Non ci guarderemo indietro mai (Pov Sarah)
Sarah
" La Push, 04 settembre 2026
Caro diario,
l'ultima volta che ho scritto qui sopra è stato il giorno in cui sono tornata dal mare. Sono passati quasi due mesi da quel giorno. Due mesi in cui Seth ha fatto di tutto per farmi dimenticare quello che gli ho fatto passare, e soprattutto per farmi dimenticare che domani lo lascerò di nuovo. Non in senso letterale, non ho alcuna intenzione di separarmi da lui, ma dovrò partire per Boston, per iniziare a frequentare la facoltà di Storia e Filosofia ad Harvard, e lo lascerò qui alla Riserva.
Mi sto pentendo della scelta che ho fatto. Non avrei dovuto accettare quella borsa di studio. Mi consola il fatto che partirò con Jen, la mia adorabile amica Jen. Con lei e con i suoi gridolini telefonici.
Mi ha quasi spaccato un timpano quando le ho detto che mi sono messa con Seth. Per poi imbarazzarmi a morte quando ha tirato fuori la questione sesso.
"Quanto ci sei stata insieme, Sarah?". Credo che goda nell'imbarazzarmi, tanto che è scoppiata a ridere subito dopo aver posto la domanda. Non ha neanche aspettato che iniziassi a balbettare al telefono.
A dire la verità sarebbe bastato un "poco" per rispondere alla sua domanda. Risposta che valeva tanto allora quanto oggi, visto che non abbiamo ancora fatto niente. E domani parto..."
Bussano alla porta. Sobbalzo un attimo, ero talmente presa dalla scrittura che non ho sentito arrivare nessuno. O forse sono i piccoli, da quando hanno imparato a salire le scale è difficile tenerli lontani da questa stanza, e per di più sono silenziosissimi.
Chiudo il diario e mi alzo per aprire la porta.
Come volevasi dimostrare, di fronte mi trovo Jay e Joey, la stessa espressione di finta timidezza in volto, che nasconde sicuramente una richiesta da fare.
«Entrate» dico loro, fintamente scocciata, per poi torturarli con il solletico nel momento in cui si siedono sul mio letto. Ridiamo insieme per un po', poi Joey si accorge del diario, che ho lasciato sul letto.
«Cos'è?» mi chiede curioso.
«Il mio diario» rispondo. Non servirebbe a niente dire bugie con questi due, e soprattutto non voglio più dire bugie alla mia famiglia. Ce ne sono state fin troppe in passato, ed è anche per questo che mi sono sempre opposta alla decisione che hanno preso papà e zio Sam per i piccoli. Prima o poi infrangerò l'ordine e dirò tutto a Judith e Zack. E, quando saranno un po' più grandi, farò in modo che lo sappiano anche gli altri.
Per quanto riguarda i miei fratellini, loro sanno tutto fin dalla nascita. Per la loro intelligenza e per il fatto che con dei parenti vampiri e dei poteri come i loro sarebbe stato difficile tenere tutto nascosto a lungo.
«Lo possiamo leggere?» mi chiede Jay, sgranando gli occhioni color cioccolato della mamma e facendo il labbruccio. Cerca di incantarmi, il fetente.
«Non adesso. Quando sarete più grandi ve lo farò leggere» dico loro, abbracciandoli e trascinandoli stesi sul letto con me.
«Allora, cosa volevate?»
«Stare un po' con te - rispondono in coro - da quando sei tornata hai passato tutto il tempo con Seth, e domani parti di nuovo e per tanto tempo»
Hanno ragione. Ho cercato in tutti i modi di fare scorta di Seth in questi due mesi, e mi ero quasi dimenticata che ci saranno altre persone a cui mancherò, quando non sarò qui. Ma è l'ultimo giorno che trascorrerò alla Riserva, e non voglio trascurare Seth proprio oggi.
«Anch'io vorrei stare tanto con voi, ma... - Jay e Joey alzano la testa che hanno appoggiata ognuno su una delle mie spalle. Hanno entrambi le lacrime agli occhi, segno che hanno capito cosa sto per dire, e non ho più il coraggio di deluderli - Ma niente, esco con Seth e voi venite con noi»
Il sorriso torna su quelle due faccine birichine che adoro. Non sarà il pomeriggio romantico che avevo in mente di passare con Seth, ma andrà bene lo stesso. Avevo davvero voglia di stare un po' con i miei fratelli, anche se non lo avevo capito finché non me lo hanno chiesto.
«Grazie, Sarah!» mi dicono, tuffandosi di nuovo sulle mie spalle ed allungando le braccia verso il mio collo, per abbracciarmi a modo loro.
«Non c'è bisogno che mi ringraziate. Vi voglio bene. Viene anche July con noi?»
«Non credo» dice Joseph, con un sorriso furbetto che gli brilla anche negli occhi. I suoi meravigliosi occhi color smeraldo, unica caratteristica che lo lega ai Cullen. Somiglia a papà da piccolo in maniera impressionante e ha gli occhi di suo nonno Edward. Da grande spezzerà un sacco di cuori, ne sono più che certa.
«Perché?» chiedo, sinceramente curiosa.
«Perché lei si è sentita trascurata da Ethan, non da te!» mi risponde Jason, con un'espressione da saputello e la voce di chi dice la cosa più ovvia del mondo.
Ci rimango un po' male, sulle prime, poi sorrido. Almeno non sarò l'unica ad aver visto sfumare il suo pomeriggio romantico.
