(New) Modern Sebastian x reader_Black Butler
Questa one-shot é dedicata a 19myheartwhite97 .
É tutto raccontato dal punto di vista di Sebastian, per cui é un' interpretazione che ho dato io del personaggio.
Spero vi piaccia, per qualsiasi domanda relativa al capitolo, scrivete nei commenti.
Buona lettura <3
Mi nutro delle debolezze degli umani.
Fingo quello che sono loro.
E, anche se per poco, vivo la loro identità.
Sebastian Michaelis é stata una tra le più interessanti.
Continuo a tenere Sebastian, come nome.
Ma cambio.
Cambio in base a come mi vogliono.
Ho tante sfaccettature quante sono le esigenze di chi mi chiama.
Sono permanente, ma diverso.
É divertente interpretare ruoli che non mi appartengono.
Ma, a volte, percepisco qualcosa che non definisco.
Ogni volta che termina un contratto termino io.
E in questa consapevolezza, non posso che essere vuoto.
La compagnia umana mi influenza negativamente.
La stretta che sento ne é una prova.
Mi stanno contagiando nella loro debolezza.
Improvvisamente, mi riprendo dai miei pensieri.
Qualcuno mi sta chiamando?
É l' urlo di un anima silenziosa.
Una bambina?
Come può essere?
Eppure viene da lei, la tristezza.
Sta piangendo, rannicchiata su se stessa.
I ricci le coprono il volto.
Accanto, una bambola rotta.
Mi avvicino piano, attirato dall'odore dolce delle sue lacrime.
Lei alza la testa.
Occhi grandi, intensi.
<<Chi sei? E perché sei qui?>>
La guardo.
Rispondo in un sussurro:
<<Sono qui perché mi avete chiamato, signorina.>>
Si avvicina piano.
E con una mano indica l'oggetto a un metro di distanza.
<<Vorrei che la riparassi ...>>
Annuisco.
La bambina però, scuote la testa.
<<Ma non puoi.>>
Rido.
Una punta di sarcasmo nella voce.
<<E perché?>>
Mi sorride, triste.
<<Perché tu sei rotto, come lei.>>
Rimango lì, fermo.
Come la bambola rotta.
Lei ha preso il suo giocattolo.
E l' ha messo sopra il mobiletto, insieme a quelli più belli.
Si chiama Roberta, la bambina.
Ogni giorno, quando torna a casa bacia la bambola sulla guancia.
E le pettina i capelli.
Mi sono sempre chiesto perché.
É rotta e vecchia, la bambola.
Ma Roberta continua a stringerla a sé ogni notte, come se fosse la più preziosa.
E io continuo a rimanere fermo, osservando la scena da lontano.
Qualche volta però, mi assicuro che la finestra sia chiusa.
In modo che non si ammali.
Qualche volta le rimbocco le coperte, se i genitori si dimenticano.
Ma non ho mai chiuso l'armadio.
In fondo, se pensa che un mostro come me esista, ha ragione.
I demoni non mentono.
O meglio, io non mento.
<<Sei ancora qui?>>
É sveglia, Roberta.
Rispondo con una domanda:
<<Facevi finta di dormire?>>
Lei abbassa il capo, imbarazzata.
<<Adesso me ne vado, non mi vedr->>
Mi interrompe, piano.
<<Rimani.>>
Una stretta mi paralizza.
Non so cosa sia, ma mi impedisce di andarmene.
Così, finisco per passare la sera a leggerle storie.
La bambina si addormenta alla mia voce.
E da quel giorno, non sono più costretto a vigilare su di lei di nascosto.
Non mi ha mai chiesto il nome, cosa sia, né da dove venga.
Ha chiesto cosa mi piace.
Quando le ho detto della mia passione per i gatti, ha insistito con i genitori affinché gliene comprassero uno.
Ironia della sorte: l' ha chiamato Sebastian.
Non so perché continuo a stare con questa bambina.
Alla fine di ogni storia, chiede sempre cosa ne penso.
Ed é così strano dare un pensiero mio.
É dolce, di una premura che va oltre l' essere bambina.
<<Da oggi non venire più.>>
Qualcosa che non conosco mi trattiene dal parlare.
Mi soffoca.
É peggio della fame.
<<Mi trasferisco.>>
Mi abbraccia.
E mi porge la bambola rotta.
<<Prenditene cura, entrambi adesso ne siete in grado.>>
Non ho più forza nella voce.
Ma il sarcasmo non lascia i miei pensieri.
Sono un giocattolo?
Ridotto così da una bambina.
Sebastian, dov' é finito il tuo orgoglio?
Ti accompagna una solitudine che, mai come adesso, pesa.
Non ti dimentichi della bambina.
I pochi ricordi e i suoi occhi sono impressi in te.
Non hai mai interpretato nessun ruolo.
E così, per la prima volta, non hai terminato te stesso.
La bambola rotta é la compagna di una nuova identità.
Passa del tempo.
La rivedi dopo diversi anni.
In un bar, in compagnia di un' amica.
Roberta é una ragazza, adesso.
Inconsapevole della sua riservata bellezza.
Ne rimani affascinato.
E non puoi che avvicinarti.
É proprio la stessa, eh, Sebastian?
Minuta, capelli ricci e occhi grandi.
Le parli.
Ritrovi te stesso in lei.
Perché sai che da demone o da umano, sei imprigionato nella bambola rotta.
Roberta sorride.
Ti guarda.
E tu, mostro, speri che lei si ritrovi in te.
Insicurezze che non conosci si vanno a definire nella tua mente.
Sei follemente innamorato, Sebastian.
Di un amore che ti rende consapevole di te stesso.
Spero il capitolo vi sia piaciuto ^_^!
Riguardo l' altra mia storia, " Falsa modestia", ho un blocco.
Nel senso: la voglio continuare, ma non ho ispirazione.
Per cui, chiunque avesse delle idee, mi scriva!
Ovviamente, in caso, darò i meriti ;).
Buona serata a todos ^_^!
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