SOLO UNA STRADA
La musica è alta nella mia auto. Guardo la strada e cerco di perdermi nelle parole. La canzone parla di come tutto sia complicato, di come tutto possa cambiare di come mai niente è come ci aspettiamo che sia. Di come tutto possa girare intorno a qualcosa che non sia la gravità. Stronzate.
Ecco quello che penso a sentirla e rido mentre la ascolto come fosse una battuta. Ma allora perchè la ascolto? Solo per poter sorridere in questo schifo di mondo. Mi concentro sulla canzone e sulle note e perdo di vista la strada. Faccio appena in tempo ad alzare gli occhi che lo noto. È un ragazzo alto, vestito con jeans e con un giacchetto nero come i suoi capelli, fa l'auto stop.
Ed è in mezzo alla strada.
Mi prende il panico. Sto andando oltre il limite di velocità e inchiodo il freno nella speranza di non prenderlo
'Ferma Ferma Ferma Ferma Ferma, ti prego fermati' penso tra me e me mentre dalla mia bocca escono solo imprecazioni, non voglio un omicidio sulla coscienza.
Per fortuna riesco ad evitarlo per un soffio e lo prendo solo di striscio, però sbatte allo specchietto e anche a lui scappa un imprecazione.
Io ho entrambe le mani sul volante della mia auto, l'adrenalina a mille che elimina tutta la stanchezza, e in sottofondo una nuova canzone che parla di qualcos' altro. Mi viene da ridere per il pericolo passato e apro la portiera per sentire cosa vuole, sempre ridendo.
Appena scesa lo raggiungo davanti al muso della macchina con ancora un accenno di risata isterica sul volto.
Lui mi guarda e alza un sopracciglia
"Sei ubriaca?"
Non riesco a vederlo bene in faccia per il buglio della notte ma grazie alla luce dei fari riesco a vedere i suoi occhi, anch'essi scurissimi in quella poca luce
"Eh? Cosa? " rispondo con un sorriso un po' da ebete in faccia
"Ok sei drogata, come non detto"
Alza gli occhi al cielo, si carica lo zaino sulle spalle e fa per andarsene.
Non fa neanche due passi che lo riaffermo per un braccio per fermarlo, faccio per parlare ma lui mi strattona un braccio liberandosi dalla stretta imprecando
"Nel caso riuscissi a capire qualcosa nella tua poca lucidità prima mi hai quasi staccato un braccio. Potresti non toccarlo? Grazie. "
Ritraggo subito la mano, che figura...
"Oh.. scusa, io non intendevo.. "
"Si ok, ho fretta e dato che non mi interessa fare un incidente e dovendo andare a piedi"
Fece per andarsene di nuovo
"Ehi! No aspetta! "Faccio per riprenderlo per il braccio ma mi ritraggo subito, però si ferma anche se non l'ho toccato e aspetta che aggiunga qualcosa.
"Non sono drogata"
"Buon per te allora"
"E neanche ubriaca"
"Mh"
"Ti posso dare un passaggio se mi dici dove vai"
Passa qualche attimo di silenzio tra noi due e si sente solo la musica della radio. Gli faccio segno di salire in auto e lui obbedisce
"Dove metto lo zaino? " chiede appena salgo anche io al posto del guidatore
"Dove vuoi" e lo posa dietro tra i sedili anteriori.
Io rimetto in moto l' auto e riparto.
"Allora...dove ti porto?"
"Lasciami alla prima città che incontri" risponde freddo
"Ok"
Passano dei minuti di silenzio in cui si sente solo la musica della radio. È un altra lagna che parla d'amore. Non posso sopportarla dopo quello che ho passato. Credevo di aver trovato la mia storia, di avere finalmente trovato qualcuno per cui fossi importante. Che mi avrebbe amata così come ero e dato il suo amore. Invece l'unica cosa che mi abbia mai dato erano solo bugie, tutti quei baci, gli abbracci e tutto il resto... un orribile dolce bugia, e io che mi ostinavo a crederci. Eppure mi ostinavo ancora a sognare quella storia, ad ascoltare canzoni che mi facevano solo soffrire, a leggere storie che potessero ricordarmelo e che mi facevano soffrire ancora di più al pensiero di ciò che avevo perso e che non avevo mai avuto.
Ad un tratto la musica si blocca. Guardo la radio per capire il motivo di questo blocco.
"Ei! La stavo ascoltando io!"
E faccio per riaccenderla ma lui la rispegne.
"Era una lagna e non la stavi ascoltando neanche tu"
"Non è vero"
Mi giro per guardarlo dato che non risponde e la sua faccia ha la tipica espressione di chi non crede alle bugie.
"Ok è vero, non la stavo ascoltando. Ma la musica mi piace" invento qualcosa per tenere la radio accesa, per non cadere nei silenzi imbarazzanti che odio e aspettare che la musica mi catturi e mi porti altrove, lontano da tutto e da tutti.