Mi rimetto a sedere, sollevando con me i due gnometti.
«Andate a prepararvi, che tra poco arriverà Seth e usciremo!»
Si mettono sull'attenti e fanno il saluto militare. Questi due guardano troppa televisione, papà la deve smettere di portarli da nonno Billy e nonno Charlie. Che poi per loro è un bisnonno, ed è relativamente giovane! Anche se messo a paragone con Carlisle... sorrido e apro loro la porta, e mi trovo davanti...
«Inizi a predire il futuro come Alice?» mi chiede Seth, con il sorriso più bello del mondo sulle labbra. E' meraviglioso e non mi sono ancora abituata al fatto che sia mio. Continuo a guardarlo inebetita, mi fa sempre questo effetto, mentre i miei fratelli lo salutano.
«Ciao, Seth!» dicono, poi fuggono via, lasciandomi da sola con il mio amore, che si chiude la porta dietro le spalle e mi prende tra le sue braccia.
«Mi sei mancata» mi dice, poi mi guarda un secondo e posa le sue labbra sulle mie. Il bacio, che era iniziato come un casto bacio di saluto, si trasforma in qualcosa di molto più passionale nel momento in cui le mie labbra si schiudono. Sento la sua lingua, ruvida contro il mio palato, cercare la mia, rincorrerla e giocarci, per poi lasciarla e farla sentire sola, troppo sola, mentre la sua bocca succhia il mio labbro inferiore, lo mordicchia leggermente e lo lascia andare. Poi il gioco ricomincia. Rispondo al bacio con la stessa urgenza che mi trasmette e ben presto mi ritrovo con la schiena sul letto, lui sopra di me, le mie mani infilate sotto la sua maglietta, a contatto con la sua pelle calda, bollente, mentre le sue sono poggiate ai miei fianchi per reggere il suo peso.
Cerco di sfilargli la maglia, voglio vedere i suoi muscoli muoversi. L'ho osservato così tante volte in questi anni che dovrei conoscerlo a memoria, e invece ogni volta mi fa lo stesso effetto. Mi toglie il fiato.
Mi permette di togliergli questo pezzo di stoffa inutile ed inizia ad armeggiare con i bottoni della mia camicetta. Questo momento di pazzia sotto il tetto di casa mia non era premeditato, altrimenti avrei messo qualcosa di più comodo da togliere. Riesce finalmente ad aprire la camicia, sfilandola dalla minigonna di jeans e rivelando il reggiseno a balconcino di pizzo che indosso.
Tutto questo lo fa mentre continua a baciarmi. Non so come, mi sfila del tutto la camicetta, gettandola in un angolo della stanza. Poco male, in questo momento non mi serve davvero a niente. Ogni bacio mi fa bruciare sempre di più, ormai sono ben al di sopra dei quarantadue gradi standard per un licantropo. Adoro la sensazione che scatena in me lo stare con lui... è così piacevole...
Le sue mani sono di nuovo tra me e lui, questa volta più in basso. Sbottona la minigonna di jeans e la tira via insieme agli slip del completo intimo che indossavo. Finisce tutto a fare compagnia alla camicetta.
Sono nuda tra le sue braccia, se si fa eccezione per il reggiseno, che comunque sparirà tra poco, come sono stata tante volte in questi due mesi. Ma so che anche oggi, come sempre, si limiterà a farmi rilassare un po' e - se ce ne sarà il tempo - a permettermi di rendergli il favore. Il fatto che non abbiamo ancora avuto un rapporto completo si traduce con sole tre parole. Mancanza. Di. Spazio.
A cui si va ad aggiungere il suo "la nostra prima volta non deve essere in casa, di fretta, e con la paura di essere scoperti... non te lo meriti... non ce lo meritiamo". Ho un fidanzato romantico, ma devo ammettere che ha ragione. Ad entrambi non piacerebbe fare l'amore di fretta sotto il tetto dei rispettivi genitori. E' per questo che ho chiesto ad Ethan il permesso di rivelare a Seth il nostro "posto segreto".
Un brivido di piacere mi distoglie dai miei pensieri e mi riporta da Seth.
I baci sono scesi al collo. Seth ormai conosce ogni mio punto debole, e sa che i baci sul collo, in particolare dietro il lobo dell'orecchio, mi fanno impazzire. Mi bacia e mi assaggia, succhiandomi il lobo e scatenando un brivido caldo lungo la schiena, che si concentra tra le mie gambe. Inarco la schiena e lui ne approfitta per infilare le sue mani e sganciare il gancetto del reggiseno. Impiega meno di un secondo a farlo. E' diventato maledettamente bravo dalla prima volta che ci ha provato. Quanto ho riso quel pomeriggio!
Mi lascia di nuovo sul letto, delicatamente, e scende con le labbra alle spalle, seminando una scia di baci lungo il collo e le clavicole. Prende fra i denti le spalline del reggiseno e lentamente, una alla volta, le accompagna in questo modo lungo le mie braccia, fino alla punta delle mie dita, sfiorandomi la pelle con le labbra. Le sue mani arrivano a carezzarmi i seni, con i pollici che si soffermano a sfiorare i capezzoli, già tesi ed induriti per tutte le sensazioni che sto provando a stare tra le mani di questo uomo, del mio uomo.
Le sue mani si muovono coordinandosi tra loro, in modo circolare, e, ad ogni passaggio una scossa percorre tutto il mio corpo.
