Capitolo 11
Arrivai a casa in lacrime, Marta era seduta a tavola con Gianluca.
-"Hope, cos'hai?"- disse Marta alzandosi per abbracciarmi.
-"Mark...fa schifo!"-
-"Perchè tesoro?"-
-"Mi fa sentire speciale ma, in fondo, sono una delle tante!"-
In quel momento il campanello suonò, era Mark. Marta aprì il portone. Io corsi nella stanza e con fare infantile chiusi la porta e mi ci sedetti davanti per non fare entrare Mark.
-"Hope, apri la porta?"- disse Mark.
Non risposi.
-"Va bene, se non vuoi parlare, parlo io. Sono uno stupido, ogni volta che dico che non mi va di vederti soffrire, sono io a farti stare male e mi dispiace...Hope, ho detto che mi dispiace!"-
-"Vuoi un applauso per avermi detto che ti dispiace?"- dissi con un tono particolarmente sarcastico.
-"No, voglio che mi perdoni e che ti lasci abbracciare..."-
-"Non voglio essere abbracciata da te!"-
-"Va bene, allora io me ne vado."-
-"Ok!"- dissi.
Sentì dei passi e poi il portone che veniva aperto e subito dopo si chiudeva. Mi alzai da terra e sgattaiolai fuori dalla stanza.
Mark mi afferrò e mi spinse fino a farmi sbattere la schiena contro un'anta del mio armadio.
-"Ti sembro uno che si arrende?"- disse ridendo.
Provai a tirargli uno schiaffo ma mi bloccò i polsi.
Scoppiai nuovamente in lacrime, mi infastidiva essere trattenuta.
-"Mark, mollami!"- dissi tra le lacrime.
Mark mi lasciò libera e mi abbracciò.
-"Ti prego, non piangere!"- disse stringendomi a sè.
-"Smettila di farmi sentire importante!"- dissi.
-"Hope, tu sei importante!"-
-"No, smettila!"-
-"Facciamo che restiamo amici?! Solo amici!"-
Annuì staccandomi dal suo petto.
Mark mi asciugò le lacrime.
-"Scusa piccola!"-
-"Smettila!"- dissi fulminandolo con gli occhi.
-"Lo sai che non posso stare senza di te!"- disse mark guardandomi negli occhi.
-"Come non puoi stare senza le altre."-
-"Hope, ho distrutto il telefono e ti prometto che non rispondo più a nessuno!"-
-"Non fare promesse che non puoi mantenere..."-
-"Sono serio, stupida!"-
-"Vedremo..."-
Il giorno dopo a scuola vidi un pacchetto di una delle mie pasticcerie preferite sul banco. Affianco ad esso c'era un biglietto con su scritto:"Buongiorno principessa. Volevo dirti che sei perfetta per me!"
Sorrisi spontaneamente.
Mandai un messaggio a Mark con scritto:"Buongiorno anche a te!"
Lo vidi passare davanti alla mia classe, stava sorridendo guardando il telefono.
-"Chi ti fa essere così felice?"- dissi correndo fuori dalla classe.
-"Tu!"- disse abbracciandomi e schioccandomi un tenero bacio sulla guancia.
-Mark, ora che ci penso non manca una settimana al tuo compleanno?"-
-"Si, piccola. Perché?"-
-"Così."-
-"Va bene!"-
Mi lasciò un altro bacio sulla guancia e sparì nel corridoio.
Io sparì per qualche giorno per preparare qualcosa di carino per il suo compleanno.
Mark riuscì a vedermi solo il giorno prima del suo compleanno, l'11 febbraio.
Ero in un bar del centro con Mark e stavamo bevendo una cioccolata calda.
-"Come ti senti che tra meno di ventiquattro ore sarai maggiorenne?"- dissi.
-"Normale e felice perché tu sarai con me!"- disse Mark guardandomi con quei fantastici occhi azzurri.
-"Quando la smetterai di fare così?"-
-"Così come?!"-
-"Guardarmi in quel modo e trattarmi così!"-
-"Ti sto trattando normalmente!"-
-"No! Mi metti al centro di tutto."-
-"Perchè ci tengo a te."-
-"Ok!"-
-"Se vuoi ti tratto come tutte le altre."-
-"Forse sarebbe meglio."-
-"Ok."-
-"Hope, ti sei sporcata con la cioccolata."- disse Mark quando uscimmo dal bar.
-"Dove?"- dissi.
-"Qua!"- disse Mark baciandomi sull'angolo della bocca.
Lo spinsi.
-"Dai!"- urlò.
-"La devi smettere, cazzo!"- dissi camminando davanti a lui.
Dopo qualche minuto di silenzio, Mark allungò il passo e iniziò a camminarmi accanto.
-"Scusa..."- disse a testa bassa. -"Ma mi fai impazzire, davvero. Hope..."- disse facendomi fermare per guardarlo in faccia. -"Davvero. Tu non sei come quelle oche con cui messaggio. Tu sei diversa e se ti ho fatto soffrire, scusa ma io sto troppo bene con te per avere solo una semplice amicizia."- proseguì.
Lo abbracciai.
-"Mark, io ho paura..."- dissi.
-"Di cosa?!"-
-"Di stare male..."-
-"Io non ti voglio far stare male."-
-"Mark ma non ti conoscono così bene per stare con te."-
-"Hope ma io voglio che tu sia mia."-
-"Evitiamo per ora!"-
Mark mi abbracciò e poggiò la testa sul mio collo.
Andammo a casa sua e ci coricammo nel suo letto a guardare un film. Mark cercava di starmi lontano così mi avvicinai io.
Gli diedi dei bacini sul collo.
-"Mark!"- gli sussurrai.
-"Oh!"- disse senza staccare gli occhi dal computer.
-"Mi vuoi bene?"-
-"Si!"-
-"Perché non mi calcoli?"-
-"Non è vero!"-
-"Comunque anche tu mi piaci e tanto..."-
-"Davvero?"- disse guardandomi negli occhi.
-"Si ma non sono qui per stare con un ragazzo..."-
-"Hope, quando la smetti di dire stronzate?"-
-"Finché qualcuno continua a credermi."-
-"Piccola, a me puoi dire tutto."- disse sfiorandomi la guancia con le sue labbra.
-"Non voglio avere storie perché l'unico ragazzo di cui ero innamorata è morto."- dissi trattenendo le lacrime.
Mark sospirò e mi abbracciò senza dire una parola.
-"Hope, sei la cosa più bella che mi sia mai capitata..."- disse Mark.
Mi volai per guardare l'orologio. Era quasi mezzanotte.
-"Aspetta un attimo!"- dissi alzandomi.
Corsi a prendere uno striscione e lo sistemai nella veranda. Tornai da Mark e dopo averlo fatto alzare lo trascinai fuori. Gli feci chiudere gli occhi e appena scattò la mezzanotte gli mostrai lo striscione.
-"Auguri!"- dissi abbracciandolo.
Mark guardò lo striscione. C'era scritto:"Il meglio deve ancora venire!"
Mi abbracciò e disse:-"Grazie piccola!"-
-"Guarda che seriamente il meglio deve ancora venire!"- dissi facendogli l'occhiolino.
Dal salone uscirono Anna, Jessica e Davide con in mano una torta. Dietro di loro i compagni di squadra di Mark e i nostri amici gli cantavano "tanti auguri a te!"
Mark sorrise sorpreso. Io sorrisi guardandolo.
-"Grazie a tutti!"- disse.
Soffiò le candele che occupavano gran parte della torta e mentre Anna andò a tagliarla salutò e ringraziò tutti.
Mi guardò sorridendo e disse:-"Hai organizzato tutto tu?"-
-"Ehm... Si ma tua mamma e Jessy mi hanno aiutata."- dissi.
-"Vabbè, ne parliamo dopo! Ora si va a bere!"- disse urlando l'ultima frase.
-"Mark maturità zero!"- urlò sua madre.
-"Buonanotte mamma!"- disse Mark facendole l'occhiolino.
Dopo aver mangiato la torta uscimmo. Pensai che saremmo andati in qualche pub invece non fu così. Fu 1.000 volte meglio!
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