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Capitolo 52

Siamo sulla strada di ritorno per casa Parker.
Ian si è proposto di accompagnarmi a casa una volta terminato il pranzo da lui.
È taciturno, più del solito, probabilmente a seguito della conversazione intrapresa con Evelyn durante il mio sonno profondo.
Mi si è spezzato il cuore, vederla in quello stato. Non posso nemmeno immaginare ciò che stia passando e pensare che quel vulcano di persona che conoscevo e incrociavo nei corridoi della scuola, così forte, sprezzante e sicura di sè, si sia tramutata in una creaturina debole, fragile, rannicchiata su se stessa sulla scomoda seggiola di una dannata sala d'aspetto.

Il conducente arresta l'auto nel solito parcheggio, per poi incamminarci verso l'ingresso di quella casa che, poco a poco, non fa altro che accrescere in me il desiderio di sentirla mia.

O forse, ciò che bramo ardentemente sentire mio è qualcos'altro. Qualcun altro.

Dalla porta sbuca una figura maschile.
Oh, ma certo... Per poco non ricordavo l'inaspettata visita che Megan ha ricevuto poche ore prima: Ethan, che si congeda con un imbarazzante sorrisino di sbieco.

Non oso immaginare cosa sia successo qui dentro.
Sto per oltrepassare la soglia quando percepisco la rabbia diffondersi nel corpo di Ian alla velocità della luce. Devo rimediare.

Lo afferro per il polso, mentre mi avvicino a lui sollevandomi in punta di piedi nel tentativo di raggiungere la sua altezza. Un tentativo miserabilmente fallito.

《Stai tranquillo, okay?》gli sussurro con il tono più dolce che sia in grado di emettere. 《Ciò di cui tua sorella ha bisogno, ora, non è certo uno dei tuoi scatti d'ira》

Sobbalzo quando si irrigidisce ancor di più, ma mi rilasso all'istante quando i suoi occhi, leggermente mortificati, incontrano i miei.

《Ci proverò.》mi comunica lui, lasciandomi spiazzata.
Ian Parker? Sei tu o sto sognando?

Un fremito mi scuote quando si avvicina rapidamente a me, schioccandomi un bacio delicato sulla fronte, adagiandovi per un bel po'.
Avvampo all'istante... Mi ha completamente presa alla sprovvista.

Finalmente varchiamo la soglia, ci togliamo le scarpe per abbandonarle sul pavimento ghiacciato, e per poi dirigerci verso la cucina.

Scorgiamo Megan, seduta su una delle sedie bianche della cucina, intenta ad osservare un punto indefinito del suolo con aria assorta.

Ian si avvicina a passo lento, sedendosi sulla sedia che poco tempo fa era occupata da Ethan, allontanando con un finto disgusto la tazzina di thè ormai vuota proprio di fronte a lui.

Si schiarisce la voce nel tentativo di acquisire la sua attenzione, ma il tutto appare vano.
《Ehilà?》fa lui, sventolando la mano di fronte ai suoi occhi, saldamente impalati al pavimento. 《Che aveva quell'id...》comincia, ma si blocca non appena si accorge della mia opprimente presenza, proprio alle sue spalle.

Mi scocca un'occhiata angelica, prima di riformulare la domanda nella maniera più consona: 《Che aveva, quel Khal?》

La sorella si scuote dalla trance, acchiappando rapidamente le due tazzine e adagiandole nel lavabo, come in preda ad una crisi di nervi.

《Oh, niente, niente di che...》afferma lei con un tono parecchio agitato, mentre impugna una spugna e la frega con foga sulla superficie della tazzina.

Ian si avvicina ancor di più, la prende per le braccia e la allontana dal trambusto che sta creando.
Sorrido quando tenta di costringerla a guardarlo negli occhi: deve aver appreso questa tattica di rasserenamento da me, e quanto pare funziona.

Percepisco i muscoli di Megan allentarsi.
《Allora, cosa aveva?》domanda lui per l'ennesima volta.
Megan si mordicchia un labbro e inarca un sopracciglio. 《Si è scusato, ancora una volta.》fa lei.
Il fratello alza gli occhi al cielo. 《Oh, ma che novità!》esclama con una nota sarcastica.《Sa benissimo che non saranno le sue scuse a migliorare la situazione.》

Megan si allontana leggermente. 《No, Ian... Ti sbagli. E se invece servissero?》domanda corrugando la fronte, mentre in me si diffonde un certo disagio poichè comincio a sentirmi di troppo.

《Ciò che per te sembra inutile forse per me non lo è. Non credi?》continua lei.
Ian strabuzza gli occhi, tuttavia non controbatte. Sembra che la sorella sia una delle poche persone in grado di tenergli testa.

Dopo una pausa infinita, Megan riprende, dopo aver sbuffato, spazientita: 《Abbiamo parlato un sacco. Di come era un tempo, delle stupidaggini che faceva, di come si credeva forte nonostante fosse solo un bambino immaturo, e del fatto che è cambiato...》 afferma lei distogliendo lo sguardo dal fratello, che nel frattempo finge di trattenere una risata sprezzante.

《Cambiato? Quelli come loro non cambiano mai, cazzo.》afferma con tutta la rabbia repressa che gli scorre nelle vene. 《Mai abbassare la guardia.》conclude prima di avvicinarsi alle scale, scompligliandosi i capelli con fare nervoso e dandoci le spalle.

Vuole rifugiarsi in camera sua... Ormai credo di aver afferrato le sue modalità di difesa: lo fa sempre.

La sorella, tuttavia, lo interrompe: 《C'è dell'altro》afferma, guadagnandosi un'occhiataccia da Ian.
Mentre le quattro iridi più verdi che io abbia mai visto si scontrano con prepotenza le une con le altre, percepisco la volontà di farmi piccola piccola per poi scomparire.

《Sono a tutte orecchie.》fa lui riducendo gli occhi a due fessure.

Megan fa un respiro profondo.《Pare si sia iscritto alla Columbia. Ci vedremo spesso, l'anno prossimo》afferma con un tono incerto, ma al tempo stesso minaccioso.

《Oh, perfetto!》sbotta lui, prima di dirigersi al piano di sopra senza considerarmi minimamente.

Megan, nel frattempo, si abbandona completamente sulla sedia evidentemente esausta, dal momento che continua a sbuffare e massaggiarsi le tempie con un'espressione preoccupata.

Stavolta sono io ad avvicinarmi.
Prendo una sedia e la sposto proprio di fronte a lei, prima di acomodarmici.

Le prendo le mani tra le mie e le rivolgo un sorriso, uno di quelli sinceri e spontanei, che spero possano alleviarle almeno un po' quanto sta provando.

Lei ricambia, nonostante tutto. 《Quanto è cocciuto...》fa una linguaccia in direzione delle scale, facendomi scappare una risatina.
《Sta cercando di rimediare. Gliel'ho letto in faccia, Anthea!》esclama scandendo bene ogni singola sillaba, probabilmente con l'intento di convincermi di quanto sta dicendo.

Tuttavia, non ce n'è affatto bisogno.
《Lo so, lo so...》ribatto io, avvolgendola in un abbraccio, mentre nella mia mente si fa strada il ricordo dell'espressione più mortificata che io abbia visto sul volto di Ethan.

○●○●○●
Ehy, ragazze!
Eccomi con un nuovo capitolo.
Scusate se aggiorno con così poca frequenza ma siccome siamo agli sgoccioli della storia è davvero difficile riuscire a raggruppare tutte le idee senza incepparsi.
Spero mi perdoniate...

Ho qualche domandina in serbo per voi, giusto per fare due chiacchiere.
Innanzitutto, vi è piaciuto il capitolo?
Quale è stato il vostro preferito, finora?
E il vostro personaggio preferito?
Cosa vi aspettate dai prossimi capitoli, oppure, cosa vorreste succedesse?

Vi mando un bacione ♡♡♡

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