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.7.

Gee~: Miks

milkyway: Gerard

Gee~: Devo andare a farmi la tinta

Gee~: Vuoi venire?

Gee~: C'è anche Frank

milkyway: Devo sopportare voi due che vi sbaciucchiate e vi mandate a fanculo per "dimostrare il vostro eterno amore"?

Gee~: Puoi portare un amico se vuoi

Gee~: Tipo Ray è libero

milkyway: Ray è sempre libero, Gerard

Gee~: Appunto, è un buon amico, puoi sempre contare su di lui se gli amici ti mollano

milkyway: Gerard, Ray non è la ruota di scorta

Gee~: Aw lo difendi

milkyway: Che?

Gee~: Invita Ray e datti una mossa, stiamo partendo adesso da casa di Frank per venirti a prendere

milkyway: E Ray?

Gee~: Abita due vie più in là, chiamalo e fallo venire lì

milkyway: Ugh, va bene

milkyway: Ma muoviti

Gee~: Certo, guida Frank

milkyway: Allora cerca non finire in ospedale, non ho i soldi per mantenerti

milkyway: E sai com'è fatta la mamma

Gee~: Sì, sì

milkyway: A dopo Gerard

Gee~: Ci vediamo Miks

Mikey ripose il cellulare sul tavolo, stropicciandosi gli occhi. Perché devo sempre pensare a tutto io, disse nella sua testa, rimettendosi a posto gli occhiali e dando un'ultima occhiata al cellulare. Doveva chiamarlo o mandargli un messaggio? Accidenti, non voleva disturbarlo più di tanto, lui già sopportava il fratello con il suo fidanzato la notte quando sentiva le urla provenire dalla camera di Gerard, non sarebbe stato nulla assistere a una loro uscita in coppia (cosa che in realtà non era, ma c'erano entrambi, quindi lo sarebbe diventata).

Alla fine, decise di mandargli un messaggio.

milkyway: Hey Ray

FroFro: Hey Mikey

milkyway: Come stai?

FroFro: Non molto diversamente da come stavo quando ci siamo parlati a mensa

FroFro: Quindi alla grande

FroFro: Tu?

milkyway: Tutto bene

milkyway: Posso chiederti una cosa?

FroFro: Certo, di che hai bisogno?

milkyway: In realtà volevo invitarti a uscire oggi pomeriggio

milkyway: Mio fratello si fa la tinta con Frank e mi ha costretto a venire, ma non voglio vederli baciare tutto il tempo

FroFro: Immagino, dev'essere disgustoso

FroFro: Comunque mi preparo e sono da te ;)

milkyway: è più disgustoso quando senti tuo fratello urlare e pregare il tuo migliore amico di "andare più forte"

FroFro: Povero ragazzo

milkyway: Grazie Ray :)

milkyway: E non preoccuparti, ormai mi ci sono abituato

FroFro: Dieci minuti e sono lì :)

milkyway: Ti aspetto :)

Finì di scrivere il messaggio e si alzò, mettendoselo in tasca. Uscì dalla sua stanza e corse giù per le scale, prendendo un cappotto e aprendo la porta. Non era freddissimo, ma era metà ottobre, aveva bisogno di qualcosa di pesante per non soffrire il freddo. Cominciò a camminare avanti e indietro per il marciapiede, aspettando che arrivasse qualcuno, o il fratello o l'amico.

A dire il vero, sperava che non fosse suo amico. Lui gli voleva molto bene, e voleva essere più di un amico per lui. Molto di più. Solo che non doveva saperlo nessuno, anche se temeva che Frank lo avesse capito. Ha una specie di radar per le relazioni o per capire se a una persona piace un'altra persona. Poi lo diceva a Gerard e si divertivano a realizzare quelle coppie. Era già successo con quelle due ragazze, Jenna e Debby, stava succedendo con la Frangipane e la Martinez, e da quello che aveva capito, sia loro due che Urie stanno cercando di far mettere insieme Wentz e Stump. Una brutta storia, se Dun aveva raccontato la verità.

Non bisognava prenderlo come una spia quel ragazzo, era solo davvero sfortunato ad avere un carattere così timido e riservato, oltre al mutismo selettivo e quel senso di pacifismo e giustizia verso tutti. Se lo colpisci, non si difendeva, né verbalmente, né fisicamente. Spesso interveniva Urie per difenderlo, ma quel giorno non c'era, era andato via prima saltellando fin troppo, e Dun aveva il corso di musica.