Ormai è a cavalcioni su di me, le ginocchia poggiate sul letto ai miei fianchi e il torace distante dal mio. Mi ammira, ammira il suo lavoro, dice che gli piace guardarmi mentre mi fa provare piacere, ed è una cosa che capisco, perché anche a me piace guardarlo mentre ricambio il favore, anche se mi piacerebbe ancora di più provare piacere insieme a lui.
Torna a baciarmi, mentre le mie mani scivolano sulla sua schiena, e si infilano nelle tasche posteriori dei suoi bermuda di jeans, e lo spingono verso di me. Voglio sentire come la mia eccitazione si rifletta su di lui.
La bocca scende sui miei seni e li tortura dolcemente, con la lingua, con le labbra e anche con i denti. Le mie mani, scivolate fuori dalle sue tasche con il movimento, sono ora tra i suoi capelli, a trattenerlo lì, con la faccia schiacciata sul mio seno a scatenare in me sensazioni sconvolgenti.
Mugolo un po' quando scende più in basso, dedicando al mio addome la stessa attenzione che ha dedicato alla parte superiore del mio corpo, e lo sento sorridere. Sento le sue labbra distendersi in un sorriso mentre ancora mi bacia.
Le sue mani scendono di nuovo sulle mie gambe, le accarezzano, si infilano tra le mie cosce, accarezzandole all'interno e risalendo lentamente - mi sta torturando - fino ad infilare due dita nel mio punto più sensibile. E' in questo momento che inarco la schiena tanto da spingerlo a sedere sul letto, la sua mano ancora tra le mie gambe. La sfila velocemente e sorride.
«Dove vai? Non ho ancora finito con te!» mi dice, infilando le mani sotto le mie ginocchia in modo da sbilanciarmi e farmi cadere sulla schiena, mentre, con una sola mossa, mi apre le gambe e poggia le sue labbra sulle mie. Le altre, quelle più in basso.
La lingua mi accarezza il clitoride e gemo, così forte che temo mi abbiano sentito anche a casa di zia Rachel. Le mie mani trovano di nuovo la sua testa, i suoi corti capelli neri, e si stringono ad essi, per costringerlo a completare il suo lavoro. Anche perché se ora se ne andasse, lasciandomi qui completamente insoddisfatta, sarei capace di legarlo al letto per farlo terminare.
Sento la sua lingua scendere verso la mia apertura, e le sue dita sostituirla sul clitoride.
Ondate di piacere si susseguono sempre più forti. La prima volta ho avuto paura delle sensazioni che Seth riusciva a scatenare in me, poi è diventata una piacevole abitudine quella di godere delle sue attenzioni. Temo che lo strangolerei con le mie gambe, se non le tenesse ferme e divaricate, una con una mano, l'altra con il gomito.
Un'ondata più forte delle altre arriva e mi fa tendere completamente, poi mi accascio sul letto, ansimante, soddisfatta e stanca. E non ho fatto niente.
Seth si stende al mio fianco, e mi abbraccia. I suoi jeans mi danno un po' fastidio sulla pelle nuda, senza contare che con quel coso che gli spinge dentro saranno fastidiosi anche per lui.
Allungo le mani tra di noi, dietro di me, e inizio a sbottonargli i pantaloni. Sono diventata brava a farlo anche al buio.
«Sarah, che fai?» mi chiede, mentre mi stringe più forte a sé.
«Mi danno fastidio i bottoni dei tuoi jeans, e ho pensato che forse saresti stato più comodo anche tu!» gli dico, con la vocina tenera che lo fa impazzire.
«Sì, ma solo sbottonare, non fare scherzi, amore»
«Sarebbe davvero così spiacevole se te ne facessi?» gli chiedo, continuando a dargli le spalle.
«No, non lo sarebbe, ma non abbiamo tempo... le bestioline arriveranno a momenti» mi dice, e capisco che era da un po' che aspettava dietro la porta, se ha ascoltato tutta la conversazione che ho avuto con i piccoli.
«Hai ascoltato tutto?»
«No, solo dalla parte in cui ti sei fatta comprare dagli occhi di Joseph e Jason - mi dice ridacchiando - Comunque sono felice che tu abbia deciso di portarli un po' in giro con noi»
«Tu saresti felice anche se ti mandassi in bianco per tutta la vita, se questo mi rendesse felice» gli rispondo, girandomi finalmente verso di lui.
«Fortunatamente per me, i tuoi ormoni parlano chiaro. Non saresti capace di mandarmi in bianco per due notti di fila, figuriamoci per tutta la vita!»
«Mi sembra che io lo stia già facendo»
«Confido nel fatto che, quando inizieremo, non vorrai più smettere»
«Ti ritieni così bravo?» gli chiedo, scettica.
«Lo sarò - dice sicuro - Ho avuto dei bravi insegnanti»
Sgrano gli occhi. Pensavo non l'avesse mai fatto con nessun'altra, ma forse mi sbagliavo, in fondo era un adolescente quando ha avuto l'imprinting con me. Improvvisamente mi sento inadeguata, forse non sarò in grado di capire quello che vuole, forse...
«Non hai mai passato un turno di ronda con tuo zio Paul o con Jared, vero?»
Scuoto la testa. Ma conoscendo sia zio Paul che zio Jared ho capito perfettamente di cosa sta parlando. Quei due devono essere stati per lui dei dispensatori di filmini porno durante le lunghe notti di ronda. E cerco di scacciare il pensiero, perché pensare all'intimità dei miei zii non mi darebbe tregua neanche nei sogni stanotte.