" Piace anche a me la musica ma quella mi da sui nervi"
"Ok, allora io accendo la radio cerchiamo qualcosa che piaccia a entrambi e se non c'è la spegniamo, va bene così?"
"Ok" risponde solamente.
Cambiamo diverse stazioni ma mi devo trovare d'accordo con lui molto presto, nessuna trasmette una musica decente.
Sono una di quelle che rispetta le promesse così sospiro e spengo la radio.
Per un po c'è solo silenzio, lui guarda fuori dal finestrino pensando a chissà cosa, io alterno il mio sguardo dalla strada illuminata dai pochi lampioni a lui, sperando che dica qualcosa. Ovviamente se ne stà in silenzio e io continuo ad alternare lo sguardo.
La sua carnagione è un po più scura della mia che è pallida nonostante abbia tentato di abbronzarmi ricavando solo dolorose scottature. I capelli sono neri e ricci e i suoi occhi sono di un marrone molto scuro quasi nero.
"Sei inquinante"dice di punto in bianco rompendo il silenzio.
Imbarazzata torno a guardare la strada mormorando un leggero "scusa"
Tutto tace di nuovo e si sente solo la macchina, i rumori della strada e il mio tamburellare di dita sul volante. Non sopportando questo silenzio tento di improvvisare un discorso.
"Allora....chi sei?" Butto lì a caso
"Ti interessa?" Risponde con un altra domanda
"Be, per quello che so potresti essere uno stupratore seriale e io una delle tue vittime" dico per sdrammatizzare, perché non è uno stupratore seriale no? Giusto...?
Lui accenna un sorriso
"No,non sono uno stupratore seriale"
silenzio
"...e ti chiami..." lascio in sospeso perché finisca la frase
"Asdrubale" dice scherzando
"Come no" mi ritrovo a sorridere dopo tanto tempo e la cosa mi sorprende.
Molte persone mi avevano avvertito che il mio 'ragazzo' in realtà non lo era affatto, ma io mi ostinavo a non crederci e a rispondere male. Alla fine quando ho scoperto tutto non avevo nessuno che potesse aiutarmi e sono come caduta in depressione, mi sono chiusa in me stessa e niente aveva più importanza. Era l'ultimo anno di liceo e mi ero ammazzata di studio per riempire i giorni vuoti. Quando è finito pure il liceo e sono arrivate le vacanze ho deciso di affittare un appartamento sul lungo mare con altri studenti che ho conosciuto su internet per dividere l'affitto. In genere non mi sarei fidata, ma la coppia che lo ha affittato abita all'appartamento accanto che è collegato con esso. D'inverno abitano entrambi gli appartamenti, d'estate lo affittano. Insomma, se ci sono problemi, bussa alla porta accanto. E così speravo anche di farmi degli amici e avevo deciso un posto distante per allontanarmi,almeno per un estate, da tutto e tutti.
"Eddai, come ti chiami? "
"Te l'ho detto, Asdrubale" Dalla voce sembra serio così mi volto a guardarlo stupita. Vedendo la mi faccia sorpresa sorride e capisco che scherza. Ha un bel sorriso.
"Bugiardo" dico ridendo
"Non crederci" aggiunge, sempre sorridendo
"Se indovino me lo dici?" Dico curiosa
"Forse..."
Cosí passo un po di tempo a cercare di capire come si chiama finché non indovino. Ha un bel nome.
Scoperto il suo finisco un' anormale presentazione in modo normale dicendo il mio nome.
Ritorna il silenzio e vorrei fare di tutto per stare bene di nuovo,sentirlo parlare e ridere ancora
"Anch'io sono diretta dove vai tu sai?" Dico speranzosa di riuscire a creare un altro discorso
"Bello"
Ma lui dice solo questo e poi silenzio
"Come mai ci vai?"
"Per sciare no?"
No aspetta cosa? Per sciare? Al mare? Sorrido di nuovo
"Ma tu non fai mai il serio?"
"A volte" risponde vago e sorridendo
"Allora fai il serio per questa domanda dai"
"Ci vado ogni estate"
silenzio
" Sai una cosa?"
Mi guarda curioso in attesa che continui
"Non ti è proibito fare domande o parlare con me" gli sorrido
"Ok, appena ne avrò una in mente te la farò"
E torna il silenzio.
"Quanti anni hai?" Non so davvero che altro dire...
"Diciotto"
"Wow, sei maggiorenne allora"
"Si"
Possibile che non possa fare domande?
"E tu?" Lo guardo sorpresa, ha davvero fatto una domanda?
"Hai davvero fatto una domanda?"e sorrido prendendo il telefono con una mano.
"Puoi ripetere cosí registro questo raro momento?"
E gli sorrido.
"No" e mi risponde sorridendo "hai perso l'occasione"
Rimetto a posto il telefono fingendomi triste
"Quasi diciotto comunque, sono di luglio" aggiungo.
