Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Il centro del mondo (Pov Seth)

Seth

«Ma come fai a non capire? Ho bisogno di vederla e di sapere che sta bene!»
«Seth, sai perché non posso permetterti di andare! Dobbiamo trovare quel mostro, prima che lui trovi i miei figli!»
«Merda, Jake. Ma lo sai cosa significa stare lontano da lei sapendo che non è al sicuro? - non aspetto che replichi alla mia domanda, non voglio una risposta, e continuo ad incalzare - Certo che non lo sai, tu non ti sei mai allontanato da Nessie, da quando l'hai conosciuta!»
«Lo sai che non è vero!»
«Quella volta non conta. E siete tornati insieme quasi subito!» grido.
«Non mi stavo riferendo a Renesmee. Ti stavo ricordando che Sarah è perfettamente al sicuro con i Cullen. Entrambi i miei figli sono perfettamente al sicuro sotto il loro controllo!»
«Certamente. E sono anche in pericolo grazie a loro!»
«Ti sta dando di volta il cervello, Seth? Eri tu quello che li discolpava sempre o mi sbaglio? Hanno un gruppo di vampiri psicotici alle calcagna, ma li conoscono e sanno affrontarli meglio di noi. Noi dobbiamo limitarci ad eliminare il pericolo più vicino»
«Non basterà, Jake» affermo, rassegnato.
E' più di mezz'ora che andiamo avanti così, urlando dentro l'ufficio dell'officina. E sono perfettamente convinto di quello che sto dicendo ora. Non basterà eliminare il nomade che cerca di uccidere Sarah ed Ethan. O di catturarli, non saprei bene quale delle due.
Tutto quello che so è che stare lontano da Sarah sapendola in pericolo mi fa stare male. Fisicamente, intendo.
E non solo per l'astinenza forzata da lei, dal suo corpo e dal suo profumo di donna.
Voglio andare dalla mia principessa, e lo farò, costi quel che costi.
Sento Jake sospirare.
«Seth - anche il suo tono è più calmo, ora - devono trascorrere più tempo possibile lontano da qui, perché meno si trasformano più sono al sicuro. Le loro menti sono delle casseforti, come quella di Bella, quando sono umani. Ma non lo sono più quando si trasformano. E quegli psicopatici sfruttano quei momenti per rintracciarli»
«E sai anche perché li cercano» ripeto, duramente.
Annuisce, ma non ribatte.
«Seth, mi dispiace, lo sai quanto ho fatto il tifo per voi. So che Sarah con te è e sarà felice, ma in questo momento non posso permetterti di andartene a spasso per gli Stati Uniti. Ho bisogno che tu stia qui»
«A fare ronde per un vampiro che non si presenterà fino a quando non sentirà spuntare la presenza di uno dei gemelli? E mi diresti, di grazia, a cosa servirebbe?»
Lo sto facendo irritare, lo so che si sta irritando, ma non posso farne a meno. Potrei arrivare ad odiarlo in questo momento, solo perché sta cercando di tenermi lontano dalla mia principessa.
Sospira di nuovo e lo vedo passarsi una mano sulla faccia, stancamente.
«E va bene. Vai. Ma domenica notte ti voglio di nuovo qui. Pronto a ricevere un ordine. L'ennesimo»
Sapevo che sarebbe finita così. E' l'unico modo in cui può sperare di non ricevere più queste richieste da parte mia. E lo so che è il suo contributo alla protezione dei suoi figli, non li avrebbe mai volontariamente affidati ai Cullen se non ci fosse stato qualcosa di pericoloso a minacciarli.
Quando parlavamo della partenza dei gemelli, era fermamente convinto che la lontananza dalle persone care e il fatto di doversela cavare da soli li avrebbe aiutati a crescere. Lo ha fatto soffrire doverli privare di quella libertà a cui anelavano. Soprattutto con Ethan. Per questo non ha voluto che sapesse che i Cullen lo stanno tenendo d'occhio.
«E fammi un favore - mi chiede - cerca di scoprire qualcosa di più su questo Matt. Sarah dice che a parte l'episodio del simil-imprinting non c'è stato più niente che la spingesse a pensare che sia legato al nostro mondo, e che il suo odore è perfettamente umano. Ma anche Edward ha un po' di sospetti su di lui, visto che l'ha riconosciuto subito per quello che è, e vorrei capirci qualcosa di più»
Annuisco e mi avvicino alla porta.
«Grazie, Jake» dico con un mezzo sorriso, prima di uscire.
«Era ora! - sbuffa Leah, vedendomi uscire - mamma non terrà Harry per tutta la notte, ed io devo sbrigare delle faccende qui!»
«E' stata un po' dura, ma ce l'ho fatta» le rispondo, sorridendo felice.
«Credo che vi abbiano sentiti litigare fino alla Riserva, Seth» mi risponde.
Jake si affaccia sulla porta dell'ufficio.
«Sei ancora qui? Potrei cambiare idea!» dice allegramente, ma so che non si rimangerebbe mai la parola data.
Leah lo fissa per un secondo.
«Ethan è qui fuori. Embry lo sta intrattenendo facendogli illustrare tutte le caratteristiche della sua nuova auto» mormora.
Jake torna immediatamente serio.
«Da quanto è qui?»
«Non ha sentito niente. Ma voi due dovreste stare un po' più attenti. Jake, sei tu che hai insistito perché non sapessero niente»
«E sai perché l'ho fatto» le risponde lui.
In quel momento, Ethan ed Embry entrano nell'officina.
«Papà!» urla Ethan, sinceramente felice di vedere Jake, e con una luce particolare negli occhi.
«Com'è andata?» gli chiede lui.
«Benissimo! Terry ha capito subito anche il significato di questo, quando l'ha avuto!» dice, sollevandosi la manica sinistra della t-shirt mettendo in mostra il tatuaggio. E capisco anche io.
«Hai ... hai dato il bracciale a Esther?» chiedo sorpreso. Da come me ne parlava Sarah credevo fossero un po' in rotta di collisione, ma se lui le ha dato il bracciale ...
«Anche tu l'hai dato a mia sorella quando sei partito per l'università. E non avevamo neanche due anni!»
«Ma ...»
«Non è la stessa cosa, Seth? Esther è il mio imprinting, come Sarah è il tuo. Vuoi dire che il mio vale meno?» mi dice deciso, stringendo gli occhi e i pugni contemporaneamente, quasi a volermi sfidare. Somiglia tremendamente a suo padre, quando fa così. Un lupo con lo spirito da alpha represso. Se potesse mi darebbe un ordine anche lui.
«No. Sono imprinting entrambi. Allo stesso modo» concludo, diplomaticamente.
«Seth, perché non vai a preparare il borsone? Dovrai viaggiare tutta la notte, prima ti metterai in cammino meglio sarà» mi dice Jake, invitandomi ad uscire.
«Vado. Ci vediamo domenica notte!»
«Meglio per te che sia lunedì mattina» mi dice, minaccioso. Sfidandomi a svegliarlo domenica notte.

***************

Sabato, 12 Settembre 2026

Dopo aver preparato un borsone con un po' di biancheria dentro, un paio di magliette e un paio di jeans puliti, ed essermi informato da Charlie su quale è la velocità massima registrata dagli autovelox - cosa che gli ha provocato un mezzo infarto, quando ha capito perché volessi saperlo - sono salito in auto e ho guidato per tutta la notte.
Tredici ore a trecentocinquanta chilometri orari, attento alla strada e allo stesso tempo perso nei miei pensieri. Chissà che faccia farà Sarah quando mi vedrà!
Parcheggio di fronte alla casa che corrisponde all'indirizzo fornitomi dalla mia principessa, e mi rendo conto che i Cullen hanno esagerato ancora una volta. Come si fa a pensare che cinque studenti possano permettersi una casa del genere? La osservo per un po', e mi rendo conto che sembra disabitata. Sono le dieci di un sabato mattina. Ma i vampiri non dormono. E Sarah è mattiniera. Forse è la casa sbagliata.
Appena finito di formulare il pensiero, trovo Edward accanto al finestrino che mi sorride. Apro lo sportello e mi trovo preda di una delle sue - poche - manifestazioni d'affetto. Lui, sempre così compassato ed impassibile, mi abbraccia.
«Seth! Non sapevo che saresti venuto! Sarah non ci aveva avvisati, e Bella non ha preparato ...» lo interrompo prima che possa continuare.
«Sarah non sapeva che sarei venuto. Ho dovuto litigare con Jake per poter essere qui oggi. E non c'è bisogno che prepariate la stanza degli ospiti. Starò qui solo una notte, mi basta il divano»
«Sai che non te lo lasceremo fare» dice, e non so se si riferisca al pensiero che ho cercato di non sfiorare neanche da quando sono qui, oppure al divano.
Sorrido.
«E comunque questo spiega perché Jacob fosse così nervoso ieri sera quando ha chiamato»
«Vi ha chiamati e non ha detto che sarei venuto?» chiedo. Anche se sarebbe proprio tipico di Jake non dire il motivo reale della telefonata.
Lui annuisce, e rimaniamo a fissarci per qualche istante. Poi mi sorride.
«Comunque andiamo dentro! Ho lasciato a metà una partita di scacchi con Jasper!» scacchi. I passatempi dei Cullen.
Ma se stava giocando a scacchi con Jasper ...
«Le ragazze sono al centro commerciale a fare un po' di shopping. Non che ne avessero bisogno, Alice e Bella hanno riempito una cabina armadio a Sarah solo la scorsa settimana, ma non ci sarà un weekend di nuvole fino al prossimo mese, e ne hanno voluto approfittare per uscire»
Entriamo in casa, e la trovo esattamente come me l'aspettavo. Pulita ed ordinata.
«Certo che se qualcuno venisse a trovare Sarah non crederebbe mai che siete degli studenti normali!»
«Che vuoi dire?» mi chiede, a metà tra l'offeso e l'incuriosito.
«Che questa casa è troppo» gli rispondo.
«Troppo?»
«Troppo grande. Troppo pulita. Troppo ordinata»
Edward mi guarda sbalordito, e Jasper scoppia a ridere dalla stanza a fianco.
Entriamo nel soggiorno, e lo troviamo seduto sul divano a guardare un vecchio film horror alla tv. Frankenstein, se non vado errato.
«Ciao, Seth!» mi saluta.
«Ciao, Jazz! Come va la partita?» chiedo, buttando un occhio alla scacchiera. Se aveva i bianchi, stava per vincere la partita.
«Andava perfettamente, tanto che quando sei arrivato stavo per chiuderla. Ma il mio fratellino si è alzato, dicendo "abbiamo un ospite", senza darmi il tempo di dichiarare scacco matto»
«Edward ... mi sorprende che tu abbia perso una partita!» lo prendo un po' in giro, mi piace questo rapporto cameratesco che abbiamo sempre avuto. Anche se per colpa dei quattro vampiri che abitano in questa casa la mia Sarah non è al sicuro.
«Sai che mi dispiace, per questo» mi risponde lui.
«Non ho voglia di parlarne. Quello che mi sorprende è che se la prendano con i figli di Bella e non con i vostri nipoti!»
«Non ne conoscono l'esistenza» rivela lui. Questo non ce l'avevano mai detto. Pensavo che gli psicopatici sapessero di Renesmee.
«No. Non lo sanno. Ed è un bene, altrimenti lei e i piccoli sarebbero in estremo pericolo. Forse minore di quello in cui versano Ethan e Sarah, che non hanno altro interesse per loro che quello di fare da esche, ma comunque in pericolo»
«Ok. Chiudiamo qui il discorso - faccio un sorriso, tanto per stemperare la tensione che si è venuta a creare - Dove posso farmi una doccia?»
Sorride anche lui, e mi indica la strada. Mezz'ora dopo, sono di nuovo in soggiorno. Jasper ed Edward hanno iniziato l'ennesima partita a scacchi, e a me non rimane altro da fare che accendere la tv e fare un po' di zapping. Almeno ci fosse stato Emmett avremmo fatto un paio di partite alla playstation ultimo modello, ma mi devo accontentare di un documentario sui pinguini.
In poco tempo mi addormento.