«Che hai?» mi chiede, guardando la mia faccia, sicuramente sconvolta dal fatto di aver capito che io e Ethan siamo sempre stati mandati a fare la ronda in coppia o al massimo con Seth o con lui perché gli altri sono dei...
«Tu non lo fai, vero?» gli dico, con voce quasi supplicante.
«Cosa?»
«Pensare ai nostri momenti... intimi... quando sei di ronda» gli spiego, scocciata dal fatto che non ci sia arrivato da solo.
«No, riesco a trattenermi. Anche perché non vorrei essere ucciso da tuo padre»
Già, mio padre. L'infallibile alpha. Infallibile solo se non c'è Nessie di mezzo, in quel momento diventa assolutamente fallibile.
«Come stai?» mi chiede ancora, probabilmente preoccupato per gli effetti che la rivelazione che mi ha appena fatto possa avere su di me.
«Come una che ha ricevuto un servizio semi-professionale dal suo uomo - rido, e lui con me - come vuoi che stia? Sei bravissimo, ogni volta riesci a portarmi su vette sempre più alte, e lo fai da sempre. Dalla prima volta. L'espressione "ho appena avuto un orgasmo da paura" ti dice niente?»
Scoppia a ridere di nuovo, questa volta del fatto che io riesca a rovinare un momento romantico solo con due parole.
«Tu e il romanticismo avevate un affiatamento speciale quando eri bambina che hai perduto crescendo, signorina» dice, sporgendosi per baciarmi. Poi allunga una mano verso il primo cassetto del mio comodino e afferra un paio di mutandine, che mi infila. Forse stare con me completamente nuda a contatto con le sue parti basse non è proprio facile come lo fa sembrare sempre. Decido di non dare troppo peso alla cosa, e ribatto alla sua insinuazione.
«Papà mi ha lasciata troppo con zio Paul. E comunque non è vero che non sono romantica»
«Dimmi qualcosa di romantico, allora»
«Ti amo, Seth, come non ho mai amato nessuno in vita mia e come mai amerò nessun altro»
«Ti amo, Sarah, e sarà così per tutta l'eternità. Continuerò ad amarti e cercherò di meritare il tuo amore per tutti i giorni che verranno, da qui fino alla fine del mondo. Troverò un modo diverso ogni giorno perché questo accada, perché sei la creatura più perfetta per me nell'intero universo»
«Questa sì che era romantica... ma mi basterà che tu sia te stesso per tutto il tempo, perché io riesca ad amarti»
«E anche che continui a farti provare "orgasmi da panico" non guasterà, vero?»
Scoppio a ridere e lo bacio. In questo momento un forte odore di cioccolato inizia a filtrare da sotto la porta.
«Cazzo!» dico. E Seth sgrana gli occhi. Credo che non mi abbia mai sentito dire una parolaccia in vita mia, ma questo è un caso veramente meritevole.
«Che associazione fai tra la cioccolata e la parte del mio corpo che hai appena nominato?» mi chiede sorridendo, mentre strofina il suo naso contro il mio. Mi divincolo dalle sue braccia e comincio a rivestirmi.
«E' il segnale concordato con Nessie»
«Cioè?»
«Quando sta per arrivare papà e tu sei in camera mia deve avvisarmi in questo modo. E serve anche per coprire l'odore» gli dico, mentre abbottono la camicetta.
«Ingegnoso. Ed ecco perché Nessie cucina sempre dolci quando io arrivo a casa vostra, da due mesi a questa parte»
«Già»
«E se dovesse succedere mentre tuo padre è nei paraggi?»
«Allora ci penserebbe Nessie a tenerlo lontano>
«E per i suoni?»
Inarco le sopracciglia a mo' di domanda e subito arriva la risposta.
«Forse non te ne sei resa conto, ma sei molto rumorosa!»
«Ha parlato quello silenzioso! - gli dico, fintamente offesa - per quello ci penserebbe comunque lei»
«In che modo?»
Lo fisso un secondo in più, alzando un sopracciglio. Davvero non ha capito in che modo?»
«Lascia perdere, ho capito - mi dice sorridendo - Quello che non capisco è perché dovrebbe ingannare suo marito per coprirci»
«Perché è mia sorella, e poi devi ammettere che a quei due non serve certo una scusa per chiudersi nella rimessa!» gli rispondo, è così scontato.
«E quanto le hai detto per convincerla?»
«A Nessie dico praticamente tutto»
«Tutto?»
«Tutto. Non ho molte alternative per confidarmi. E Jen è ancora in California, parte direttamente da lì per Boston, ci incontreremo all'aeroporto. E non mi sembrano cose da dire al telefono»
Riflette un attimo, poi mi fa un'altra domanda.
« Ethan lo sa?»
«No, lui no. E non perché non gliel'avrei detto, lo sai come la penso sulle bugie. E lui è l'unico che non me ne abbia mai dette»
«Forse è il caso che inizino ad esserci quantomeno delle omissioni, Sarah. E' imbarazzante pensare che ogni persona che vive in questa casa, fatta eccezione per tuo padre, sappia cosa facciamo in privato»
«Beh, i piccoli non lo sanno! - gli sorrido - Va bene, se non ti fa piacere eviterò di dirlo ad Ethan, ma non puoi vietarmi di confidarmi con mia sorella»
Sorride anche lui, mentre si rimette la maglietta.
«Ora scendiamo, tuo padre ha parcheggiato sotto casa» dice, posandomi un altro bacio sulle labbra.
Mi prende per mano e andiamo insieme al piano di sotto.
