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Chapter 14

Qualche giorno dopo arrivò il giorno del compleanno di Sophie. Ero pronta, avevo messo tutto da parte perchè era una festa particolare. Ci disse che per quell'anno aveva deciso di essere romantica, il tema era infatti l'amore e i colori il rosso e il bianco, quindi avevamo la possibilità di scegliere se vestirci di bianco o rosso. Scelsi il rosso. Quel colore metteva in risalto la mia pelle chiara ed era dannatamente sensuale.

Mi dissero che bisognava essere molto eleganti perchè le feste di Sophie non chiedevano altro. Fui tentata di mettermi il vestito indossato al fidanzamento di mio fratello ma mi fermò un pensiero: Shawn mi aveva già vista con quel vestito e io ne avevo una marea da Parigi. Quando dicono che è la città della moda non si sbagliano. Si trovano sempre bellissimi vestiti a prezzi abbordabili e io ne approfittai per tutto il mio soggiorno.

Scelsi un vestito lungo e rosso che mi lasciava la schiena in parte scoperta. Era un regalo quello. Me lo aveva fatto una persona speciale e in parte quel vestito portava con se bei ricordi.

Presi i tacchi, me li infilai e andai in bagno per truccarmi un po'. Truccarmi non era una cosa in cui riuscivo molto perciò feci il possibile e chiusi la trousse.
Lasciai i capelli sciolti che mi solleticavano il collo e fui pronta per uscire.

Shawn non si era applicato molto per scegliere cosa indossare. Si era messo un pantalone, una camicia bianca e un papillon rosso, con una giacca nera sopra. Era bellissimo. Li invidiavo gli uomini, gli bastava mettersi un paio di pantaloni ed erano già belli e pronti.

Quando uscì dal corridoio e venne in soggiorno dove lo stavo aspettando mi guardò e si fermò un secondo. "Sei bellissima." Mi disse semplicemente. Sorrisi.
"Anche tu stai molto bene. Andiamo?"
Annuì e lo seguii per le scale. Prendemmo la macchina per andare perchè Sophie ci aveva assicurato che saremmo rimasti a dormire li. Diceva di aver organizzato tutto in modo da far restare i parenti fino alla mezzanotte e poi saremmo rimasti noi trasformando quella che era una sala da cerimonie in una discoteca.

Arrivati all'hotel rimasi a bocca aperta. Era bellissimo. Gli interni erano moderni e super eleganti.
"Buonasera signori Williams." Si avvicinò Shawn a due signori all'entrata della sala.
"Buonasera. Io sono Abigail Johnson." Mi presentai.

I due signori davanti a me erano due persone di quarantacinque anni circa per uno. Il padre di Sophie era un uomo molto affascinante, alto cin i capelli chiari e gli occhi chiari. La madre invece aveva una cascata di capelli corvini e occhi scuri che erano in netto contrasto con il bianco del suo vestito.
Dopo aver ricambiato il nostro saluto ci invitarono ad entrare in sala.

Rimasi a bocca aperta per come era bello. I lamoadari erano di cristallo, le luci bianche davabi un senso di freddo che era smorzato dal rosso degli addobbi. Era bello, elegante e fine.
"Bello vero?" Mi disse Shawn all'orecchio. "Vieni, ti presento qualcuno." Disse e si avvicinò ad un ragazzo di poco più grande di noi che parlava con un cameriere.

"Posso disturbarla imprenditore?" Chiese Shawn dando una pacca sulla spalla al ragazzo che sembrava molto concentrato.
Il ragazzo si girò quasi infastidito ma si aprì in un sorriso a trentadue denti appena vide Shawn.
"Amico" disse e si abbracciarono. "Chi mi hai portato qui?" Chiese ridendo.

"Ti presento Abigail. È la sorella di Louis." Mi presentò Shawn.

"Oh si. Luois mi aveva parlato di lei. Piacere Abigail. Io sono Ryan. Ryan Williams. Andavo in classe con tuo fratello alle superiori. E beh, anche al college." Disse presentandosi.
"Piacere, Abigail." Gli diedi la mano ma lui la prese e la baciò.

"Ehi! Non volare troppo con la fantasia amico. È off limits. Louis non mi ha raccomandato altro. Ci credi che mi chiama ogni settimana per ripetermelo?" Sghignazzò Shawn.

Ah si? Louis chiamava per assicurarsi che nessuno mi sfiorasse e poi lui faceva tutt'altro. Mi venne da ridere solo a pensarci.

"Oh! Non mi permetterei mai. Come va? Tutto ok in quella scuola di pazzi? Wetherby è si fa ancora come un tempo?" Rise Ryan mettendosi le mani in tasca completamente a suo agio.

