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Black Butler_Modern Sebastian x reader

La nota in un bar, lei.

É piccola, dai capelli rossi e dagli occhi di bosco.

Si guada attorno, la ragazza, diffidenza nascosta da una falsa timidezza.

E a Sebastian sembra un gatto alle prese con l' acqua.

Qual è quel termine che usano gli umani ? Ah si... carina .

Non è quello però ad aver attirato la sua attenzione.

Ma la sua anima.

É...trasparente, troppo.

Mai gli é successo di poter vedere attraverso un umano così chiaramente.

Lei è di una dolcezza e di una purezza a lui quasi nauseanti.

È come se non si distingua per altro, priva di qualsiasi complessità derivante dalla natura umana.

In lei ci sono anche sentimenti negativi, ma questi non sono parte della sua essenza.

Non l'avrebbe definita stupida o inferiore, anzi, proprio questi soggetti, dalla sua esperienza, sono da sempre dotati delle peggiori discrepanze.

Deve saperlo.

Deve capire il perché dell' assenza di elementi contrastanti.

S'avvicina al tavolino e prende la sedia accanto alla sua.

<<Buonasera.>>

La ragazza lo osserva, per poi arrossire e replicare gentilmente.

<<Anche a lei signore...?>>

<<Michaelis, ma mi può chiamare Sebastian, lei è?>>

<<Denise, possiamo darci del tu? Credo che siamo coetanei.>>

L' eterno centenario tenta di sopprimere una risata.

Coetanei.

Si trattiene, condannato dall'obbligo di persistere nella sua recita.

<<Ti stavo per chiedere la stessa cosa.>>

Sebastian lo dice non senza sforzo, ancora estraneo ai tempi contemporanei.

La sua mente intrappolata nell' epoca del suo vecchio padrone.

Sorride al pensiero.

Li si che si divertiva.

Senza che lei se ne accorga, è affascinata dal suo charme, dallo sguardo ammaliatore al portamento elegante, dal silenzio attrattivo all'eloquenza rispettosa.

Perfetto, pensa lei.

Manipolabile, pensa lui.

La incanta, non la fa guardare al di là della bellezza.

E la studia.

Prevedibile.

Ha reagito come si aspettava che facesse, impedendogli di gustarsi qualsiasi imprevisto.

Ingenua.

Si è fidata, senza chiedersi se stesse mentendo o avesse secondi fini, a discapito di un' iniziale prudenza.

Debole.

È lui ad essere il dirigente del gioco.

Il demone sospira, comincia a pensare che la sua sia un' anima come tante.

E che sia solo una coincidenza.

<<Sebastian, devo andare, è stato divertente parlare con te.>>

<<Figurati, in fondo... sono solo un diavolo di ragazzo.>>

Denise ride.

Forte.

Tanto da risuonare nella sua mente più volte.

Incatena se stesso alla sua figura.

Imprigiona l'attimo.

Si concede solo la vista, ritrovandosi ad essere umano nello stesso istante.

I suoi occhi in sintonia con il sorriso.

Sebastian esita.

Ascolta.

Rimane fermo.

E sorride.

La ragazza dai capelli rossi, un cocktail in mano e lo sguardo al seguito.

Nient'altro.




Sebastian decide di darle appuntamento il giorno successivo.

Si presenta con un mazzo di rose rosse.

Lei, quando lo vede, pensa sia perfetto come la sera che l'ha conosciuto.

E non da peso alla pettinatura lievemente in disordine.

Né al suo ritardo, d'altronde, pensa, é pur sempre un uomo.

Si rivedono ancora.

E ancora.

E stanno bene.

Lei gli racconta della sua vita e lui assorbe ogni dettaglio che si presenta senza andare oltre, ponendosi limiti che avrebbe potuto non avere.

Dandosi il beneficio del dubbio.

E simulando emozioni che non sarebbe stato capace di provare.

Eppure non può fare a meno di volerla vedere ridere.

Di risentire quel suono.

E di essere umano per un istante.

L'invidia che lo logora la scambia per fame.

E la volontà di capirla come innocua curiosità.

Si sono dati appuntamento in un parco, questa volta.

Lui si prepara, vestendosi con una lentezza superflua, essendo da solo in una casa isolata.

Si pettina e si concede la giusta dose di profumo alla vaniglia, che a lei piace tanto.

Si reca in salotto e la televisione è accesa.
Una compagnia apparente.

Come se si sentisse solo.
Da quando ?

"Una ragazza sui vent'anni si é suicidata buttandosi da un palazzo, qui una sua foto prima dell'accaduto, non conosciamo ancora le dinamiche e i motivi che hanno spinto Denise a..."

Avrebbe preferito stare da solo, si dice.

Spegne il monitor.

Cos'è quel ronzio che persiste?
Non smette.

Si riflette nello schermo scuro.

La risata di lei risuona nella sua mente.

Imprigiona l'attimo.
Ascolta.
Rimane fermo.
E sorride.
Concede a se stesso il limite di un'identità che non é.

I demoni sono stati creati solo perché non avevamo il coraggio di guardarci allo specchio.


Che suono fa la tua risata, invece?
Il demone é imprigionato in quella di una ragazza che non era riuscito a comprendere.












Weeee come va?
Spero che il capitolo vi sia piaciuto <3, in particolare alla diretta interessata.
Ci tengo a precisare che in questo caso la protagonista non riflette la persona che mi ha fatto la richiesta <3, anche se mi sono ispirata per alcuni elementi quali la risata ( ha una risata bellissima *__*) i capelli ed altre caratteristiche fisiche.
Ringrazio di cuore Mystupidpenguinluke per la richiesta ^_^ ( anche perché si tratta di un personaggio che adoro *_*).
Buona serata ;)

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