Mi risveglio con il rumore della porta d'ingresso che sbatte.
«... e poi hai visto la faccia del commesso quando Alice gli ha dato la carta di credito? Ci ha guardato come delle aliene, e poi si è profuso in quella sfilza di ringraziamenti e complimenti che non finivano più!» è la voce della mia Sarah. Sono tornate ... ma quanto ho dormito?
«Due ore. Minuto più, minuto meno» mi risponde Edward.
Scatto in piedi, sentendo il suo profumo avvicinarsi al soggiorno e un secondo dopo, sento il rumore di buste di carta a terra.
«Seth, ma che ci fai qui?» dice Sarah con una voce sorpresa.
Non ho il tempo di rispondere, mi ritrovo le gambe della mia principessa avvolte attorno ai fianchi, le sue braccia che mi stringono il collo e la bocca piena di lei, del suo sapore e della sua lingua. Non posso far altro che rispondere al bacio e stringerla a me ancora di più, con una mano sotto il suo sedere e l'altra sulla sua schiena.
«Questo sì che era un benvenuto» le dico, quando si stacca da me, per posare di nuovo le labbra sulle sue, in un bacio che di casto non ha proprio niente.
«Ragazzi ...» è Bella a parlare, interrompendoci. Non è colpa mia se quando c'è Sarah nei paraggi perdo la cognizione dello spazio e del tempo! La mia principessa si stacca dalla mia bocca e, rimanendo aggrappata a me come un koala, si gira verso sua madre, che fissa preoccupata suo marito.
«Edward? - lo chiama, attirando la sua attenzione - Non c'è bisogno che te lo ricordi, vero? Anche perché ho diciotto anni e mezzo e posso prendere una stanza in albergo, per questa notte» lo guarda negli occhi, sfidandolo a contraddirla. Non sa ancora cosa è successo quando Jacob ha visto che l'avevamo fatto, quante volte e in che posizioni, e dubito che Jake l'abbia detto ad Edward o a Bella, ma è come se fosse a conoscenza della sua reazione. E' come se stesse sfidando Edward a dire qualcosa che vada contro il parere di Jake.
Edward mi guarda per qualche secondo, forse stupito dei miei pensieri.
«Se approva lui, io davvero non posso fare niente» dice, rassegnato. Poi si siede sul divano e accende la tv, forse per far finta di non dar peso alla cosa, ma viene raggiunto lo stesso dal commento di Jasper.
«E non potresti fare niente comunque, a giudicare dalle emozioni che ricevo dalla sua stanza ogni notte!»
Alice si arrampica sulla schiena di Jasper, nella stessa posizione che Sarah ha sul mio torace, e lo fissa per qualche istante.
«Se riesci a sentire le sue emozioni, significa che non ti distraggo abbastanza!» dice allegramente, stampandogli un bacio sulle labbra.
Sarah mi guarda come a dire che ti avevo detto?
Le donne di questa famiglia mi fanno sempre più paura.
«Noi andiamo di sopra, faccio vedere la casa a Seth. Tra un po' scendo a preparare il pranzo!» annuncia Sarah al resto della compagnia.
«Tesoro, faccio io. Tu stai con Seth, ti chiamo quando è pronto!»
«Ma non è giusto, mamma. Siamo noi a mangiare!»
«Ma mi fa piacere. Perciò, fila, niente discussioni!»
Saliamo le scale così, allacciati.
«Dove ti hanno fatto sistemare, mio principe?» mi dice all'orecchio, fermandosi a succhiarmi il lobo.
«Le mie cose sono nella stanza degli ospiti» le rispondo, anche se è difficile concentrarsi per darle una risposta di senso compiuto, se cerca di dirottare i tuoi pensieri da tutt'altra parte. Le sue labbra scendono poi lungo il mio collo.