Facciamo appena in tempo a mettere piede in salotto che subito papà apre la porta e viene investito dai tre cucciolotti. In realtà dai due. Juliet, come al solito, lo saluta, ma resta in disparte.
Papà abbraccia tutti e tre, chinandosi su di loro e sorridendo come la persona più felice della terra solo per il fatto di averli visti. Ma come potrebbero non renderlo felice? Sono il frutto del suo amore con Nessie... al solo pensarci sorrido anche io!
«Ciao a tutti!» dice, avvicinandosi a noi. Lascio la mano di Seth solo per abbracciare papà e dargli un bacio sulla guancia, mentre Ethan scende dalla sua camera. Guardo Seth, e arrossisco. Ethan deve averci sicuramente sentiti.
«Ciao, papà!» lo saluta Ethan, andandosi a sedere sul divano, poi lui si avvicina a Renesmee e la bacia. Dopo qualche secondo Seth si schiarisce la voce, notando che i piccoletti guardano affascinati lo spettacolo.
«Seth, sei decisamente troppo pudico - gli sussurro nell'orecchio, illudendomi di creare così un po' di privacy - che male può esserci se vedono il loro papà e la loro mamma che si vogliono bene?»
Seth sorride e mi stringe forte a sé, come fa papà con Nessie.
«Allora, stasera cena in famiglia - esordisce papà. Io e Ethan lo guardiamo con gli occhi fuori dalle orbite - Non fate quella faccia, voi due. E' l'ultima sera che trascorreremo tutti insieme, chissà poi quando ricapiterà!»
«Papà, ma stiamo partendo per l'università! Non per la guerra!» esclamiamo insieme io ed Ethan, che avevamo altri progetti per la serata. E non includevano la famiglia.
«Io poi tornerò tutti i fine settimana» aggiunge lui, cercando di sganciarsi.
«Non si discute. Vi voglio entrambi a casa per cena» dice. Do un'occhiata sconsolata a Seth, che mi sorride dolce, e annuisco verso papà. Posso odiare chi mi ha messo al mondo e cresciuta per tutti questi anni? Lo posso fare in questo momento?
«Perfetto, se siamo tutti d'accordo, ci vediamo alle otto. Puntuali» aggiunge, avviandosi verso la porta sul retro e portando Nessie con sé. Lei mi sorride, e sorride anche a Ethan, e mi ritrovo a pensare a una discussione che abbiamo avuto riguardo a papà.
«Gli sarà difficile accettare che tu ed Ethan siate abbastanza grandi per andarvene di casa. E' abituato a vedervi sempre qui attorno, a complottare tra voi due o a giocare con i vostri fratelli, Sarah»
«Ma prima o poi dovremo volare via dal nido!» le avevo risposto.
«Se ne dispiacerà, ma non vi tarperà le ali. Non lo farebbe mai, ma cercherà di trattenervi a sé fino a quando gli sarà possibile. Vi vuole così bene!»
«A che pensi?» chiede Seth, abbassando la testa, fino a puntare i suoi occhi nei miei.
«Al fatto che papà "lo fa perché ci vuole bene"»
«E' molto legato a te e ad Ethan. Gli avete salvato la vita, in un certo senso. Gli avete permesso di crescere e maturare, di imparare a gestire le responsabilità. E' merito vostro se oggi è quello che è»
«Esageri. L'abbiamo fatto dannare così tante volte che se mi metto ad elencarle arriva stasera e siamo ancora qui»
«Ma vi vuole bene»
«Questo non lo metto in dubbio, te l'ho detto anche prima!» gli dico, e chiudo la discussione dandogli un bacio sulle labbra.
Subito Jay e Joey si attaccano ai bermuda di Seth.
«Dove ci portate?» chiedono, mentre Seth si china per prenderli in braccio.
«Mmmmmh... vi andrebbe di scendere alla spiaggia?» suggerisco.
«No, alla spiaggia no» dice categorico Jason, e Joseph annuisce con forza.
«Allora dove vogliamo andare?» chiede Seth mettendoseli a sedere sulle spalle. In questo modo sembra che abbia la coscienza buona da una parte e quella cattiva dall'altra. Chissà chi dei due fa il buono e chi il cattivo!
«Andiamo al parco giochi vicino alla vecchia casa del nonno Charlie?» dice Joseph, dopo aver riflettuto un po'.
«E' un sacchissimo che non ci andiamo!» aggiunge Jay.
«Va bene - annuisce Seth. Oggi sembra stranamente sottomesso alle richieste dei miei fratelli, chissà come mai - Sarah, per te va bene?»
Annuisco, ma rimango ferma al mio posto, con la testa tra i miei pensieri.
«Vado a prendere l'auto, li porto con me» aggiunge Seth, posandomi un bacio sulla fronte.
Decisamente mi sta nascondendo qualcosa. Ma che cosa?
***************
Il pomeriggio trascorre in fretta, quei due mostriciattoli sono delle vere pesti. Pesti con una fonte inesauribile di energia, per giunta, visto che sono riusciti a sfinire due licantropi.
Quando li abbiamo riportati a casa ho notato il forte odore si cose da mangiare in cucina. Possibile che papà e Nessie non abbiano approfittato di un pomeriggio in cui avevano casa completamente libera? Finisco di prepararmi, e sto per scendere a cena, quando Ethan bussa in camera mia, dalla porta del bagno.
