoo. Lo sa che non mi metterei mai con una come te." Disse di getto Shawn.
Colpo basso amico. Colpo basso.
Che vuol dire una come me? Come sono io?
Lasciai correre, mi avrebbe spiegato tutto a casa.
Dopo che ci fummo salutati con James tornammo a casa. Appena mi chiusi la porta alle spalle sputai il rospo.
"Allora? Che vuol dire 'una come te'?" chiesi evidenziando il finale della frase.
Si girò con una faccia corrucciata, poi capì e se ne uscì con un sorrisetto. Si avvicinò a me, mi mise le mani intorno al collo, erano calde, le fottute vene pulsavano sopra di esse. Quelle labbra morbide e rosee che era come se gridassero un "baciami adesso". Quegli occhi profondi. Potevo morire.
Quanto culo avevo dovuto avere perchè mi ritrovassi lui come coinquilino?
Merda però! Avevo deciso che sarei cambiata! Che l'amore e tutte quelle smancerie del cazzo non sarebbero rientrate nella mia testa. Che non mi sarei dovuta più innamorare, perchè fare la stessa fine dell'ultima volta non lo volevo. Eppure.
Quando si avvicinarono quegli occhi, quelle labbra, quasi ci feci un pensiero. Quasi pensai che sarebbe potuto accadere di nuovo. Che quel mal di pancia, quella smania, quell'assurdo batticuore sarebbero potuti tornare. Ma quasi.
"Perchè tu sei la mia bellissima adorata coinquilina scassapalle! Quella che mi rompe sempre il cazzo il venerdì sera perchè deve guardare American Horror Story! Quella che è da poco in casa mia e già ha iniziato a marcare il territorio. Come potrei mai stare con la mia bambolina?" Disse con voce roca alitandomi sulle labbra.
Cosa?
Cosa?
Cosa?
Quel discorso mi aveva mandata in confusione. Cioè. Aveva detto che ero bellissima, che ero una scassapalle e che ero la sua bambolina? Io boh.
"Sei confusa bambolina?" Disse allontanandosi.
"Cosa?!" Strepitai. "Che vuol dire? Io boh, non capisco. Tu sei strano ragazzo." Dissi alzando le mani.
La situazione si era fatta ambigua e bislacca. IO NON CI AVEVO CAPITO NIENTE!
"Cosa? Sono io lo strano alla fine eh?" Disse e si avvicinò minacciosamente a me. "Ora vediamo chi è lo strano." Sentenziò continuando ad avvicinarsi.
Mi prese per i fianchi a mo' di sacco di patate!
"Cosa fai? Mettimi giù!" Urlai ridendo e scalciando ma cercando di non fargli male.
"Io strano eh?" Disse ancora borbottando.
"Ehi amico! Ho il tuo culo in faccia!!" Continuai.
Ammetto che non era una brutta visuale però eh!
"Goditelo perchè non lo vedrai ancora per molto." Disse e poi capii dove mi stava portando. In camera sua.
Spalancò la porta con un calcio e mi gettò sul letto, poi si mise a cavalcioni su di me e iniziò a farmi il solletico con una mano mentre con l'altra manteneva le mie braccia in alto.
Era una tortura, ma una tortura piacevole perchè ridevo, ridevamo anzi! Tutti e due insieme. Si imbrigliava nella felpa ogni tanto però e a volte borbottava per colpa della felpa!
Prese una decisione inaspettata alla fine e se la tolse rimanendo a petto nudo. A quel punto rimasi senza fiato.
Aveva un fisico che sembrava fosse stato scolpito dal miglior marmista del mondo. Un'assurda meraviglia! Quasi avvicinai la mano per taccargli quegli addominali perfetti.
Non ne ebbi il tempo però perchè mi bloccò di nuovo e ricominciò a farmi il solletico!
"Basta!!" Continuai a cercare di contrastarlo ma fu tutto vano. Si fermò quando fu esausto e si gettò sul letto di fianco a me.
"Dai spiegami che volevi dire con 'una come te'! Sii serio però!" Insistei.
"Niente bambolina. Intendevo una testarda come te! Intendevo te! Sei una persona normale, volevo solo scrollarmi James di dosso! Io non mi fidanzerei mai e basta. Almeno fin quando non trovo qualcuno che mi faccia capire che ne vale la pena." Sbottò
"Okok. Non che mi interessasse più di tanto sia chiaro!" Dissi con più ironia di quel che ci voleva. Alla fine dei conti però non mi interessava poi tanto. Non avevo intenzione di stare insieme a Shawn perciò non mi posi il problema.
"Che ne dici di metterci il pigiama e andare a poltrire sul divano?" Mi propose.
