Chapter 10
Quando finalmente atterrammo c'era giá qualcuno ad aspettarci, Sophie e James erano venuti per me e Shawn e altri due ragazzi erano venuti a prendere mio fratello ed Heather.
"Gioie! mi siete mancati!" Disse Sophie spalancando le braccia e abbracciandomi.
"Ehi fratello! Ben tornato. Ben tornata Ab." Disse invece James.
"Andiamo dai! Ho ordinato delle pizze, le prendiamo mentre vi riportiamo a casa. Pizza, birra e amici!" Disse Sophie.
"Oh che bello! Ringrazio Dio di averti fatto nascere." Dissi io. Pizza e birra, cosa c'è di meglio?
"Saluto mio fratello e arrivo."
"Ciao sorellina. Ci vediamo presto." Disse mio fratello abbracciandomi.
"A presto fratellino." Dissi di rimando e me ne andai.
Andai in macchina con Sophie, James e Shawn. New York mi era mancata così tanto, le sue luci, gli alti palazzi.
E i miei amici.
"Allora? Tuo fratello? Era così carino nelle foto che mi hai mandato." Disse Sophie.
"Si, stava bene. Tutte queste cazzate a cui ci obbligano i nostri genitori. Una rottura di scatole incredibile." Dissi sbuffando. Le odiavo con tutto il mio cuore quelle frivolezze.
"Lo so. Capisco. James fermo! Siamo arrivati alla pizzeria." Disse Sophie e scesi insieme a lei a prendere le pizze e le birre.
Arrivammo a casa in pochi minuti, gettai la valigia sul letto nel quale non dormivo mai e andai in camera di Shawn. Lo trovai li che cercava qualcosa di comodo da mettersi mentre Sophie e James sceglievano un film alla TV.
Se non ci fosse stato in camera sua mi sarei presa una felpa da me e poi l'avrei rimessa a posto ma visto che lui era li dovetti chiedere il permesso.
"Me la presteresti una felpa per favore?" Chiesi timidamente. Ma poi perchè timidamente?
"Da quando chiedi il permesso? Lo so che le prendi sempre. Hanno il tuo profumo addosso dopo che le hai usate bambolina." Disse secco. Beh almeno non mi sarei dovuta più nascondere.
"Da quando il proprietario delle felpe ha le suddette felpe sotto gli occhi." Dissi "va bene. Allora me la prendo da sola. Mi piace quella blu comunque, quella che ha i disegni bianchi." Dissi e mi sporsi per prenderla nel suo armadio poi andai in camera mia e me la misi. Era comodissima e profumata.
"Allora? Che film avete scelto?" Chiese il mio coinquilino quando arrivò in cucina. Si prese un pezzo di pizza e iniziò a mangiare mentre io bevevo un sorso di birra.
"Eternal Sunshine of the Spotless Mind." Sentenziò Sophie.
"Cosa? Sei folle se pensi che lo guarderemo veramente." Asserì Shawn e James annuì in accordo con lui.
"Maschi." Rise Sophie "okay, vedremo Deadpool. Va bene? O è troppo stupido persino per voi?"
"Silenzio donna! Deadpool è uno dei supereroi migliori di tutti i tempi." Disse James
"Non esagerare. Tony Stark è meglio." Dissi io
Dopo aver finito di litigare per la Marvel finimmo di mangiare le pizze e ci mettemmo sul divano.
Il divano era effettivamente piccolo ma ci entravamo tranquillamente in quattro. I due ragazzi si misero ai lati e io e Sophie al centro.
Deadpool iniziò ma io e la mia amica ne vedemmo meno della metà crollando.
Alla fine del film ci svegliarono. James andò sul balcone a fumare una sigaretta e Sophie mi aiutò a mettere a posto la cucina. Buttammo i cartoni della pizza e le bottiglie vuote.
James e Sophie se ne andarono e ci diedero la buonanotte. Il giorno dopo ci sarebbe dovuta essere scuola e ci saremmo dovuti svegliare presto quindi io e Shawn andammo a dormire.