«Entra, Eth»
«Sarah, ti ho detto di smetterla con quel soprannome, mi fa sembrare un serial killer preso da uno dei peggiori film horror della storia»
«Quel film ha un lieto fine, però» dico sorridendogli.
«Bah, non riuscirò mai ad avere l'ultima parola con te» scuote la testa.
«Non credo. Come mai sei qui?»
«Perché sono le otto meno cinque e in casa non c'è nessuno. Neanche i piccoli, ho già controllato. E prima, quando siamo rientrati io Esther e July c'era odore di cibo per un battaglione. O Nessie e papà hanno litigato...»
«O stanno architettando qualcosa. Ci ho pensato anche io, sai, che quei due non potevano non aver approfittato di un pomeriggio completamente libero»
«Allora, che facciamo, scendiamo?»
«Papà ha detto alle otto puntuali. Magari c'era un motivo. Vediamo che succede»
Aspettiamo altri cinque minuti, parlando del più e del meno, quando se ne esce con una battuta.
«La storia dei dolci al cioccolato è geniale. Se non avessi la camera accanto alla tua non mi accorgerei quasi di quello che combinate tu e Seth. Oggi poi c'erano anche i cuccioli che litigavano e ti hanno quasi del tutto coperta!»
Avvampo.
«Non ti... non ti dà fastidio, vero?»
«No. Vi invidio»
Decido di troncare qui il discorso. Sono le otto e ho promesso a Seth di non fornire particolari piccanti sulla nostra relazione alla mia famiglia.
«Sono le otto, Ethan. Che facciamo?»
Lui ride, si alza dal mio letto, dove era seduto, e si avvia verso la porta.
«Scendiamo» dice.
Lo seguo giù, lungo le scale.
Sul tavolo del soggiorno troviamo un biglietto.
"Ci vediamo alla spiaggia.
N. J. J. J. J."
«Lo sapevo che stavano architettando qualcosa» borbotta Ethan, precipitandosi alla porta sul retro e via di corsa fino alla spiaggia. Lo seguo, ma è molto più veloce di me e riesco a raggiungerlo solo quando rallenta un po', nelle vicinanze della spiaggia.
Da qui possiamo vedere un falò e un sacco di gente sulla spiaggia. Papà e Nessie ci hanno organizzato una festa di addio! E Seth ne era al corrente, per questo avevo la sensazione che mi nascondesse qualcosa, ed era sempre per questo che era felice di assecondare i due pestiferi... che erano d'accordo con Nessie e papà per tenere me ed Ethan lontani dalla spiaggia!
Arriviamo al falò a passo lento, mi sfilo i sandali e li metto in linea con le scarpe di tutti gli altri, per camminare più liberamente sulla sabbia.
Abbraccio tutti i presenti - e sono veramente tanti - separandomi da Ethan per il giro dei saluti. Lascio Seth per ultimo, perché so che non riuscirò a staccarmi da lui per continuare a salutare gli altri. Strano, però, non riesco a vedere papà.
«Seth, sai dov'è papà?» gli chiedo. Lui ingoia un sorso di birra, poi scuote la testa.
«Era qui poco fa, non può essersi allontanato molto» dice, strizzandomi l'occhio. Accanto a lui c'è una sua cugina. Della Riserva, certo, ma non del branco.
Mi guardo meglio attorno, ma proprio non lo vedo. Riesco persino a vedere - e non credo ai miei occhi - Zio Embry e zia Leah vicini a zio Sam e zia Emily, ma di papà non c'è traccia.
«Che hai?» mi chiede Seth, vedendo che non sono proprio la gioia fatta persona, anche se adoro le feste.
«Volevo trovare papà, per ringraziarlo! » dico, con la voce da bimba triste.
«E ci ti ha detto che non puoi farlo?» E' la voce di papà a sorprendermi alle spalle. Mi volto e gli salto al collo, abbracciandolo come quando ero una bambina, solo che ora tanto piccola non sono più.
«Grazie, papà» gli dico, baciandolo su una guancia e facendomi rimettere a terra.
«Di niente, tesoro. Tu ed Ethan meritavate una festa con i fiocchi. Per questo l'abbiamo fatta organizzare alla nana» dice, e finalmente mi accorgo di chi è accanto a lui e sorride divertito. Alice... Jasper... Mamma... ed Edward.
«Che ci fate tutti qui?» urlo, abbracciandoli uno a uno. Con il tempo, ho imparato a considerarli un po' la mia famiglia.
«Siamo stati invitati ad una festa» dice Jasper, impassibile come suo solito. In realtà, credo che stia soffrendo come pochi in mezzo a tutti questi umani. Il suo autocontrollo è molto migliorato da quando segue le lezioni della mamma, ma non è ancora al livello suo e di Carlisle.
«E gli altri?» chiedo.
Papà si schiarisce la gola.
«Gli altri non ci sono - risponde - Loro sono qui per farmi un favore»
«Cioè?» sono sempre più curiosa.
«Beh... sai... il fatto che il vampiro nomade si faccia vivo solo quando ci siete tu ed Ethan in giro... come se sapesse che siete i più giovani... ho pensato che non fosse troppo sicuro per gli altri che tu stessi in un dormitorio. E che non fosse troppo sicuro per te vivere da sola... così...»
«Vivrò con loro?» chiedo, scettica. Che io sappia a Boston ci sono troppi giorni di sole perché dei vampiri ci possano girare indisturbati anche di giorno.
«Beh, questo sarebbe il piano»
«Papà, sono grande abbastanza per stare da sola! E anche per difendermi da sola! Sono d'accordo sul fatto del dormitorio, ma non ho bisogno della balia» affermo stizzita. Papà guarda Seth, che fa un'espressione alla "te l'avevo detto che avrebbe reagito così".
«Tu lo sapevi, traditore?» gli dico, e lo vedo abbassare mesto la testa, così gli faccio una carezza sulla guancia. Non volevo che ci rimanesse male. Volevo che me lo dicesse.
«Dai, tesoro, starei più tranquillo...» dice papà, sfoderando i suoi occhioni da cucciolo smarrito, quelli a cui non riesce a resistere neanche Nessie persino quando lui le combina grosse. Annuisco, sconfitta. Ma adesso ho capito di chi hanno preso Jay e Joey.
Mi giro verso mia madre ed Edward.
«Ma dovete promettermi di non impicciarvi dei fatti miei»
«Se per fatti tuoi intendi Seth...» inizia Edward.
«Non solo - lo interrompo - Vorrei essere trattata come una donna. Suppongo che saremo cugini più o meno della stessa età che si trovano a vivere e studiare insieme, no?»
«Sì, poi ti mando per e-mail la versione ufficiale» mi dice Alice.
«Bene, visto che ufficialmente avremo la stessa età, non mi voglio trovare genitori apprensivi tra le scatole - mamma mi guarda rattristita - Mamma non ce l'ho con te. E' che finalmente assaporavo un po' di libertà e invece mi ritrovo a passare dalle braccia di un genitore a quelle dell'altro»
«L'avevo detto a tuo padre che ne avrebbe dovuto parlare prima con te» mi risponde lei, lanciando un'occhiataccia a papà.
Sorrido.
«Bene, ora che abbiamo chiarito, perché non vi godete la festa? Ho visto nonno Charlie, mamma! E da qualche parte devono esserci anche le tre piccole pesti!»
Prendo la mano di Seth, e, sotto gli sguardi sbigottiti di tutti, mi avvio con lui verso il bosco. Camminiamo per un po' prima che Seth inizi a preoccuparsi per me.
«Sarah... ti sei arrabbiata molto?»
«No. Non sono arrabbiata. Sono furiosa. Per la vostra mancanza di fiducia nei miei confronti... sono grande ormai, perché non vuole capirlo!» dico, e se nella prima parte del discorso mi sono riferita anche a Seth... l'ultima è necessariamente rivolta solo verso mio padre. Seth mi considera abbastanza grande. Perché lui mi considera esattamente come mi considero io.
Seth si blocca, ed io di conseguenza, mi tira verso di sé e mi abbraccia forte.
«Siamo preoccupati per te. Non è la soluzione migliore, io ne avevo proposta un'altra, ma tuo padre mi ha fatto ragionare, e devo ammettere che aveva ragione lui»
«Cioè?» alzo la testa e cerco i suoi occhi.
«Volevo venire io con te. Ma ho delle responsabilità qui. E lasciare tuo padre senza un beta, con le forze ridotte al minimo, un nuovo licantropo da addestrare e un vampiro nomade in libertà non era la scelta più giusta»
Non volevo sembrare una bambina capricciosa, perciò smetto di frignare e riprendo la sua mano. Ricominciamo a camminare, lentamente e di nuovo in silenzio. Siamo solo io e lui, il vento, la luna e le stelle a farci da testimoni.
Lo porto con me allo scoglio. La meta che volevo raggiungere.
Lascio la sua mano ed inizio a spogliarmi. Getto gli abiti dietro una roccia. Lì dietro c'è un'apertura, che dà direttamente dentro il posto segreto mio e di Ethan. Il nostro rifugio, che ora sto per dividere anche con Seth.
Rimasta in slip e reggiseno, prendo la rincorsa e mi tuffo.
Sono sicura che Seth abbia seguito tutta la mia caduta guardandomi come si guarderebbe un pazzo. Una volta riemersa lo guardo.
«Raggiungimi!» gli urlo. Dopo qualche tentennamento, lo vedo spogliarsi e gettare gli abiti dietro la stessa roccia dove sono finiti i miei. Chissà se ha fatto centro nell'apertura! Si tuffa. La sua eleganza è qualcosa che non capirò mai. Dopo anni di tuffi ancora non sono riuscita ad eguagliarlo.
Mi raggiunge da dietro le spalle e mi abbraccia.
«Presa!» mi dice, baciandomi sul collo e scendendo lentamente e languidamente verso la spalla. Inizia già ad eccitarmi così. Una mano sale dalla mia vita al mio seno, e se ne appropria da sopra il reggiseno, stuzzicando i capezzoli già inturgiditi dall'acqua gelata. Se continuiamo così, finiremo per fare l'amore nell'acqua senza protezioni. E considerando che io già sfido tutte le leggende della nostra tribù, non mi stupirei di trovarmi incinta di due gemelli dopo la mia prima volta come mia madre se dovesse accadere.
«Seth...» riesco a mormorare tra un gemito e l'altro.
«Hai ragione...» mugugna lui, lasciandomi andare. Nuotiamo fino all'apertura di una grotta, nascosta alla vista, il luogo segreto mio e di Ethan.
«E' un posto... meraviglioso... quando l'hai trovato?»
«Se te lo dico non ti arrabbi?» mormoro, con la vocina da bimba dispettosa, strusciando il reggiseno sul suo petto e attirando le sue labbra sulle mie per un bacio infuocato prima di dargli la risposta.
