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6 FEBBRAIO 1927 - LO SMEMORATO DI COLLEGNO

Amnesia o vile inganno? 

Questa storia sembra uscita da un film, o tutt'al più da un romanzo di Pirandello, ma per quanto possa sembrare incredibile, è accaduta davvero. 

La vicenda si svolge a Collegno, in piemonte, e arriva alle cronache il 6 febbraio di 98 anni fa. In quel gelido giorno, infatti, comparve su "La Domenica del Corriere" uno strano annuncio. 

La foto di un uomo dalla barba lunga e folta, sotto la domanda, scritta a caratteri cubitali "CHI LO CONOSCE?", il tutto seguito da una veloce descrizione della persona e delle circostanze in cui era stata trovata. 

"Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel manicomio di Torino (Casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese d'origine, sulla professione. Parla correntemente l'italiano. Si rivela persona colta e distinta dell'apparente età di anni 45." 

Come sostenuto dalla piccola inserzione, l'uomo era stato ricoverato nel manicomio di Torino, dopo che il custode di un cimitero lo aveva sorpreso nel tentativo di rubare un vaso funerario dal settore ebraico. Egli appariva in stato confusionale e non riusciva a dire nulla a proposito della propria identità. Venne condotto in questura, dove fu schedato e perquisito. Ma le sue impronte non corrispondevano alle altre a disposizione della polizia, e tutto ciò che fu trovato nelle sue tasche era irrilevante. L'uomo non aveva con sé nessun documento né altri indizi circa la sua persona. 

Lo sconosciuto era stato internato, in attesa che recuperasse la memoria o che qualcuno denunciasse la scomparsa di un uomo dalle fattezze simili, ma non avvenne nulla di tutto ciò e, per questo, fu deciso di diffondere annunci come quello da me citato poco fa. 

E questa trovata parve avere successo. Moltissime famiglie scrissero o si recarono al manicomio, pensando di aver ritrovato un qualche caro scomparso nella guerra appena conclusa, e infine l'uomo venne identificato da più persone come il professor "Giulio Canella". 

Cannella era nato a Padova il 5 dicembre del 1882, pertanto l'età corrispondeva perfettamente, era un uomo molto colto, laureato sia in lettere che in filosofia e i suoi tratti somatici sembravano compatibili con quelli  dello "smemorato". 

Purtroppo l'uomo, che era sposato e aveva due figli, Margherita e Giuseppe, era stato dichiarato disperso il 25 novembre del 1916 mentre era sotto le armi in Macedonia. 

Quindi, era del tutto plausibile che Giulio, magari ferito o traumatizzato dalla guerra, fosse tornato in patria e avesse scordato il suo stesso nome, finendo nel manicomio di Torino a insaputa dei suoi famigliari che lo credevano morto. 

Giulia Canella si recò all'ospedale psichiatrico il 27 febbraio e riconobbe nello sconosciuto il marito scomparso. "Dio quanto è invecchiato!" sarebbero state le sue prime parole nel rivedere il suo amato Giulio. 

Ma, colpo di scena, il 7 marzo dello stesso anno giunse alla questura di Torino una lettera anonima che ipotizzava che lo sconosciuto fosse in realtà Mario Bruneri, il quale era stato in carcere più volte per truffa e furto d'identità. 

La polizia, notando che l'uomo assomigliasse molto più al Bruneri che al Cannella, ritennero valida questa teoria e richiamarono a Torino lo sconosciuto con un pretesto. Ma invece di qualche pratica burocratica da sbrigare, lo smemorato di Collegno si trovò davanti ai parenti del Bruneri, i quali lo riconobbero come il loro congiunto. 

Il 10 marzo poi arrivarono i risultati del confronto delle impronte digitali: non c'era nessun dubbio, quell'uomo era proprio Mario Bruneri. Lo riportarono nel manicomio, in attesa di processo. 

Ma egli non era disposto a cedere, sostenuto da Giulia, continuava a giurare di essere Canella, e nonostante la condanna per truffa, non cambiò mai la sua versione. Una volta uscito di prigione, anticipatamente grazie a un'amnistia, torno dalla sua presunta moglie, con la quale aveva avuto tre figli nel frattempo, e con lei si trasferì in Brasile, dove si fece iscrivere all'anagrafe con il nome di Giulio Canella, nome con cui fu anche sepolto l'11 dicembre del 1941. 













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