Capitolo 27
Mi infilo gli stivaletti con il tacco, fortunatamente non troppo alto, che Sheyla mi ha cortesemente prestato, prima di uscire dalla porta di casa.
Non appena la varco, l'aria fredda di Novembre mi sferza la faccia, e scorgiamo in fondo il vialetto la decappottabile di Luke.
Incrocio le dita, sperando che Ian si sia presentato. Lo so, sono una stupida, ma non posso farne a meno, ci spero ancora.
I miei pensieri vengono interrotti dal fischio di Luke, che mi fa sobbalzare, e mi volto di scatto verso la finestra. Se i miei dovessero sapere che sto per salire in macchina con due semi-sconosciuti, diretti in un locale, mi trascinerebbero di forza in camera mia, e mi costringerebbero a rimarci fino a settimana prossima, passandomi sotto la porta un vassoio con piccole porzioni di cibo, quando strettamente necessario.
Fortunatamente Sheyla mi ha invitato a passare la notte da lei, così non dovrò badare ai famosi coprifuoco dei miei. I genitori di Sheyla sono molto più alla mano, probabilmente perchè abituati allo stile di vita dei giovani della nostra cittadina.
Ci avviciniamo con passo felpato verso l'auto, e con estrema delusione noto che i sedili anteriori sono liberi. Me lo aspettavo, voglio dire, chi vogliamo prendere in giro?
E' ora di svegliarsi, di capire come va il mondo.
Le persone si approfittano di te, e se non reagisci una volta, ti usano, ti deridono, ti raccontano frottole. E Ian, finora, me ne ha raccontate.
Mi rifiuto di continuare a pensare a lui, che in questo momento starà... Dio, non voglio nemmeno immaginarlo. Mi sale la nausea,
Il ragazzo con il cappuccio, coperto in aggiunta da una giacca color verde militare, ci fa un cenno col capo, e si sofferma a scrutare Sheyla, che si fionda, sicura di sè come sempre, su uno dei sedili in pelle scura. Dio, spero che Peete, come lo chiama Luke, non faccia l'idiota con lei, stasera.
Luke mette in moto la decappottabile, quando Peete si porta una bottiglia trasparente alla bocca, per poi porgercela.
Riconosco subito l'odore che si sparge nell'aria: vodka. Declino l'offerta, con un cenno del capo, ma Sheyla non si fa alcuno scrupolo, e manda giù un sorso, un sorso troppo lungo.
Le strappo la bottiglia dalle mani, e la restituisco al proprietario, quando noto che Peete è rimasto imbambolato a guardarla, con un sorrisino di sbieco, mentre Luke scoppia a ridere.
Scopro solo ora che sono un fascio di nervi, ma non ne capisco il motivo. Devo rilassarmi, in qualche modo. Quanto mi piacerebbe essere come Sheyla.
Luke aveva ragione, perchè in meno di dieci minuti, ci ritroviamo nel parcheggio del Red Corner, un enorme locale, con grandi vetrate, e da cui fuoriescono fasci di luce, che si alternano di colore.
Scendiamo dalla macchina, quando Luke mi porge la mano per aiutarmi a scendere. Da quando si è trasformato in un gentiluomo? Lo ringrazio con un sorriso.
Peete continua a buttare giù il liquido denso, e ad ogni sorso che gli scorre giù per la gola, fa una smorfia buffissima. Cerco di trattenere una risata, invano.
Il parcheggio trabocca di macchine, di ragazzi con bottiglie di birra in mano, che fischiano ad ogni ragazza seminuda che passa. E non escludono noi, ovviamente.
«Ci si vede, là dentro!», mi urla un ragazzone poggiato sul suo pick-up, scatenando le risa del suo gruppo. Lo fisso con un'espressione schifata, quando Luke mi posa una mano sulla schiena, invitandomi a proseguire.
Entriamo nel locale, che mi sorprendo trovare decisamente carino.
Luci fredde soffuse, una zona bar dove spicca un bancone in metallo con i corrispettivi sgabelli, dei tavoli sparsi qua e là per la sala, e una piccola pista da ballo, ancora semivuota, dove un dj, nella sua postazione su un terrazzino rialzato, propone le canzoni migliori del momento, osservando divertito i primi coraggiosi che si lanciano in balli sfrenati.
Ci sediamo sugli sgabelli del bancone, e mentre attendiamo che il cameriere ci porga i cocktail che abbiamo ordinato, lo osservo sventolare all'aria come un giocoliere bottiglie alcoliche, e lo shaker riempito di ghiaccio. Se io ci provassi, a fare movimenti del genere, in un secondo mi ritroverei inzuppata di un liquido puzzoso e appiccicaticcio.
Peete e Sheyla stanno ridendo di gusto, ma non riesco a comprendere cosa si stanno dicendo per via della musica ad alto volume, quando mi trovo davanti un bicchiere di vetro, contenente una sostanza marroncina, un ombrellino e una cannuccia. Grazioso. Deve essere il mio Coca Malibù.
Ci spostiamo verso un tavolo in legno scuro molto basso, accomodandoci su delle poltroncine morbide, in pelle bianca.
Sorseggio il mio cocktail, che mi sorprendo essere delizioso, mentre chiacchiero con gli altri del più e del meno. Urlo quando la musica si alza ancora di più, per raccontare a Luke del paesino in cui vivevo fino a pochi mesi fa.
Non so spiegare bene il perchè io mi sia trovata in una situazione del genere, ma quello che sto sorseggiando è il terzo cocktail della serata, e la testa inizia ad appesantirsi.
Capisco di non essere l'unica, quando mi accorgo che Sheyla sta cercando di domandare a Peete, biascicando leggermente, il significato del tatuaggio sul suo braccio, sfiorandolo. Una carpa koi.
«E' simbolo di coraggio...», risponde lui, con uno sguardo ammaliante.
Dovrei essere nervosa, perchè il ragazzo sta palesemente flirtando con la mia amica, che ho obbligato a venire stasera nonostante si stia vedendo con un altro. Tuttavia non lo sono, o per lo meno, non eccessivamente, probabilmente grazie a questi deliziosi Coca Malibu.
Sheyla tira un urletto, quando il dj passa una delle canzoni più ascoltate di quest'estate, e mi invita a seguirla in pista, con un cenno della mano. Mi copro il viso con le mani, ridendo, ma quando tutti mi incoraggiano, mi alzo e lei mi trascina con sè.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro