Prologo
Sembrava un venerdì come tanti, Chris era rintanato nella sua stanza il cui aspetto sembrava la camera di un'aspirante rock star. Caotica e semibuia con chitarre elettriche appese alle pareti e spartiti a coprire ogni superficie piana presente, sintetizzatori e tre computer portatili. In bilico l'uno sopra l'altro pile di quaderni gonfi di foglietti scritti con una calligrafia orribile testi di canzoni. Dita frenetiche lavoravano senza sosta, digitava sul computer con meticolosa attenzione, vagliando da un file all'altro mentre cercava di finire quel collage che nella sua mente da artista aveva preso una forma specifica.
Un piccolo pensiero in regalo a Lily, le vacanze primaverili erano alle porte e a breve sarebbe tornata a casa, due anni di assenza fatti di visite sporadiche durante le festività e le pause estive dal college.
Con la sigaretta stretta tra le labbra Chris osservava orgoglioso in quei frammenti di immagini il volto di sua sorella: una sequenza che si apriva su una bellissima bambina impacciata, l'adolescente dai grandi occhi verdi alle prese coi suoi primi accordi di chitarra alla bellissima donna che stava diventando amante della musica quanto lui. Talmente era perso nei suoi pensieri e dal lavoro svolto da non accorgersi della presenza alle sue spalle.
« Ti ho trovato finalmente! Ti ho chiamato mille volte, perfino al Suburbia non sapevano che fine avessi fatto. Ho pensato di fare un salto a controllare se avessi ancora i postumi, ieri non ci sei andato leggero » sorridendo esasperato Chris terminò il suo lavoro unendo al video preparato la canzone scelta, sapendo quanto Lily l'avrebbe adorata.
« Everlong?» domandò Chester cercando di non mostrarsi troppo interessato.
« Sì, è il primo riff che le ho insegnato, è la sua canzone preferita immagina quanto può avermi stressato per impararla»
« Dolce e diabetico degno di lei» ridacchiò Chester osservando lo schermo con quel sorriso, quello che aveva sempre destinato ai suoi pochi affetti, specie a lei « Scherzo, "Everlong" è un gran pezzo. Ah stasera c'è una festa... tu ci sei? Lily arriva domani, un'ultima notte di baldoria?»
Annuendo distrattamente Chris spense il computer, si era ripromesso di tenere un profilo basso in presenza di sua sorella non voleva dare ulteriori conferme ai loro genitori su quanto potesse essere un pessimo esempio come fratello maggiore, alimentando nuove liti e per la tranquillità di tutti era meglio trasudare buon esempio.
Un solo momento, una sola frazione di secondo e i suoi pensieri per un attimo vacillarono e il solito senso di angoscia che ultimamente reggeva le redini della sua vita, tornò a bussare prepotentemente annodando la gola come fosse stato un cappio di spesso acciaio.
Quasi come se fosse sotto una sorta di incantesimo Chris fissava quella maledetta villa, pensando se fosse il caso di entrare alla festa o girare i tacchi velocemente e tornare a casa a dormire e forse l'indomani mattina si sarebbe pure svegliato a un'orario decente sorprendendo Lily in aeroporto.
Il rumore di un paio di tacchi si avvicinò velocemente riportando il ragazzo alla realtà, alzò lo sguardo incrociandolo con quello della ragazza che si avvicinava a lui sorridendo; i capelli dalle tinte violette erano lasciati sciolti in onde vaporose e le sue forme generose strette in un vestito fucsia che le donava un'aria sexy.
« Non so se entrare spavaldo a fianco di questa meraviglia o tornare a casa e tenerla tutta per me » disse osservando orgoglioso dalla testa ai piedi la sua ragazza.
« Ma che spiritoso! » rispose Lexy simulando una risata e guardandolo con un sopracciglio inarcato come era solita fare quando sparava qualche cazzata e dopo averlo salutato con un bacio a fior di labbra rivolse la sua attenzione a Chester « Ehi stronzo non si saluta più? »
« Ciao strega! » sorrise sghembo Chester dandole una spallata amichevole.
Ridacchiando e con un bel dito medio come risposta Lexy afferrò la mano di Chris mentre i tre si incamminavano verso l'ingresso, sperando di finire la serata in tranquillità e senza i soliti litigi che ultimamente minacciavano la quiete della coppia. Non condivideva gli ultimi acquisti di Chris in fatto di amicizie, specie le loro attività se così si potevano chiamare e concludendo le loro serate spesso in forti discussioni.