«Ehi, principessa! Non avrai mica intenzione di passare tutto il pomeriggio dentro la camera da letto?» le chiedo, scherzosamente.
«Perché, ti dispiacerebbe? - ride, rialzando la testa dalla mia spalla - No, avevo un appuntamento con Jen e Matt ... anche se credo che se dessi loro buca Matt sarebbe molto contento. Jen un po' meno ... forse deciderebbe di dargli buca anche lei»
«Cos'ha che non va?»
«Niente ... tutto. Il modo in cui la guarda la mette un po' in ansia, e il modo in cui si sente coinvolta da lui la manda nel pallone. E' Jen, Seth. Confusa per dei sentimenti che prova forse per la prima volta in vita sua»
«Perché non facciamo un'uscita a quattro?» le chiedo, e lei sorride, per poi darmi un bacio a stampo.
«Sei un angelo, Seth. Non te lo volevo chiedere, per paura di metterti in imbarazzo - si guarda intorno e scuote la testa - perché siamo nella camera degli ospiti?»
«Dovevo riprendere le mie cose. Non volevi chiedermi di dormire nella tua?»
Mi stringe più forte.
«Ti amo»
«Anch'io, dolce principessina mia. Non sai quanto ti amo» scende dal mio petto e prende il mio borsone in una mano. Con l'altra afferra una delle mie.
«Vieni» e mi trascina verso la sua stanza, al piano inferiore, in perfetto stile Sarah. Colori chiari per le pareti e la moquette e mobili di legno scuro, coperta beige in raso di seta decorata con mille roselline e decine di cuscini in tinta.
Proprio la camera della mia principessa. Si chiude la porta alle spalle e mi guarda maliziosa.
«Ora non ci disturberà nessuno!»
«Principessa, Bella ci chiamerà fra poco per il pranzo!»
«Allora devo sbrigarmi a coccolare un po' il mio maritino! - mi dice ridendo, e si avvicina a me, spingendomi con la schiena sul letto - in fondo l'avevo avvertito di quello che sarebbe successo quando l'avessi avuto tra le mani!»
«Sei una strega, altro che una principessa!» le dico, quando si sdraia su di me, ed inizio ad accarezzarle la schiena lentamente, provocandole dei brividi, che si trasmettono al mio corpo e si concentrano nel mio membro, che si inturgidisce sempre di più.
«E tu un diavolo tentatore, non un principe» mi risponde, facendomi la linguaccia prima di baciarmi. Anzi, prima di mordermi un labbro.
Da lì, scende lentamente sul mio collo, baciando la gola, ed arrivando al collo della maglietta, mentre con le mani armeggia con i miei jeans. Mugugna un po', quando scopre la biancheria sotto i miei pantaloni.
«Quasi preferisco quando sei sempre sul chi va là pronto a trasformarti» sussurra con una vocina sottile da bimba imbronciata, che mi fa sorridere poco prima che le sue mani si insinuino nei miei boxer facendomi sussultare.
«Principessa ...»
«No, no. Conduco io. E' casa mia!» che c'entra adesso? Tecnicamente non è neanche vero quello che ha detto!
«Come vuoi ... ma il filetto al ... pepe rosa? ... è pronto. E qualcuno verrà presto a chiamarci!»
«Già ... sento l'odore anche io ... odio i vampiri!» dice triste, scuotendo la testa e sedendosi di fianco a me. Mi ricompongo e mi siedo anche io. L'abbraccio e le poso un bacio sulla testa.
«Avremo tutta la notte, cara la mia mogliettina» le sussurro in un orecchio.

***************

Dopo il pranzo, Sarah ha insistito per anticipare l'appuntamento con Jen e Matt. Ci siamo visti di fronte al World Trade Center e da lì siamo partiti per una passeggiata alla scoperta di Boston. Sarah e Jen si comportano ancora come due turiste, ma le capisco. In fondo sono qui da appena una settimana, e non credo abbiano visto poi molto della città.
«Sarah, vuoi rallentare un po'? Non tutti sono cresciuti in mezzo ai boschi!» sbotta Jen, dopo mezz'ora di camminata, ma la mia principessa non accenna a darle ascolto e mantiene il suo passo.
«Non è una questione di essere cresciuta nei boschi. E' che se ti dico "mettiti un paio di scarpe comode" non puoi presentarti con quelle!» le risponde, senza neanche girarsi verso la sua amica.
In realtà credo che sia un tentativo di lasciarla un po' sola con Matt.
Prima l'ho vista parlottare con lui ed illustrargli il nostro tragitto. Lui vive qui già da un anno, e sa come raggiungere le varie località che stiamo visitando. Sarah ha studiato il percorso su Google Maps.
Vederla parlare con quel ragazzo mi ha un po' ingelosito. Ma solo un poco. Mi fido di lei, e so che per Matt non ha altro interesse che quello di amicizia. E quello di fare da cupido per la sua amica. Una mia ex studentessa. Mi sembra assurdo trovarmi a girare per la città con lei come se avessimo la stessa età quando sono stato praticamente un suo insegnante.
Ma d'altra parte ha frequentato casa di Jake per tutto il liceo, e mi ha visto anche nei panni del fratello maggiore di Sarah. Siamo amici? Non lo so. Ma potremmo diventarlo. La mia principessa ne sarebbe felice, temo.
«Seth, allunga il passo. Voglio che se ne stiano un po' per fatti loro» mi raggiunge la voce della mia principessa, che mi distoglie dai miei pensieri.
«Sarah, dovresti lasciare che le cose vadano avanti da sole, non impicciarti così tanto!»
«Se Jen non si fosse impicciata noi non staremmo ancora insieme. Voglio solo ricambiare il favore!»
E' in questi momenti che viene fuori la diciottenne che è in lei. Sorrido e le poso un bacio sui capelli.
«Tutto quello che vuoi, principessa»
Lei in risposta mi dà un pugno su una spalla.
«Non sfottere, Seth!»
«E chi lo dice?» le chiedo, sfidandola.
«Io lo dico, e faresti meglio ad obbedire, perché altrimenti ...» si ferma e arrossisce.
«Altrimenti cosa?»
«Niente. Mi punirei da sola se facessi quello che ho in mente» dice, abbassando gli occhi. La adoro quando fa la finta timida. Mi fermo un secondo, tirandola verso di me e le poso un bacio sulle labbra.
«Seth, ci raggiungeranno!» mi dice, con tono di rimprovero.
«Con Jen che porta quelle scarpe? - le chiedo con tono scettico - Ne dubito!»
E le poso un altro bacio sulle labbra, poi le circondo le spalle con un braccio e riprendo a camminare, dettando il passo. Molto più lento di quello che dava lei. E' una passeggiata, non la corsa campestre!

