Details
Nuovo anno. Nuova scuola. Nuova vita. Si, sono le cose che mi ripeto ogni anno quando cambio paese grazie al lavoro di mio padre.
L'unica differenza è che quest'anno non sarò sola.
Annabeth, una ragazza che ho conosciuto alla scuola di San Francisco l'anno scorso e che ora è la mia migliore amica, verrà a New York con me per finire il liceo.
Io ancora non ci credo a differenza di Annabeth, lei pensa che il padre voglia sbarazzarsi di lei dato che da qualche anno a questa parte ha avuto altri figli con la nuova moglie.
Sia mia madre, sia quella di Annabeth sono scomparse. E entrambi i nostri padri sono molto assenti per noi.
Forse è per questo che siamo tanto amiche, ci sosteniamo.
Oggi è il primo giorno di scuola. Non mi emoziono per questo da qualche anno ormai, tanto a malapena qualcuno mi nota.
Appena varco la soglia dell'enorme edificio bianco latte e blu vado a sbattere contro qualcuno. Un ragazzo.
Ha i capelli biondi pieni di gel e gli di un azzurro che.. sembra mandare scariche elettriche. Indossa un giubbotto di pelle nera e dei jeans blu logori.
-Sta più attenta la prossima volta- mi dice sgarbatamente.
-Non starlo a sentire- mi riscuote Annie -È il classico bad boy, non ci fare caso- annuisco distrattamente. Adoro come Annabeth riesca subito ad inquadrare una persona, vorrei avere anch'io il suo intuito. Oltre alla sua intelligenza e alla sua Chanel grigia che le ha regalato il padre. Ma questi sono dettagli.
Ecco dettagli, una parola che ha molti significati. Prendiamo me, i dettagli si un viso sono la mia passione. Probabilmente potrei stare a fissare un viso per ore, anche un corpo, solo per trovare i lati belli di una persona. Ma io non riesco a vedere i miei dettagli, io mi sembro sempre la stessa, e i miei dettagli li ho individuati anni fa. Ma per esempio in Annabeth trovo sempre qualcosa di nuovo.
Anche lei cura i dettagli, nei suoi compiti, nei lavori, nel linguaggio e adora osservare ogni centimetro cubo di un qualsiasi edificio. Da grande sarà un ottimo architetto. Infatti ora sta divorando ogni particolare di questa scuola, non so se è inquietante o divertente.
Entriamo in classe, i posti sono già tutti occupati, tranne tre banchi che sono lontanissimi tranne due che sono attaccati ma sono in fondo all'aula. Annabeth non siederà mai all'ultimo banco.
Io e Annabeth ci scambiamo uno sguardo dispiaciuto e co dirigiamo ai nostri posti.
Annabeth ovviamente si posiziona il più vicino possibile alla cattedra. Accanto a lei c'è un ragazzo che la guarda tra l'estasiato e il divertito. Ha i capelli neri e gli occhi verdi, lo stesso colore del mare. È girato di profilo e riesco solo a vedere la sua appendice nasale, che stress.
Il professore entra, è un uomo giovane, avrà circa 30 anni, ha gli occhi azzurri e i capelli biondo scuro. Ha un viso dolce ma sicuro, sembra uno che ne ha passate tante e lotta tutti i giorni. Ha un po' di barba e il suo viso è segnato da piccoli cicatrici, ha il naso un po' a patata ma è sicuramente un bell'uomo.
-Buongiorno ragazzi, io sono il vostro professore di storia. Mi chiamo Alaric Saltzman- la classe ride un po' e lui ci sorride a sua volta.
-Si lo so è un nome strano ma..- viene interrotto dalla porta che si apre violentemente, come spinta da una folata di vento.
-Scusi il ritardo-
È lui.
-Prego, signor...?-
-Grace. Jason Grace-
-Bene Jason puoi accomodarti vicino alla signorina..?- il prof mi fissa e solo qualche secondo dopo mi accorgo che sta parlando con me.
-Oh.. ehm, McLean- balbetto
Bene, prima figura di merda dell'anno. Senza considerare che prima sono andata a sbattere contro Jason, altri dettagli.
Jason si siede accanto a me, la lezione comincia ed io non ascolto una parola, osservo di sottecchi Jason sperando che non se ne accorga. Potrei passare per una stalker.
Ha anche lui un po' di barba come Saltzman, ha una cicatrice sul labbro superiore e il classico segno sul naso di chi porta gli occhiali, infatti a volte durante la lezione strizza gli occhi, probabilmente per cercare di vederci meglio. È veramente un bel ragazzo, emana una forza particolare.
**
La campanella suona, e tutti si dirigono verso l'uscita, il primo giorno è andato. Ma sento qualcuno che mi afferra la mano, e riconosco la scarica da 10000 volt che mi attraversa il corpo.
Mi giro, i miei occhi verdi incrociano i suoi azzurri.
-La prossima volta fai una foto, dura di più- mi dice con un sorrisetto un po' perfido.
Ma stavolta non starò zitta, questa volta forse riuscirò veramente a cambiare.
-Sai stavo cercando di capire se ci fosse un cervello sotto quei bei capelli biondi, ma a quanto pare mi sbagliavo. Non credo che la foto mi serva più. Ma grazie lo stesso per il pensiero-
Faccio per girarmi ma stringe la presa.
-Grazie per aver notato i miei capelli, ci tengo molto- risponde
Sospiro esasperata.
-Oh tesoro tranquilla, non ti uccido mica- continua a sorridere
-Allora non hai proprio capito niente. Una curiosità, sei davvero stupido o sei solo biondo naturale?-
Smette di sorridere, finalmente!
-Mi piaci-
Cosa?
-Interessante- dico semplicemente
-Sentiti onorata McLean, di solito non lo dico a molta gente-
-O forse la gente non vuole sentirselo dire da te- questo individuo mi sta trattenendo a scuola oltre l'orario scolastico. Potrai anche essere un figo ma, non si fotte con Piper McLean!
-Stai attenta tesoro, devi stare a debita distanza dal fuoco. Sennò ti bruci-
-A meno che non si è legna da ardere-
Non ho mai smesso di guardarlo, non so dove ho trovato tutto questo coraggio per "affrontarlo", ma sento che c'è qualcosa di speciale in lui e so che lo scoprirò.
Il suo telefono squilla. Senza mai lasciarmi il polso prende il telefono e legge il display.
-È stato un piacere parlare con te McLean, mia sorella mi aspetta- mi lascia il polso e si dirige verso la porta.
Prima di uscire si gira e mi guarda.
Sorride, e per la prima volta è un sorriso sincero, bellissimo, non da bad boy.
-Ci vediamo domani, e vedi di non bruciare!-
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro