4. Gelosia&Pazzia
Oggi sarebbe stato il primo giorno di università dell'idolo Park Hyungsik.
La facoltà musica era formata da diversi corsi, che più che musica, era la facoltà per diventare un idol.
I corsi erano: recitazione, moda, canto o rap, strumenti, ballo o arte marziale.
Erano obbligatori due corsi a scelta, ma potevi ovviamente sceglierne di più per alzare il tuo voto di laurea.
Hyungsik, come ogni aspettativa, li aveva scelto tutti, così per avere il voto più alto.
Appena arrivato all'università, diversi ragazzi e universitari si avvicinarono a lui.
"Ma è veramente lui!"
"Non ci credo, sto per svenire! Ditemi che é vero!"
"PARK HYUNG SIK! TI AMO"
E così via.
Oggi ci sarebbe stato il corso di canto, dato che i corsi si tengono secondo i giorni, ogni giorno della settimana aveva un corso diverso, così per evitare di averne due in un giorno.
Al suono della campanella, ognuno si recò nella propria classe di canto, che era divisa in base al livello; ma per le altre facoltà era diverso, che si divideva in primo anno, secondo anno e così via.
Ovviamente, lui andò direttamente al livello esperto, tra cui c'era una persona a lui famigliare.
Appena mise piede dentro l'aula, le ragazze iniziarono a strillare.
"Non ci credo!"
Il prof di canto disse che non c'era il bisogno di presentarsi, e lo mandò a sedere, nel unico banco vuoto, nonché vicino alla sua ex compagna degli anni precedenti.
"Ci rivediamo, eh?" Chiese lui, facendole un mezzo sorriso.
La ragazza che prima era addormentata, aprì lentamente gli occhi e lo guardò, per poi prendere un colpo.
Tutta la classe si voltò verso di lei, chi curioso, chi infastidito e chi geloso.
"Signorina Kim, vuole venire a cantare lei la nuova canzone?" Chiese il professore.
"Eh? Ehm... ok"
Si alzò, e andò alla cattedra, è il professore iniziò a suonare il pianoforte.
Questa voce... più la sento, più la voglio sentire, è come droga... non è che... ah~ che m'importa?
"Sembri che ti eserciti tanto a casa, sei migliorata un sacco, ed ora... Bae Chohee" disse, per poi indicarla.
Intanto, Minjee era tornata al proprio posto.
Quando Chohee iniziò a cantare, tutti i ragazzi stettero zitti, perché era la ragazza più popolare della scuola, la dea, così la definivano.
"Bene. Signorina Bae, per caso ha smesso un po' gli allenamenti pomeridiani?"
"Ecco... no" disse guardandosi le scarpe, facendo capire così al professore che stava mentendo.
"Proprio come mi aspettavo, oggi rimani dopo la lezione a provare questa canzone, finché non sarà perfetta come quella della signorina Kim"
A quel punto tutti gli ragazzi guardarono male Minjee, che in quel momento avrebbe voluto volentieri sparire.
Suonata la campanella di fine lezione, tutte le ragazze seguivano Park Hyungsik, che stava andando a casa, mentre i ragazzi, rimasero tutti in classe a circondare Minjee.
"Yah, come osi far fare brutta figura alla nostra dea?"
"Infatti, come osi?!"
"Dovremmo farle fare una bella lezione, non credete?"
Prima che potessero fare qualsiasi cosa, un ragazzo le prese la mano e la trascinò fuori dall'istituto.
"Cos'avresti fatto senza il tuo bellissimo cugino?" Chiese lui, mentre si stavano dirigendo verso casa.
"Lasciami stare..." disse lei, mettendosi gli auricolari.
C'era una cosa che odiava veramente, le persone che chiedono troppo, o sono troppo curiose.
"Va bene, scusa"
La ragazza lo sentì, ma fece finta di no, e intanto il suo cuore stava scoppiando, ma il motivo proprio non lo sapeva.
Arrivarono a casa silenziosamente, fino a quando la ragazza chiese cosa volesse per pranzo.
"Ehm... cibo europeo?"
"Pasta va bene?"
"Yes sir!"
Mentre la ragazza cucinava, l'uomo gatto prese il suo cellulare appena comprato, e chiamò un numero che aveva ottenuto, ehm... in un modo.
"Pronto, sono Park Hyungsik, con chi parlo?"
"Questo non ti deve importare, ma stai lontano da Kim MinJee, e si, questo é un avvertimento"
Prima che Hyungsik riuscisse a dire qualsiasi cosa, l'uomo gatto terminò la chiamata.
"E ora chi è sto pazzo?" Chiese Hyungsik, più a se stesso che al suo manager.
"Chi?"
"Niente, lascia stare"
-
"E la pasta è servita! Buon appetito!" Disse la ragazza, per poi iniziare a mangiare.
Il ragazzo la ringraziò e iniziò anche lui a mangiare con gusto.
"La tua cucina è la migliore!" Disse lui a bocca piena.
La ragazza rise, per poi fargli una domanda.
"Perché oggi eri all'università? Per quello che mi hai detto, non frequenti il corso di canto"
"Ma per quello che ti ho detto, ti seguirò ovunque, che sia il lavoro o l'università" disse lui sorridente.
"Oh, no! Ora che me lo hai fatto ricordare, devo andare subito al bar, lava i piatti eh!" E dopo aver preso la sua borsa, corse fuori alla velocità della luce.
Lei e il suo ritardo, un giorno mi faranno impazzire...
Al solo pensiero lo fece sorridere, già, lui era già pazzo, pazzo di lei, per la quale aveva rinunciato i propri poteri, per la quale aveva rinunciato di essere un gatto, per la quale aveva rinunciato la sua famiglia, e tutto.
Quando finì di lavare i piatti, si recò anche lui verso il bar.
"Buongiorno- Changwook?"
"Sorprisee! Ahahah" disse lui.
"Dov'è il tuo capo?" Continuò.
"P-perché?"
"Devo parlargli"
"Se inizi a lavorare qui, mi licenzio" disse la ragazza seria, ed è vero, le piaceva la sua compagnia, ma ora lui stava oltrepassando il limite.
"Va bene, allora prendo una cioccolata calda" disse lui, prendendo fuori i soldi.
"Va bene" prese i soldi e gli diede il resto.
"Ah, non dimenticare che andiamo a fare shopping dopo lavoro, eh!"
"Oh, è vero! Me lo stavo per dimenticare" disse la ragazza che stava impazzendo.
Preparò la cioccolata, e glielo porse.
Terminato il suo orario, decise di andare a cambiarsi, fino a quando, qualcuno lo chiamò.
"Minjee-sshi?"
La ragazza nominata si girò, e davanti a lei si trovò nientemeno che il suo idolo.
"Park Hyungsik?"
"Ehm... possiamo parlare?"
"S-" prima che potesse accettare, un ragazzo l'affiancò.
"Ci dispiace, ma il suo orario di lavoro è terminato, ed ora ha un appuntamento con il sottoscritto"
"Mi bastano cinque minut-"
"Yah, vai a cambiarti, ci penso io a lui"
"Changwook!"
"Vai vai" disse lui, spingendola nel camerino, per poi guardare dritto negli occhi Park Hyungsik.
"Sbaglio o no, che ti avevo detto di stare lontano da lei?"
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