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Istintivamente mi misi le mani intorno alle mie braccia nude.
Mentre sfregavo sulla mia pelle potevo sentire quanto questa fosse ruvida a causa dei miei pori che reagivano a quell'atmosfera fredda, anzi direi gelida.
Mentre battevo i denti mi misi in piedi, tenendo i miei arti superiori incrociati, nella speranza di ripararmi.
I miei piedi nudi si accorsero di una massa morbida e fredda.
"Neve in camera mia?"
Dissi tra uno stridio di denti e l'altro.
Ora che i miei occhi erano completamente aperti; mi resi conto di non essere più nella mia stanza; davanti a me si stendeva una distesa di neve.
Il deserto bianco era talmente lungo che non riuscivo a vedere altro che lo stesso colore, probabilmente per chilometri e chilometri di distanza.
"Echiu!"
Starnutì
In quello stesso momento mi stavo maledicendo per il mio brutto vizio di dormire solo ed esclusivamente con mutande e canottiera.
Non importa in che stagione mi trovavo, questo era il mio outfit da notte perenne.
La mia pelle diventeva sempre più rossa e non per lo sfregamento del mio gesto, ma per il gelo; se avessi continuato a stare qui ferma con questo "pigiama" non avrei sentito altro che freddo.
L'ipotermia è brutta, l'ho sempre pensato, tuttavia ora che la sto provando mi rendo conto di quanto sia spaventosa.
Freddo, sentivo e avrei sentito solo quello.
Ormai i miei piedi non percepivano più la neve sottostante e le mie mani si muovevano a vuoto sulla carne che non sentivo più come mia.
"C'è nessuno......AIUTO!"
Gli esseri umani fanno così, si aggrappano fino all'ultimo a qualcuno nella speranza che un miracolo possa salvarli.
Un po' come quando la gente inizia a pregare il porpio Dio che tutto vada bene, quando sanno benissimo che non ci hanno mai effettivamente creduto.
La lucidità mi stava abbandonando, così come il mio corpo e i miei occhi.
Non essendo un termometro vivente non potevo essere precisa, tuttavia secondo mio parere la temperatura si aggira ben al disotto dei dieci gradi.
Le gambe cedettero e la mia avanzata verso l'ignoto si fermò.
E così che morirò?
Pensavo mentre mi rannicchiavo su me stessa.
"C'è qualcuno laggiù signore!"
Sentì una voce sconosciuta provenire da non troppo lontano; purtroppo non avevo le forze per vedere chi fosse.
L'ultima cosa che riuscì a scrutare furono due sagome che si avvicinavano a me, poi i miei occhi si chiusero.
Quando questi ultimi si riaprirono trovarono un nuovo posto, sempre sconosciuto, ma come dire confortevole.
"Ti sei svegliata finalmente cara"
Il mio collo si girò istintivamente sulla dolce e fragile voce che avevo udito.
"Dove sono?"
Era la prima cosa che mi venne in mente da chiedere alla signora anziana che avevo di fronte.
Il suo viso angelico era nascosto dalle rughe portate dalla vecchiaia; i suoi capelli erano lunghi e bianchi, racchiusi in due treccie poste rispettivamente su ogni sua spalla.
"Sei al sicuro, ma soprattutto al caldo"
Girai ancora la mia testa per farmi un'idea sul luogo dove ero stata portata.
Si trattava di una piccola tenda color cammello, al suo interno c'era solo un piccolo spazio con uno sgabello, sul quale era seduta l'anziana signora.
Le mie dita, le quali avevano ripreso la sensibilità, potevano tastare sotto di me delle morbide e calde coperte del medesimo colore del tessuto che mi permetteva un riparo.
"Come sono arrivata fin qui?"
"Devi ringraziare i volontari del turno di guardia che ti hanno trovata....ancora pochi minuti e saresti morta"
La gola mi si seccò al sol pensiero.
"Posso sapere chi sei tu?"
"Quante domande giovane....anzi Natsume giusto? L'ho letto sulla tua collana"
Annuì solamente con la testa, mentre mi portavo la mano sul petto per afferrare il ciondolo.
"Bel nome.....allora Natsume io sono Kaede e ho avuto il compito di prendermi cura di te fino al tuo risveglio.
Stavo per porre un altra domanda, ma il mio quesito venne interrotto dall'entrata di un uomo che disse:
"Ora che si è svegliata il capo vorrebbe farle qualche domanda"
"Capisco, bene allora gli prendo dei vestiti caldi e te la faccio scortare fino al signore"
"Va bene Kaede ma non metterci troppo, io sono fuori che l'aspetto"
L'uomo mi guardò un ultima volta e poi girò i tacchi per uscire dalla tenda.
"Bene cara penso che avrai le tue risposte solo quando lo incontrerai...sulla sedia di fianco a te ci sono dei vestiti caldi, indoassali ed esci fuori che il volontario ti porterà da lui"
"Lui chi?"
"Troppe domande e poca azione Natsume, su forza!"
Mi disse Kaede per ultima cosa, in modo calmo e quieto.
Senza fare ulteriori domande o meglio senza dirle ad alta voce, presi gli indumenti e inizia a vestirmi.
Si trattava di un pantalone felpato blu, accompagnato da una maglia, una camicia bianca e uno spesso giubbotto dello stesso colore della camicia.
Una volta abbottonata la parte superiore allacciai gli scarponi neri da neve, compresi nel vestiario affidatomi, ed uscì dalla tenda.
Quello che vidi mi spiazzò.
Ribuonsalve ragazzi piano piano la storia si fa ricca di dettagli e nel prossimo capitolo i due si incontreranno....vorrei sapere cosa ne pensate e se vi aggrada il metodo di scrittura che sto usando.....vi aspetto nei commenti a presto.
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