Ancora una volta ebbi la sacrosanta prova che non era una cosa normale dormire con lui nel letto ogni notte. Era strano, solitamente se uno dorme con qualcuno nello stesso letto è perchè o sono fidanzati o hanno appena finito di fare sesso. Nessuno dei due era il nostro caso.
"Buonanotte." Sussurò lui e mi baciò la fronte dopo avermi abbracciata.
" 'notte" dissi io di rimando e accucciandomi ancora di più a lui.
Non mi addormentai subito perchè il pensiero di ciò che era successo al fidanzamento di mio fratello mi fece ragionare un po'. E se quello era l'inizio della fine?
La mattina la sveglia suonò e di malavoglia mi alzai. Solita routine: alzati, lavati, vestiti, prendi la borsa, chiudi tutto, scendi, macchina, scuola.
Odio profondo verso la scuola.
Arrivati a scuola facemmo colazione al bar come ogni mattina e poi andammo in classe. La prima ora era di matematica che più che altro a me sembrò letteratura. Merda.
All'ora di pranzo ci ritrovammo tutti al nostro tavolo nella mensa. Eravamo tutti li.
Phoebe arrivò per ultima e si mise a mangiare. Luke raccontò delle sue disavventure con una ragazza conosciuta in discoteca due giorni prima. Noah sembrava invece assente, con la testa tra le nuvole.
"Allora! Annuncio importante. Fra pochi giorni è il mio compleanno. Non vi vedo abbastanza carichi! Su! È il mio compleanno." Annunciò Sophie entusiasta. Sophie era figlia di papà, una villetta niente male con piscina annessa. A New York mi resi conto che era molto difficile trovare un poveraccio, bene o male stavano tutti bene e poi c'era Sophie che aveva tanti ma tanti soldi perciò per il suo compleanno mi aspettavo una super festa.
"Principe azzurro connettiti!" Disse Phoebe picchiettando il dito sulla fronte di Noah.
"Claire lo ha lasciato e ora è in croce." Disse James rivolto a me e Shawn che non eravamo aggiornati. Noah e Claire stavano insieme da pochi mesi ma lui sembrò rimanerci molto male.
"Oh ma per favore! Quella ragazza la ha data a cani e porci e tu pensavi di poterci instaurare una relazione a lunga durata?" Rise Luke
"Ehi! Non parlare così di lei" disse Noah
"Alzo le mani." Disse ancora ridendo Luke. "La ha data anche a me, niente male devo dire." L'ultima parte la disse in un sussurro al mio orecchio e io cercai di reprimere un sorriso
"Ovviamente." Risi io.
"Cosa vorresti regalato quest'anno?" Chiese James alzando gli occhi al cielo.
"Quest'anno niente di troppo. C'è un vestito che ho visto in una vetrina e lo vorrei per il ballo d'inverno." Disse Sophie pensierosa
"Ma come? Ma se per il ballo d'inverno mancano ancora mesi!" Disse stupito Shawn
"Appunto! Poi magari lo toglieranno oppure saranno terminate le scorte! Non posso rischiare tanto." Disse Sophie allarmata.
"Cioè, al proprio compleanno ognuno si sceglie il proprio regalo e gli altri glielo comprano?" Chiesi per sicurezza
"Certo! Così sei sicuro di non sbagliare e non hai il disturbo di doverlo scegliere." Disse facendo spallucce Phoebe.
"Mi sembra giusto." Dissi pensandoci su.
"Ehi ragazze! Verrete a vederci alla partita sabato vero?" Chiese ansioso Luke
Nessuno a scuola seguiva molto la squadra di Basket, tutti si concentravano a seguire quella di Football perchè nella squadra c'erano i ragazzi più ambiti della scuola che non erano un granchè fisicamente ma avevano il portafogli gonfio. La squadra di Basket però faceva la sua sporca figura, avevano vinto il campionato l'anno prima ed erano vicini a vincerlo di nuovo quell'anno.
"Certo. Voglio dedicato il canestro più bello della partita." Disse Sophie
"Beh, non serviva dirlo a tutti, certo che te lo dedicherò." Disse Shawn pavoneggiandosi di essere il più forte.