A notte inoltrata la festa proseguiva con la sua musica spacca timpani, alcool a fiumi e qualunque tipo di droga, gente che balla fino allo sfinimento, chi gioca a beer pong, chi ne approfitta delle camere al piano di sopra dove l'indomani si sarebbe pentito o addirittura scordato l'avventurosa nottata e chi occupava la piscina nel giardino dietro la grande villa, i ragazzi ormai chi ubriaco e chi strafatto, erano tutti seduti nei divanetti e sedie in vimini posti antistanti alla piscina discutendo animatamente dove concludere la serata.
« Dai ragazzi, schiodiamo da qua facciamo qualcosa andiamo al parco skate » disse Joe.
« Cosa sei un bambino? No andiamo al Suburbia ci facciamo ancora qualche birra, ascoltiamo musica decente e poi ce ne andiamo a fanculo a dormire » rispose AJ felice della bella mora seduta sulle sue gambe.
« Ma dai, Chris e Chester devono stare praticamente tutti i giorni lì dentro! Ma poi quale bere io sono stanca, dai Chris andiamo a casa » disse Lexy.
« Io propongo di andare da me, stare un po' sul pezzo, buona musica... » propose Ash attirando l'attenzione sia di Chris che di Lexy la quale, non voleva passassero tempo assieme né che andasse a casa sua con gli altri con Liam e Jane. Oltre a non sopportare Jane dato l'interesse mal celato per il suo ragazzo, sapeva cosa succedeva e soprattutto cosa girava a casa di Ash, già aveva beccato Chris in quella situazione più volte litigando sempre più spesso di quella scelta non condivisa da lei di questo suo fidanzato irriconoscibile ultimamente.
« Si perché no è fattibile... » mormorò Chris con lo sguardo perso nel vuoto.
« Chris direi proprio di no! Io sono stanca e domani mattina hai degli impegni lascia perdere andiamo a casa »
« Dai Lexy dammi fiato, stiamo poco se non vuoi venire vai a casa mi fermo mezz'oretta e ti raggiungo, tu Chester che fai? »
« Io passo stasera, domani devo aiutare Mike a portare giù al garage le attrezzature nuove... Dai vattene a dormire, domani almeno non arrivi tardi e non fai la figura del rincoglionito con la sorellina» rise Chester guadagnandosi un' occhiataccia dal suo migliore amico anche se poi provati dall'alcool scoppiarono a ridere cosa che fece imbestialire di più Lexy che inviperita scattò.
« Mezz'oretta un cazzo! L'ultima volta ti sei presentato a casa direttamente il giorno dopo! Ti pare? Cosa sto a fare da te allora?! Chris, io me ne sto andando se non vieni con me hai chiuso sappilo! »
Un silenzio imbarazzante scese sul gruppo come ultimamente succedeva spesso quando uscivano insieme, Chris tenne lo sguardo sulle sue scarpe come se fossero diventate la cosa più interessante della serata, ma ciò non impedì Lexy di fissarlo in modo torvo mentre Ash ridacchiava cercando di celarlo con un colpo di tosse.
« Senti un po' Lexy, già non devo più rendere conto ai miei genitori e non vedo perché devo fare come vuoi tu! Non sono il tuo cane non mi comandi a bacchetta, né un bambino da mettere in punizione, faccio quello che cazzo voglio e se non ti sta bene vattene a fanculo dove devi andare, anzi andate a fanculo tutti! Dai su forza ragazzi andiamo che mi sono già rotto i coglioni! » rispose Chris mentre in uno scatto si alzava facendo cadere la sedia per la troppa foga del movimento, andandosene via con Ash, Liam e Jane, lasciando i ragazzi increduli e una Lexy in lacrime sconvolta davanti a questo Chris a lei estraneo.
Chester trovava strano ciò che era appena successo, non era da lui scattare cosi specialmente nei confronti di Lexy, ma sapeva anche che ultimamente il suo amico era parecchio scostante e nervoso ma a chi è che non capita di essere stressati? Lui stesso quando gli partivano i nervi era capace di distruggere un' intera stanza!
« Forza tesoro ti accompagno io a casa, lascialo stare evidentemente stasera gli prude il culo! Domani sarà sobrio e dopo esser andato da lui a fargli il culo, specialmente per come ti ha trattata, lo spedisco da te! Stasera possiamo fare ben poco » disse cingendo le spalle della ragazza ancora in lacrime che si limitò solo ad annuire tirando su col naso.