***************

Il giro turistico è durato per tutto il pomeriggio, alla fine la povera Jen aveva i piedi talmente doloranti che Matt - con enorme dispiacere - l'ha dovuta portare in braccio fino al pub che la mia piccola despota ha scelto per la cena.
Adesso siamo seduti attorno a un tavolo a mangiare una bistecca e dell'insalata. Jen solo l'insalata.
«Allora, Matt. Sarah mi ha detto che vi siete conosciuti in aereo!» è talmente silenzioso quel ragazzo che dubito verrò a capo dei suoi misteri in così poco tempo.
«Sì - risponde, annuendo contemporaneamente - Ho conosciuto anche i suoi cugini!»
«Pensavo avessi avuto il piacere di conoscere solo Edward!» dico, incuriosito, continuando a mangiare tranquillamente. Sarah mi dà un calcio da sotto il tavolo, ha capito cosa sto cercando di fare, e non le piace.
«Mercoledì ha accompagnato Jen a casa nostra» risponde lei al suo posto, arrossendo per l'imbarazzo. Non me l'ha detto, ma probabilmente perché le era passato di mente ... mercoledì è stato quando ... ok, se ci penso arrossisco anche io. Le nostre telefonate hard sono diventate una piacevole abitudine, ma quella sera in particolare ...
Perfetto, ho capito perché non me l'ha detto.
«Sì, questo scemo era convinto che mi sarebbe successo qualcosa se fossi andata a trovare Sarah da sola!» dice Jennifer ridendo e scuotendo la testa, per poi infilare un'altra forchettata di insalata in bocca.
E' la battuta di Jen a mettermi sul chi va là. Edward aveva ragione a non deporre l'ascia di guerra con lui. Lui sa. Non sappiamo ancora quanto, perché trattiene i suoi pensieri.
E questo mi lascia credere che sappia molto. E forse non è un bene.
«Ma dai, è evidente che fosse una scusa per passare un po' di tempo con te!»
«Seth, non sei il miglior esempio di scaltrezza sentimentale, quindi taci» Jennifer mi risponde per le rime, e i suoi occhi lanciano fiamme. Ha persino posato la forchetta sul piatto.
Ci fissiamo per qualche istante, ed è Matt a mettere fine al nostro pseudo-bisticcio.
«No, Jen. Seth ha ragione. Volevo stare un po' con te»
E il modo in cui la guarda ... così ... adorante ... è lo stesso sguardo che io riservo a Sarah, e che ho imparato a conoscere da Sam. Non era solo un'impressione di Sarah, e neanche di Edward. Lui ha avuto l'imprinting con Jennifer. Ma perché? Chi è realmente? E soprattutto, cos'è?
Il suo odore è umano. Su questo non c'è dubbio. E poi Sarah se ne sarebbe accorta subito.
Un pensiero mi colpisce per un attimo. Ma se ne va com'è venuto. Quante probabilità possono esserci che sia successa una cosa del genere?
Jennifer distoglie lo sguardo e si alza imbarazzata. Aveva ragione Sarah, Jen è infatuata di lui, o quantomeno attratta da lui.
«Vado a rifarmi il trucco» dice, e se ne va.
Sarah la segue in silenzio dopo avermi lanciato un'occhiata truce. Un'occhiata che mi sfida a continuare il discorso dove l'ho interrotto con lui.
«Ce l'hai con me?» mi chiede lui, non appena rimaniamo soli. Uno che va dritto al sodo, il ragazzo.
«No, non ce l'ho con te. Non ti conosco e non ti capisco. Ma non ce l'ho con te»
«Pensi che io sia pericoloso?»
«Non so cosa pensare» gli rispondo, tranquillo.
«Beh, non sono pericoloso. Almeno non sono la cosa più pericolosa qui in giro» mi dice, riprendendo a mangiare la sua bistecca, con calma. Mi conferma che sa. E sa che anche io so.
Ma chi è?