Lo stesso corso di musica di Mikey e Gerard, solo che i due fratelli non erano in gruppo insieme. Infatti, il primo era con Dun, Ray e Trohman, mentre il secondo con- ovviamente- Frank, Hurley e un altro tizio che nessuno aveva mai visto. Diceva di chiamarsi Bruye. Nome strano, diceva di venire dall'Asia, anche se non sembrava.

In ogni modo, tornando a Dun, non aveva parlato, come al solito, ma Mikey gli chiese che era successo durante la mensa, e lui glielo scrisse su un foglio. Rispondeva sempre con sincerità a tutti, e così fece con il ragazzo biondo. Lui lo ringraziò, e non lo disturbò fino alla fine del corso.

Fu allora che le cose precipitarono.

Un gruppo di ragazzi cominciarono a prenderlo in giro, spintonarlo e chiamandolo con alcuni nomignoli che nessuno dovrebbe sentire. Fortunatamente, il professore che supervisionava il corso- un certo signor Bennington- li vide e andò in soccorso del ragazzo. Se la cavò con un livido viola vicino all'occhio destro, ma se non fosse intervenuto l'adulto, li avrebbe lasciati continuare.

Mikey pensò ancora a quello successo al compagno, e per poco non si scontrò contro qualcuno, dal gran che era frustrato.

«Ehi, attento.» disse una voce. Il ragazzo alzò lo sguardo per vedere il viso di Ray che lo guardava con un caldo sorriso. «Pensavi a qualcosa di importante?»

Il biondo annuì. «Per Dun.» rispose brevemente, senza entrare nei dettagli. Entrambi sapevano cos'era successo, e com'era quel ragazzo.

L'altro sbuffò. «Dovrebbe seriamente imparare a difendersi.» commentò, scuotendo la testa. «O fidanzarsi con qualcuno in grado di farlo. Tipo quel tale, Joseph.» propose, guardando Mikey con un sorriso beffardo.

«Oh no.» rispose serio il ragazzino, scuotendo la testa e squadrandolo con lo sguardo. «No, no. Non pensarci nemmeno.» aggiunse, alzando il tono di voce e guardandolo sempre più arrabbiato. «Non dirai a mio fratello e la sua dolce metà di provare a mettere insieme altre due persone. Non ho intenzione di sopportare i suoi piani complicati da megalomane che neanche i super criminali nei fumetti che legge di solito moltiplicati per due.»

Il moro alzò le spalle, per poi ridere di gusto. «Prende così seriamente la questione delle coppie?» chiese, continuando a ridere.

«Sembra la sua ragione di vita dopo il fare sesso con Frank.» rispose l'altro, sbuffando. Era chiaro che non fosse a suo agio con l'argomento. L'altro stava per cambiare argomento, ma una macchina nera leggermente malandata si fermò di fronte a loro. Dovevano essere Frank e Gerard, che erano finalmente riusciti ad arrivare.

Infatti, una porta si aprì e uscì un ragazzo bassino e tatuato, che poteva essere soltanto Frank Iero. «Muovetevi, saltate su.» disse soltanto, leggermente scocciato. Quello non era da lui, ma i due ragazzi saltarono in macchina comunque, senza dire una parola. Gerard, seduto al posto del passeggero, guardava fuori dal finestrino, con una mano sulla guancia e uno sguardo disinteressato. Nemmeno quello era da lui.

Frank salì di nuovo in macchina, sbattendo violentemente la portiera, avviando la macchina. Durante il viaggio, nessuno di loro aprì bocca. A un certo punto, però, Mikey vide che il fratello stava usando il cellulare, e ne approfittò per chiedergli cosa stesse succedendo.

milkyway: Gerard, cosa sta succedendo?

Gee: Io e Frank abbiamo litigato

---

Tyler si precipitò giù per le scale, quasi ammazzandosi, per poi uscire in giardino. Anche se erano quasi le cinque, il freddo si faceva già sentire, e Josh si stupì a vedere l'amico in maniche corte. Aspettò che gli si avvicinasse, e gli mandò un messaggio.

Jish: Non hai freddo?