Un veloce cambio di programma e i ragazzi si ritrovarono a casa di Chris, sapeva che per l'ennesima volta stava facendo una cazzata e l'alcool stava ragionando per lui, dentro di sé si sentiva in colpa per Lexy ma ultimamente le ombre erano troppe la tristezza regnava padrona in lui. Nessuno sapeva della sua lotta interiore per quello Ash era indispensabile, era sbagliato ma gli dava da dimenticare... Dimenticare questa famiglia cosi severa e piena di apparenze, questa famiglia andata alla deriva dopo la perdita di sua madre, dove il lusso e i soldi sostituivano l'affetto. si sentiva sbagliato e viveva con il pensiero perenne di essere un fallito agli occhi degli altri specialmente a quelli del padre e la paura che Lily e Lexy scoprissero i suoi scheletri nell'armadio era troppa.
Il tavolino della sala era cosparso da bottiglie di alcolici, pastiglie e cocaina mentre i quattro ragazzi erano stravaccati sul divano, troppo appesantiti da questo mix chimico.
Tranne Jane seduta, anzi spalmata praticamente su Chris accarezzandogli il petto e lasciandogli baci umidi sul collo, ultimamente accadeva spesso che riuscisse a rubargli qualche bacio quando era fatto il suo corpo reagiva in un modo e la mente in un altro, altrimenti non l'avrebbe mai toccata con un dito, portava solo guai con la sua meschinità e nonostante tutto quel poco contatto che c'era stato tra loro in momenti di incoscienza si andava ad aggiungere ad altri pesi di coscienza che lo schiacciavano sempre di più anche sema il suo cuore non ne voleva sapere di appartenerle.
« Cazzo Ash questa roba è proprio il massimo! Che trip ragazzi! » disse ridendo Liam.
« Sì Liam e il trip sta scendendo quindi vuol dire che il letto chiama dai, sgomma da quel divano che ce ne andiamo »
« Ok... ragazzi... non scordatevi la piovra » biascicò Chris.
« Sembra stia bene dove sta, poi neanche si regge in piedi mollala sul divano che ti frega » rispose Ash trascinandosi l'amico dietro e lasciandoli da soli nel silenzio di quell'appartamento avvolto da luci soffuse.
Quando Chris aprì gli occhi era mattino presto, la nausea e un senso di paranoia, paura e confusione lottavano nella sua testa. Si divincolò dalla ragazza profondamente addormentata da tutto quel mix di droghe e si avviò barcollante in bagno.
La luce tremolante della specchiera del bagno creava maschere grottesche sul suo volto. Osservava i suoi mossi capelli scuri, spenti e schiacciati alla faccia dal sudore, le pupille dei suoi occhi sembravano spilli e i brividi attraversavano il suo corpo. Mille pensieri si attanagliavano dentro quella testa annebbiata, si sentiva in colpa per non essere un damerino in giacca e cravatta come suo padre, aveva provato ma non faceva parte di lui che amava la musica come l'aveva amata suo padre da giovane per quello credeva che lo avrebbe accettato lo stesso ed amato di più, essendo lo specchio di ciò che era stato lui. In colpa per tutte le cazzate e il suo essere un bambinone non sempre responsabile, credendo che allontanassero sua sorella per le stupidate che si commettono da ragazzini le quali ogni genitore avrebbe fatto solo una ramanzina, una piccola punizione, avendone fatte loro per primi. Ma non loro che alla parola "scandalo" andavano in iperventilazione. In colpa per non essere un fidanzato all'altezza per Lexy e non darle stabilità essendo il primo a non esserlo, in colpa per paura che se sua madre fosse ancora viva magari sarebbe stato una delusione anche per lei.
Corse il sala prese il telefono era deciso aveva bisogno di aiuto...
« Ehi dolcezza... » deglutì rumorosamente prima di prendere un profondo respiro, Devo calmarmi cazzo pensó Chhris « Il telefono è spento, sono qua da solo e che credo di aver bisogno... » il cuore cominció a pompare così in fretta che quasi lo sentì schizzare fuori dal petto, il rumore dei battiti accelerati e dei respiri affannosi componevano una tetra melodia. La paura diventó talmente palpabile da essere costretto a conficcarsi le unghie nei palmi « Niente non preoccuparti ne parliamo domani» riattaccò riluttante il telefono.
Non poteva e non voleva dare preoccupazione a sua sorella quindi chiuse la telefonata e spense il telefono, no niente delusioni per Lily.
Tutto ciò lo schiacciava sempre di più finché nella sua testa si spense qualcosa, aprì l'acqua per riempire la vasca e ritornò in salotto, prese i barbiturici sul tavolo da una manciata ne aggiunse altre cinque o sei pastiglie, tornò in bagno e staccò la lametta del suo rasoio dopo di che si immerse in acqua decidendo che non avrebbe più deluso nessuno.
Appoggiando la testa al bordo della vasca sussurrò « Game over Chris... »
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