***************

Quando Sarah e Jennifer sono tornate dal bagno, io e Matt stavamo parlando di baseball. O meglio, stavamo discutendo riguardo al baseball. Lui tifa per i Boston Red Sox da quando era bambino, ed io tengo per i Seattle Mariners da sempre. Non troveremo mai un punto di accordo.
Ce ne siamo andati dal locale due ore più tardi, quando ormai stavano per chiudere, e siamo saliti su due taxi diversi. Ha detto che avrebbe pensato lui a riaccompagnare Jennifer al dormitorio, e, strano a dirsi, non ho potuto fare a meno di fidarmi.
Sarah si è addormentata lungo il tragitto fino a casa, e l'ho presa tra le mie braccia per portarla dentro. Rientrando, non ho incontrato nessun vampiro. Immagino che siano dediti alle loro "attività notturne". Mi scappa un sorrisetto. In queste notti ha dormito così poco, e per colpa mia, che sarà sicuramente sfinita.
La poso sul letto e prendo le mie cose dal borsone, sedendomi ad un angolo dello stesso letto. Il rumore della zip, che pure ho aperto lentamente, la sveglia.
«Seth ... perché non sei qui vicino a me?» mi chiede, con la voce assonnata.
«Stavo andando in bagno a mettermi il pigiama, principessa. Non volevo svegliarti»
«Beh, ma già che l'hai fatto ...»
«Amore, sei stanchissima ... ti sei addormentata in taxi!»
«E adesso sono sveglia, perciò ... - gattona fino a me, ed inizia a posarmi una scia di baci lungo tutto il collo - Non vorrai ... mica ... sprecare ... l'unica notte ... che possiamo ... passare insieme» mi dice, intervallando ogni parola, ogni piccolo sospiro, con un bacio. Fino a quando non raggiunge le mie labbra.
Allora catturo le sue labbra, la sua bocca e la sua lingua con la mia, le nostre mani si fanno frenetiche mentre ci privano dei nostri vestiti.
Non c'è tempo per i preliminari, e non ne ho neanche voglia. Questa settimana è stata tutta dedicata ai preliminari. Ora voglio lei, voglio sentirla mia, voglio sentirmi parte di lei.
E' con gesti febbricitanti che la accarezzo, scendendo dal suo collo fino alle sue mutandine, che sfilo con un solo gesto nello stesso momento in cui lei strappa i miei boxer.
«Ehi!» dico, in un lamento di protesta estremamente divertito.
«Tu la prossima volta non li mettere, ed io non sarò costretta a strapparli!» dice, prendendo dal cassetto del comodino un contenitore argentato.
Lo apre, e svolge il suo contenuto sulla mia asta dalla punta alla base, accarezzandola dolcemente, torturandola. Torturandomi.
«Fatto!»
La zittisco con un bacio nello stesso momento in cui la penetro, con una sola spinta.
«Seth ...» mugola, quando la lascio libera di parlare.
Do un'altra spinta, e questa volta mi viene incontro.
«Non ti lascio - viene interrotta da un'altra spinta, che le strappa un gemito di piacere - giocare da solo»
Altra spinta, altro gemito di piacere.
Il ritmo aumenta sempre di più, così come il volume dei suoi gemiti, che diventano grida quando giungiamo all'orgasmo. Insieme.
«Ti amo» le dico, posando un bacio dolce sulla sua gola ed accasciandomi su di lei per qualche secondo, perché i nostri cuori si sincronizzino.
«Non immagini neanche quanto» mi risponde.
E, a malincuore, esco da lei, che si tira le coperte fino al collo - più per abitudine che per effettiva necessità - mentre io mi allontano per sfilare e gettare via il preservativo ormai usato.
«Dormiamo così?» le chiedo, mentre la abbraccio sotto le coperte.
«Abbracciati ... o nudi?» mi chiede, divertita e maliziosa.
«Entrambi» le rispondo, ridacchiando, e stringendola a me ancora di più. Questa notte farò dei sogni meravigliosi, con lei al mio fianco.
«Ti amo»
«Sogni d'oro, principessa»
***************

