COME LE ONDE
La fila per entrare non è lunga, ma il caldo soffocante di questa notte d'estate la rende comunque una tortura. Il mio 'vestito', un paio di pantaloncini non troppo corti e una maglietta larga e leggera, non sembrano comunque abbastanza per affrontare il caldo ed evitare di rimpiangere il costume e il mare di questa mattina. Inoltre il rumore delle onde che si infrangono sulla costa rende il pensiero di buttarsi in mare vestiti ancora più allettante.
Appoggio la testa sulla spalla della persona accanto a me
"Ho caldo" mi lamento
"È colpa tua. È un tua idea questa"
Alzo la testa e lo guardo negli occhi.
"Ma... ma è colpa del clima! È lui che è così avverso ai miei piani!"
"Ovvio" mi sorride e mi cinge un fianco con un braccio
"E poi pensavo non ti dispiacesse passare così la nostra serata"
"Infatti non mi dispiace. Ma se hai caldo e ti annoi posso inventarmi un modo per ingannare l'attesa" dice facendo quel sorriso sghembo che adoro
"Spara" farei di tutto pur di dimenticare il caldo che mi affligge.
"Guardami" mi prende il mento con una mano e l'alta me la passa tra i capelli. Dopo mi da un bacio sulle labbra, uno di quelli lenti, uno di quelli che vorresti assaporare poco alla volta e poi tutto insieme, uno di quelli che adoro. Improvvisamente però lui si stacca e io rimango ferma a guardarlo.
"No-o, torna qui" e faccio per mettermi sulle punte per raggiungere di nuovo le sue labbra, ma lui,che è più alto di me, si alza sulle punte impedendomi cosí di raggiungerle.
"Abbassati! Subito,è un ordine" e cerco di alzarmi di più facendo leva sulle sue spalle ma lui ride e si allontana di nuovo.
"Cattivo, sei un ragazzo cattivo"
Detto questo lui smette di stare sulle punte permettendomi così di riprendere il bacio mentre lui mi prende per i fianchi e continua a baciarmi.
Il nostro bacio dura per un po, poi continuiamo ad ingannare il tempo scherzando e parlando e a volte, con un altro bacio veloce.
Finalmente è il nostro turno, mostro il biglietto e riusciamo ad entrare. Dico finalmente più per l'aria condizionata presente nel locale che per la voglia di ballare. In effetti non amo ballare ma amo la musica. Quindi anche se non ballo perché non andare? In fondo a me basta stare con lui.
Appena entrata mi guardo un po in giro. Ovviamente la musica mi investe in pieno col suo volume troppo alto, ci sono luci diverse ovunque, uno strato di fumo artificiale sul pavimento, le vernici fluorescenti ad illuminare le pareti dipinte di nero. La gente balla, chi in gruppo chi in coppia, scontrando i proprio corpi gli uni con gli altri. Altri sono seduti, alcuni bevono e c'è chi al bar è ancora al primo e chi ha già esagerato. Altri sono seduti, alcuni in piedi, chi ha appena finito di ballare, con ancora delle goccioline di sudore che scendono e il fiatone o chi ancora non si è buttato in pista. Chi ride, chi per davvero chi per l'alcool, chi si bacia, chi si va a prendere qualcosa. Nessuno è solo, tutti sono in gruppo e si divertono.
"Allora?" Mi chiede lui "Che vuoi fare?" Deve alzare la voce per sovrastare la musica alta e anche se mi è vicino non lo sento perfettamente.
Ci penso un po ma la verità è che non ne ho idea.
"Non lo so, decidi tu. Io ho scelto il posto" mi avvicino a lui per sentirlo meglio e gli passo le braccia intorno al collo. Lui mi poggia una mano sulla schiena e una sul fianco.
"Ci sono opzioni tra cui scegliere o posso fare direttamente questo?" Non mi lascia rispondere che è di nuovo sulle mie labbra. Le nostre bocche si muovono in armonia e sento le sue labbra piegarsi in un sorriso.
Dopo un po finiamo il bacio ma restiamo comunque vicini.
"Dato che me lo ha chiesto le opzioni sono queste. Possiamo andare a sederci e bere qualcosa oppure iniziare subito a ballare. Ma confesso che la sua proposta è molto allettante" detto questo gli sorrido e gli do un altro bacio veloce. Lui non risponde alle mie proposte ma cattura di nuovo le mie labbra.