"Dico che è un'ottima idea. Gara a chi si mette prima il pigiama?" Proposi io. E scattammo entrambi sull'attenti!
Al mio via corsi in camera, scaraventai maglietta e jeans nell'armadio e infilai velocemente il pigiama. Quando arrivai in soggiorno però trovai già Shawn intento a fare zapping tra i canali con il telecomando in mano e con il suo pigiama verde che contrastava con il blu del divano.
"Ma non vale! Tu eri già in vantaggio! Eri senza maglietta!" Piagnucolai
"Gne gne! Ho vinto! Come pegno mi devi preparare la colazione domani mattina!" Constatò.
"Cosa? Io? Ma se facciamo tutte le mattine colazione al bar!" Protestai. Mi sarei dovuta alzare prima e per me due minuti in meno di sonno la mattina fanno la differenza.
"Allora facciamo che domani paghi tu." Disse. Accettai e poi ci mettemmo a litigare per il posto sul divano così mi sdraiai addosso a lui e non protestò.
"Stai comoda?" Chiese con un sopracciglio alzato. Il ciuffo gli ricadeva sulla fronte e quasi gli scendeva a coprire l'occhio.
"Devi tagliare i capelli." Constatai senza far caso alla sua domanda retorica. Mi persi poi a guardare quegli occhi. Erano bellissimi e profondi. È strano anche da descrivere ma sembravano infiniti, pozzi profondi di azzurro!
"Si, li taglierò quando uscirai da dosso a me!" Disse e naturalmente la mia risposta non potè essere nessun'altra se non: "Ti stanno bene più lunghi, puoi tenerli così." E continuai a stare comoda.
Accese la TV e fece partire un film su Netflix, mise su Death Note che odiai talmente tanto da non riuscire nemmeno a finire di vedere e mi addormentai prima, sempre sdraiata su quella lastra di marmo.
Ora bisogna essere obbiettivi: era uno scassapalle di prima categoria. Era testardo, precisino e anche stronzo! Però aveva un fisico che tutti avrebbero invidiato. Certi addominali scolpiti che manco un dio, braccia e gambe muscolose ma al punto giusto. E poi aveva delle spalle larghe e possenti che erano un'esplosione di ormoni ad ogni sguardo. Però il nulla, non c'era nulla che mi attraesse a lui. Era semplicemente il mio coinquilino.
Mi sentii presa in braccio e poi mi sentii adagiare su un lettino e poi coperta con una trapunta. Mi svegliai con un po' di disappunto però, non stavo comoda come prima. Non stavo bene come prima. Mi accorsi di non essere più abbracciata a Shawn. Che quel bastardo aveva chiuso tutto ed era andato a dormire lasciandomi da sola. Cosa che non volevo. In quel momento e solo ed esclusivamente in quel momento volevo quello, volevo stare con lui, volevo lui.
Mi alzai cercando di far silenzio e in punta di piedi mi avvicinai alla porta di camera sua, cercai di non far rumore ma la porta cigolò e lui si svegliò. Aveva il sonno molto leggero.
"Che ci fai qui? Perchè non dormi?" Mi chiese con la voce molto impastata. "Vai a dormire che domani dobbiamo andare a scuola!"
Mi avvicinai in silenzio, mi misi dalla parte vuota del letto e mi sedetti li. Era veramente comodo e spazioso quel letto.
"Posso dormire qui?" Chiesi con un filo di voce. Non volevo che rispondesse di no. Volevo stare li con lui. Volevo abbracciarlo quasi come fosse un peluche enorme appena uscito dalla lavatrice, profumava di pulito sempre. Non capivo qual era il suo segreto. Manco se si lavasse ogni cinque minuti.
"No. Torna nel tuo letto e dormi." Asserì
"Dai!! Ti prego!!" Piagnucolai. "Solo per stanotte giuro! Ho freddo nel mio letto, devo comprare il piumone perchè non c'è e ora mi fa freddo." Dissi
"Va bene." Disse. Si girò, e aprì gli occhi e quei fari azzurri mi sembrarono ancora più belli. Erano color del ghiaccio, talmente chiari da vedersi nel buio della stanza.
Mi infilai sotto il piumone, mi accoccolai vicino a lui e poco dopo, in silenzio, senza preavviso, quasi come se si spaventasse di quel che faceva, mise una mano alla base della mia schiena e mi spinse vicino a se, abbracciandomi. Mi lasciò un bacio sulla fronte e poi sussurrò poche parole.
"Sia chiaro, lo so che tu non soffri il freddo." Disse e capii che si era aperto in un sorriso. Sorrisi anche io e mi accoccolai ancor meglio vicino al suo petto.
Si, mi accorsi di volergli bene.
E per la cronaca. Quell'anno non lo comprai proprio il piumone.
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