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54. take me home

Apro gli occhi di colpo quando sento il rumore del vetro che si infrange contro il suono, seguito da una sonora imprecazione in tedesco. Non appena sento il suono della voce di Sebastian chiudo di nuovo gli occhi e abbraccio il suo cuscino. 


A-ti è caduto un bicchiere? 


Gli chiedo con ancora gli occhi chiusi e la voce impastata dal sonno e non li apro neanche quando sento i suoi passi farsi sempre più vicini.
Il materasso si curva appena sotto il suo peso non appena si siede dalla sua parte del letto mentre io decido di aprire gli occhi solo quando mi scocca un bacio sulla guancia.
S-no era una tazza. 


Mi risponde prima di prendere il vassoio che aveva appoggiato sul comodino con la colazione che ha preparato per me e io non posso che sorridere per il suo gesto premuroso.


A-addirittura la colazione a letto, Vettel. Perché hai iniziato solo ora, potevi farlo già a nove anni. Avrei sicuramente apprezzato.


Gli chiedo prima di addentare il mio panino alla Nutella che come sempre è poco farcito. Lui si sdraia sul lato per guardarmi ma prima si sistema il cuscino tra le braccia.


S-perché a nove anni non avevo ancora realizzato che mi piacessi.


Mi risponde prima di prendere una ciocca dei miei capelli e iniziare a arricciarla intorno al suo dito indice.


A-e ora lo avresti realizzato?


Lui si solleva dal letto solo per farmi un bacio leggero sul naso che mi fa starnutire con poca eleganza. Lui non trattiene le risate e il suo riso genera il mio disappunto, mi da fastidio che rida di me ma mi è mancata così tanto la sua risata che mi ritrovo a seguirlo poco dopo.


S-direi di sì.


Mi dice prima di avvicinarsi a me è iniziare a baciarmi il collo il modo sensuale. La mano che regge il panino rimane sospesa a mezz'aria mentre l'altra si sposta sulla sua nuca, per giocare con i suoi ricci e per incoraggiarlo a proseguire quella lenta tortura. Solo quando bacia un punto particolarmente sensibile dietro l'orecchio, perdo completamente il controllo e la mia fetta cade sulla maglia che Sebastian mi aveva gentilmente prestato la sera prima lasciando una macchia appiccicosa proprio sopra il seno.


Mi metto a sedere è cerco di smacchiare la maglia con il tovagliolo, generando il disappunto di Sebastian che si sbarazza del vassoio, poggiandolo sul pavimento, e mi sovrasta con il suo corpo caldo.


Mi sfiora appena il petto per prendere una punta di cioccolato prima di passarmelo sulle labbra delicatamente. Non mi guarda negli occhi solo perché è focalizzato sulle mie labbra ed è un peccato perché li vedrebbe ardenti. Lecco tutto il cioccolato con cui mi ha sporcato la bocca prima di accogliere in bocca il suo dito dal quale succhio il rimanente. Basta uno sguardo prima che ricominci a baciarmi il collo e scenda velocemente verso il seno dove lecca veracemente il cioccolato dalla maglia, stimolando i miei capezzoli attraverso il tessuto e solo quando e abbastanza soddisfatto me la sfila. La sua segue la stessa sorte poco dopo esponendo il suo fisico scolpito da anni di allenamenti. Mi sollevo quel tanto che basta per baciargli il petto e la sua espressione assorta diventa un sorriso intrigato quando gli mordicchio il capezzolo in modo giocoso.


Non scherziamo più quando, dopo esserci disfatti dei pochi vestiti che ci coprivano, Sebastian entra in me con una spinta decisa che mi fa inarcare la schiena e urlare il suo nome.


S-mi piace quando urli il mio nome mentre godi.


Mi dice tra i gemiti prima di afferrare la mia coscia destra per avere un maggior grip sul mio corpo.


A-sentiti libero di urlare il mio.


Gli rispondo conficcando le unghie nella sua schiena per sentirtelo ancora più vicino, più reale, più mio.