"Oh, tutto bene. Si, è il solito fattone. L'altro giorno posso giurare di aver sentito puzza di erba passando dal suo ufficio." Rispose Shawn.

"Dio, si faceva tutto quello che ci sequestrava. Tutta quell'erba persa." Si mise le mani in faccia il ragazzo in maniera teatrale. Non sembrava un tipo che si faceva, sembrava così a posto, uno di quei ragazzi che sei fiera di presentare ai tuoi genitori come buon partito.

"Davvero Wetherby fuma erba?" Chiesi incredula. Neanche quello sembrava un tipo che si facesse.

"Solo erba? Ha più droga in corpo quel tizio che non uno spacciatore addosso. Non sembra il tipo vero?" Disse ridendo di gusto Ryan.

"Beh neanche tu sembri più il tipo ora." Disse Shawn invece e io annuii piano.

"Oh lo so. È colpa di quei bastardi che mi hanno messo in riga. È nato un nuovo Ryan con il college. Non ti ha mai raccontato come è finito ad abitare con tuo fratello vero?" Chiese Ryan tivolgendosi a me.

"Oh, in effetti no." Dissi

"Beh è stata colpa mia. In un periodo... confuso ecco, i miei genitori mi avevano mandato a fare la gavetta in un hotel negli Hamptons. Una sera mentre facevo il turno notturno alla reception sentii un gruppetto di ragazzi che ospitavamo che parlavano del più e del meno. Uno tra di loro si lamentava di dover fare continuamente avanti e indietro da li a New York e io, da bravo ragazzo un po' fatto, lo ammetto, mi ero fatto una canna nello stanzino delle scope, gli diedi il numero di un mio amico che cercava un coinquilino. Ed ecco che così Shawn arrivò a New York. Fa ridere perchè il giorno dopo non ricordavo nulla e quando tornai a New York ci presentammo di nuovo." Mi raccontò sgignazzando.

"Oddio, tu abiti con me praticamente per una canna." Risi di gusto.

"Si, in pratica si." Annuii Shawn sorridendo.

"E tu cosa fai ora Ryan?" Chiesi

"Oh, nulla di che, dirigo questo Hotel mentre finisco l'ultimo anno di college in marketing. I miei si occupano del resto del mondo fino a qundo non sarò pronto per prendere il loro posto." Disse. Come un flash mi tornarono in mente le varie volte in cui lo aveva nominato Louis.

Ci pensai un po' su. In effetti era come se si fosse sistemato prendendosi sulle spalle la responsabilità di un intero hotel, non era una cosa semplice.
"E non fi manca la tua vecchia vita?" Chiesi curiosa.

"Questa è una bella domanda." Disse pensandoci su "beh ogni tanto, quando il lavoro è molto pensante penso a quanto ero spensierato prima, ma in fondo era arrivato il momento per me di mettere la testa a posto. Avevo fatto tutto quel che un ragazzo della mia età potesse fare, tutte le cazzate, avevo sperimentato molte cose, e poi mi hanno fatto mettere la testa a posto. Mi arresi dopo anni di tentativi falliti da parte dei miei. Ora ho un hotel, delle discrete entrate e ogni tanto mi concedo una vacanza per far rivivere quel ragazzo."

"Qui a New York ci sono tante di quelle opportunità che è semplice per una persona passare dall'essere un semplice ragazzo ad un grande imprenditore." Asserì Shawn.

Stavo per riaprire bocca quando le luci si spensero.

"Si spengono le luci, si apre il sipario. Azione." Disse Ryan da dietro di me e sua sorella fece il suo trionfale ingresso in sala.

Era vestita di rosso scuro, un rosso che ricorda il colore del sangue, profondo. Era stretto, con lo scollo a cuore. I capelli biondi alti a mostrare il viso con i suoi lineamenti perfetti e gli occhi chiari come suo padre. In questo suo fratello era diverso. Aveva i capelli scuri come la madre e gli occhi scuri. Erano così diversi all'apparenza, eppure forse nel profondo erano più simili di ciò che pensavano.

"Se volete scusarmi vado a controllare che le stanze per voi siano pronte per dopo." Disse Ryan andando via.

Mi avvicinai a Sophie e dopo cinque minuti riuscii a darle gli auguri.
"Sei bellissima" le dissi e lei mi sorrise.

"Ho visto che hai conosciuto mio fratello." Disse lei "spero non ti abbia spaventata."

"Oh no. È molto simpatico." Dissi io invece

"Non ti dico quanto. Spero abbia preparato tutto per dopo. Cavolo, mi sono fatta inviare 5 narghilè dall'India. Voglio un compleanno che finisca in un macello. Farò vedere a Ryan gli angeli di nuovo." Disse euforica.

"Cosa vuoi fare a Ryan?" Disse quest'ultimo ricomparendo.

