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Hallelujah

- Mamma, è proprio necessario? - chiese Cady, con l'abito color crema in mano.

- Tesoro, non abbiamo mai mancato alla messa di Natale e non credo che dovremmo iniziare a farlo. Non andare ogni domenica in chiesa è già riprovevole, sarebbe assurdo non andare neanche oggi.

Cady sbuffò.

Tornò in camera sua e indossò il vestito, con lo spolverino abbinato e le scarpe in tinta.

Una veloce occhiata allo specchio la informò che i capelli piastrati ricadevano morbidi sulle spalle proprio come voleva e che il trucco era a posto.

Scese le scale per ritrovarsi con gli altri nell'atrio.

Sophie era vestita tutta di blu e il suo fidanzato ricalcava il colore con i vestiti blu notte, la signora Wharton aveva puntato sul lilla per l'abito e il vaniglia per le scarpe, Seth indossava un completo grigio antracite.

- Papà? - chiese Sophie, mentre uscivano di casa.

- Sta male. Ha un forte raffreddore e la febbre. - rispose la signora Wharton.

In un qualche modo il padre di Cady era riuscito a trattare con Cameron e aveva fatto in modo che tornasse a New York, ma non si sapeva sulla base di quale accordo.

Jake e Jen erano diventati i migliori amici di Cady, nonostante l'uno provasse ancora qualcosa per lei e l'altra non avesse dato prova di grande intelligenza. Accanto a Cady, sembrava perfettamente normale e col tempo probabilmente lo sarebbe diventata a tutti gli effetti.

Inutile dire che Seth non condivideva la scelta riguardo Jake: di lui non si fidava ancora e teneva gli occhi ben aperti per evitare che ci provasse con Cady.

Dal canto suo, Cady non aveva tempo né voglia di arrabbiarsi con lui, si limitava a comportarsi bene con entrambi e cercare di tenerli buoni.

Con Nina non aveva più parlato da tanto tempo. Il loro rapporto era andato via via degenerandosi e recuperarlo era diventato impossibile, a maggior ragione perché nessuna delle due lo voleva davvero.

Le voci che correvano dicevano che Nina facesse coppia fissa con Ray. A Seth dispiaceva, ma non poteva fare molto per cambiare le cose. Era tutto maledettamente strano, per lui.

Con Cady le cose andavano a gonfie vele.

Stavano ancora lavorando sulla fiducia, facevano grandi passi avanti e quando erano insieme si sentivano bene... Felici.

In chiesa Cady e Seth raggiunsero Jake, Jen e Max. In lontananza, videro Louis e Harry, mano nella mano.

Cady si appuntò mentalmente di chiedere a Louis come l'aveva presa Elena.

- Sei bellissima. - sussurrò Seth.

- Davvero? Mi sento molto... puritana.

- Saresti bellissima anche coperta fino al naso. - ridacchiò Seth.

Un paio di anziane signore dietro di loro intimarono di far silenzio.

- Non ti piace il mio naso?

- Come? Ma sì che mi piace!

- E allora perché dovrei coprirlo?

- Cady!

- L'hai detto tu. - rise lei.

Le lasciò un bacio sulla guancia, castissimo.

- Appena usciamo da qui fammi vedere come si bacia. Questa cosa era da suore! - si lamentò Cady, sorridendo.

- Shh, sta iniziando la funzione. - la rimproverò Seth.

- Ma per favore!

Furono indotti al silenzio dal prete stesso, che li guardava male.

La messa ebbe inizio, e regnò il silenzio.

***

- Aveva ragione il prete però, gli stavi rubando la scena. - rise Seth, mentre uscivano dalla chiesa.

- Come vuoi. Ci vediamo dopo, devo scambiare due parole con una persona. - disse Cady velocemente, correndo faticosamente sui tacchi per raggiungere Louis.

Un paio di persone si lamentarono degli spintoni e delle spallate, ma Cady proseguì senza fermarsi.

Affannata, mise una mano sulla spalla di Louis per fermarlo e lui, spaventato, si voltò di scatto.

- Cady! Per l'amor del cielo, non farmi più venire questi colpi! - esclamò.

Lei prese fiato.

- Ciao. - sorrise - Harry.

Harry fece un cenno di saluto.

- Allora?

- Allora cosa?

- Come l'ha presa Elena? - sbraitò Cady, spazientita.

- Oh. Ehm... Bene, diciamo.

Cady aggrottò la fronte.

- Seriamente?

- No.

- Ah, ecco. Su, racconta!

- Adesso?

- Beh, se vuoi ci vediamo a Pasqua.

Louis alzò gli occhi al cielo, mentre Harry rise.

- La sua reazione è stata inaspettatamente calma, a dire il vero. Ha detto "okay" e si è seduta sulla sedia in salotto, poi è andata a prendere dei biscotti ed è rimasta ferma e mangiarne un po' per qualche minuto. Poi si è alzata e se n'è andata con gli occhi lucidi e i biscotti ancora in mano. - il tono di Louis era triste.

- Immagino sia stato deprimente per te...

- Sì, molto.

- Vederla a pezzi, delusa, depressa...

- Oh, no, ero triste per i biscotti. Erano i miei preferiti.

Cady rimase a bocca aperta.

- Ehi, sono quelli francesi da dodici dollari al pacco!

Harry scoppiò a ridere.

- Non ci posso credere. Ti dispiace veramente per i biscotti?!

- I biscotti sono sacri in casa mia.

Cady scosse la testa, ridendo.

Salutò entrambi ancora incredula, e andò a cercare Seth.

Nei dintorni della chiesa erano rimaste solo poche persone, la maggior parte era andata via a causa del freddo.

- Mi cercavi?

- No, ma potresti aiutarmi a trovare Seth. - sorrise Cady.

- È laggiù. - le disse Jake.

Cady seguì lo sguardo di Jake e vide Seth parlare con Sophie.

La signora Wharton, Eric, Max e Jen formavano un gruppetto bizzarramente assortito, vicino all'auto.

Jake si unì al gruppetto, mentre Cady si diresse verso Seth.

Nel momento in cui arrivò a destinazione, Sophie si alzò. Le fece l'occhiolino e tornò alla macchina.

- Now I've heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do you?
It goes like this
The fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah - canticchiò Seth.

Cady appoggiò la guancia alla sua spalla e lo prese a braccetto.

- Hallelujah, hallelujah. Hallelujah, halleluuuujaaah...

***

- Stasera il Globe sarà pieno di gente. - annunciò Cady alla sorella, emozionata.

- È la festa di Natale, sarebbe strano se non fosse così. - sorrise Sophie.

- Sarebbe perfetto se potessimo rimanere almeno fino alle tre! È proprio necessario venire via prima? - si lamentò ancora la sorella.

- Domani abbiamo il volo alle cinque, se vuoi venire a Parigi con me, Eric, Seth e la mamma devi per forza. Nessuno di noi potrà accompagnarti a casa dopo.

- Viene anche Seth?! Non me l'avevi detto! - esultò Cady.

- Non dovevo infatti. Doveva essere una sorpresa, accidenti. - si maledisse Sophie.

La televisione stava dando la pubblicità. Cady ebbe un lampo di genio.

- Potrei chiedere a Jake di accompagnarmi a casa! Lui di certo non viene a Parigi.

Sophie le rivolse uno sguardo di palese disapprovazione.

- Cosa avete tutti contro Jake? È un buon amico, non vedo perché non dovrebbe farmi un piccolo favore come questo. - insisté la sorella.

- Devo dirti cosa non mi piace di Jake? È sempre in mezzo alle scatole, senza motivo.

Cady fece una smorfia.

- Il suo unico scopo è di rovinare le cose tra te e Seth. Ammetti che è così. - continuò Sophie.

- Non è affatto vero, Soph.

***

Mentre metteva il rossetto e sistemava i capelli, Cady si chiese quale fosse il momento migliore per dire a Seth della sua idea.

Rimuginava, e pensò che questa era una delle cose più odiose delle relazioni: dover dire sempre ogni minima cosa, raccontandola per filo e per segno, e attendere l'approvazione per la cosa in questione.

Non avere più quella piccola privacy che costituisce il gusto della solitudine.

Quella proprietà comunemente chiamata "fare quello che si vuole senza rendere conto a nessuno".

Come volevasi dimostrare, la sua previsione sulla rabbia di Seth era corretta.

- No. No, no e poi no. Perché dovrebbe farlo lui? Andremo via insieme alle due, punto. - fu la risposta che ricevette.

Cady pensò qualche istante prima di ribattere.

- Ora sappi due cose: primo, te l'ho detto e non chiesto; secondo, bastava che dicessi che non volevi separarti da me, con calma e senza arrabbiarti. Il fatto che tu sia geloso non risolve nulla.

- Non c'è nulla da risolvere! Tu vieni con me e basta! Quello lì lo voglio lontano da te. - replicò Seth.

- Quando ti calmi ne riparliamo.

Cady se ne andò con quelle parole, a cercare Jen.

Urtò Nina per sbaglio, ma non la calcolò. Per lei era diventata invisibile.

Vide Jake invece, e lui ne approfittò per avere un ballo con lei.

- Ti trovo bene. - commentò, guardando le labbra rosse e il vestito grigio paillettato.

Lei pose il viso sulla sua spalla e si fece guidare da lui nei movimenti delicati della danza.

- Prima o poi capirà. Abbi pazienza, è un uomo. È normale che abbia paura di perderti, perché vali molto per lui.

- Gli uomini sono immensamente stupidi.

- Hai capito tutto della vita. - ridacchiò Jake.

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