La serata passa veloce tra musica, baci e pochi balli. Nessuno di noi due ha questa grande passione per il ballo anche se, in discoteca basta accentuare i movimenti per dire di star 'ballando'.
"Hai sete?" Mi chiede lui "vorrei prendere qualcosa al bar"
In effetti ho un po di sete ma non mi va di prendere alcolici per il momento.
"Si ma prendo un analcolico, te?"
"Bo, guardo che c'è per scegliere"
"Ok" mi butto su uno di quei pouf morbidi posizionati lì vicino "Ma a me non mi va di alzarmi, sono così comodi! Poi me lo rubano"
" Che persona..." scuote la testa guardandomi ma stà sorridendo così gli sorrido di rimando
"Guarda che lo tengo anche per lei sa?" Gli dico scherzando " La mia è una forma di altruismo verso di te, dopo la fila al bar potresti essere stanco e affaticato per il tragitto"
"Ovvio, così dopo avrò una ricompensa per la mia impresa"
"Certo, è proprio quello c'è intendevo" lo assecondo io
"E per la mia ricompensa possiamo anche restare da soli?" E mi fa un sorrisetto malizioso
"Stupido" gli sorrido "Penserò attentamente alla tua proposta però"
Lui mi sorride, io adoro il suo sorriso
"Okay, aspettami qui allora, torno subito"
"Si signor' capitano" e mimo il saluto militare
"Non ho sentito bene" dice lui scherzando e piegandosi per avvicinarsi a me
"Si signor'capitano!"
"Brava" e mi da un bacio veloce
"Vado e torno allora"
Io lo saluto con la mano mentre mi metto comoda sulla sedia. Lo guardo allontanarsi mentre si addentra tra la folla che c'è sempre intorno al bar.
Lui è così bello e lo amo così tanto che per me è ancora sia una fortuna che un miracolo di essere riuscita ad averlo. È stata un ottima idea passare una parte dell'estate insieme...
Mentre vago tra i miei pensieri un ragazzo mi si avvicina e si siede vicino a me.
"Ehy bella"
"Ciao" cosa vuole questo?
"Balli?" Anche se lo sapessi fare non andrei con te
"No grazie" e cerco di fargli un sorriso.
"Eddai, sono sicuro che sei bravissima" mi fa un sorrisetto e mi mette una mano sulla gamba. Io la sposto subito e mi alzo.
"Scusa ma penso che il mio ragazzo mi stia cercando" dico cercando di marcare bene la parola 'ragazzo'. Mi alzo e mi avvio verso il bar pregando che non mi segua.
Per mia fortuna non lo fa e inizio a cercare tra la folla l'unica persona con cui vorrei passare questa serata.
Non lo vedo tra le persone in fila, la passo in rassegna due volte ma non è lì. Che si sia messo a parlare con qualcuno mentre era in fila e stia ancora parlando?
Guardo tra le persone appoggiate al bancone e lo noto. Ma non parla con qualcuno bensì con qualcuna. Lei ha la mia stessa altezza ma ha sicuramente qualche taglia in più di me, cosa che evidentemente trascura data la bontà della scollatura. Indossa anche una minigonna molto corta con sotto delle calze nere e stivali alti neri. È truccata molto bene e forse è anche un po più carina di me. Nonostante la cosa mi dia fastidio non posso fargli una scenata di gelosia perché ci stà solo parlando, così decido di andare lì ed unirmi alla conversazione.
Non faccio tanti passi che mi blocco per la scena che si svolge sotto i miei occhi. Un secondo prima tra loro c'erano parole e poi un bacio. Io mi aspetto che lui si stacchi da quel contatto sbagliato mentre invece non lo fa ma risponde ad esso.
Mi avvicino incredula, come per vedere meglio l'immagine che inizia a sfocarsi a causa delle lacrime che vogliono scendere dai miei occhi.
Ormai sono a meno di un passo da lui, ma la scena non cambia anzi va avanti.
"Potevi anche dirmelo che non volevi più stare con me" la mia voce non ha intonazione, non è spezzata, ne flebile ne alta ma nonostante tutto lui mi sente e lo vedo sobbalzare, interrompere immediatamente il bacio e mi guarda negli occhi con uno sguardo incredulo e forse anche qualcos'altro di simile alla paura che non capisco,io non potrei mai fargli del male, ma lui evidentemente non si pone il problema.
Restiamo a fissarci per qualche secondo e sotto la musica sento la ragazza chiedere a quello che era il mio ragazzo "E questa ora chi è?" Non sopporto la sua voce.