Mi stacco e lo guardo, ansimante ed eccitato - i boxer bagnati non riescono a nascondere l'effetto che gli sto facendo - mentre scuote la testa.
«Adesso non mi importa» dice, con voce roca, mentre riempie lo spazio tra me e lui e mi infila la lingua in bocca, famelico e passionale. Le mani accarezzano la mia schiena, seguendo la linea della colonna dorsale ed incontrando il gancetto del reggiseno, che cede impotente con un solo gesto. Me lo toglie, in un solo gesto, gettandolo in qualche angolo oscuro della grotta.
Le mie mani sono sulla sua schiena, a tenermi sempre più adesa a lui, il mio seno contro il suo petto, il mio bacino contro il suo. Mi sento sempre più bagnata, e non è solo effetto del bagno fuori programma.
«Seth...» mormoro, in un momento in cui la sua bocca si separa dalla mia. E' il suo nome, ma mi scivola dalle labbra come una preghiera. Come una frase non completa.
«Voglio che tu sia mia. Qui. Dovunque. Stanotte. Ogni notte» afferma, intervallando ogni pezzetto della frase con un bacio.
«Voglio essere tua, Seth» gli rispondo semplicemente. Il resto mi sembra quasi scontato. Ogni volta che vorrà, io ci sarò.
Mi ritrovo improvvisamente con la schiena contro una parete gelida della grotta, le gambe allacciate ai fianchi di Seth e il suo bacino a spingere contro il mio. La sua erezione è enorme, imponente. Non posso vederla, ma la sento distintamente. E sapere che sono io a fargli questo effetto mi fa eccitare sempre di più.
«Seth... ti prego...»
Sento le sue mani infilarsi nei miei slip e portarli via. Nel farlo, mi ha fatto cambiare posizione. Mi ha poggiato a terra, sul giaciglio che avevo preparato qualche giorno fa, premeditando questa notte. Che è meglio di quanto potessi immaginare. Un fruscio leggero mi indica che anche i suoi boxer sono andati a farsi benedire.
Finalmente.
Io e lui. Nudi. Insieme. Da soli. Senza timore che qualcuno possa disturbarci.
Seth si distende su un fianco vicino a me, e torna a torturare i miei capezzoli con le labbra e le mani, e ad ogni carezza corrisponde un brivido sempre più forte. Mi morde dolcemente il capezzolo, strappandomi un gemito di piacere. E scende con la bocca in basso, sempre più in basso...
«No, Seth. Io voglio... fare l'amore... con te» gli dico, vincendo i gemiti che continua a strapparmi, quando finalmente capisco il suo intento.
«Vorrei... anche io... amore... ma...»
«C'è... - Seth, almeno mentre parliamo però non torturarmi, mi ritrovo a pensare, stringendo tra le mani una sua ciocca di capelli - c'è una borsa... in... in fondo...»
Non riesco neanche a finire la frase, Seth si muove alla velocità della luce, afferra la borsa e ne estrae il contenuto.
«Perciò... signorina Black... da quanto ci pensava?» sorrido, mentre lui torna su di me, e si dedica ancora al mio corpo. Bacia e assaggia ogni centimetro della mia pelle. Vezzeggiandola. Adorandola.
Lo vedo aprire un contenitore ermetico ed estrarne il contenuto.
«Posso fare io?» chiedo, e lo vedo sorridermi.
«Sai come si fa?» mi dice.
«Seth, sta zitto» gli dico, sollevandomi con un colpo di reni ed infilandogli la lingua in bocca perché non sragioni in un momento del genere.
Gli rubo il pezzetto di gomma dalle mani, e lentamente, lo srotolo su un'erezione che mai, in due mesi, ho visto così grande. Lo spingo con la schiena a terra, e mi siedo a cavalcioni sopra di lui.
«No... - mugola, e non so perché - Non è... non è una posizione comoda... la prima volta»
Mi sdraio completamente sopra di lui, ci rotoliamo in modo che finisca io con la schiena a terra, con le nostre parti intime a contatto.
Allaccia le sue mani alle mie e mi dà un bacio.
«Se ti faccio male dimmelo» mi sussurra all'orecchio, prima di iniziare ad entrarmi dentro.
Entra un po', poi si ferma. Poi spinge un altro po' e si ferma di nuovo. Mi sta dando la possibilità di adattarmi a lui.
«Principessa, ti amo» mi dice, prima di sollevarsi ed entrare con una spinta un po' più forte delle altre. Stringo le sue mani, e chiudo gli occhi. Quando li riapro, trovo i suoi occhi preoccupati ad osservarmi, lui immobile. Su di me, dentro di me.
«Seth... tranquillo... Ti amo» gli dico, e sorrido.
Sorride anche lui, e riprende a muoversi. Segue un ritmo lento all'inizio, che aumenta sempre di più, quando inizio a rispondere anche io. Quando inizio ad amarlo anche io.
I gemiti e gli ansiti si confondono con il rumore delle onde del mare e con il fruscio delle fronde sopra le nostre teste, le ondate di piacere che scuotono il mio e il suo corpo sembrano dei veri e propri terremoti, piacevoli, per nulla paragonabili a quelli della trasformazione.
Una spinta più forte delle altre mi regala il raggiungimento della vetta. Una vetta che non avevo mai neanche sfiorato, negli altri modi. Poco dopo, mi raggiunge anche lui.
Lo guardo negli occhi. Stanchi, ma soddisfatti.
«Ti amo» gli dico.
«Da morire, principessa» mormora, dandomi un ultimo bacio.
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