L'altro guardò il telefono, e rise, per poi rispondergli.

tyjo: il mio corpo è al contrario; d'inverno ho caldo e d'estate ho freddo.

Il ragazzo dai capelli blu rise, mettendo via il telefono e indicando la parte opposta della strada, verso una casa. «Vuoi che ti segua fin lì?» chiese l'altro, azzardando una risposta. L'altro annuì velocemente, sorridendo. «Oh, okay, va bene.» aggiunse, felice di non aver detto una cagata.

I due entrarono nella casa, vuota, e salirono le scale, entrando in una stanza da letto che, Tyler pensò, doveva essere quella dell'amico. Poi, ricevette un altro messaggio.

Jish: Sai il linguaggio dei segni?

tyjo: mio zio lo sa, mi ha insegnato un paio di cosette, ma non tante.

Josh allora cominciò a gesticolare, senza sapere davvero come dirgli perché era muto. Così, provò con il mimo. Si mise una mano sul petto, e ripeté l'azione più volte, per far capire all'amico cosa voleva dire. «Okay, tu...» iniziò il moro, cominciando a capire. Poi, l'altro indicò la bocca e fece una "x" con le dita. «Tu non parli...» continuò. Infine, il più basso dei due prese una specie di bambolotto e gli fece prendere a pugni la sua faccia. Tyler sembrava confuso, ma provò a indovinare. «Tu non parli perché altrimenti ti picchiano?» Lui scosse la testa, e fece un gesto con la mano per indicare un tempo passato. Allora, l'amico capì. «Tu non parli perché eri oggetto di bullismo.» disse, con un tono dispiaciuto, mentre l'altro annuì con un mezzo sorriso in viso.

Tyler guardò quel sorriso, e improvvisamente rivide passare davanti alcuni attimi della sua vita. Vide di nuovo suo fratello, dopo tanto tempo che non si era fatto vivo nella sua testa. Era di fianco a Josh, con dei tagli sul viso e sulle braccia, vestito esattamente come se lo ricordava: un maglietta bianca e rossa a maniche corte, un paio di pantaloncini neri e delle scarpe nere malandate. E non era invecchiato di un giorno, come tutti i ricordi che si rispettino. Aveva ancora dodici anni, era alto un metro e cinquanta e i capelli erano ramati. Anche la voce era uguale, dolce e tranquilla, a differenza delle parole che uscivano da essa. "Avevi promesso di starmi sempre vicino, Ty. Ce lo eravamo promessi a vicenda. Dov'eri tu quando mi sono buttato? Dov'eri quando mi prendevano in giro? Dov'eri quando la mamma urlava? Dov'eri quando mi picchiarono? Dov'eri quando Jim venne ucciso di botte? Dov'eri quando la vita lasciò il mio corpo, su quella strada? Sei mai stato vicino a me?"

Lacrime cominciarono a formarsi negli occhi del ragazzo, ma fece quello che poté per non farle scendere lungo le guance. L'amico lo notò, però, e gli si avvicinò, guardandolo negli occhi. e passandogli un foglio.

Stai bene? Vuoi tornare a casa?

No, Josh, scusami. Mi sono ricordato di una persona a cui volevo bene e che ora non c'è più. Aveva problemi simili ai tuoi.

Il ragazzo non esitò ancora, e lo abbracciò. Inizialmente, il moro si irrigidì, non abituato a quel tipo di affetti da parte di un amico. Di solito, o gli davano una pacca sulla spalla oppure lo confortavano con parole neutre, né dolci né aspre. Era la prima volta che un amico si rendeva conto che aveva bisogno di un abbraccio. Così, dopo pochi secondi, si rilassò e ricambiò quella forma affettiva. 

«Mi... Mi dispiace, Josh. Non volevo rattristarti.» si scusò il castano, una volta che si staccarono. Lui scosse la testa, come per dire che non aveva importanza quello adesso. Indicò poi verso uno scaffale, come se volesse che andasse là a vedere cosa c'era. Lui lo fece, e con sua sorpresa trovò una pianola. «Suoni la tastiera?» chiese curioso lui, con un sorriso soffice in volto. Lui scosse la tesa ancora, e indicò poi verso una batteria nell'angolo della stanza. «Suoni la batteria?» Annuì, con un sorriso felice in viso.

Tyler ridacchiò sotto i baffi, accendendo la tastiera e cominciando a suonare un pezzo che Josh non aveva mai sentito. «Suona bene, vero?» chiese il castano, guardando l'amico. Lui annuì, incuriosito da cosa fosse quella melodia. «Sai, sto provando a scrivere canzoni mie. Non è complicato come tutti vogliono farti credere, se hai buon senso e sai scrivere, è divertente.» fece una pausa, consapevole di avere gli occhi marroni dell'altro puntati su di lui. «E ti aiuta a rimanere in vita.» aggiunse, debolmente. A quella frase, Josh gli appoggiò dolcemente una mano sul braccio, con fare rassicurante. 

Dopo quel gesto, i due parlarono (in realtà Tyler parlò, Josh comunicava a scritte e a gesti) e finì per farsi sera. Verso le sette, Tyler se ne andò abbracciando l'amico un'ultima volta e arrivò a casa. Salutò la famiglia, rimase per un po' con i fratelli e poi diede a tutti la buonanotte, ritirandosi in camera. Si buttò sul letto, sfinito, e appoggiò il telefono sul comodino. Si addormentò istantaneamente, e poco dopo il cellulare si accese, rivelando un messaggio.

ryjo: ehi, ty, ti sono mancato?

---

jnnablck: wentz muovi il culo

pepe: cosa vuoi black

jnnablck: vai da patrick stump

jnnablck: aDeSsO

pepe: ma cosa.

jnnablck: oh andiamo, si vede lontano un chilometro che vi piacete

pepe: ma che cazzo

jnnablck: peter kingston lewis wntz iii non costringermi a venire a pestarti

pepe: oh andiamo non ce la faresti mai lol

jnnablck: devo ricordarti la quarta elementare?

pepe: noN ERO PRONTO

jnnablck: sì, certo

jnnablck: continua a ripetertelo

pepe: black, o mi dici che vuoi o ti muto

jnnablck: voglio che tu vada da stump e che gli dica quello che provi per lui

pepe: tu sai cosa provo per lui?

jnnablck: tutta la scuola sa cosa provi per lui, deficiente

pepe: non andrò da patrick

jnnablck: va bene, ti stupro il cane

pepe: nO

pepe: nOn TocCaRmI iL cAnE

jnnablck: allora vai a fare il bravo fidanzatino

jnnablck: e dì a stump come ti senti riguardo a lui

pepe: non ricambierà

jnnablck: [ha inviato una foto]

pepe: mERDA

jnnablck: fa il giro della scuola se non ti muovi

pepe: ... ti odio.

pepe: comunque adesso non posso, sono via con mio padre

jnnablck: bene, allora lo farai domani a scuola

pepe: cristo salvami tu

jnnablck: AHAHAHAHAHAAH

jnnablck: no.

pepe: quanto sei simpatica.

jnnablck: sì, okay, certo

jnnablck: adesso vado a fare la lesbica con debby

pepe: non infastidite tyler

jnnablck: e perché? lui fa il gay con dun

pepe: ... ho un amico etero?

jnnablck: AHAHAHAHAHAHAHAH

jnnablck: you wish.

pepe: cristo ti blocco sul serio.

jnnablck: sei tu l'amico di urie ti ricordo

pepe: ... giusto.

jnnablck: ;)

pepe: comunque buon tour lesbico, black

jnnablck: grazie wentz

jnnablck: buon tour gay con stump a casa sua domani pomeriggio

pepe: jEnNa BlAcK

jnnablck: sì, è il mio nome

pepe: me ne vado

jnnablck: a letto con stump*

pepe: che qualcuno mi aiuti

jnnablck: l'amichetto di stump lo farà tranquillo

pepe: non ho amici normali, ho capito

jnnablck: non c'è di che

jnnablck: ;)

pepe: ... adesso me ne vado, basta

jnnablck: addio wentz

pepe: ciao black

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EH. EHEHEHEHEHEH.

SI STA TRASFORMANDO IN UNA TELENOVELA/DARK/ROBA DEPRIMENTE.

STO COMINCIANDO A PENSARE CHE LE FF JOSHLER E FRERARD SIANO MALEDETTE DA QUALCHE ENTITA' SOPRANNATURALE CHE LE FA DIVENTARE DEPRIMENTI ALL'ISTANTE OKOK.

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