Apre la bocca per dire qualcosa, a lei o a me, ma non fa in tempo che lo blocco.
"Lascia stare. Ho capito" mi giro e cerco di andarmene il prima possibile. Mentre mi allontano lo sento dire una frase resa flebile dalla musica alta che invade la discoteca.
"No aspetta...!"
Mi giro ma lui non c'è. Sono circondata da persone che ballano. Persone che non conosco, che non mi possono aiutare. Mi guardo in giro in cerca dell'uscita cercando di non piangere. In un angolo vedo il ragazzo di prima 'baciare' una ragazza tenendole le mani sul sedere, per la verità gli stà mangiando la faccia. Distolgo lo sguardo trovando l'uscita, e se fossi stata io quella ragazza lui come avrebbe reagito?
Davvero non lo so a questo punto. Raggiungo la porta con le prime lacrime che scivolano sul volto, la apro e una folata di aria calda mi soffoca ma esco comunque. Se prima però ero entrata con la persona che amo ora stò uscendo accompagnata dalla tristezza e da amari pensieri.
Amare è uno strano sentimento,ti fa fare cose strane, ti fa vedere tutto strano e se sei con la persona che ami tutto brilla. Con lui avrei potuto affrontare tutto, avrebbero potuto togliermi tutto, ma se lui fosse rimasto con me per me non sarebbe cambiato nulla. È un po come l'aria, se c'è stai bene ma se manca lo senti e vai in panico. Il dolore che provo nel petto è quasi la realizzazione della frase 'mi hai preso il cuore e non me lo hai più ridato', lo sento battere ma è un dolore ad ogni battito, come se volesse uscire, staccarsi e tornare da lui, al sicuro, tra le sue braccia che potrei chiamare casa. Ma non può. Io non posso. Lui è lì, ma non è solo,è con quella ragazza che conosce solo di vista, ma evidentemente la vista bastava, evidentemente il mio carattere e il mio di aspetto non bastavano, evidentemente io non bastavo. Non basto più o forse non sono mai bastata o forse,ancora, non sono mai importata. No, forse importata si, sennò perché tutto quello che abbiamo passato è esistito? Perché tutti quei baci, abbracci, carezze, corse, sorrisi, giochi e risate? Cos'erano per lui? Cosa sono stata io per lui? Era solo una bugia? Una bella bugia a cui credere oppure aveva un fondo di verità? Le lacrime scendono contro la mia volontà, non voglio piangere qui, sul retro del locale dove tutti possono vedermi. Voglio lui, il mare, la sabbia, la scogliera, ma lui non posso averlo quindi... Scavalco il muretto, alcuni ragazzi intenti a fumare mi vedono ma non mi dicono niente. Cammino per un po e poi mi tolgo le scarpe. Cammino sulla sabbia sentendola tra le dita dei piedi. In un secondo momento mi sarebbe piaciuto, invece ora... sento solo le lacrime e vorrei urlare ma non posso. Neanche qui vicino al mare che amo. Era solo questa mattina che stavamo al mare io e lui... se avessi saputo che quello era l'ultimo bacio l'avrei stretti più forte oppure non lo avrei mai portato qui così non l'avrebbe mai incontrata... ma se lui non mi amava più, perché prolungare la bugia? Al suo pensiero non riesco a non piangere ancora più forte ma mi trattengo dalla' urlare mordendomi l'interno della bocca. Il rumore del mare si fa più forte, sento le onde infrangersi calmi sulla battigia, è un suono rilassante ma il mare ha troppo di lui per potermi consolare. Nonostante questo cerco di concentrarmi su quel suono mentre mi arrampico sulla scogliera. Appena trovo uno scoglio più o meno piatto mi siedo. L'aria è calda e pesante, osservo il mare e le stelle che si specchiano, non ci sono nuvole a coprirle, guardandole mi ritrovo a pensare ancora. Sapevo che le coppie a volte non durano ma pensavo che la nostra avrebbe fatto l'eccezione alla regola, pensavo che il nostro Infinito fosse più grande degli altri, invece, era uguale a tutti. Cosa ho sbagliato? Non lo so. Mi alzo in piedi e mi avvicino al mare, le onde si infrangono sul mio scoglio per poi tornare al mare come se mi stessero invitando a seguirle. L'acqua è scura, non so cosa c'è sotto, anche lui aveva i capelli scuri, ogni cosa mi ricorda lui e se prima era bellissimo ora è una tortura questa sua similitudine con le cose che amo. Quando mi sono fidanzata con lui, per me è stato come toccare le nuvole e cadere adesso è stato doloroso. Le onde continuano a chiamarmi, mi alzo e mi avvicino al limite. Guardando l'acqua sotto di me, vedendo il buio sotto la superficie increspata dalle onde, un pensiero mi passa per la testa. Da qui potrei anche saltare.
