Capitolo 10
Tutti erano ammutoliti e nessuno osava fiatare. Ognuno dei mugiwara sperò che la scena proposta davanti ai loro occhi fosse solo un brutto e terribile incubo.
Zoro sentì qualcosa cadere sulla sua guancia. Aprì gli occhi e sbiancò.
A pochissimi centimetri dal suo viso c'era la punta della spada di Jack Blackall dalla quale gocciolava sangue. Il sangue proveniva dal corpo di Robin, trapassato da parte a parte dalla lama.
Zoro sperò fosse solo un brutto sogno, ma era tutto vero. Robin gli aveva fatto scudo con il suo corpo. La donna si reggeva in piedi a fatica e aveva una smorfia sofferta. Nessuno osava neanche respirare. Delle lacrime scesero silenziose sui volti di Nami, Chopper e Usop, mentre gli altri erano troppo sconcertati per reagire. Luffy rivide la scena a Marineford quando suo fratello Ace si era messo di fronte a lui prendendo al suo posto l'attacco di Akainu ed era morto tra le sue braccia.
Strinse i pugni. Non avrebbe tollerato un'altra morte di una persona a lui cara, non di nuovo.
Zoro guardava con occhi e bocca spalancati quella scena. Non poteva essere, non voleva crederci. -ROBIN!- la chiamò.
Blackall scoppiò in una risata fragorosa. -Hahahahah! Robin, mi stupisce questo tuo comportamento... Pensavo che tu sapessi solo tradire le persone.-
La donna, con molta fatica, riuscì a parlare. -Ti sbagli! Io... Io sono... cambiata...- fece una smorfia per il dolore. -Ho... scoperto... l'amore...-
Blackall rise di nuovo. -Una persona fredda e insensibile come te, Nico Robin, è riuscita ad amare...- disse sprezzante. -L'amore è insensato! Rende deboli!- Blackall fece ruotare la spada lungo il suo asse verticale e Robin gridò di dolore.
Luffy a quel punto non ci vide più e scoppiò.
-Fermati bastardo!- gridò infuriato.
-Non ci penso neanche! Lei mi ha tradito, e come minimo deve soffrire! Hahahahahaha!- Poi Blackall estrasse in malo modo la spada dal corpo della donna, che cadde priva di sensi in braccio a Zoro. Lui la guardò incredulo con le lacrime agli occhi. -ROBIN!- la chiamò ancora.
-Hahahahah!- si mise a ridere Blackall. -Non vi conviene rimpiangerla troppo! In fondo, non è una grave perdita...- fece un ghigno. -E' meglio per tutti se sparisce da questo mondo... l'ultimo demone di Ohara.-
Luffy si imbestialì. Ancora c'era gente che giudicava Robin dal suo passato e non poteva tollerarlo.
-Non ti permetterò di insultare un membro del mio equipaggio!- gridò fuori di sé. Gonfiò il pugno con il Gear Third e spedì Blackall in mare, molto lontano dalla nave e Sanji, Franky, Nami, Chopper, Brook e Usop fecero la stessa cosa con il resto della ciurma del pirata.
Poi tutti si radunarono intorno a Zoro e Robin. Lui la stingeva a sé piangendo disperato. Robin aveva gli occhi chiusi e una grossa ferita sotto il seno dalla quale uscivano fiotti di sangue.
-Robin, perché... perché l'hai fatto?- disse Zoro tra le lacrime. -Robin, ti prego... non lasciarmi... non devi morire...-
Gli altri non osavano parlare, era un momento troppo delicato. Nami si strinse a Luffy e singhiozzò. Solo Chopper si avvicinò.
-Zoro, è meglio che me la lasci, così potrò curarla...-
-NO! Voglio stare da solo con lei, lasciatemi!- gli gridò aggressivo stringendo ancora più forte il corpo dell'archeologa; così facendo la ferita aperta sul petto della donna macchiò i vestiti dello spadaccino.
Tutti rimasero sorpresi: Zoro non si era mai rivolto a loro così, tanto meno a Chopper.
-E' meglio per lei...- disse la renna.
-Come puoi sapere tu cosa è meglio per lei?!?-
-Sono un dottore!- esplose Chopper. -E se non la curo adesso, morirà!-
Zoro a quelle parole si bloccò. Abbassò il viso e Sanji prese delicatamente il corpo dell'archeologa dalle sue braccia e andò in infermeria con la renna, seguiti da Nami.
-Ehi, Zoro...- disse Usop.
-Lasciami.- rispose lo spadaccino cercando di non piangere, ma il risultato fu il contrario. Si alzò e si diresse in palestra senza proferire parola.
Dopo un'oretta Chopper, Sanji e Nami uscirono dall'infermeria ad occhi bassi.
-Allora?- chiese Usop speranzoso.
-I suoi organi vitali funzionano ancora, anche se molto debolmente.- rispose la renna.
-Dov'è Zoro?- chiese Sanji.
Il cecchino indicò la palestra. -Vuole essere lasciato solo.-
Luffy intanto era sulla polena a osservare il tramonto. Era stata una giornata difficile, e lo scontro con Blackall e i suoi pirati aveva provato la ciurma. Era furioso con quel pirata che aveva messo in fin di vita la loro fidata archeologa, nonché compagna del suo migliore amico. Sperò con tutto se stesso che riuscisse a restare in vita.
"Robin." pensò. "È un ordine del tuo capitano: non devi morire. Non cedere alla morte per nessun motivo."
Luffy si abbassò il cappello sugli occhi e una lacrima silenziosa scese lungo la sua guancia.
Sanji entrò palestra e gli si strinse il cuore: in un angolo c'era Zoro inginocchiato che singhiozzava e tutto il resto della stanza era a soqquadro. Doveva essersi sfogato.
Appena sentì il cuoco entrare lo spadaccino disse. -Voglio stare solo.-
Sanji non lo ascoltò e si mise vicino a lui. -È ancora viva. È un osso duro, non credere che possa morire così facilmente.- gli disse.
Zoro non rispose.
Sanji capiva il suo stato d'animo; la sua fidanzata stava per morire al posto suo.
-Puoi andare a vedere come sta, se vuoi.- aggiunse il cuoco intuendo le sue intenzioni.
Lo spadaccino si alzò senza parlare e si diresse in infermeria. Quando entrò nella stanza voleva solo sotterrarsi: Robin era distesa a letto, con gli occhi chiusi. Aveva il petto fasciato e respirava molto debolmente, quasi non si vedeva il movimento del diaframma. Si inginocchiò e le prese una mano; era gelata.
-Robin... perché?- chiese tra le lacrime. -Perché l'hai fatto?- sapeva che non poteva sentirlo né tanto meno rispondergli, ma continuò lo stesso. -Ero destinato io a quel colpo... Perché ti sei messa in mezzo?- si sentiva un groppo in gola, un nodo che non riusciva a sciogliere: era colpa sua se adesso la sua amata era in fin di vita e non si sarebbe mai perdonato la sua morte. -Tu me l'hai fatto promettere! Ci siamo promessi a vicenda di non fare pazzie per amore! Perché allora l'hai fatto? Perché non hai mantenuto la promessa e non hai lasciato che mi colpisse? Sarei io adesso in queste condizioni!- si sfogò. Era successo tutto questo solo perché non era stato attento, avrebbe dovuto immaginare che Blackall si sarebbe rialzato e avrebbe cercato di ucciderlo.
Scoppiò di nuovo in lacrime. -Robin, ti prego, dammi un segno. Muovi una mano, fammi vedere che sei ancora viva e hai voglia di vivere! Ti ricordi ad Eneis Lobby? Hai gridato di fronte a noi e a quelli della CP9 che vuoi vivere, che non è ancora ora di morire! Dimostramelo! Ti prego, riprenditi! Non ce la faccio a vederti così...- appoggiò la sua fronte sulla mano di Robin. -Riprenditi... Io ho bisogno di te...-
Qualche minuto dopo entrò Chopper in infermeria.
-Ehi, ciao Zoro.-
Lui si alzò. -Come sta Robin?- chiese prontamente.
La renna lo guardò con occhi tristi. -E' una brutta ferita, molto profonda e ha colpito delle arterie, ma fortunatamente la lama ha solo sfiorato gli organi vitali. Per la grande quantità di sangue perso è molto a rischio, ma credo di essere intervenuto in tempo.- poi aggiunse. -Anche tu sei ferito.-
-No, non importa, occupati di lei; Robin ha la priorità assoluta. Io me la cavo.- disse Zoro.
-Tranquillo, lei è in una situazione stabile e ho tempo per occuparmi di te.- Chopper lo fece sedere sulla sedia e cominciò a medicargli la spalla, dove era stato morso dal mostro di Blackall.
-Adesso è ora di cena. Vieni a mangiare con noi, vero?- gli chiese dolcemente Chopper. In quanto "figlio adottivo" di Zoro e Robin si sentiva in dovere di aiutare lo spadaccino.
Lui rimase un attimo interdetto. Non aveva molta voglia di stare con gli altri perché non riusciva a guardare in faccia più nessuno dopo quello che era successo.
Guardò Chopper. -Va bene.- rispose alla fine. Sapeva quanto la renna tenesse alla sua presenza e a vederlo felice.
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