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Heartbeat, so sweet

La magia del sabato era pronta ad avvolgere tutti.

Kate, in primo luogo, era eccitata per la festa. Era sicura che sarebbero venute almeno cinquanta persone.

Nina aveva deciso di andare alla festa da sola, sicura che una volta là qualcuno le avrebbe offerto un passaggio a casa. Entusiasta non era, indifferente nemmeno. Qualcosa pero' le diceva che sarebbe stata una serata interessante.

Seth non aveva ricevuto una risposta da Cady, ma contava su un esito positivo. Chi altro aveva il fegato di farle da accompagnatore? Sperava solo che il tizio del palazzo dove andava spesso non si facesse vivo.

Cady, dal canto suo, era tormentata. Le sembrava di non avere tempo per occuparsi di tutto, ma quei lunghi pomeriggi passati a combattere la solitudine la facevano pensare. Era certa di sprecare molto tempo, ma non sapeva come uscirne. Voleva ad ogni costo porre un rimedio... E l'unica soluzione cui riuscisse mai ad arrivare era riconducibile a un solo nome. Non voleva essere per lui un tormento, ma non riusciva a sopportare di tenere tutto dentro. Quindi finiva sempre per andare da lui.

E lui ci provava davvero. Provava con tutto sé stesso a starle lontano, ma gli sembrava che quella decisione non gli spettasse.

Se con lei avesse dovuto instaurare una relazione seria, la sua carriera professionale sarebbe stata rovinata. Quale paziente si fiderebbe di uno che si fa sedurre dalla prima diciassette carina che gli capita davanti?

In cuor suo sapeva che era una relazione proibita.

Dal suo rilascio, i dubbi si erano moltiplicati nella sua testa: lei lo aveva denunciato e lei stessa lo aveva fatto liberare. Lei lo aveva dapprima rifiutato, in un certo senso, evitando i modi gentili di tanti pazienti, e poi lo aveva stretto forte senza volerlo più lasciare. Questo la diceva lunga sul suo potere.

Come se non bastasse, occupava la maggior parte dei suoi pensieri quotidiani.

Il cellulare emise un suono che indicava l'arrivo di un messaggio.

Lunedì alle 16.00. Cady xx

E come poteva ora sfuggire?

Si concesse qualche minuto per immaginare la sua vita con Cady come fidanzata. Già vedeva le signore di mezz'età criticarlo e i signori sorridergli apprensivi. Tutti lo avrebbero giudicato un ragazzino, che non sa resistere agli amori adolescenziali. E ciò lo avrebbe fatto infuriare.

Poi immaginò la sua vita senza Cady. Prima di lei solo una ragazza era riuscita a lasciare un segno in lui, e rivivere l'esperienza non lo allettava affatto. Aveva sofferto... Tanto.

Ricordò un dolce sorriso e gli mancò un battito. Catherine.

***

Nel pomeriggio, Cady mise sullo stand appendiabiti il vestito per la festa di Kate e sotto appoggiò le scarpe e la clutch abbinata. Poi tirò fuori le cartelle con le schede degli studenti della scuola e osservò in particolare quella di Seth.

Era orfano di padre, compiva gli anni il diciotto ottobre e aveva voti scolastici mediocri. Non le era sembrato un ragazzo stupido, forse non si applicava al massimo.

Vibrò il cellulare.

Cady rispose senza neanche vedere chi fosse.

- Cady! Finalmente mi rispondi! - esclamò l'allegra voce di Jake.

Lei rimase in attesa.

- Cady? Mi stai ascoltando? - le chiese lui.

Nessuna risposta, solo l'attrito del suo respiro nell'aria.

- So che stai ascoltando. Comunque... Volevo offrirti un passaggio per la festa della Morton. Ci vieni con me?

Cady represse tutte le emozioni che quella voce le aveva causato.

Mise da parte i tempi felici, i pianti disperati e le urla al limite della ragione.

Voleva scoppiare.

Lo voleva davvero.

Ma non era quello che le aveva insegnato la zia Esther. Doveva essere forte, ingoiare la bile e andare avanti. Era l'unico modo.

Le ci vollero alcuni secondi, durante i quali l'ansia di Jake crebbe repentinamente.

- Ho già un accompagnatore.

Era la regina di ghiaccio a parlare. Una regina di ghiaccio che in quel momento di ghiaccio non aveva altro che gli occhi. Il suo cuore, stretto nella morsa dei ricordi, stava sprofondando nell'oscurità.

Jake sbuffò pesantemente.

- Chi è il cazzone?

- Chi?

- Il cazzone. Il fallito. Il pezzente. Lo sfigato. L'accompagnatore!

- Okay okay, ho capito. Vedi di calmarti... - non riusciva a pronunciare il suo nome. Troppe volte l'aveva detto con un nastro di dolcezza legato alle lettere. E troppe volte l'aveva pensato nel mare salato del suo regno delle lacrime.

- Rispondi.

- Non ti deve interessare saperlo.

- Cazzo, Cady! Non farmi arrabbiare! Dimmi chi è questo fottuto ragazzo e ti lascio in pace. Per ora.

Per ora. Non l'avrebbe mai lasciata in pace. Che motivo aveva di farlo? Per lui era divertente perseguitarla. Lui non riusciva a vedere le reazioni che scatenava in lei. E lei avrebbe tanto, tanto voluto avere il potere di infliggergli la stessa sofferenza.

- Guarda che vengo sotto casa tua.

- E poi cosa mi fai?

- Fidati, non vorresti saperlo.

Cady allontanò il cellulare dall'orecchio e sfiorò l'area rossa dello schermo. Poteva andarsene comodamente a fanculo a suo parere.

Poco dopo uscì per andare a ritirare un libro che aveva ordinato in libreria.

Arrivata al negozio, si accorse, frugando nella borsa, di non avere il portafoglio con sé.

Maledisse metà dei santi in cielo e tornò a casa a prenderlo.

Dovette cercarlo in tre borse prima di trovarlo, e a quel punto i suoi nervi erano ben tirati.

Una volta preso il libro, andò dalla parrucchiera a farsi sistemare i capelli per la festa.

Per sua fortuna, le riviste di moda riuscivano ancora a calmarla.

All'ora di cena, Cady fu felice di avere la scusa della festa per non mangiare. Disse a sua madre che avrebbe mangiato là e che se voleva indossare alla perfezione il vestito non le conveniva riempire la pancia causando un piccolo e inestetico rigonfiamento.

La signora Wharton non insisté.

All'improvviso si udì il rombo di un motore da fuori.

Cady si precipitò e vide un Seth frustrato alle prese con il fumo che usciva dal cofano della macchina nel suo vialetto.

- Che cosa è successo? - gli chiese.

- Non lo so. La macchina ha qualche problema, a quanto pare. - rispose Seth.

- Questo vuol dire che non possiamo andare alla festa? Oh, perfetto, ci mancava solo questa! - sbottò Cady.

Era particolarmente incline agli sbalzi d'umore quel giorno. Forse era in arrivo quel periodo del mese.

Si portò una mano sulla pancia, come se ciò potesse darle una previsione.

- Come la risolviamo? - gli si rivolse, con un po' più calma.

Lui incrociò il suo sguardo.

Cady lesse panico in quelle iridi scure. L'idea che le venne in mente le fece venire voglia di raddrizzare la faccia di Seth. In quel momento non le andavano giù quelle labbra già storte contorte sotto l'assalto dei denti.

A malincuore, estrasse il telefono dalla borsetta e scelse l'opzione di chiamata.

Non le rimaneva che attendere.

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