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Chapter 1

"Abigail? Abigail Johnson?" Mi chiese

"Si. Chi sei?" Chiesi non riuscendo nemmeno a vedere il volto del ragazzo sceso dall'auto.

"Sono Shawn, un amico di tuo fratello Louis. Tuo fratello non è potuto venire, ha avuto un... ehm... emergenza. Ti porto a casa." Mi disse, ma non gli credetti, così presi il cellulare per chiamare mio fratello. Non appena accesi la connessione dati però, mi arrivò un messaggio di mio fratello che diceva che il suddetto Shawn mi sarebbe venuto a prendere all'aereoporto perchè lui non poteva. Mi fidai e salii in macchina.

"Mi dispiace, sono bagnata dalla testa ai piedi. Prenditela con mio fratello se ti rovino la macchina." Asserii sentendolo sorridere mentre guidava.

"Oh tranquilla. È la sua." Disse scrollando le spalle.

New York era affascinante. Ero arrivata di sera e le luci dei grattaceli davano un'aria suggestiva alla Grande Mela. Avevo bisogno di un bagno per potermi riprendere e di una doccia. Non vedevo l'ora di arrivare a casa. La mia nuova casa.

"È la prima volta che vieni a New York?" Chiese Shawn alla mia sinistra.

"Si. È la prima volta." Dissi continuando ad osservare le strade stracolme di gente che correva al riparo dalla pioggia.

Il ragazzo fermò l'auto, e scese invitandomi a seguirlo. Prendemmo le valige e lo seguii all'interno di un appartamento, al 2º piano di un palazzo. L'appartamento era il 13B.

Benvenuta nella tua nuova casa, mi dissi.
"La tua camera è quella in fondo a destra." Lo seguii all'interno di essa e mi presi un attimo per guardare com'era arredata.
Non era niente di sfarzoso. C'era un letto, un armadio, una scrivania e una libreria con pochi scaffali. Finiva tutto lì. Le tende erano semplici e bianche. C'era uno specchio all'interno dell'armadio e sulla scrivania vi era una lampada, anch'essa bianca. Era semplice e a me andava bene.

"Buon divertimento bambolina." Disse Shawn uscendo dalla mia stanza. Si diresse verso quella di fronte alla mia.

"Ehi! Dove stai andando?" chiesi

"Nella mia stanza?" Rispose ovvio girando gli occhi. Dopo avermi guardata negli occhi capì...
"Oh.... tuo fratello non ti ha detto che io abito qui... e forse non ti ha nemmeno detto..." mi guardò un'ultima volta "niente d'interessante." Disse, scrollò le spalle e andò in camera sua.

Quanto poteva costare a Louis dirmi che quel tizio avrebbe abitato con noi?

Non mi feci molti problemi in effetti. A chi importava se c'era un ragazzo in più in casa? Ero con Louis e mi andava bene così. Mi mancava il mio fratellone più di qualunque altra cosa.

Presi dei vestiti puliti nella valigia, l'intimo e mi feci una doccia calda che attenuò anche il mio leggero mal di pancia. Odiavo essere donna in certi momenti. Mi lavai e mi asciugai velocemente, feci una coda ai capelli e misi una felpa. Amavo le felpe, le preferivo a qualunque indumento.

Mi misi poi sul divano e notai che la porta della camera di Shawn era chiusa ma non me ne curai molto. Mi misi sul divano e accesi la televisione. C'era una puntata di Friends a metà e decisi di vedere quello fino a che non fosse iniziato American Horror Story. Mandavano le repliche della prima stagione e io decisi di vederle tutte.

Finito Friends iniziò la pubblicità e sentii Shawn camminare per tutto il corridoio. Non avevo nemmeno la voglia di dirgli di stare zitto quindi lasciai perdere. Poi, palesemente frustrato, si sedette vicino a me sul divano.
"Credi di riuscire a fare meno casino? Sta iniziando American Horror Story." Dissi stizzita.

Lo sentii sbuffare di rimando e sussurrare un "vaffanculo" strozzato. Scrollai le spalle, passiva su tutto. Ci stava in effetti ma non avevo voglia memmeno di litigare. Ero distrutta.

Mi rilassai guardando AHS con Shawn vicino, fino a che non ci fu una scena un po' spinta e sentii il mio coninquilino sogghignare.
"Non sono scene troppo sconce per te bambolina?" Disse.

"Ti prego smettila di chiamarmi bambolina." Mi limitai a dire. Sapevo che lo avrei istigato a continuare a farlo, ma era proprio quello che volevo, faceva un bell'effetto sentirsi chiamare in quel modo.

Dopo poco mi addormentai, mi sentii sollevare e mi ritrovai sul mio letto. Shawn mi aveva portato sul mio lettino, mi aveva coperto e se ne era andato. Era stato gentile e gliene fui grata.

Quando mi svegliai andai in cuicina e feci i salti di gioia perchè trovai mio fratello seduto su una sedia che si teneva la testa fra le mani. Gli saltai addosso e lo abbracciai.
"Mi rompi le costole cosí Ab!!" Disse ridendo e stringendomi forte.

