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Theatre

Finalmente sono riuscita a convincere mio padre a farmi andare alla scuola di Percy, lui è il mio migliore amico.. credo.
Avevo una cotta gigantesca per lui, ma ora è acqua passata.
Sono contenta di essere qui, è passato già qualche giorno dall'inizio delle lezioni e devo dire che mi trovo veramente bene.
Se non fosse per lui.
Ottaviano Patel.
Io lo odio, lo odio.
È l'assistente/tirocinante/leccaculo del professore di storia.
Io amo la storia, e adesso la odio, a causa sua.
Basta pensare a lui, mi dirigo verso la sala del club di teatro e controllo la bacheca.
Ho fatto un provino per lo spettacolo della scuola ma ancora non hanno esposto la tabella con le parti.
La scuola inscena Romeo e Giulietta, la recita sarà a Natale. Non che mio padre mi verrà mai a vedere, ma vorrei farlo semplicemente per me.
-Bene bene bene, ma qui abbiamo una bellissima Giulietta-
No, non può essere.
-Ciao Ottaviano-
-Ciao? Rachel sono pur sempre superiore a te, dammi del lei- mi fa un sorriso malvagio
-Addio Ottaviano- lo supero dandogli una spallata
Lo sento ridere nonostante mi stia allontanando, ho già detto che lo odio?

**

La campanella suona, tutti i miei compagni si affrettano ad uscire correndo per i corridoi pieni di fogli e carte delle merendine.
Io me la prendo con calma lasciando passare tutti e facendo una passeggiata per i corridoi, ammiro tutti i premi sportivi, teatrali ecc.. che la scuola ha vinto.
Vorrei che un giorno lì ci fosse un premio vinto da me così che un pezzo di me rimanga sempre in questa scuola, è patetico lo so, ma forse sono io quella patetica.
Oggi ho conosciuto una ragazza, Annabeth, è davvero simpatica.
È anche amica di Percy, solo che entrambi si piacciono a vicenda e questo è palese.
Anche se non mi piace più Perce mi fa strano pensare che a lui interessi un'altra ragazza, forse sto diventando una sorella maggiore iperprotettiva.
Arrivo al portone, lo vedo in lontananza quando qualcuno mi afferra la spalla facendomi frenare.
Mi giro, è la professoressa di matematica, quella che dirige il teatro.
Mi sorride, i suoi occhi neri dietro gli occhiali quadrati con la lente spessa brillano, chissà perchè è così felice..
-Rachel congratulazioni! Hai ottenuto la parte Giulietta!-
Presto acquisisco il suo sorriso
-Davvero?!-
-Si! Hai fatto un provino eccezionale, sei una Giulietta nata!-
Saltello per la gioia facendo fare su e giù ai miei ricci rossi.
-Grazie! E chi è il mio Romeo?- chiedo scherzando
-Oh beh, per rendere lo spettacolo più realistico abbiamo scelto un ragazzo più grande..-
Ah vabbè sarà uno dell'ultimo anno, magari è pure carino..
Penso, forse è quel biondino.. come si chiama.. Matt.. Matt Stanford! Ti prego fa che sia lui..
-Ah ecco, Ottaviano. Romeo verrà interpretato da Ottaviano Patel-
Cosa?
La gioia in me si spegne con una rapidità incredibile, perchè tutto a me?
-Cosa? Perchè?!- urlo in preda all'isteria
-Dovresti vederlo recitare..- dice la prof con occhi sognanti
Scuote la testa per riprendersi, mi fa un sorriso e se ne va ondeggiando il suo sedere grasso.
Esco dalla scuola come una furia, voglio solo andare a casa.
Ma ovviamente chi incontro?
-Ciao mia bella Giulietta-
Mi giro, i suoi occhi azzurri sono socchiusi, da quello sguardo trapela quell'aria di superiorità che non sopporto.
Avrebbe anche dei begli occhi, se non fossero così intrisi d'odio..
-Va via!-
Cerco di allontanarmi ma la sua voce mi raggiunge
-Non spezzare il mio cuore dolce sposa, dove vai? Non sposare quel vile di Paride!-
Mi raggiunge in una corsa elegante e mi tallona fino alla macchina recitando versi della tragedia
-Mio dolce amore, ci rivedremo presto! Aspettami al balcone!-
Non ce la faccio più.
Mi giro ritrovandomelo ad un palmo dal naso, per un momento vacillo ma poi ritrovo la carica.
-Io mi ci butto dal balcone piuttosto che intrattenere una conversazione con te!-
Ho urlato, so che ho urlato, mi sono sentita urlare.
Ma lui è imperturbabile, mi guarda con un sorrisetto e poi infila una mano fra i miei ricci e mi spinge la testa contro la sua e mi bacia.
Un bacio pieno di passione, impossibile da rifiutare.
Okay devo ammetterlo, bacia da Dio.
Ma è Ottaviano! Bleah che schifo!
Quando si stacca gli mollo un ceffone e salgo in macchina, vedo dallo specchietto retrovisore che si sta tenendo la guancia con le mani.
Sorrido soddisfatta e guido verso casa

