Capitolo 14
Arrivammo a casa sua. Io continuavo a non parlare. Mark si coricò sul suo letto e disse:-"Vieni qui!"-
-"No!"- dissi.
-"Dai!"-
-"No!"-
Si alzò dal letto, mi accarezzò la guancia e mi abbracciò.
-"Mi mancavi..."-
Provai a spingerlo via ma poi cedetti e lo abbracciai.
-"Sei la cosa più bella che ho!"- disse.
-"Mark, cos'è successo?"-
-"A giugno devo andare a Madrid..."-
-"Ti vogliono nel Real Madrid?"-
-"Si ma anche perché mamma si sposa ed andiamo tutti a vivere lì..."-
-"È una notizia fantastica!"- dissi sorridendo.
-"No, cazzo! A me piace Roma..."-
-"Ma se vai lì puoi realizzare il tuo sogno..."-
-"Non me ne frega più un cazzo."-
-"Mark, stai dicendo così perché non sopporti Alberto..."-
-"Forse..."-
Lo guardai e gli accarezzai i capelli.
-"Andrà tutto bene..."-
Qualche giorno dopo iniziai a sentirmi con un ragazzo ma non dissi niente a Mark e continuai a stare sempre con lui.
I giorni che trascorrevo con Mark passavano velocemente e arrivammo a Marzo.
Stavo camminando a passo svelto per arrivare il prima possibile in una libreria.
Mi scontrai con una persona. Alzai la testa, era Jessica.
-"Scusa..."- dissi -"Stai bene?"- proseguii più preoccupata per la bambina che aveva nella pancia che per lei.
-"Si, scusa tu..."- disse poggiandomi una mano sulla spalla e sorridendo.
La squadrai senza dire niente, si comportava in modo diverso. Mi scostai.
-"Ti serve qualcosa?"-
-"No, no. Anzi, se vuoi possiamo andare a bere qualcosa!"-
-"Va bene..."- dissi poco sicura.
Andammo in un bar, dopo esserci sedute, Jessica disse:-"Scusa se sono stata stronza con te..."-
-"Eh?"- dissi
-"Si, mi dispiace davvero solo che sono molto protettiva nei confronti di mio fratello e lui è così perso di te che avevo paura che tu gli facessi del male..."-
-"Ah..."-
-"Davvero, Hope. Ma ormai fai parte della famiglia, potremmo diventare amiche..."-
-"Hahahaha certo!"- dissi in modo ironico.
-"Davvero, Mark ci tiene a te quindi è ora che io faccia il possibile per vederlo felice!"-
-"Sei seria?"-
-"Si..."-
Cercai di non fidarmi troppo ma iniziammo a parlare di tutto senza rendercene conto.
Passò un'ora e decidemmo di andare a casa sua.
Arrivati a casa sua, entrammo nel salone. Vidi immediatamente Mark che, coricato sulla pancia, dormiva beatamente, in pantaloncini.
Anna spuntò dalla cucina. Aveva un grembiule da cucina rosa e i capelli legati.
-"Ragazze, volete dei pancakes?!"- disse senza essere sorpresa di vederci insieme.
-"Si. Cos'ha Mark?"- disse Jessica.
Pensai anch'io che stesse male visto che raramente dormiva durante il pomeriggio.
-"Niente, ha litigato con Davide e per farli smettere mi sono intromessa così Davide è andato in un ufficio e Mark si è addormentato."- disse Anna. -"Sveglialo così fa merenda anche lui."- disse Anna tornando in cucina.
-"Hope, sveglialo tu che io vado a mettermi qualcosa di comodo."-
Mi avvicinai al divano e mi inginocchiai acconto a lui.
-"Mark..."- sussurrai.
In quel momento Mark aprì immediatamente gli occhi, aveva il respiro affannato. Gli accarezzai i capelli per calmarlo.
-"Ehi, hai fatto un brutto sogno?"- dissi
Mark annuì e disse:-"Perché sei qui?"-
-"Ero andata a fare un giro ed ho incontrato Jessica."-
-"È successo qualcosa?"-
-"No, mi ha invitato qui."-
Mark mi squadrò come se fossi pazza.
-"Mark alzati che mamma ha fatto i pancakes!"- disse Jessica.
Mark ubbidì e si fiondò in cucina.
Lo raggiunsi. Ci sedemmo nel tavolo per la colazione ed iniziammo a mangiare.
-"Quindi voi due avete parlato?"- disse Mark abbandonando la schiena sulla sedia.
-"Sembra strano ma si, abbiamo parlato."- disse Jessica.
-"Wow!"- esclamò Mark incredulo.