"Mi farete venire il diabete" disse una voce che distrusse il momento.

"E tu mi farai venire la dissenteria se continuerai a farmi vedere la tua faccia." Dissi facendogli la linguaccia e alzandomi in piedi.

"Lo sanno anche i muri che stravedi per la mia faccia." Mi disse all'orecchio sussurrando. Mille brividi mi percorsero la schiena.

"Attento a quello che fai Anderson! È mia sorella." Disse Louis facendo la finta faccia arrabbiata e sopprimendo un sorriso. Shawn gli fece l'occhiolino e andò in camera sua.
"Non ti sfiorerà nemmeno, altrimenti dovrà vedersela con me."

"Perchè non mi hai detto che lui abitava con te?" Chiesi curiosa ma non infastidita.

"Non ti ho detto molte cose Ab. Dobbiamo parlare di tante cose. La prima è che mi dispiace di non averti detto di Shawn ma sapevo che non sarebbe stato un problema per te..." iniziò

"Infatti non lo è, continua." Dissi esortandolo a continuare.

"Appunto. La seconda è che ho combinato un pasticcio. Stai per diventare zia Ab." Disse.

Cioè, così a secco mi dice si aver messo incinta una ragazza? Così a secco mi dice che avrò un nipote da lì a breve? Così, senza preavviso?

"Uhm... a questo punto credo che si danno gli auguri? Ma prima spiegami meglio come hai fatto. Non come hai fatto a mettere incinta la ragazza, quello credo di saperlo. Ma chi è la ragazza? È tipo la tua ragazza fissa o una ragazza a caso? Tu non stavi con quella tipa di cui però non ricordo il nome?" Dissi tutto così velocemente che non ci capii nulla nemmeno io.

"La ragazza si chiama Heather, e si, stiamo insieme da 5 anni, ovvero da quando sono qui a New York. E l'ultima volta che siamo stati insieme è stato diverso, come se si fosse rotto qualcosa..."

"Si, il profilattico." Si intromise Shawn che mi costrinse ad opprimere un sorriso.

"No coglione! Comunque, fatto sta che avremmo deciso di andare a convivere, vorremmo crescere il bambino insieme quindi abbiamo deciso di trovare un appartamento e vivere insieme, non sono potuto venire a prenderti all'aereoporto perchè avevo un appuntamento con l'agenzia immobiliare per vedere un appartamento che è piaciuto ad entrambi e che abbiamo deciso di prendere. Mi traferisco tra due settimane." Disse.

Già, disse tutto questo e io capii che mi avrebbe lasciata di nuovo sola, o mezza sola, ma Shawn non contava molto, o almeno non contava fino a quel momento...

"Fermo fermo. E io? Dove dovrei andare se tu vai via?" chiesi.

"Beh, qui la scelta spetta a te. Potresti rimanere qui con Shawn, potresti trovarti un altro appartamento se questo non ti piace, o potresti tornare in Texas dai nostri genitori. Non lo so. Non avevo pensato molto a questa prospettiva perchè sai, sto per diventare padre quindi sono agitato. Ma io preferirei che tu rimanessi qui con Shawn, per svariati motivi. Il primo è che so che dai nostri genitori non vuoi tornare, quindi rimarresti comunque qui a New York, il secondo è perchè almeno so che non sarai da sola. Per quanto può sembrare una testa di cazzo so che mi posso fidare di lui. E il terzo è perchè mi sento in colpa quindi almeno so che starai bene qui." Disse dispiaciuto

"Non è un problema per me. Davvero. Capisco. Mi sembra anche giusto che vogliate stare insieme tu e la tua ragazza, è giusto che tu voglia che io non sia sola ed io sono felice di restare qui. E immagino che lo sia anche Shawn vero?" Dissi alzando la voce alla fine.

"Certo, sono felice come una Pasqua" disse ironico e gli feci la liguaccia.

"Bene, pare che ti ho detto tutto sorellina, ora mangiamo qualcosa che poi voglio andare a dormire." Disse e così facemmo.

Ordinammo delle pizze che gustammo sul divano mentre guardavamo Una Notte Da Leoni. Morii dalle risate ad ogni battuta, e di tanto in tanto mi scoprii a dare qualche sguardo a Shawn. È molto carino, cioè, è proprio bello, ma meglio non dirglielo che se no si monta la testa.

Augurai la buonanotte ad entrambi e andai in camera mia. Notai che c'era un comodino di fianco al letto con una lampada di sopra, la accesi e mi infilai nel letto. Cercai di addormentarmi ma era difficile, continuavo a pensare che sarei diventata zia e che avrei avuto un nipotino da coccolare e strapazzare di baci.

Chiusi gli occhi e mi addormentai con un'immagine di mio fratello che tiene in braccio il suo piccolo. Sentii però qualcosa, o meglio, qualcuno che entrò in camera mia e spense la luce, si soffermò un po' e poi andò via. Ne riconobbi il profumo, che non era quello di mio fratello però.

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