"Farti divertire. Te lo devo. Mi hai sistemato i narghilè?" Chiese Sophie.

"Oddio si, tranquilla. Sei stressante. Sappi che non organizzerò mai il tuo matrimonio." Disse lui alzando gli occhi al cielo.

Sophie poi si allontanò avvicinandosi a tutti gli invitati per prendersi gli auguri e salutare tutti. Ryan fece forse dieci volte il giro della sala per organizzare tutto nei minimi particolari e a me squillò il cellulare.
Uscii fuori per rispondere, era Louis a chiamarmi.

"Buonasera fratellone." Dissi salutandolo.

"Ciao sorellina, come stai?" mi chiese

"Tutto bene, voi?" Chiesi io

"Benissimo. Il pancione cresce e mi mette ansia ma per il resto tutto ok. Che stai facendo? Sei con quell'animale di Anderson?" Continuò

"Oh siamo al compleanno di Sophie. La sorella di Ryan. L'ho conosciuto poco fa." Dissi io

"Oddio da quanto tempo non lo sento. È sempre indaffarato ora con quel diavolo di Hotel. Certo, io non sono da meno. Dovrei chiamarlo." Disse forse riflettendoci su.

"Stasera ha molto da fare perchè lo festeggia proprio all'hotel il compleanno ma credo che si libererà per mezzanotte. Almeno così mi ha detto." Continuai

"Chissà che diavolo ha organizzato. Stai attenta Ab, mi raccomando." Mentre mi diceva queste parole vidi proprio Ryan passare dalla hall. Gli feci segno di avvicinarsi e gli passai il telefono.

"Pronto." Disse e poi si illuminò "Johnson! Da quanto tempo!" disse

"Sisi, tutto ok. Si, tranquillo, sarò un angioletto. Perchè non vieni più tardi?" Chiese al diretto interessato. Probabilmente Luois avrebbe declinato l'invito per non lasciare Heather sola.

Ryan rimase in silenzio per un po', poi si illuminò di nuovo e sorrise "Va bene, a più tardi." Disse e mi ripassò il telefono.

"Aspetta, che vuol dire a più tardi?" Chiesi

"Che tuo fratello verrà dopo. Qualcuno ha detto che aveva bisogno di una pausa o una cosa del genere e quindi verrà qui dopo." Disse facendo spallucce. "Perchè?"

"No niente, chiedevo" dissi scuotendo la testa.

"Tranquilla, si combinerà così male conoscendolo che non ti riconoscerà nemmeno." Rise .

Conoscendolo? Quindi lui si combinava così male? Quanto poco conoscevo mio fratello?

Rientrai dentro e mi sedetti al mio tavolo insieme a Shawn, James, Noah, Luke, Phoebe e Sophie.
La festeggiata aveva preparato un compleanno in grande stile, due primi serviti, un secondo a buffet e per finire i dolci e la torta. Non mangiai tutto, ero piena già al secondo primo.
Prima che aprissero il buffet uscii fuori insieme a Shawn e James. James ci offrì una sigaretta che accettai di buon grado. L'arrivo di mio fratello mi metteva agitazione.

"Sai che dopo verrà Louis?" dissi rivolta al mio coinquilino buttando fuori il fumo.

"Cosa? Davvero? E quella schizzata dove la lascia?" Mi chiese sorpreso.

"Oh non lo so. Ma ha detto che verrà e la cosa mi mette ansia." Dissi

"Sta tranquilla. Non si renderà conto neanche di quello che succede. Si che sta diventando padre, ma se consco bene entrambi, Louis si combinerà male." Disse James.

Con queste parole smettemmo di parlare ed entrammo dentro. Shawn mi accompagnò tenendomi una mano sulla porzione di schiena scoperta. Mi scossero alcuni brividi ma feci finta di nulla.
Tornai dentro aspettando con ansia la mezzanotte.

Quando mio fratello arrivò eravamo tutti in pista a ballare, nessuno curandosi di nulla perchè nessuno capiva nulla. Negli angoli della sala erano stati messi i narghilè circondati da divanetti e a turno quei pochi, ma non troppo pochi, ragazzi che eravano rimasti facevano a turno per provare i narghilè.
Vidi Louis fare capolino nella sala, aveva semplicemente un jeans nero ed una camicia ed era bello quanto tutti quelli che si erano vestiti eleganti.
Mi staccai dalla folla insieme a Shawn e Ryan e mi avvicinai a lui.
"Ciao Louis." Lo salutai con un abbraccio.

"Ciao sorellina." Mi salutò. Lo guardai in faccia e non aveva una bella cera. Le occhiaie erano evidenti, le spalle ricurve, era dimagrito o aveva perso massa muscolare. Non sembrava quasi più neanche lui.

"Cosa ti succede? Sembri diverso?" Chiesi forse troppo stupidamente. Stava per diventare padre, ecco cosa gli stava succedendo.

"Ho un po' di pensieri, sai com'è. Non è che sia molto tranquillo per tutta questa storia. Ho paura e tante altre cose a cui stasera non voglio pensare. Heather mi ha detto di prendermi una serata 'libera', perciò stasera farò un po' il cazzo che mi pare." Disse

"Si cazzo, questo è il Louis che volevo!" Urlò Ryan un po' fatto. "Ti ricordi di Aaron? Il migliore spacciatore di New York? L'ho incontrato qualche giorno fa...." disse Ryan prendendo mio fratello per un braccio e portandolo verso un narghilè.

Quasi mi mossi per fermarlo ma qualcuno mi mise una mano su un braccio per fermarmi.
"Non andare. Lascialo stare, fagli godere questa serata. Tra qualche mese non avrà più nessuna possibilità di fare una cosa del genere. Un figlio non ti cambia come un hotel. È molto ma molto diverso." Shawn mi disse queste parole e quasi mi scese una lacrima. Non era una cosa semplice da affrontare. Soprattutto per un ragazzo che non aveva ancora nemmeno finito il college e si ritrovava in una tale situazione difficile. Non aveva fatto in tempo s crescere che doveva prepararsi per crescere qualcun altro. Non mi sarei mai voluta trovare nei suoi panni.

"Hai ragione." Dissi torturandomi le mani. Volevo rilassarmi anche io, ma non avrei mai fumato. Avevo paura delle droghe, mi mettevano ansia.

"Vieni con me."
Mi prese per mano e mi portò fuori a prendere aria. "Devi rilassarti, altrimenti starai peggio di come sta lui." Disse.

"Non ci riesco. Mi mette agitazione tutta questa situazione di merda." Dissi guardando un punto fisso indefinito finchè non fui disturbata da una sigaretta che entrava nel mio campo visivo. Era del pacchetto che Shawn aveva comprato. Stavo fumando decisamente troppo in quel periodo, ma mi importava poco in quel momento.

"Non potrei neanche, Louis non vuole che fumi." Dissi con una risata amara. Lui non voleva che fumassi e nel frattempo lui stava fumando erba dentro quella sala. Era così strano conoscere quel lato di lui che mi aveva tenuto nascosto. Sapevo che non era un angioletto come faceva vedere ma mi faceva comunque uno strano effetto quella situazione.

"Tuo fratello non vuole che tu faccia molte cose eppure le fai lo stesso." Disse tirando dalla sigaretta. "Non credo che si possa tenere ferma una persona come te."

"Le persone credono tante cose su di me, eppure l'unica che sa cosa sarei in grado veramente di fare e cosa no sono solo io. Potrei sorprenderti." Dissi con mille pensieri che mi vorticavano in testa. Non volevo pensare a quella situazione di merda in quel momento. Volevo viverlo quel momento e le preoccupazioni non mi aiutavano a raggiungere il mio scopo.

"Sorprendimi allora. Fallo." Disse avvicinandosi a me e prendendomi il mento tra le dita. Mi costrinse a guardarlo negli occhi e mi persi a guardare quegli occhi argento fino a quando lo sguardo non mi cadde più in basso, sulle sue labbra.

Non avevo bevuto molto quella sera, solo due bicchieri mentre mangiavo. Nulla. Eppure il desiderio di lui era così forte. Lo desideravo. Volevo prenderlo per mano, portarlo su in una stanza qualunque. Volevo che mi facesse sentire viva.

"Soprendimi Abigail." Insistette.
Poi si avvicinò ancora, tanto da sentire il suo respiro sulla pelle. Mi baciò li, fuori, con la brezza notturna che mi solleticava le braccia, i suoi capelli corvini che mi sfioravano la fronte e la sua mani sulla mia guancia.
Mi lasciò una serie di baci, dalla bocca fino al collo, poi la clavicola, leggermente scoperta dal vestito.

"Smettila, ti prego. C'è Louis." Lo pregai in un sospiro.
Di tutta risposta lui risalì fino alle mie labbra continuando a baciarmi. Mise una mano sulla pelle nuda della mia schiena e si avvicinò al mio orecchio.

"Dimmi cosa vuoi. Dimmi cosa desideri, adesso, e io la smetterò." Disse e poi ritornò sulle mie labbra, percorrendo con le mani tutte le mie curve.

"Ti prego..." mormorai, non accennando però a smettere di baciarlo.

"Dimmelo Abigail. Dimmelo." Mi ripetè lasciandomi baci umidi sul collo.

"Io... voglio te. Voglio che tu mi faccia sentire viva." Sospirai.

Shawn smise immediatamente di baciarmi e mi prese per mano dirigendosi verso gli ascensori.

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