Prologue
Muovo un passo, uno di più. Il rumore delle auto che scorrono lungo questa strada trafficata mi allieta. Sfrecciare caotico che mi dà conforto in un incedere di smisurata lentezza, quasi felpato.
Ho le mani che giocano con i lembi della felpa nera dai contorni sfilacciati, un po' rovinati. Gli occhi incrinano la bellezza del mondo che mi ruota attorno spasmodico senza certezze, senza constatazioni, senza badarsi.
Compio altri passetti gentili, le scarpe vecchie che indosso hanno i lacci completamente rovinati e il cuore accelera quando raggiungo il bordo del vecchio ponte della mia cittadina da neppure ventimila abitanti.
Ce ne sono così tanti, ma nessuno di loro proverà compassione o, più semplicemente, rifletterà riguardo la ragazzina sciocca di diciotto anni che non era in grado di affrontare una crescita. Un anello debole, null'altro. Eppure l'idea che l'esistenza sarebbe stata la stessa anche senza di me mi è pervenuta da che ero stesa sul letto e mi accertavo che nessuno mi cercasse mai.
E sapete a cosa somiglia questa indifferenza? Al vuoto, alla nullità.
Io sono nulla e merito di terminare il mio annullarmi: un passo, quindi, un altro e scavalco.
Immagino qualcuno se ne sia accorto, ora starà scendendo dalla sua auto e starà chiamando aiuto a squarcia gola. Credo che altri siano giunti, più voci mi rincuorano e mi dicono che andrà meglio, ma non le ascolto.
Un passo e precipito nel vuoto, sorridendo.
Il tonfo, lo sente chi resta, il dolore anche. Ma non posso raccontarvi cosa si prova una volta che ci si accoccola nel sonno eterno: la morte è una esperienza personale.
N/A: sarà una storia di non lunga durata, di getto, anche se è da un po' che la programmavo. Spero possa lasciarvi qualcosa, ne scrivo perché sento che noi persone stiamo divenendo via via più marce. I nostri desideri sono piatti e parliamo solo per sentito dire. I nostri comportamenti distruggono tanti altri e penso sia il caso di farcelo notare. Il prologo è privo di dettagli, spoglio, muto. Carolina si sentiva così e volevo trapelasse anche dalla scrittura. Alla prossima,
Ciao ciao
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