Dopo scuola tornai a casa e mi misi subito a fare gli stupidi e orrendi compiti di matematica che ci avevano assegnato il giorno stesso, se fossero passati due o più giorni non mi sarei ricordata come farli quindi decisi di svolgerli quello stesso pomeriggio.
Il tempo passava e iniziava a fare sempre più freddo e anche se non lo soffrivo molto lo sentivo sulla pelle. Ogni volta che arrivava il freddo cercavo il modo di contrastarlo con tisane, cioccolata calda, coperte e caldi bagni nella vasca.
Passai tutto il tempo a studiare matematica ed economia e poi, dopo esser uscito Shawn per andare a correre come tutte le sere, decisi du farmi un bagno caldo.
Riempii la vasca e misi il sapone, facendo un sacco di schiuma. Era tutto coperto da schiuma. Presi le cuffiette, il mio cellulare e mi immersi. Mi sembrò di dimenticare qualcosa ma non ci feci molto caso. Feci partire la mia playlist preferita che iniziava con una canzone di Ed Sheeran, Happier, e mi rilassai.
Mi ricordai solo dopo cosa mi ero dimenticata, mi venne in mente quando sentii la porta del bagno aprirsi e vidi Shawn entrare e rimanere pietrificato sulla porta.
Cazzo.
"Ehm... ehm.. eh.." balbettò era talmente in imbarazzo che non sapeva cosa fare se uscire subito o chiedere prima scusa. "Io penso che dovrei uscire." Disse velocemente
"No aspetta!"
No aspetta? Ma aspetta che?
Ero tutta coperta dalla schiuma e non si vedeva niente ma cavolo! Ero nuda nella vasca!
"Cioè, volevo dire, scusa. Mi sono dimenticata di chiudere la porta scusami." Balbettai anche io a disagio.
"Ho bussato ma non mi hai risposto quindi sono entrato." Disse grattandosi la nuca
"Sisi, avevo le cuffie e non ti ho sentito. È colpa mia, scusa." Dissi
Sembrò rilassarsi un po'.
"Beh, adesso credi di uscire così posso asciugarmi o vuoi aspettare e goderti lo spettacolo?" Chiesi ridendo.
"Tu cosa preferiresti? Posso anche unirmi a te sai?" Disse con uno sguardo malizioso.
"Nei tuoi sogni Anderson." Dissi
"Suvvia! È per rilassarci... insieme. Nudi." Continuò e poi scoppiò a ridere.
"Dai! Vai via! Tu devi farti la doccia e io devo uscire." Piagnucolai.
"No." Disse secco. Voleva veramente sfidarmi?
"Ah no, eh?" Bene." Lo guardai dritto negli occhi e lui guardò me. Mantenni fissi i miei occhi perdendomi in quello sguardo glaciale.
Dopo essermi assicurata che era concentrato a guardarmi negli occhi mi mossi un po'. Cercai di non smuovere la schiuma e di continuare a stare coperta. Poi presi l'asciugamano che era vicino la vasca e mentre mi alzai mi ci nascosi dietro. Me lo avvolsi intorno al corpo e uscii dalla vasca.
Il problema sopraggiunse dopo, appena fui fuori con i piedi sul pavimento mi ritrovai molto vicina a Shawn. Forse troppo perchè poi senza pensarci, senza fare nemmeno caso a quel che stavo facendo gli presi il viso tra le mani e poggiai le mie labbra sulle sue.
All'inizio era una cosa dolce, semplicemente un bacio a stampo. E poi un altro. E poi un altro ancora. Fino a che non ci si misero le lingue di mezzo. Infilai le mani tra i suoi capelli, interessandomi veramente poco del fatto che fosse sudato. Mi persi in quel momento, non esisteva niente intorno a noi, solo noi due e quel bacio che avevo tanto desiderato. Mi resi conto della voglia che avevo di quel contatto solo in quel momento.
Rimanemmo attaccati per un po'. Le sue mani viaggiavano su quel poco di pelle scoperta dall'asciugamano e le mie le passavo tra i suoi capelli, glieli tiravo un po' e morivo dalla voglia di avere di più ma non mi spinsi oltre.