"Uuuh ti farò gli auguri allora" scherza in modo ironico
"Stupido"
Di nuovo silenzio ma questa volta non mi dispiace, perché per una volta non penso a quello stronzo ma al ragazzo seduto accanto a me. Quello che anche non conoscendomi per niente è riuscito a farmi sorridere. Forse è proprio perché non mi conosce che è così gentile con me.
E con questa frase arriva una parte di me che inizia a parlarmi, a dirmi che con il mio carattere tutti si allontanerebbero, che sarei una stupida solo a pensare che questo ragazzo accanto a me voglia conoscermi o essere anche solo mio amico. Subito il sorriso che avevo sulle labbra scompare e sento un peso familiare alla bocca dello stomaco.
Vengo ridestata dai miei tristi pensieri da un fischiettare. Mi piace quando le persone fischiano,ma mi da anche fastidio perché io non lo so fare
"Smettila" sento le mie labbra piegarsi in un sorriso
"Di fare cosa?"
"Di fischiare, io non lo so fare quindi non puoi farlo neanche tu"
Lui sorride e ricomincia a fischiare
"Smettila subito!" E mi metto a ridere dandogli un leggero schiaffo sulla spalla.
Ma ovviamente lui non la smette e io continuo a riprenderlo e a ridere.
Arrivo all'indirizzo che avevo scritto su un foglietto prima di partire e parcheggio.
Oddio no! Mi sono dimenticata di chiedere dove dovevo lasciarlo...
Faccio per riaccendere la macchina ma mi fermo quando dice
"Come facevi a sapere che dovevo fermarmi qui?"
Oh... Un pensiero mi passa per la testa, noi due che giochiamo e scherziamo lungo il mare... Scaccio subito l'idea dalla testa prima di arrivare a pensieri malati come baci o altro... non penso sia possibile.
"Perché in realtà sono una stolker professionosta" rispondo.
Ma subito dopo aggiungo
"Dovevo venire qui, è stato solo un caso" e gli sorrido
"Bello" risponde solo.
"Vabbè" dico io e scendo per prendere i miei bagagli.
Solo quando comparo il mio borsone e valigia con il suo borsone molto più piccolo del mio penso che ci sia qualcosa di strano.
"Come mai così poche borse?" Chiedo incuriosita.
"I miei abitano qui, vado a scuola fuori città per il resto dell'anno e torno per le vacanze. Penso tu faccia parte degli studenti che affittano l'altro appartamento"
E mentre parla prende un mazzo di chiavi e apre la porta.
"Quindi ci vedremo per tutta l'estate"
"Mh-mh" lancia lo zaino su un divano e accende le luci.
"Aspetta lì vado a prendere le chiavi dell'appartamento per te"
Si avvicina ad uno svuotatasche e cerca delle chiavi
"Tieni" me le lancia ma ovviamente io le faccio cadere
"Che scarsa..." e scuote la testa
"Non è vero" rispondo nonostante quello che abbia detto sia vero. "Solo che non ero preparata"
"Si si certo" e sorride
Gli sorrido di rimando e prendo le mie cosa
"Vabbè...io vado" e lo saluto con una mano.
"Ci vediamo domani al mare"
"Forse..." lascia in sospeso accennando un sorriso
"Forse ovvero forse o forse ovvero so cosa farò domani ma non te lo dico?" Domando scherzando
"La seconda"
"Ok" sorrido e lo saluto con la mano.
Aspetta che apra la porta per chiudere la sua.
Ancora non c'è nessuno, sono la prima ad arrivare. Apro la porta della mia camera con l'altra chiave del mazzo e mi preparo per dormire.
Ho sempre avuto paura di andare a dormire dopo che l'ho lasciato perché ogni volta lui era lì come se oltre alla mia vita avesse voluto rovinarmi anche quel mio mondo irraggiungibile che erano i miei sogni. Ma quella notte non andò tutto come da copione perché oltre a tutto lì c'era anche lui. Era lì come poi, in futuro, sarebbe stato con me. Era lì e non era lì come un principe azzurro delle favole, ma era lì come semplicemente lui, coi suoi sorrisi, con le sue battute col suo modo di fare. Perché alla fine penso che le persone di cui abbiamo più bisogno le incontriamo per caso, alla fine tutti i nostri piano vanno in fumo perché per caso arriva qualcuno che lo stravolge. Queste persone arrivano per caso, in modo casuale e quando e dove meno te lo aspetti. Come per me che, quella notte in cui guidavo per andarmene da tutto, l'ho incontrato per quella strada e ho deciso di farlo salire sulla mia auto. Perché in fondo, senza il nostro incontro, quella era solo una strada.
Ciaoa! ( a chiunque stia leggendo questa raccolta di storie) vi è mai capitato un incontro casuale che vi abbia cambiato la vita?
Io non lo so con precisione forse si🙈
VI è piaciuta? Se si fatemelo sapere se no fatemelo sapere comunque ♥
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