24-PRESENTE
Ivy non riusciva a capacitarsi di ciò che vedeva: sembrava che in quella stanza fosse passato un ciclone e avesse distrutto tutto ciò che incontrava. Molti mobili erano stati fatti a pezzi e solchi profondi di artigli costeggiavano i muri che davano dal piccolo salotto fino alla camera da letto.
Per terra c'erano vasi, soprammobili e vetri rotti mentre molti quadri se ne stavano penzolanti dai muri spaccati. Le lacrime le salirono agli occhi quando si rese conto che tutto ciò che la circondava era lo specchio dell'anima di Daemon e che tutta la distruzione che vedeva in quella stanza era ciò che lui provava dentro di sé.
"Aspetta qui." Cole entrò con passo felpato, quasi in punta di piedi nella stanza, mentre altri due lupi le stavano accanto, pronti a proteggerla da Daemon. Era assurdo, non aveva mai pensato di dover essere protetta dal suo uomo, e di certo non credeva che ce ne fosse bisogno in quel momento.
Ivy fece un passo avanti e seguì Cole fino alla porta che dava alla camera da letto, attraversando il soggiorno distrutto con il cuore che batteva all'impazzata nel petto. Sperava solo che Daemon stesse bene...
Non appena si avvicinarono alla soglia un senso di pericolo la investì: la nausea l'avvolse e per un momento credette di potersi spezzare in due.
"Daemon." Chiamò Cole, con voce calma.
Un ringhio emerse dal buio, in risposta, e Cole allungò un braccio verso Ivy per farle scudo.
"Daemon" riprovò Cole, cercando a tentoni l'interruttore sul muro. Quando lo trovò ad Ivy sembrò che il tempo si fermasse e tutto il suo mondo si capovolgesse prima di tornare sul suo asse di simmetria.
Vicino al letto, tremante, c'era un Daemon sconvolto e visibilmente allo stremo delle forze, che si teneva la testa fra le mani dondolandosi ossessivamente avanti e indietro.
Il cuore di Ivy si spezzò quando vide come i muscoli fossero tesi, letali, pronti a scattare e ad uccidere chiunque avesse osato anche solo mettersi fra lui ed il suo dolore. Non poteva sopportarlo, ma vederlo con i suoi occhi le aveva fatto capire perché Cole e gli altri fossero così preoccupati per lei.
"Daemon..." Sussurrò Ivy, facendo un passo avanti con cautela per non spaventarlo. Una smorfia di dolore si formò sul viso del ragazzo che serrò forte gli occhi, aumentando la pressione delle mani sulle tempie.
Un altro passo avanti, un altro battito del cuore... "Sono qui, Daemon. Sono io."
Continuava ad avvicinarsi, in allerta, mentre lo osservava dondolarsi avanti e indietro e ringhiare in agonia finché non fu ad un passo da lui, talmente vicina che poteva sentire il suo respiro sulle gambe.
Piano, come se non volesse spaventarlo, si inginocchiò tra i cocci allungando le mani per posarle su quelle di lui, fra i capelli, ed intrecciare le dita alle sue. Cole s'irrigidì, ma Daemon non reagì.
Sembrava quasi che non la sentisse, che non si rendesse conto che qualcuno lo stava toccando e, nonostante non fosse aggressivo, una simile reazione spaventò Ivy più di quanto non avrebbe mai immaginato. Lo aveva perso? Daemon era impazzito del tutto?
"Daemon" Sussurrò ad un centimetro da lui "Sono Ivy, sono qui. È tutto finito."
Si allungò e gli appoggiò le labbra sulla fronte imperlata di sudore, allontanandogli le mani dalla testa per portarsele vicino al petto. Scese con la bocca sulle sue palpebre chiuse e le baciò dolcemente, continuando a sfiorare ogni centimetro del suo viso.
Giunse alla bocca e sospirò piano, prima di depositarvi un bacio leggero come una piuma. "Ti amo. Andrà tutto bene."
"Ivy..." Il sussurro roco di Daemon la colse di sorpresa, facendole sanguinare il cuore. "Ivy." Ripeté lui, serrando gli occhi più forte.
"Apri gli occhi" lo pregò lei "guardami." Implorò.
Daemon scosse la testa, di nuovo in preda agli spasmi, mentre un lamento straziante gli sfuggiva dalle labbra. "Non sei reale, niente è reale..."
"Daemon, sono qui. Davvero. Sono reale, sono..." La sua voce si affievolì quando sentì le braccia di lui avvolgerla e portarla vicina al suo petto, stritolandola in un abbraccio possessivo e disperato.
Cole fece un passo avanti, preoccupato, ma Ivy lo fermò con un cenno prima di rivolgersi a Daemon e prendergli il viso sudato fra le mani.
"Mi dispiace..." Daemon singhiozzò contro il suo collo, "dovevo tenervi al sicuro, dovevo proteggervi..."
Ivy non parlò, non respirò nemmeno, assorbendo tutta la sua sofferenza, sperando di poter in qualche modo alleviare il suo dolore facendosene carico lei. Lo avrebbe sopportato. Avrebbe sopportato tutto per lui.
"Shh" lo consolò lei "Va tutto bene, davvero."
"No!" Ruggì lui, aprendo gli occhi per fissarli nei suoi. Erano vacui, come se non fosse davvero lì e la cosa la terrorizzò. Doveva riportarlo indietro, fargli sapere che ciò che gli aveva fatto credere Alan non era la realtà e che suo figlio era sano e salvo.
"Daemon." Lo chiamò lei, intrecciando le dita dietro la sua nuca. "Sono davvero qui. Sto bene. Il bambino sta bene."
A quelle parole Daemon parve congelarsi: smise di respirare e la guardò mentre un barlume di lucidità si faceva largo dentro di lui. Ivy gli accarezzò una guancia delicatamente, passandogli un pollice sulle labbra screpolate. Gli diede tempo per riprendersi, per realizzare che cosa stesse succedendo, cercando di tranquillizzarlo finché lui non fosse stato pronto.
"O mio Dio..." Daemon gemette dopo un po', sentendo il corpo di Ivy a contatto con il proprio. Lei era lì. Fra le sue braccia...
Non poteva crederci, non poteva essere possibile. La osservò: sembrava esausta, ma non sembrava che fosse ferita né che qualcuno le avesse fatto del male. I vestiti erano puliti e non sembrava affatto emaciata...
Le parole di lei gli esplosero nel cervello, creando un calore che si diffuse nel petto e nel resto del suo corpo mentre lei lo accarezzava e gli sorrideva rassicurante.
Il bambino sta bene.
"Che diamine ci fai qui?" Chiese, il suo tono sempre più allarmato e consapevole mano a mano che i secondi passavano e si tramutavano in minuti. Ivy sorrise, un sorriso vero, sollevato, quando capì che Daemon era tornato da lei.
"Alan ha ordinato ai cacciatori di portarmi qui. Era convinto di avermi tolto il bambino, ma nessuno dei cacciatori sa che sono incinta."
"Che cosa?" Daemon aveva le lacrime agli occhi. Con una mano cercò il ventre di lei, fremente, ma il cappotto gli impediva di raggiungerla e con un gemito di frustrazione provò a strapparglielo di dosso.
Lei singhiozzò, felice, slacciando i bottoni prima di prendergli una mano e guidarla in basso verso di sé, sotto la maglietta, dove il ventre era più duro sperando che lui riuscisse a sentire il punto in cui si trovava il bambino.
"Sta bene." Lo rassicurò.
"Non permetterò a nessuno di portarcelo via." Sussurrò vicino alle sue labbra.
Daemon ansimò, concentrandosi sulla sensazione della pelle calda di Ivy sotto le dita, premendo dolcemente per avvertire il punto in cui doveva esserci suo figlio con il cuore che gli scoppiava di gioia.
"Me l'ha fatto vedere." Disse, confuso. "Alan mi ha fatto vedere un bambino..."
"Te lo giuro, sta bene."
Daemon rimase in silenzio, continuando ad accarezzarle il ventre con aria colma di gioia, incredulo di fronte a tanta forza, tanta determinazione... Lo sentì. Da dove si trovava sentì la forza gonfiargli i muscoli e trasmettersi ad ogni cellula del suo essere, mentre la consapevolezza che suo figlio era salvo e al sicuro dentro Ivy gli si faceva largo nel cervello.
Sentì la forza tornargli finché il senso di potere che lo aveva abbandonato ormai da ore lo pervadeva di nuovo. Il cambiamento fu minimo e invisibile agli occhi, ma in quel momento, con Ivy sopra di lui che lo guardava con amore e la certezza che fosse incinta capì di avere raggiunto l'obbiettivo.
Era diventato un Alpha a tutti gli effetti.
Cole ansimò poco dietro di loro, avvertendo il potere emanato da Daemon con un brivido. Dietro di lui tutti gli altri membri del branco si avvicinarono, richiamati dalla forza che sentivano scorrere in quella stanza.
Senza dire una parola ognuno di loro s'inginocchiò, lasciando che la potenza dell'Alpha li avvolgesse, facendola loro, senza averne mai abbastanza. Ivy si voltò, confusa, mentre il cuore le partiva al galoppo e Daemon ringhiava, fremendo.
Si voltò verso di lui e gli occhi le si inumidirono. Poteva vederlo. Vedeva nei suoi occhi l'Alpha, il capo ed il guerriero, il lupo e l'uomo ed il suo cuore si gonfiò mentre il sollievo e l'orgoglio facevano sì che un sorriso vittorioso raggiungesse le sue labbra.
Daemon si alzò tenendola stretta, sembrando –se possibile- più grosso e letale che mai. Non parlò. Non ce ne fu bisogno. Ivy comprese e con un sorriso si strinse a lui, fiera.
"Ti amo." Disse, baciandogli il petto. "Ti ho sempre amato."
DAI CHE SIETE CONTENTE!
Spero di essere riuscita a farmi perdonare lo spavento che vi ho fatto prendere, ma un pochino di difficoltà ci voleva...
Ovviamente, vi ringrazio per essere passate a leggere e commentare nel capitolo precedente e vi volevo chiedere di darmi un parere sulla trama della storia di ieri. Vi ricordate la copertina che vi ho fatto vedere? Bene, tenetela a mente perché questa sotto è la trama.
REIGN
La bella Ellisiel, promessa sposa del principe ereditario di Berkwood è morta all'improvviso e l'alleanza con la vicina Emerland è a rischio.
Per mantenere la pace la famiglia della giovane offre come alternativa al principe Rhode l'affascinante Shaera -sorella della defunta- e la spedisce a palazzo.
Ma l'alleanza è comunque a rischio: i due mostrano da subito di non piacersi e molte altre giovani donne interessate alla corona minacciano il buon esito dell'operazione.
Tutto cambia quando Rhode salva Shaera dall'attacco di un gruppo di rivoluzionari: da quel giorno la ragazza non riesce a staccare gli occhi da Rhode e lui non può fare a meno di notare quanto lei sia forte e appassionata.
Eppure, quando tutto sembra finalmente andare per il verso giusto, una misteriosa ragazza appartenente al passato di Rhode torna a palazzo, mettendo a rischio la stabilità della coppia.
INSOMMA.... è ancora una bozza, ma spero l'idea possa piacervi.
Un bacione grande grande
Ci vediamo domani
William
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