6 - Sfida
L'ora di Cura delle Creature Magiche era andata molto bene, William era riuscito ad avvicinare un Porlock timido e pauroso senza troppi problemi. La professoressa di Cura delle Creature Magiche lo adorava, era uno dei pochi studenti che si impegnavano davvero, mentre non faceva che lamentarsi di tanti altri studenti sempre pigri e per niente diligenti. William si distingueva in fatto i sangue freddo, pazienza e un'ottima manualità con i cuccioli.
Ora che aveva finito anche quella lezione era libero per tutto il giorno, le lezioni del pomeriggio erano annullate e aveva due opzioni: passare il pomeriggio in biblioteca, oppure farsi una passeggiata e aiutare qualche studente che aveva bisogno. Era molto richiesto dagli studenti più giovani per il modo pacato con cui spiegava, dando sicurezza a chi ne aveva bisogno. Avendo tanti fratelli, gli veniva naturale essere più tollerante nei confronti dei più piccoli, anche se fermo con i rimproveri e le chicche che aiutavano molto e facilitavano lo studio.
Charlie lo raggiunse insieme ad un suo compagno, tutto sporco di liquido blu notte che cercava di non far andare le gocce negli occhi per colpa dei capelli. Aveva avuto un incidente con Pozioni, aveva sbagliato ingrediente per legare tutti gli altri e il pentolone gli era esploso addosso sotto gli insulti isterici di Piton.
Quando William lo vide ne rimase perplesso, non sapendo se gli conveniva scoppiare a ridere come un matto. Charlie glielo presentò: "Lui è Joshua Mitch, ed ha avuto un incidente un po'... imbarazzante"
"Il mio pentolone è esploso e Piton mi ha quasi tirato addosso un barattolo di occhi in salamoia per la rabbia. Ammetto di aver fatto qualche errore ma non immaginavo se la prendesse tanto" disse Joshua guardandosi la mantella con uno sguardo schifato. Doveva essere il fratello di Aaron Mitch, uno studente di Serpeverde che al primo anno aveva dato l'idea di imbrigliare William e Lestrange in una sfida dentro la foresta proibita, dove avevano roschiato do rimanere feriti; il fratellino invece era finito in Grifondoro.
William rimase un attimo attonito, che Piton se la prendesse con i Grifondoro non era una novità, ma che iniziasse ad usare le maniere forti era oltremodo impensabile. Doveva aver proprio fatto un disastro per aver ottenuto un tale atteggiamento dal professore.
"... e ho anche macchiato gran parte dell'aula di Pozioni e imbrattato qualche Serpeverde vicino a me" disse ancora Joshua imbarazzato al massimo. Charlie trattenne una risata ripensando al casino che ne era uscito e alle facce impiastricciate dei Serpeverde. Joshua lo vide e per un attimo lo guardò male, per poi mettersi a ridere anche lui ripensando alla figuraccia dei Serpeverde. William richiamò l'attenzione e la serietà: "immagino che tu abbia bisogno di un paio di chicche per evitare di confonderti. Ho avuto un tuo stesso problema l'anno, e Piton non perdona" disse passandosi una mano tra i capelli rossi. Ripensare a quella figura davanti a tutti lo aveva reso grato di aver superato gli esami e di essere passato oltre.
Joshua lo guardò con un misto di speranza e imbarazzo, sapere che non era l'unico a fare certi errori lo faceva stare meglio, ma di sicuro per essere il suo primo anno si sarebbe presto guadagnato un soprannome buffo come suo fratello.
Si incamminarono verso l'entrata del castello, quando da lontano sentirono delle voci abbastanza familiari. Alcuni Serpeverde del terzo anno, tra cui Lestrange, videro il bel colore del piccolo Grifondoro e non poterono fare a meno di ridere. Per loro era avvero una scena molto buffa, soprattutto considerando la reazione di Piton. A quanto pare la notizia era trapelata in fretta.
"Per caso avete deciso di confondervi con i secchioni di Corvonero?" fece uno dei ragazzi, facendo ridere maliziosamente la ragazza accanto a lui. Un altro fece un'imitazione infelice del piccolo Grifondoro simulando di togliersi il liquido blu impiastricciandosi e appiccicandosi tutto. Joshua osservò la scena con molto imbarazzo e sicuramente non trovava la cosa divertente. Essere beffato in cortile.davanti a tutti erano davvero umiliante.
Poi l'ultimo Serpeverde gli si avvicinò di qualche passo ma senza arrivargli accanto e iniziò a provocarli con delle battute infelici. Gli altri ridevano A crepapelle quasi volendo coinvolgere tutti gli altri studenti, e alcuni prendevano parte alla presa in giro. Lestrange tuttavia era serio e zitto, come se non stesse prendendo davvero parte alla beffa. Stava rispettando il patto e quel ragazzino in fondo ne stava anche prendendo abbastanza. Sembrava anche di malumore.