**

È sera.
Dopo lo stress e i compiti della giornata (che non sono pochi), vado in balcone con in mano una tazza di tè fumante.
Tra poco arriverà ottobre ed un vento autunnale già muove le foglie degli alberi, mi piace l'autunno. Le foglie per la strada hanno dei bei colori e le posso dipingere, anche se dipingo su tutto soprattutto sui miei jeans.
Mi siedo in terrazza e osservo le ultime sfumature del tramonto che sono di un azzurrino e un color cobalto, quando sento le foglie del giardino scricchiolare, mi alzo di scatto e mi attacco alla ringhiera per vedere chi c'è.
No non può essere.
Mi rifiuto di crederci!
-Ottaviano!- sussurro forte per non svegliare i miei vicini snob
Lui alza la testa, ha quel suo sorriso malizioso che gli spaccherei a testate.
Santo cielo perchè è qui?
-Cosa ci fai qui?!-
-Proviamo la scena del balcone no?- mi risponde lui posizionandosi davanti al mio barbecue -Comunque hai una bellissima casa-
-Tu sei totalmente pazzo!- dico ignorando il complimento
-Di te mia dolce Giulietta, luce dei miei occhi!-
Non è normale..
Penso mentre cerco una soluzione prima che i miei vicini, i signori Toffield, si sveglino a causa di un ventenne pazzo che recita la parte di Romeo alle 11 di sera
-Ottaviano va via per l'amore del cielo!- mi blocco
Ho capito! Devo interpretare Giulietta per far andar via Romeo! Non c'è altra soluzione.. purtroppo
Chiudo gli occhi e faccio un respiro.
Devo innamorarmi di Ottaviano, bleah..
Apro gli occhi e comincia lo show
-Romeo, Romeo! Devi andare via, la mia balia e mia madre saranno qui a momenti! Non possono vederti o il nostro amore sarà ostacolo, con il cuore dolente ti dico di andare!-
Ti prego fa che se ne vada, fa che se ne vada..
Pensa il briciolo di sanità mentale che mi è rimasto
-Hai ragione mio dolce fiore, vorrei restare finché non sorge il sole o finché esso tramonti un'altra volta! Vorrei poter stare qui e guardare i tuoi occhi pieni di luce..-
Ottaviano continua a parlare ed io lo giuro appoggiandomi alla ringhiera.
Sembra un'altra persona quando recita, è così puro.. così dolce e solare.
I suoi occhi azzurri risplendono al chiarore delle stelle e per la prima volta non sono intrisi d'odio, sono così belli..
D'un tratto il silenzio torna ed io mi accorgo che tocca a me parlare.
-Ehm si.. Addio mio amore, ci rivedremo presto!-
Sono rossa dall'imbarazzo, non mi è venuto niente di più poetico!
Guardo Ottaviano lanciarmi un bacio e poi scompare nell'ombra della notte, o nell'ombra del mio giardino entrambe le opzioni sono accreditate.
-Con chi parlavi Rachel?-
Mi padre sbuca in balcone, probabilmente è appena tornato.
-Ero al telefono con un amica..-
Lui annuisce poco convinto e se ne va dandomi la buonanotte.
Faccio un sospiro e ritorno a guardare il punto dove poco prima c'era Ottaviano.
Ha ragione
Penso.
La prof di matematica ha ragione, quando Ottaviano recita.. è tutto così magico da sembrare reale

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