Domenica, 13 Settembre 2026
Mi sveglio con la mia principessa tra le braccia. E' la prima volta che succede. La prima volta da quando stiamo insieme. Quando era una bimbetta paurosa capitava più spesso che dormisse stretta al mio petto.
Ma quella sensazione ... era estremamente diversa, da questa. Non peggiore, non meno intensa. Solo diversa.
Guardo il sole filtrare dalle finestre e accarezzarle il viso. A La Push non capita spesso che possa osservare questa luce giocare con i suoi capelli e mettere in risalto quei riflessi castani che i suoi nerissimi capelli hanno. Deve essere certamente un'eredità di Bella. Il sole accarezza le sue ciglia, il suo naso, le sue labbra, il suo mento e arriva fin dove il lenzuolo l'ha lasciata scoperta.
La amo. La amavo quando era una piccola petulante bambina con le treccine e le lentiggini che giocava nel giardino di fronte casa con il suo vestitino a fiori, la amavo quando mi ha fatto soffrire allontanandomi da lei, e la amo ancora di più adesso che è mia e che le posso dimostrare quanto la amo.
«Seth ... sei sveglio?» mi chiede, stiracchiandosi tra le mie braccia.
«Sì, principessa» le poso un bacio sul collo e le solletico la pancia, facendola ridacchiare un po'.
«Che ore sono?»
Allungo un braccio per afferrare il mio cellulare, lo faccio scattare e vedo l'orario. E' tardi. Anche per me. Tra poco devo partire.
«Mezzogiorno» le rispondo, mogio.
«E' tardissimo! Dovevo fare un sacco di cose. Oggi è il compleanno della mamma ... dovevo ... volevo ...» inizia ad agitarsi e a correre di qua e di là per la stanza. Afferra della biancheria, qualche vestito e si infila nel bagno. Dovrò ringraziare Alice per averle dato questa stanza.
Sento l'acqua scorrere nella doccia. Sarebbe bello entrare lì dentro con lei, ma, come ha già detto, è tardi. Aspetto che finisca, nel frattempo cerco anch'io della biancheria e qualcosa da mettermi. In particolar modo, cerco i miei pantaloni. Non so che via abbiano preso ieri sera, quando Sarah me li ha tolti.
«Sono all'ingresso della cabina armadio, Seth. Ieri notte la porta era aperta!» mi urla dal bagno, poco prima di aprire la porta, con un sorriso immenso.
«Che fai, adesso mi leggi anche nel pensiero?» le chiedo, sorridendole a mia volta.
«No, è che non mi hai raggiunta nella doccia e ho pensato che stessi cercando i tuoi vestiti» le do un bacio sulle labbra e mi infilo nel bagno, poi vengo assalito da un dubbio. E riapro la porta.
«Ma se lo sapevi, perché non me l'hai detto prima?»
«Perché speravo di trovarti ancora così. Alla luce del sole sei ancora più bello!» sorrido come un deficiente e mi richiudo nel bagno. Sono felice che mi trovi bello. Lei per me è la donna più bella dell'intero universo.
Dieci minuti dopo sono lavato e vestito, pronto ad affrontare una nuova giornata. Chiudo il borsone mentre Sarah finisce di truccarsi - queste piccole cose me la fanno sentire sempre più mia - e lo metto su una spalla.
«Scendiamo - mi dice la mia piccola despota prendendomi per mano - voglio fare gli auguri alla mamma. E' il primo compleanno che riesco a festeggiare con lei!»
«Tecnicamente è il secondo. E il primo non è andato granché bene» borbotto, cercando di ricacciare i pensieri che riguardano quella notte.
«Smettila di pensarci ... e poi quella volta mi hai conosciuta, no?» mi bacia dolcemente, e, quando si allontana, continua a guardarmi negli occhi.
«Davvero, non ci pensare. Non sono bei ricordi, e non voglio che Edward sia di cattivo umore, oggi. La mamma non lo merita»
«Hai ragione, principessa» le dico, accarezzandole i capelli con la mano libera.
Scendiamo le scale lentamente, mano nella mano, e troviamo le due coppie in salotto, a chiacchierare.
«Auguri, mamma!» urla la mia principessa non appena posa il piede sul pavimento. Lascia la mia mano e corre ad abbracciare Bella.
«Tesoro ... - mormora lei imbarazzata, poi si rilassa e la abbraccia - No, niente» sorride felice.
«Non mi dire. Lascerai che ti organizzi una festa di compleanno?» chiede Alice, iniziando a saltellare intorno a Bella e Sarah, battendo le mani come una bimba felice.
«Non esagerare, Alice. Soltanto una festicciola per noi cinque. E dopo che Seth sarà partito» puntualizza la mia bellissima principessa, ancora abbracciata alla sua mamma.

****************

Tra le chiacchiere e il pranzo, gentilmente offertoci da Edward e Jasper, si fanno le tre.
«Principessa, io dovrei ... partire» le dico, triste dopo aver visto l'orologio. Ho tredici ore di macchina di fronte, vorrei fermarmi ancora, ma proprio non posso.
«Lo so. Ti accompagno alla macchina» si alza in piedi, e mi prende per mano. Prendiamo il borsone, che ho lasciato all'ingresso, e usciamo di casa.
«Vorrei che non andassi via ...» mi dice Sarah, mogia. Non mi piace quando fa quella faccina triste, vorrei che il sorriso splendesse sempre sul suo visino dolce.
«Lo so, e vorrei anche io, ma ...»
«Non ti preoccupare. So che hai delle responsabilità ...» mi interrompe, poi mi bacia, con trasporto.
«Spero di riveder...» la parola si blocca a metà tra le sue labbra. Un respiro mozzato esce dalla sua bocca, mentre si accascia tra le mie braccia. Sembra stia provando un dolore immenso, che la dilania da dentro. La scuoto, la chiamo, ma non si riprende. Corro con lei tra le braccia fino alla porta di casa Cullen.
E' Edward ad aprirmi, un'espressione di dolorosa sorpresa in volto.
«Bella, chiama Jacob, subito - dice, serio e compassato, anche se sotto la sua calma apparente si sta agitando qualcosa - Ethan è in pericolo».

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro