CAPITOLO 1 - ODIO SAN VALENTINO!
"...e segna questa commissione per lunedì. Grazie Carla."
"Ok Maestro."
La smart-band al polso di Kaoru si illumina ancora una volta di un bagliore rosato prima di spegnersi.
"Odio San Valentino!" ringhia a denti stretti.
"Devo aggiungere quest'ultima frase alla commissione precedente, Maestro?"
"No Carla, grazie. Era solo il mio pensiero. Puoi pure andare in stand-by, per stasera abbiamo finito."
"Ok Maestro."
La fronte di Kaoru si schianta con poca grazia sulla tovaglia non più immacolata, il rumore sordo dell'impatto sembra amplificato dal silenzio che ormai regna nella sala principale del 'Sia la luce'.
Strizza gli occhi nonostante l'unica illuminazione sia il tenue bagliore della striscia a led che corre lungo l'intero perimetro del soffitto. Il mal di testa ha iniziato a pulsare nell'ultima mezz'ora in ondate sempre più intense, e ormai Kaoru non riesce più a illudersi che gli basterà prendere un po' d'aria nella passeggiata di ritorno verso casa per farlo sparire.
Sa già che rinfaccerà al gorilla di avergli offerto del vino scadente – perché, come sempre, Kojiro gli offrirà del vino non appena si deciderà a lasciare la cucina per raggiungerlo, vero? – ma in cuor suo è perfettamente consapevole che, dopo il violento scontro con la tavola di Adam di qualche mese fa, le sue vertebre cervicali ancora raschiano e scricchiolano come se ci si fosse infiltrata della sabbia.
Anche la posizione china sul tavolo non aiuta, e Kaoru solleva di nuovo la testa massaggiandosi il retro del collo che continua a emettere rumori inquietanti per ogni più piccolo movimento.
Il gemito che lascia le sue labbra è un mix di dolore e frustrazione, e pagherebbe oro per un massaggio fatto come si deve.
"Serata difficile?" Kaoru sussulta all'apparizione improvvisa, mentre Kojiro si mostra finalmente sotto ai led del bancone. Sta rimestando con la frusta in un'ampia ciotola satinata, il rumore stridente del metallo che raschia il metallo, che innesca un brivido lungo la spina dorsale già provata di Kaoru.
"Forse, alla tua età, tre clienti in una sola sera sono diventati troppi da gestire..." lo chef lo canzona come al solito, ma Kaoru deve essere davvero a pezzi visto che non raccoglie la provocazione.
"Vorrei sapere perché San Valentino riscuote ancora così tanto successo!" borbotta mentre si alza dal tavolo ancora occupato dai resti del dolce del suo ultimo cliente e si siede al bancone al suo solito posto.
La realizzazione che quello sia davvero il 'suo' posto disegna gli angoli delle sue labbra in un sorriso piccolo e caldo, a dispetto di quanto sia stanco e provato.
"Perché l'Amore è bello" continua Kojiro senza alzare gli occhi dal composto nella ciotola "e lo sapresti anche tu se non fossi troppo concentrato su come si scrive, e decidessi per una volta di viverlo..."
"Grazie ma no grazie. Sono a posto così."
"Certo. Tu e la tua 'ragazza-robot' passerete un San Valentino da favola!"
"Devo lavorare, non ho tempo per queste stronzate."
"Devi lavorare, prima di San Valentino! Ma una volta che avrai consegnato tutte le commissioni – e sai meglio di me che dovranno essere pronte in tempo utile perché i tuoi bigliettini d'auguri stupidamente costosi vengano consegnati alla donna amata insieme a un mazzo di rose o una scatola di cioccolatini – avresti anche il tempo per un appuntamento."
"Certo. Lo avrei... se mi interessasse. Ma dato che non è così, mi limiterò ad ascoltare i dettagli piccanti delle tue rocambolesche avventure. E immagino che avrai parecchio da fare con tutte le donnine dalle enormi tette che ti ronzano sempre intorno." la sua espressione si accartoccia mentre pronuncia le ultime parole, come se avesse ingoiato per sbaglio un insetto disgustoso (forse proprio uno di quelli che 'ronzano' attorno a Kojiro) ma lo chef continua a mescolare e ridacchia senza ancora alzare gli occhi dalla ciotola.
"A parte che nessuno dice più 'rocambolesche avventure', comunque no, niente appuntamenti quest'anno, anch'io devo lavorare." sospira "Abbiamo così tante prenotazioni che dovrò noleggiare dei tavoli aggiuntivi e riorganizzare la sala, oltre che mettermi in cucina io stesso per dare una mano."
"Che spreco! Spargerai cuori spezzati per tutta Naha..." la frase si spegne in un sibilo mentre Kaoru strizza gli occhi ancora una volta per una fitta improvvisa e torna a massaggiarsi la nuca.
Kojiro posa la ciotola sul bancone e armeggia per un istante nella dispensa sotto di esso, da cui riemerge con una bottiglia di vetro scuro senza etichette e due calici di cristallo finemente lavorato.
"Coraggio principessa! Vedrai che dopo questo Moscato che mi è arrivato oggi dall'Italia, ti sentirai rinascere..."
Kaoru riapre gli occhi solo per alzare un sopracciglio nella sua direzione. Non è del tutto sicuro che l'alcool sia l'ideale per il suo mal di testa, ma ha una reputazione da difendere e delle lamentele da fare al gorilla, dopo, quando si alzerà dal bancone su gambe traballanti come ogni venerdì sera...
Kojiro versa il liquido ambrato nei calici, la luce dei led sopra al bancone che lo fa sembrare quasi sciropposo e assolutamente invitante, smantellando in un istante le ultime difese di Kaoru. Forse un po' di alcool è davvero quello che gli ci vuole, in fondo.
Lo chef gli porge il calice e fa tintinnare il suo con un suono argentino contro quello dell'amico, prima di sorbirne un lungo sorso.
Kaoru porta il bicchiere alle labbra e deve chiudere gli occhi ancora una volta.
Il vino è buono, dolce e fruttato proprio come piace a lui, e gli irradia una piacevole sensazione di calore in mezzo al petto; calore che non ha sicuramente nulla a che vedere con gli occhi caldi di Kojiro che lo scrutano attenti, prima che un sorriso divertito distenda le sue labbra carnose.
"Che intruglio stai componendo, lì?" Kaoru cerca di distogliere l'attenzione di Kojiro dal rossore che sente accendersi sul viso – anche se forse è troppo tardi – e indica la ciotola ormai dimenticata sul bancone.
"Chantilly speciale di San Valentino!"
Posa il bicchiere e dà ancora due rimestate prima di allungare verso Kaoru la frusta con un po' di crema.
"Assaggia e dimmi come ti sembra."
Kaoru fissa per un istante il composto. È rosa, di un rosa vivace, la crema lucida e profumata (di ciliegia? Davvero?) che gli fa riempire in un istante la bocca di saliva senza averla nemmeno ancora assaggiata, e deve distogliere lo sguardo da quello di Kojiro mentre si allunga sul bancone e tira fuori la lingua per prendere una generosa lappata.
Kojiro non aspetta il verdetto e porta la frusta alle sue stesse labbra per ripulirla con cura dalle ultime tracce di crema che Kaoru ha lasciato.
"Allora? Com'è venuta?" domanda disinvolto, per nulla consapevole del bacio indiretto che si sono appena scambiati "Ho in programma un dolce semplice ma d'effetto: una monoporzione a forma di cuore, la base di pan di spagna, sopra la Chantilly rosa e infine, 'ciliegina sulla torta'..." con le dita fa il gesto delle virgolette "...una ciliegia caramellata."
"Nauseante e stucchevole." lamenta Kaoru mentre prende un altro sorso di Moscato e fa schioccare le labbra all'abbinamento perfetto con la crema.
"Lo chiamerò Cherry Cupid!" prosegue Kojiro facendogli l'occhiolino, senza minimamente considerare la critica dell'amico.
Ovviamente è solo perché c'è la ciliegia, quello stupido nome non ha nulla a che vedere con il suo nome a 'S', così come è un caso che il tono di rosa della crema sembri esattamente quello dei suoi capelli; eppure il cuore di Kaoru non riesce a fare a meno di pompare una decina di battiti un po' troppo rapidi e saltellanti.
Ha bisogni di alcool.
Ancora.
La sua mano sembra tremare un po' mentre prende il bicchiere e tracanna tutto d'un fiato il Moscato rimasto.
Il calore sembra esplodere nel suo stomaco e deve arrivargli anche alla testa perché Kaoru improvvisamente la sente leggera e le guance paonazze. Ed è certamente colpa dell'alcool se pensa che quello che sta per fare sia una cosa sensata e priva di conseguenze; posa il bicchiere ed è davvero veloce a sporgersi di nuovo sul bancone e infilare due dita nella ciotola per prendere una dose generosa di crema.
Kojiro non ha staccato gli occhi dal volto di Kaoru nemmeno per un secondo, ed è altrettanto veloce a bloccargli il polso in una stretta sicura prima che riesca a portare le dita alla bocca.
"Eh, no, principessa, non si ruba la crema. E poi, non hai detto che era stucchevole?"
La risposta pungente di Kaoru gli muore sulle labbra mentre Kojiro gli solleva la mano e, con deliberata lentezza, comincia a leccare la crema profumata dalle sue dita.
I suoi occhi amaranto sono fissi in quelli dorati di Kaoru mentre la sua lingua scivola lenta lungo le falangi. Il contrasto della crema fredda con la lingua calda di Kojiro è destabilizzante, e Kaoru è del tutto incapace di fare nient'altro che fissare le sue dita che lentamente scompaiono tra le labbra morbide di Kojiro.
Se la sua lingua era calda, l'interno della bocca di Kojiro è rovente, così come il suo sguardo che non lo abbandona nemmeno per un istante mentre incava le guance e succhia con avidità le ultime tracce di crema dalle lunghe dita eleganti del calligrafo.
Kaoru è paralizzato, occhi e bocca ancora spalancati e il cuore che batte a velocità smodata nel petto, e non se lo spiega proprio il perché visto che è abituato a condividere il cibo con Kojiro sin da quando erano bambini.
Forse sta attribuendo a quel gesto un significato che semplicemente non esiste, e ne ha la riprova un istante dopo quando Kojiro libera il polso dalla sua presa come se niente fosse, e recupera la ciotola per rimestare inutilmente il composto ancora per un po'.
"Sì, forse hai ragione, è davvero stucchevole. Ho messo troppo sciroppo di ciliegia. Proverò a dimezzare la dose e ad aggiungere del colorante insapore per mantenere il tono di rosa."
🍒🌸🍵💘
Non ha un ricordo chiaro di quello che è successo dopo. È vagamente consapevole di essere scivolato giù dalla sedia per uscire al più presto all'aria aperta. Forse si è lamentato del vino, non ne è nemmeno sicuro, e si è diretto verso casa come un automa, attraversando, per fortuna illeso, i pochi incroci che separano il 'Sia' da casa sua. I sensori di Carla hanno rilevato picchi anomali di Cortisolo* che nemmeno la ninna nanna che ha fatto suonare per oltre un'ora, è riuscita a riportare entro i limiti di sicurezza; alla fine si è dovuto rassegnare a prendere un sonnifero, che gli ha dato il giusto grado di stordimento consentendogli finalmente di dormire e non pensare al suo mal di testa né tantomeno a quello che era successo poche ore prima al 'Sia la luce'.
Ma il mattino dopo il ricordo delle labbra morbide di Kojiro era ancora lì a tormentarlo. La sua lingua, così calda e umida, ha lasciato sulle sue dita una 'sensazione fantasma' ancora persistente. La luce che brillava nei suoi occhi mentre lo guardava con intenzione era peccaminosa, e la sua fantasia ha continuato a tornarci in continuazione, senza riuscire a trattenersi dall'immaginare scenari fantasiosi dove era Kaoru a leccare la crema rosa dagli addominali spettacolari di Kojiro.
"È arrivato un altro messaggio da 'Gorilla', Maestro. Continuo ad ignorarli?"
La voce di Carla lo riporta al presente.
"Sì, Carla, grazie. Spunte grigie e tutto il resto."
Sa che non può ignorarlo per sempre, ma negli ultimi tre giorni Kaoru non ha ancora recuperato il controllo di sé. Detesta sentirsi così instabile ma è consapevole che sarebbe pericoloso interagire con Kojiro in quello stato.
Tutti i sentimenti e i desideri che era stato così bravo a ignorare e soffocare negli ultimi anni sembrano straripati in un istante, come se il cassetto in fondo al suo cuore in cui li aveva rinchiusi fosse esploso, annullando, come se niente fosse, tutti i suoi sforzi titanici.
Kaoru semplicemente non sa come gestirlo.
Carla è del tutto inutile a fare ordine nel suo cuore, e può solo affidarsi a lei per guadagnare ancora un po' di tempo.
Appoggia il pennello e richiude con cura gli inchiostri. Ha terminato tutti i biglietti, nel pomeriggio il corriere passerà a ritirarli per consegnarli ai clienti.
E adesso?
Kaoru si stiracchia, la schiena e il collo dolenti per la posizione a lungo tenuta.
"Avrei davvero bisogno di un massaggio." si lascia sfuggire ad alta voce.
"Tutti i massaggiatori a domicilio della zona sono impegnati per i prossimi cinque giorni, Maestro."
Kaoru sbuffa e si alza in piedi, e sta cominciando a riordinare quando Carla parla ancora.
"Per aiutarti con i tuoi dolori, però, posso invece suggerirti di accettare l'invito di Yamamoto-san."
"Ma non avevamo già rifiutato?"
"Sì. Ma, da quello che mi risulta, non ha ancora trovato nessuno per lo spettacolo della sera di San Valentino. Sono certa che, se gli comunichiamo che accetti, ne sarà solo entusiasta."
"E perché pensi che questo possa aiutarmi, Carla?"
"L'hotel di Yamamoto-san ha un Onsen interno, con anche possibilità di massaggi e terapie termali. Potresti fare lo spettacolo di 'Calligrafia con AI' la sera di San Valentino come lui desidera, e poi trattenerti un paio di giorni per rilassarti e rimetterti in forma. Ti ricordo che le acque dell'Onsen sono un toccasana per chi soffre di dolori articolari. Abbandonarsi nell'acqua consente ai muscoli di rilassarsi, riducendo le tensioni muscolari, lo stress e l'ansia, e contribuendo così ad alleviare il dolore. Inoltre, una sessione di massaggi potrebbe..."
"Va bene Carla, mi avevi già convinto quando hai detto 'Onsen'. Informalo pure che accetto."
🍒🌸🍵💘
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