William decise che lo scherzo era anche durato fin troppo, e conoscendo i Serpeverde non potevano che aver avuto l'idea da chi era più furbo: "Divertente vero? Vorrei vedervi al suo posto" disse mostrandosi sicuro.
I Serpeverde lo guardarono come si guarda uno straniero che cerca di parlare la lingua locale, informando palesemente ogni suo intento di spaventarli. Ma William mirava qualcun altro e si avvicinò sempre di più, superandoli e passandogli in mezzo. Raggiunse Lestrange: "Perché li lasci fare?"
"Cosa vuoi che me ne importi di un ragazzino che si imbratta da solo? Non è un mio problema"
"Dovresti vergognarti Lestrange, lasci che trattino male un primino senza il minimo riguardo! Scommetto che..."
"Sì" disse Lestrange alzando le spalle "Li ho istigati io, quindi? Ti rivediamo in lui Weasley? Mi ricorda una certa lezione di un anno fa"
William strinse i pugni, doveva immaginare che una presa in giro del genere fatta il in sua presenza poteva rappresentare solo un'altra chiamata all'attenti. Lestrange lo guardava sorridendo in segno di scherno, aveva innescato la bomba e questa sarebbe esplosa fra pochissimo tempo.
"Sei veramente una persona meschina Lestrange, ti diverti alle spalle degli altri"
"Detto da te è quasi un complimento"
William sbuffò e fece dietrofront ignorando le risate sarcastiche dei Serpeverde insieme a Lestrange. Aveva cercato di farlo arrabbiare insultandolo e dandogli del debole, ma lui era stato troppo calmo, aveva in mente qualcosa o intuiva che quelle parole erano solo un mucchio di stronzate dette solo per farlo vacillare?
Raggiunse Charlie e Joshua e li spinse dentro il castello, percorrendo il tragitto che li avrebbe portati i biblioteca. Durante il percorso lo sentivano imprecare sottovoce, anche ogni il suo umore si era ribaltato, bell'affare, e adesso come gli impedivano di lamentarsi per tutto il tempo?
La biblioteca era già discretamente piena, abbastanza da dover stare qualche minuto in più per cercare un tavolo vuoto dove studiare. Molti Corvonero avevano evidentemente deciso di fare una sessione di massa e la stanza quasi si colorava di blu-bronzo.
"Mmh, ottimo. Dobbiamo andare in Sala Comune?" chiese Charlie iniziando a cambiare rotta. Ma William lo fermò, aveva visto qualcuno: due ragazzi in particolare, rossi rossi, un maschio e una femmina Corvonero tutti soli. Erano gli stessi di cui aveva parlato a Natale e poteva scommettere quello che voleva di poterci negoziare tranquillamente - qualsiasi persona era meglio di Lestrange - senza inscenare alcun tipo di rissa.
Si avvicinò tranquillo verso i due Corvonero, portando con sé i due piccoli Grifondoro, e assunse un tono cortese: "Scusate" chiese al ragazzo "Vi da fastidio se ci mettiamo qui?"
I due ragazzi smisero di parlare e lo guardarono. Erano proprio due gocce d'acqua: stessi occhi - anche di taglio - stessi capelli e stessa forma del viso. Uno aveva solo riferimenti maschili e l'altra riferimenti femminili. William aspettò pazientemente che gli dessero una risposta.
Il ragazzo poi gli fece cenno di accomodarsi e si fece un po' in là, vicino alla sorella.
I tre Grifondoro si sistemarono e si presentarono: "Piacere, sono William Weasley, lui è mio fratello Charlie e lui un nostro compagno Joshua"
"Alessio" disse sorridendo il ragazzo e alzando la mano per identificarsi "E lei è Béatrice"
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Al passaggio di Antheo per i corridoi di Hogwarts, tutti gli studenti si facevano da parte schiacciandosi contro i muri per non ritrovarsi sulla sua strada. Se la maggior parte dei suoi compagno lo odiavano, era comunque riuscito a guadagnarsi qualche seguace per non avere un inferno di anno.
Nathan Goyle, cugino di primo grado di Gregory Goyle, Sybil Parkinson, parente di Pansy - anche se di dubbio grado - e Ismael Zabini, fratellastro di Blase, gli erano stati fedeli quasi subito per il suo alto nome e le sue già confermate abilità.
Non era stato per niente strano il loro gruppo, erano comunque sostenitori delle Arti Oscure e nessuno si sarebbe mai aspettato il contrario.
Antheo camminava a testa alta e sguardo apatico. Le mani nelle tasche dei pantaloni e la mantella slacciata che svolazzava come il mantello di Piton, ogni tanto scrutava i volti impauriti e si compiaceva di essere così temuto da godere di un solo rivale che non gli pesasse più di tanto.