Pvs di lui
"Potevi anche dirmelo che non volevi più stare con me"
La sua voce mi riporta alla realtà facendomi capire il madornale errore che ho fatto anche se sapevo che era sbagliato. La guardo negli occhi e vedo il rimpianto e il dolore che mi feriscono più di ogni altra cosa. So che lei è una ragazza sensibile, lei non mi darebbe mai la colpa, lei se la prenderà con sé stessa e ci starà male, molto male.
"E questa ora chi è?" Chiede la ragazza accanto a me, quella che ho incontrato alla fila e con cui ho iniziato a scherzare finché non mi ha baciato e alla quale io ho risposto con un altro bacio. Uno stupido errore, un piccolo capriccio che volevo soddisfare ricambiando quel bacio, che potrebbe rovinarmi completamente. Ignoro la sua domanda e mi concentro su di lei, faccio per spiegarmi, per scusarmi ma lei mi anticipa
"Lascia stare, Ho capito" e se ne va.
No no no no no non è così che deve andare cazzo.
"No, Aspetta posso spiegare!"
Faccio per seguirla ma la ragazza ,che ha assistito alla scena, mi prende per un braccio.
"Lasciala stare. Non ne vale la pena, io sono più bella. Dove eravamo rimasti?" Mi fa un sorrisino che insieme alla sua frase mi urta molto. La guardo molto male e il suo sorriso scopare allentando anche la presa sul mio braccio.
"Ok va bene, non c'è bisogno che mi guardi così! Se proprio vuoi andare da quella lì vai, ma non sai che ti perdi, poteva essere la notte più bella della tua vita"
Colgo il doppio senso di quella frase e mi fa ancora più schifo, mi faccio ancora più schifo per aver fatto un errore del genere con una persona del genere. Libero definitamente il braccio dalla sua presa e mi allontano addentrandosi tra la folla che balla. Dove è andata?
Mi guardo intorno e la vedo uscire dalla porta che da sul retro. Cerco di sbrigarmi ma è quasi impossibile muoversi in questo folla. Per sbrigarmi scanso malamente un po di gente ricevendo in risposta un paio di parolacce e anche una spinta. Arrivo finalmente alla porta la apro ed esco, mi guardo in giro ma non la trovo, sono così preoccupato che a mala pena sento il caldo soffocante che c'è fuori. Prendo il telefono e cerco il suo numero in rubrica. La chiamo e aspetto che risponda. Uno squillo, due squilli, tre squilli... dal 5 in poi ogni squillo è un imprecazione, un guardarsi intorno frenetico, un cercare di sentire un altro telefono che squilla. Ma niente, niente di niente. Appena parte la segreteria attacco e mi metto una mano sulla bocca per non iniziare a dire tutto il vasto assortimento di bestemmie che è presente in questo mondo. Il telefono è inutile comunque, lo metto in tasca e mi guardo intorno, potrebbe essere ovunque. Un gruppo di ragazzi che stà fumando mi osserva curioso, mi innervosiscono ma ho cose più importanti a cui pensare.
"Stai per caso cercando una ragazza uscita poco fa?"
Quella frase attira la mia atrenzione.
"L'avete vista?" Rispondo sbrigativo
"Certo, è da un po che stiamo qui, la ragazza piangeva" a quelle parole mi maledico mentalmente da solo, la sua risata ricattura la mia attenzione
"Le hai fatto le corna amico per caso?" Tira una boccata di fumo mentre sia lui che gli altri ridono sommessamente.
"Dove è andata?" Cerco di tagliare un po il discorso, ho fretta, voglio raggiungerla, sentirla tra le mie braccia, dirgli che ho sbagliato, che sono un coglione, dirgli che io non amo quella ragazza ma solo lei, ma allora perchè l'ho baciata? Perché sono un coglione.
"Quanto mi dai se te lo dico?"
Vaffanculo, ecco cosa ti do. Deve aver letto la mia espressione perché ride di nuovo e aggiunge
"Tranquillo amico, stavo scherzando, è andata da quella parte" e indica il mare.