Forse non ebbi nemmeno il tempo di andare oltre perchè poi successe quel che in realtà non sarebbe proprio dovuto succedere e quando successe mi vennero in mente tante di quelle imprecazioni che forse in tutta la mia vita non le avevo mai dette.
Shawn giocava con il mio asciugamano, voleva di più forse ma non osava. Ci giocò troppo forse e così ci fu il danno: l'asciugamano cadde per terra.
"Cazzo." Dissi d'istinto e mi appiattii a Shawn così che almeno il davanti non si vedesse.
"Ora tu non ti muovi. Non distogliere lo sguardo dai miei occhi capito? Ti abbassi con me, io prendo l'asciugamano e mi copro, va bene?" Dissi cercando di tenere la voce ferma. Non sapevo se ridere o piangere quindi rimasi impassibile.
"Ok." Disse semplicemente.
Continuai a guardarlo dritto negli occhi per controllare che non spiasse o che non vedesse quel che non doveva vedere.
Quando fui abbastanza vicina presi l'asciugamano e mi avvolsi di nuovo in esso.
"Ok, a questo punto mi sembra che sia arrivato veramente il momento di andarmene." Dissi e imbarazzata come non mai scappai via in camera mia.
Morii dall'imbarazzo. Mi vestii velocemente e mentre Shawn si faceva la doccia mi andai a prendere una delle sue enormi felpe per nascondermici dentro.
Mi misi sul divano a guardare un po' di televisione. Mi infilai dentro la felpa fino a sotto gli occhi. Era profumata dello stesso profumo che sentivo ogni notte.
Shawn uscì dal bagno solo con un asciugamano in vita e i capelli ancora bagnati. Non riuscii a non dargli neanche uno sguardo così lo vidi sfilare fino in cucina, si prese un bicchiere di succo d'arancia che adorava e mi chiese cosa volessi per cena. Risposi più o meno a monosillabi, così lui si andò a vestire e a cambiare.
Continuai a guardare la TV cercando di non pensare a quanto fosse appena successo ma mi venne difficile. Non so di preciso se tutto ciò mi aveva scombussolato per quanto volevo quel bacio, per la foga che ci avevamo messo entrambi o per essere rimasta nuda davanti al mio coinquilino. Direi tutto insieme.
Quando il ragazzo in questione tornò si mise con me sul divano. Mi aveva detto che avrebbe preparato dopo dei toast al momento e io avevo detto di essere d'accordo, così si sdraiò con me. L'imbarazzo era palpabile. Ma io non volevo che ci fosse quella situazione tra di noi, cavolo dovevamo vivere sotto lo stesso tetto! Non poteva esserci.
Appena aprii bocca per prlare fui bloccata dalla sua voce.
"Dovremmo parlarne secondo me." Disse di getto
"Si ma, non è successo poi granchè. Cioè, ci siamo baciati si, sono praticamente rimasta nuda davanti a te ma tu non hai visto niente. Quel bacio è stato..." non riuscii a descriverlo
"Un piccolo errore, certo." Disse. Uhm... un errore. Forse aveva ragione, dopotutto io non volevo niente da lui e lui non voleva niente da me.
"Si. Un errore. Facciamo come se non fosse successo nulla! Così tu potrai tornare ad essere il mio coinquilino rompi palle e io la tua meravigliosa bambolina. Ci stai?" Cercai di sdrammatizzare un po', forse peggiorando la situazione.
"Accordato bambolina." Disse e poi si sdraiò. Poggiò la testa sulle mie gambe perchè lui prendeva tutto il divano se si sdraiava e ci mettemmo a guardare un reality demenziale commentando ogni minimo particolare. Poi senza accorgermene iniziai a passare le mani nei suoi setosi capelli e lui si addormentò.
Io invece fui impegnata a parlare con Sophie al telefono. Mi aveva chiamata per parlarmi del ballo di autunno. Si perchè in quella dannata scuola facevano un homecoming per ogni stagione dell'anno scolastico.
"Allora? Che stai facendo? Preparati perchè ci aspetta una lunga conversazione." Disse ridendo
Io mi guardai le gambe sulle quali uno Shawn nel sonno più profondo stava riposando.
"Tranquilla, non andrò da nessuna parte."
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