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Capitolo 10

Era passata un'ora e mezza da quando Jennifer e i ragazzi erano andati via.

Non capivo perché per un misero gelato ci stessero mettendo così tanto. Cioè, cazzo, mi avessero detto "stiamo andando a prendere una pizza" ci sarebbero state tre ore di ritardo, ma per un gelato no.

Sospirai esausta. Ero davvero nervosa e neanche io sapevo il perché. Probabilmente avevo fame. O forse ero solo stanca. D'altra parte ero rimasta chiusa in camera tutto il tempo, avevo un po' di mal di testa. Volevo prendere un oki ma non rischiavo senza prima aver mangiato.

Passai davanti alla porta di Calum e mi fermai. Avrei voluto chiedergli di mangiare qualcosa insieme ma un po' mi spaventava la sua reazione. Certo, quel giorno era particolarmente felice, ma la sera diventava piuttosto irritabile e nelle mie condizioni attuali non avevo voglia di discutere.

Però da un lato avrei tanto voluto stare un po' con lui...

Perché continuavo ad essere attanagliata da indecisioni? Appoggiai frustrata la testa alla porta.

Questo movimento brusco mi portò ad avere un giramento di testa così chiusi gli occhi. Mannaggia.
Era estate: non poteva venirmi la febbre o l'influenza. Non lo avrei accettato.

Passarono alcuni minuti e proprio quando stavo per sollevare la testa la porta si aprì.

Ovviamente persi l'equilibrio in avanti e finii addosso a Calum.

Prontamente mi avvolse le braccia attorno alla schiena con l'intento di sostenermi. In altre circostanze mi sarei imbarazzata da morire, soprattutto perché mi ero accorta che era senza senza maglia e la visione del suo corpo lasciava spazio a pensieri poco casti, ma in quel momento avrei solo voluto riposare.

E scomparire dalla faccia della terra.

Incastrai la testa nell'incavo del suo collo e mi abbandonai alle sue braccia.

<<Mmh - mugolai - sei così... morbido.>>

Sentii il suo petto vibrare leggermente mentre dalle sue labbra usciva una piccola risatina.

In quel momento, malata o meno, realizzai cosa avevo appena detto.

La situazione stava degenerando. Come cazzo avevo potuto dire e fare quelle cose?!

<<Sam, stai bene?>> mi chiese Calum a un certo punto.

<<Sì... Devo solo mangiare qualcosa.>> risposi strascicando qualche parola.

Feci per allontanarmi, ma lui mi tenne stretta. Poggiò le sue labbra sulle mie tempie - e ringraziamo Dio e tutti coloro che da lassù hanno avuto pietà di me e della mia ormai dimenticata dignità che le mie guance erano già arrossate per via dell'influenza - per poi guardarmi un po' preoccupato. <<Stai scottando. Probabilmente ti sei presa un po' di febbre. Prendo il termometro e vediamo se è necessario prendere le medicine okay?>>

Annuii.

<<Sdraiati sul letto nel frattempo.>> continuò mettendosi una maglietta. Era davvero un peccato coprire quel ben di Dio, ma non potevo sputtanarmi ancora di più dicendo qualcosa per mostrare il disappunto.

Mi avvicinai al suo letto ancora intatto. Mi adagiai sul materasso e subito mi prese un colpo di sonno. Poco prima di addormentarmi guardai il comodino alla mia sinistra: c'era una foto di Calum e una ragazzina e potrei aver giurato di aver visto me stessa in quella foto.

<<Sam, vieni a prendermi!>> urlò un bambino mentre correva.

Finsi un broncio e iniziai ad inseguirlo. Più correvo più sembrava irraggiungibile.

<<Aspettami Calum.>> dissi mentre lo vedevo allontanarsi sempre di più.

All'improvviso tutto si colorò di grigio. Calum scomparve. Guardai in basso e non potei credere ai miei occhi.

Mi trovavo in una strada e lì per terra c'ero io, solo più piccola. Perdevo sangue dalla testa. Mi guardai intorno in cerca di Calum per chiedergli aiuto. Stavo morendo e non sapevo cosa fare.

<<Calum!>> urlai a squarciagola mentre alcune lacrime iniziavano a scendere lungo le mie guance. <<Calum!>> ripetei più forte. <<Calum, dove sei?>>

<<Calum!>>
<<Non lasciarmi morire. Non lasciarmi.>>
<<Ti prego! Calum!>>

Riuscivo a ripetere solo queste frasi mentre guardavo me stessa morire.

<<Sam! Sam! Sono qui.>>
<<Sono Calum, non preoccuparti.>>

Mi sentii scuotere e aprii gli occhi di scatto. Vidi il ragazzo che stava di fronte a me che mi guardava preoccupato e triste.

Istintivamente lo abbraccia. Lui ricambiò la stretta in silenzio e mi lasciò bagnare la sua maglia con le mie lacrime.

Stare tra le sue braccia era bellissimo. Aveva una stretta decisa ma comunque gentile. Mi sentivo protetta.

Sapevo che prima o poi avrebbe chiesto una spiegazione ma per adesso volevo godermi questo momento.

Facevo spesso questo tipo di sogno. Prima giocavo con un bambino di nome, tu guarda le coincidenze, Calum, poi lui scompariva e io rivedevo il giorno del mio incidente.

Solo che non è mai successo che al mio traumatico risveglio ci fosse qualcuno pronto a tranquillizzarmi.

Sentii una strana emozione crescermi dentro. Ero felice anche se scombussolata dal sogno/incubo. Accanto a Calum mi sentivo serena. Lui continuò a passarmi una mano sulla schiena per calmarmi.

Nel suo sguardo lessi che avrebbe voluto delle spiegazioni, ma io ero davvero stanca e sinceramente non avevo questa grande voglia di parlare a qualcuno della mia vita privata.

<<Ti chiedo due favori. Per favore.>> sussurrai.

Lui annuì con un cenno del capo.

<<Ti spiegherò tutto domani, adesso non me la sento. E, poi, beh... Mi imbarazza un po' chiedertelo, ma potresti dormire con me? Solo per questa notte.>>

Non era facile chiedere una cosa del genere ma avevo bisogno di qualcuno accanto. E quel qualcuno era lui. Almeno per il momento.

Lui non rispose nemmeno. Si sdraiò direttamente accanto a me un po' irrigidito.

Mi accoccolai al suo petto, sapendo che quella notte avrei finalmente riposato senza pensieri.


********************

Ashella's notes

Ehi, people! Come va? Che mi raccontate di bello? Vi state divertendo? Avete seguito per benino il dramma di Justin Bieber?

Tbh il parto di questo capitolo è stato davvero, davvero duro. Nel senso che proprio non riuscivo a scriverlo. L'ho riscritto mille volte ma sono piuttosto fiera di cosa ne è uscito.

Spero sia piaciuto anche a voi!

Quanto shippo Sam e Calum manco Dio lo sa. Trovo siano troppo cari.

Comunque ho una domanda per voi: c'è qualcuno/a che ha giocato a Final Fantasy X? Perché io vorrei finirlo e mi manca lo scontro con Lady Yunalesca solo che... Mi sto cagando sotto perché sembra piuttosto difficile. Da mesi cerco il coraggio di affrontarla. Se c'è qualche superstite ditemelo :)

Ps: per chi non conoscesse Final Fantasy, si tratta di una serie di videogiochi sviluppati da Hironobu Sakaguchi.
Michael ha tatuato sul braccio destro il simbolo del decimo capitolo. (In realtà non è il simbolo del gioco ma sarebbe troppo complicato spiegarvelo e mi secco a fare la Wikipedia dei poveri).

Va beh, in the end, se il capitolo vi è piaciuto stellinatelo, commentatelo, condividetelo, pubblicizzatelo, mangiatelo, ecc ecc...

Grazie a tutti per leggere questa storia xx

Per ogni evenienza:
Twitter: @Justins_cake

Un bacio,
Ashella.

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