Dovevo immaginarlo che sarebbe andata lì. Avrei dovuto saperlo. Me ne vado senza ringraziare, scavalco il muretto e raggiungo velocemente la scogliera guardandomi intorno. Lei non c'è. Che mi abbiano detto una cazzata?
Stò per perdere la pazienza quando sento un pianto sommesso, ed è ancor peggio che sapere che ha pianto. Sentirla piangere per causa mia mi fa sentire un dolore al petto, non doveva andare così.
La chiamo e la sento tacere, ora che ho la certezza che è lei mi arrampico sulla scogliera per raggiungerla.
Pvs di lei
Me ne stò qui a piangere e a guardare il mare, seduta su uno scoglio, quando sento la sua voce che mi chiama. Cerco di tacere, non mi va di fargli pena, già mi faccio schifo da sola, non sopporterei di fargli anche pena.
Lo sento arrampicarsi sugli scogli e chiamarmi. È qui, vicino a me. Nascondo il viso tra le braccia e cerco di acquistare un tono di voce neutro.
"Vattene" vorrei dire di più ma se lo facessi scoppierei di nuovo a piangere.
Lui fa un passo avanti e mi richiama, io non rispondo. Lui si siede accanto a me e mi mette una mano sulla schiena. Fa per parlare ma io sono più veloce. Mi giro e gli do uno schiaffo in pieno volto. Lui non mi guarda più, guarda la mia mano che gli ha appena dato uno sonoro schiaffo in volto. L'unico rumore è quello delle onde che si infrangono. La mano mi formicola ancora e la sua guancia si stà arrossando quando realizzo cosa ho fatto.
"I-io..." Lui si alza,il viso indecifrabile, lo sguardo che mi evita. Allora mi alzo anche io e finisco la frase
"Io non volevo, scusa" Lui mi guarda negli occhi, un po stupito, e io non resisto e scoppio in lacrime gettandomi su di lui abbracciandolo. Non riesco a parlare, riesco solo a piangere, a stringerlo forte, a pensare che dopo questo non mi vorrà neanche più vedere. Lui è rigido nel mio abbraccio e non mi sorprendo. Ad un tratto però si rilassa e mi abbraccia anche lui, ed è questo gesto che mi sorprende invece, mi abbraccia e tra i miei singhiozzi sento le sue parole.
"Sono un coglione, perdonami, mi dispice" dice mentre mi stringe a sè come se non volesse più lasciarmi andare. Sono semplici parole lo so, ma so anche quanto costi a lui parlare di ciò che prova e scusarsi. So il valore di quelle semplici parole dette da lui, a cui non piace dire ciò che prova e non riesco a non guardarlo negli occhi. Con ancora le lacrime agli occhi lo guardo e aspetto. Lui avvicina il suo viso, lentamente, e si ferma a pochi centimetri dalla mie labbra, come a chiedermi il permesso. Io allora non ci penso due volte e annullo la distanza che c'è tra noi abbandonandoci ad un bacio che vale più di mille parole, un bacio che chiede scusa e che perdona, un bacio che chiede e da senza esistare, un bacio che parla da solo, di paura di perdersi, di rimorzo per un errore che avrebbe potuto distruggere tutto, di tristezza per le lacrime versate ma anche di felicità di essere stati perdonati, un bacio che parla della certezza di essere amati.
È mentre ci baciamo che rinasco di nuovo, tra le sue braccia, con il mare in sottofondo e i nostri respiri che si mescolano nell'aria calda estiva. Forse è questo che vuol dire amare ed essere amati veramente, è un continuo star bene di cui non hai mai abbastanza, è una sofferenza devastante pensare ad una fine di tutto ma allo stesso tempo un non perdere mai la forza e la speranza di andare avanti, amare vuol dire essere come le onde, che nonostante si infrangano continuamente sugli scogli non perdono mai la forza di riprovarci.
Oook! Questa è la storia di oggi spero vi sia piaciuta, in caso mettete una stellina e magari lasciate in commento, se non vi è piaciuta.... fatelo lo stesso.
No scherzo, ma in caso lasciate un commento in cui mi dite perché non vi è piaciuta così posso migliorare.Se volete fatemi domande a cui io poi risponderò nella prossima storia.
Infine grazie mille a chi segue questa raccolta di storie random e le vota ma soprattutto vorrei ringraziare herondalestrafighi che mi ha dato l'idea per questa storia senza neanche saperlo🍁
Detto questo ho finito, buona notte e alla prossima 👋💝
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