-"Tu perché hai litigato con Da?"- chiese Jessica.
-"Perché ho fatto una battuta sulla sua ragazza e si è incazzato!"-
-"Vi sembra normale a vent'anni picchiarvi per una battuta?"- disse Anna.
-"Ma non ci siamo picchiati per la mia battuta."-
-"No? E allora perché?"-
-"Per la battuta che ha fatto lui..."-
-"Siete degli immaturi!"- disse Anna prendendo i piatti che c'erano sul tavolo.
-"Mamma!"- disse Mark richiamando la sua attenzione. -"Scusa..."-
-"No, Mark. Questa volta non funziona così. Prima chiedi scusa a tuo fratello."-
-"Prima mi chiede scusa lui a me!"-
-"Basta, vedetevela voi ma se entro l'ora di cena non avete fatto pace, scordati il viaggio a New York!"-
Restammo in cucina a parlare finché Jessica non ci disse che sarebbe andata a riposarsi.
Io e Mark restammo in cucina. Uno di fronte all'altro.
Mark mi guardò e sorrise.
-"Che c'è?"- dissi.
-"Ti sei sporcata con la Nutella!"- disse scoppiando a ridere.
-"Non ridere! Mi dai un tovagliolo?"-
-"Nah, non serve!"-
-"Ah, no? E come mi pulisco?"-
Mark si alzò dalla sedia e si avvicinò a me. Avvicinò la sua bocca alla mia guancia e mi leccò.
-"Fai schifo!"- urlai.
Mark continuò a ridere.
Mi abbracciò.
-"È bello farti incazzare!"-
-"No!"- dissi.
-"Si, perché adesso metti il broncio."-
-"Non è vero!"- dissi mettendo il broncio.
-"Piccola ma se tu fai così io come faccio a non baciarti?!"-
-"Non ci pensare nemmeno!"-
-"Sennò?"- disse Mark avvicinandosi di più a me.
-"Ti devo dire una cosa..."-
-"Me la dici dopo che ti bacio?"-
-"No, ora!"-
Mark sbuffò.
-"Mi sto frequentando con un ragazzo."-
-"Davvero?"-
-"Si. È davvero dolce e simpatico. Secondo me, andrebbe d'accordo anche con te."-
-"No, aspetta tu stai uscendo con un ragazzo ma se dovessi dire una cosa del genere io, mi urleresti contro."-
-"Ma è perché ci tengo davvero a te."-
-"Non dire stronzate! Mi avevi detto che eri solo mia."- disse Mark alzando la voce.
-"Ma avevamo detto che potevamo frequentare altre persone..."-
-"Ti ricordo che mi hai fatto lasciare con Carlotta..."-
-"Ti sei lasciato perché volevi, non perché te l'ho detto io!"-
Iniziò ad urlare e non riuscì più a seguire il discorso così, per farlo stare zitto, lo baciai.
Mi spinse così violentemente che mi fece cadere ed andai a sbattere contro il muro.
-"Mi hai rotto il cazzo!"- urlò.
Le lacrime mi rigarono il volto e inizia a singhiozzare per la paura.
-"S-scusa..."- disse Mark tremando.
Io mi raggomitolai su me stessa. Mark si accasciò a terra accanto a me. Stava piangendo anche lui.
Tremavano entrambi, terrorizzati per il male che potevamo farci l'un l'altro. Avevamo paura ma, ciò che volevamo era solo un po' d'amore. Quell'amore che ci spezzava le ossa.
Provai ad alzarmi per andare via ma Mark mi afferrò per il polso. Mi tirò verso di sè. In questi gesti ebbe una delicatezza fuori dal normale. Forse, aveva paura di farmi ancora del male.
Mi lascia cullare tra le sue braccia. Entrambi respiravamo ancora a fatica finché il nostro respiro non si calmò e ci addormentammo.
-"Mark!"- sentì prima di essere trascinata via dalle sue braccia. Era Davide.
-"Mark, Alberto mangia qui stasera, alzati!"- disse Davide.
Mark aprì gli occhi. Si alzò e si avvicinò per abbracciarmi.
-"Spero che tutto quello che è successo sia stato solo un incubo."- sussurrò.
-"Non farò mai più niente del genere, te lo prometto!"- proseguii.
Anna entrò in cucina.
-"Mamma, stasera mangio fuori."- disse Mark.
Anna annuì. Sicuramente ci aveva sentito litigare.
Io e Mark andammo a casa mia. Ordinammo la pizza e la mangiammo sul divano guardando un film.
Mi addormentai con la testa sul suo petto mentre mi riempiva di bacini
-"Sei tutto per me!"- sussurrò prima che io chiudessi gli occhi.
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