Era passata un'ora dal loro incontro e dopo tutto quello tempo a fare niente, Antheo decise di andare in biblioteca nella sezione proibita. Dovranno cercare delle informazioni sulle Maledizioni senza Perdono e ancora esultava per essere riuscito ad ottenere il permesso da quello scorbutico di Severus. Nessuno era mai riuscito a vincerla, quindi doveva essere un vero record.
Tra l'altro Antheo avrebbe potuto godere della presenza di una certa persona che da un anno gli aveva rubato il cuore. Non riusciva a capacitarsi del fatto che fosse una nata babbana, ma non riusciva a togliersela dalla testa: capelli rossi lucenti come il tramonto in un cielo spento e nero; occhi verdi come pietre preziose e un viso più dolce delle cioccorane di Mielandia. L'aveva vista in biblioteca una notte, durante le sue scampagnate notturne e non era più riuscito a non pensare a lei.
Sapeva che la biblioteca era l'unico posto dove lei si rifugiava, era un topo da biblioteca e leggeva qualsiasi libro di qualsiasi dimensione, accompagnata sempre dal fratello gemello o da due sue amiche, che dovevano essere le uniche con cui aveva legato.
Il suo amico Cedric Dorca, anche lui di Corvonero come la ragazza, gli aveva passato informazioni utili su dove trovarla in ogni orario e lui aveva preso a seguirla e pedinarla pur di vederla.
"Il mago oscuro più cattivo della scuola che si fa abbindolare da una nata babbana" disse la Parkinson ridacchiando e dando una gomitata a Goyle che ridacchiò a sua volta. Zabini fece cenno di piantarla sapendo come Antheo reagisse ad ogni provocazione, anche se lui pareva non averla ascoltata.
"Ridete, ridete" disse Antheo "Ma converrete con me che se dove a te incontrarw una creatura di tale bellezza non guardareste in faccia niente e nessuno"
"Se ne sei convinto..." fece Zabini "Ma tuo zio come la prenderebbe?"
"Non nominarmelo neanche!" disse Antheo indispettito e girandosi verso di loro "Di quello che pensa zio Lucius non me ne potrebbe fregar di meno, in fondo lui per primo ha dato prova della sua mediocrità"
Lucius Malfoy aveva confermato il suo essere tanto piccolo inventandosi la scusa della Maledizione Imperius pur di non finire arrestato e per non rinunciare al lusso. La questione di vedere crescere suo figlio era solo una della grandi balle che aveva inventato per tenere buona la posizione, ma molti sapevano che quello non aveva subito niente del genere.
Nathan e Sybil si guardarono perplessi, ma non dissero niente, in fondo non avevano modo di controbattere. Antheo aveva comunque detto una sacra verità che non riguardava solo i Malfoy, ma molti altri Mangiamorte che avevano rinnegato il loro Padrone pur di non finire ad Azkaban. Nessuno aveva dimenticato lo smacco subito in quel momento, era stato come se il mondo so fosse sgretolato sotto i piedi.
E Antheo per primo non aveva dimenticato l'oltraggio della sua famiglia e di tutti gli altri compagni.
Si diressero verso la biblioteca e varcarono la porta aperta venendo invasi dal brusio degli altri studenti, per la maggior parte Corvonero, all'interno della stanza che studiavano e discutevano.
Nonostante Madama Pince cercasse di richiamare il silenzio, era chiaro che fosse u a mossa quanto più vana possibile, anche se riusciva ad abbassare il volume. I quattro Serpeverde si diressero verso la sezione proibita e ad Antheo scappò l'occhio sul tavolo dei gemelli Corvonero e quello che vide scosse il suo stomaco in una sensazione di rabbia, sorpresa e disgusto: Weasley era accanto alla ragazza - la SUA ragazza - e chiacchierava allegramente.
Era una chiara sfida, Weasley lo sapeva della sua cotta, o almeno sapeva che le stava addosso, una volta lo aveva beccato e per poco non avevano fatto a botte di nuovo.
"Cazzo..." disse Antheo sottovoce, facendo in modo di nascondere il suo disagio. Ma ai suoi amici non poteva nascondere molto, eranp ragazzi con cui aveva passato tutta la sua vita scolastica, dalle elementari ad oggi.
"Weasley ha deciso di lasciarti un colpo basso Antheo" fece Sybil avvicinandosi "È stato furbo"
"Forse" fece Antheo incattivito. Ma Weasley non l'avrebbe passata liscia tanto facilmente. Incrociò il suo sguardo trionfante e quasi volersi incenerirlo con gli occhi. Questa volta quel Grifondoro aveva giocato d'astuzia e lui era rimasto a bocca asciutta, non gli restava che incassare il colpo.
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