3.11
Flashback
Ultima notte ad Hogwarts.
Il pomeriggio era trascorso tranquillo.
Megan era un po' triste, perché a settembre avrebbe cominciato il sesto anno senza Lily, Sirius, James e Remus.
La mancanza di Lily sarebbe stata la più lancinante.
Megan aveva iniziato il suo cammino ad Hogwarts con lei.
«Verremo a casa tua! Ricordi? Domani ci vengono a prendere i tuoi alla stazione. E poi James e Sirius ci raggiungeranno dopodomani. Remus domani sera.»
Megan sorrise e prese la mano a Lily.
«Ho iniziato tutto con te...con te e...Severus.»
Lily deglutì a fatica, abbassando gli occhi.
«Ha salvato Remus. E ci ha tenute nascoste...»
«Eppure è uno di loro.»
Megan rimase a fissare gli occhi verdi dall'amica: pieni di lacrime.
«Lily, non azzardarti a piangere!»
«Sirius.»
«Che ha fatto adesso?»
«No, intendo, guarda Sirius!» Lily indicò il ragazzo che era poggiato al muro, e stava discutendo animatamente con una donna dai capelli rossi, con in braccio due bambini, molto piccoli.
A un certo punto Sirius prese tra le braccia uno dei gemelli e sorrise.
Megan guardò la scena con un'espressione stupefatta.
«Lei è Molly Weasley.»sorrise Lily sventolando la mano in direzione della donna, che ricambiò il saluto.
«LILY! LILY CARA! Vieni qui!»la donna chiamò e Lily portò Megan con sé.
Molly era alta quasi quanto Megan, nonostante fosse un po' rotondetta era una bella donna.
«Lily, non hai idea! Cosa mi fanno passare questi due! Stavo giusto discutendo con Sirius...non ho ancora scelto il nome di uno dei gemelli.»spiegò Molly sorridendo.
Sirius cullava un bambino di pochi mesi.
«Ho sentito cos'è successo giorni fa... Arthur è andato da Silente per discutere dell'accaduto e l'ho seguito, volevo far vedere i bambini a questo giovanotto! Dopotutto è di famiglia.»
Cosa diavolo significava?
Perché Sirius era di famiglia?
«Sai, siamo lontani cugini.»disse Molly come se avesse letto nella mente di Megan.
«Chiamalo Fred.»sbottò Sirius guardando Molly.
«Fred?»
«Come Freddie Mercury.»rispose il ragazzo.
«E chi è? Uno importante?»chiese la donna confusa.
«Altroché. Hey! Mi ha stretto il dito!Questi bambini saranno dei monelli assurdi, fidati!»
«Povera me! Se fossero figli tuoi fuggiresti! Hanno solo pochi mesi e già fanno marachelle! Fanno pipì ovunque, tranne che nel pannolino! Lanciano via il biberon!! E comunque Fred mi piace!»
«Molly, lei è Megan!»intervenne Lily, prendendo il braccio dell'amica.
«Oh, tu sei la figlia di Ariana Gold?
Ho sentito parlare di te. Ti dispiace tenermi George?»Molly porse l'altro bambino a Megan, che incerta e un po' goffa lo prese tra le braccia.
«Sapete che voi due sareste degli ottimi genitori? Io vado a recuperare mio marito. Lily, cara, guardali un po'!»
Sirius diventò leggermente rosso, Megan era più rossa dei capelli di Lily.
L'idea di avere un figlio con Sirius... loro non avevano neanche fatto l'amore...
Lily stava per mettersi a ridere.
«Oh Godric, Felpato e piccola Gold... sono diventato zio?»James arrivò di fianco a Lily, guardando la scena divertito.
Megan guardò Sirius sorridente, mentre Sirius scoccò un'occhiata a James.
«Ti pare? Io e i bambini?»esclamò Sirius divertito.
Megan distolse lo sguardo, concentrandosi sul piccolo George, che pareva le sorridesse.
Lily capì subito che l'amica era rimasta male a causa dell'affermazione di Sirius.
«A me non dispiacerebbe, sai?»sussurrò James accarezzando la testa di Fred.
«D-Davvero? Non me l'aspettavo.»commentò Lily arrossendo.
«Sempre questo tono sorpreso, Evans.»
Megan guardò nuovamente Sirius che cullava Fred: una dolcezza infinita.
Dopo che i gemelli furono andati via assieme ai loro genitori, Megan e Remus si incontrarono per caso in biblioteca.
«Che ci fai qui?»sorrise Megan scorgendolo dietro una pila di libri.
«Sto mettendo a posto i volumi che ho preso in prestito per gli esami. Tu?»
Megan osservò gli scaffali, i volumi enormi, si concentrò sull'odore di pergamena e di libri. Memorizzò la figura di Remus, in quel posto, con lei.
«Mi mancherà stare in biblioteca, con te.»
Remus si lasciò sfuggire un libro che gli cadde sul piede.
«Dici sul serio?»
Megan annuì, e alcune lacrime iniziarono a scendere sul suo viso candido.
Remus non raccolse subito il libro: si precipitò ad abbracciare Megan.
I due si strinsero così forte che a entrambi parve di spaccarsi.
«Ti voglio bene.»sussurrò Remus.
'Ti amo' avrebbe voluto dirle.
«Ti voglio bene anch'io.»rispose Megan accarezzando i capelli del ragazzo.
«Non piangere. Possiamo sempre leggere insieme qualche volta. E tu e Lily potrete mandarvi gli sguardi come farebbero "due amanti in una libreria", mentre io cercherò di decifrare la vostra espressione.»
Megan rise tra le lacrime staccandosi da Remus, che si sforzava di non scoppiare in lacrime a sua volta.
«Come va con Marlene?»domandò Megan asciugandosi le lacrime.
Remus ebbe un tuffo al cuore.
«Non va.»
L'aveva lasciata subito dopo essersi ricordato cos'era successo.
«Non siamo compatibili, ecco tutto.»
«Ora posso dirtelo: non mi piaceva per niente, non era quella giusta per te.
Tu hai bisogno di qualcuno che sia come una ventata d'aria fresca. Non so se mi spiego, qualcuno che ti travolga e confonda le tue emozioni. Hai bisogno di un tornado di colori. Chiaramente Marlene non lo è.»
"Sei tu."pensò Remus guardandola negli occhi.
«Che ne dici se ti aiuto a mettere a posto e poi raggiungiamo gli altri nel parco?»
Remus annuì.
Sirius non riusciva a togliersi dalla mente ciò che aveva detto Molly a lui e a Megan.
"Bravi genitori"
«Il fatto di avere figli con me lo ha spaventato.»disse Megan a Lily.
Sirius stava origliando la loro conversazione, accostandosi alla porta di una classe.
«Non credo fosse una cosa contro di te, penso che lo spaventi il fatto di avere dei figli in generale.»
«Siamo ancora giovani...dopotutto»convenne Megan.«Però in futuro? Vorrà avere dei figli? Insomma, e io? Li vorrò?»
«Sono sicura che è tutta questione di tempo. Le cose andranno al loro posto.»
Sirius si morse il labbro, e decise di entrare.
«Ragazze, la cena è quasi pronta.»disse sorridente.
Lily si alzò, fece un segno a Megan, che aveva le braccia poggiate sul banco.
«Andate, vi raggiungo più tardi.»mormorò Megan.
Lily uscì dalla classe lasciandola da sola con Sirius.
«Si può sapere che ti prende? Sei stata quasi tutto il pomeriggio in biblioteca, non sei neanche tornata in sala comune, e ora hai una faccia...»
«Come?»scattò Megan, facendo quasi cadere la sedia.
«Beh... sembri contrariata.»
Megan avrebbe voluto prendere Sirius a pugni sul naso, o sui denti.
«Mh... capisco.»Megan avanzò verso la porta.
«È per i bambini. Lo so.»
«Assolutamente no.»Megan scosse la testa ripetutamente. «Andiamo a cena, ho fame, non voglio discutere di questo.»
«E invece devi. Dobbiamo.»
«No, non sei il mio capo. Non sei mio padre, non puoi costringermi a parlarle di questo.»
«E tu non sei mia madre, non puoi darmi ordini.»ribatté Sirius, incrociando le braccia, imitando i gesti di Megan.
«Tu non vuoi dei bambini. E allora?»
«Le cose potrebbero cambiare.»
«Già.»
«Non siamo neanche sposati, Meg. Non abbiamo neanche... hai capito. Dico solo che non è il momento adatto.»
«E se io domani fossi incinta? Cosa faresti?»
Megan non poté rimangiarsi quella frase, ma arrossì.
Sirius quasi inciampò.
«Rispondi.»lo incalzò Megan.
«Beh... prima fatti mettere incinta.»ghignò prendendo Meg per i fianchi.
«Sei così immaturo. Appena ti metto alle strette fai battute. È il tuo modo di sminuire ciò che dico! Ora scusami ma ho davvero fame!»
Megan lo allontanò bruscamente, e uscì sbattendo la porta.
Sirius rimase in quella classe, diede un pugno al banco, e una piccola crepa comparve su di esso.
La cena procedeva in silenzio.
Sirius non si era fatto vedere, e James non osava domandare a Megan dove fosse.
«Ragazzi, cosa sono questi musi lunghi?»chiese Peter prendendo posto accanto a Remus.
«Un po' di malinconia, è il nostro ultimo giorno.»rispose James addentando una carota.
Peter scrollò le spalle e continuò a mangiare lo stufato.
«Se Lily fosse incinta, come la prenderesti?»domandò Megan prendendo tutti alla sprovvista.
James si stava quasi strozzando, e Lily diede una gomitata a Megan, Peter risputò nel piatto il cucchiaio di stufato e Remus per poco non rovesciò il suo succo.
«C-Che vuoi dire?»borbottò James cercando di ricomporsi.
«Quello che ho detto: rispondi.»
«Non sono incinta comunque!»precisò Lily alzando le mani, cercando di tranquillizzare James, che sembrava sul punto di una crisi.
«Prima hai detto che non ti sarebbe dispiaciuto avere dei figli, o lo neghi?»continuò Megan.
«L'ho detto, ma di certo non adesso. Magari tra un paio d'anni.»
«E se Lily fosse incinta ora?»
Lily guardò James inclinando leggermente la testa, James era più calmo.
«Andrei a comprare i pannolini e una tutina.»scrollò le spalle James, addentando un'altra carota.
Lily sorrise.
«Perché questa domanda?»
Lily diede un calcio a James, ma era troppo tardi.
«Chiedilo al tuo amico.»
«Cosa c'entra Remus?»domandò James con il boccone che gli si vedeva tra i denti.
«No, stupido. Non Remus!»
«Peter che hai fatto?»esclamò ingoiando, rischiando nuovamente di affogarsi.
«Spero che vostro figlio erediti il cervello della madre.»mormorò Megan scuotendo la testa.
«Sirius, allora. Che ha combinato?»
«Chiedilo a lui.»ripeté Megan
«Sapete cosa? Non voglio fare domande!»esclamò James.
«Parlando di Sirius...»Remus fece segno a Megan che si stava avvicinando.
Sirius prese posto accanto a James, affettando della carne.
«Felpato, che è successo?»
«E meno male che non volevi fare domande!»lo rimproverò Lily, ma James la ignorò.
Sirius non rispose, si limitò a mangiare, poi guardò Megan che velocemente distolse lo sguardo. Allora parlò.
«Sì, è il mio modo. L'ironia, il sarcasmo. Sono fatto così. Spesso quando le cose che succedono mi sembrano troppo grandi per me faccio battute. Non tutti hanno la risposta pronta. Non voglio sminuirti, o ridicolizzarti.»iniziò Sirius, rivolgendosi alla ragazza, che si alzò e corse fuori.
Sirius la seguì, le prese una mano e la inchiodò al muro.
«Lasciami!»
«Non voglio ferirti, è il mio modo per affrontare le cose.»
Megan smise di dimenarsi, e rimase schiacciata alla parete.
«Siamo così giovani: se tu fossi incinta io non fuggirei, questo è certo. Ma non posso prevedere il futuro: potrei essere un padre cattivo. E questo mi terrorizza. Avere un figlio al momento mi sembra una cosa più grande di me. Perciò scusa se snellisco il tutto con un po' di umorismo.»
Megan osservò gli occhi di Sirius per tutto il tempo.
Si sentì così piccola, in quella posizione: schiacciata alla parete, con la mano di Sirius che le teneva il braccio leggermente in alto.
«Va bene.»mormorò lei.
Sirius la baciò, delicatamente, cingendole i fianchi e staccandola dal muro, poi le palpò il sedere alzandole lentamente la gonna, così da infilare l'altra mano fra le gambe della ragazza.
«Black, Gold, come mai non state cenando?»la professoressa McGranitt era appena uscita dalla Sala Grande.
Megan spinse via Sirius così bruscamente che per poco lui non cadde a terra.
Entrambi si schiarirono la voce .
«Ci scusi, arriviamo.»mormorò Sirius scostandosi i capelli dagli occhi.
«Il professor Silente deve fare un discorso, sbrigatevi, tornate in sala.»l'ombra di un sorriso curvò le labbra della donna.
Sirius scoppiò a ridere seguito da Megan.
«Avresti dovuto vedere la tua faccia! Stavi per metterti a piangere dalla vergogna!»la canzonò Sirius.
«Bel modo di concludere un anno scolastico!»commentò Megan.
«Almeno non mi ha trovato con la lingua-»
«SSH!»Megan premette la mano contro la bocca di Sirius, continuando a ridere.
Il discorso di Silente fu breve, ma commuovente.
«Cari ragazzi, per alcuni questo è stato l'ultimo anno. Purtroppo si è concluso tragicamente... Voglio che voi ricordiate sempre ciò che è successo.
Non fraintendetemi, non voglio che questo vi angosci, ma che vi aiuti a capire la differenza tra bene e male.
Non c'è alcuna giustificazione per le azioni di violenza compiute.
Per i carnefici è più semplice attaccare gli innocenti, e sopratutto i più piccoli, non si fanno scrupoli a rovinare le vite altrui.
E sapete il motivo?
Non conoscono il bene, o non lo distinguono dal male.
Le loro menti non sono state affatturate, semplicemente hanno ceduto a qualcosa di marcio e di nocivo: la sete di potere.
La sete di potere è un istinto.
Noi siamo esseri umani: abbiamo la capacità di dominare gli istinti, siamo razionali, divergiamo perciò dagli animali.
Ma il punto è un altro, infatti non è solo l'essere razionali che ci permette di dominare gli istinti, ma è anche come noi sfruttiamo la nostra razionalità.
Chi non sa usufruirne correttamente, è ignorante... forse paragonabile a una bestia.»
Megan aveva ascoltato tutto, senza fiato, il cuore le batteva forte: assorbì quelle parole e ne fece tesoro, così da imprimerle nel suo cervello.
«Tuttavia, non voglio che ci invadano pensieri tristi, dunque: un brindisi ai caduti, ai feriti e a coloro che hanno sacrificato se stessi (interamente o solo in parte) per aiutare e salvare chi era in difficoltà!»
Albus Silente alzò un calice d'oro, e tutti lo imitarono, tra sorrisi e lacrime.
Gli occhi azzurri del preside scrutarono Megan, e lei sorrise.
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