C'è odore di sesso nella stanza quando, dopo aver finito l'amplesso bevo il tè che Sebastian mi aveva preparato un'ora prima è che avrei potuto bere caldo se non avessi interrotto la mia colazione per fare l'amore con lui.


S-lo sai che sento il liquido che arriva al tuo stomaco?


Mi dice Sebastian che è abbracciato al mio corpo e preme la testa contro la mia pancia.


A-sai che avrei potuto berlo caldo se tu non mi fossi saltato addosso?


Gli rispondo finendo il mio tè e appoggiando la tazza comodino. La sua barba accennata mi fa il solletico mentre lui ride leggero prima di lasciarmi un bacio vicino all'ombelico.


S-non mi sembra che ti sia dispiaciuto.


Sento le sue labbra scendere lentamente e per quanto non mi dispiacerebbe rimanere tutto il giorno a letto con lui, preferisco fermarlo questa volta.


A-ma sembra che tu stia sviluppando dipendenza.


Gli rispondo e nonostante le sue lamentele mi alzo dal letto e riprendo i miei vestiti che però avrebbero bisogno di un lavaggio per essere rimessi, pertanto mi dirigo verso l'armadio di Sebastian dove prendo i primi vestiti che trovo e li indosso.


S-stai bene con i miei vestiti addosso.


Mi volto verso il mio ragazzo che è ancora sdraiato a pancia in giù, nudo e bellissimo.


A-grazie teso ma non mi dispiacerebbe indossare i miei ogni tanto.


Prendo la mia borsa e mi riavvicina al letto solo per lasciargli un bacio a fior labbra.


S-dove stai andando?


Mi chiede guardandomi sospettoso prima di alzarsi e vestirsi a sua volta.


A-e casa a prendere un po' di vestiti. Non mi fido a lasciarti solo ma non posso continuare a indossare solo i tuoi vestiti.


La mia risposta lo tranquillizza immediatamente, dal momento che le sue spalle si rilassano e il suo solito sorriso torna a illuminarmi il volto.


S-ti accompagno.


Mi dice prima di prendermi la mano e condurmi verso garage dove una vasta collezione di automobili mi fa brillare gli occhi. Mi apre la portiera della sua infinity e sale sul lato del guidatore.



Non appena le sue mani stringono il volante, diventa pallido all'improvviso e il sudore gli imperla la fronte; anche lo sguardo è lontano mentre il cervello gli propone flashback di incubi ancora troppo vividi.


Noto il gelo che si è diffuso nell'abitacolo e gli sfioro la mano troppo preoccupata per fare qualcosa di più drastico. Il calore delle mie mani ha un effetto rigenerante su Sebastian che sconfigge il panico che lo stava assalendo. Mi guarda con occhi tristi prima di scoppiare a piangere appoggiando la testa contro il volante.


Di solito il pianto è visto come una cosa negativa, da nascondere e fare in privato. Viene associato ai bambini capricciosi o alle femmine che non sono in grado di gestire le proprie emozioni e vengono sopraffatte. Ma piangere è estremamente utile, serve a liberarsi del peso delle proprie emozioni e a riconoscere i problemi.


Non appena Sebastian scoppia a piangere, io gli accarezzo i capelli e lo abbraccio più stretto che posso e solo quando inizia a calmarsi gli do dei baci sulla fronte sudata.


S-non ce la faccio, Ari. Non riesco a guidare.


Mi dice all'improvviso fra i gemiti, nascondendo il viso nella mia spalla.


A-Seb ma è normale, sei uscito dell'ospedale una manciata di giorni fa.


Lo rassicuro accarezzandogli io capelli e mi sorprendo quando alza la testa all'improvviso e mi guarda con i suoi occhi gelidi.




S-sono giorni che non ti alleni. Ti sto distraendo. Sono un disastro: distraggo la ragazza che amo dal proprio lavoro e non tornerò mai a guidare perché sono terrorizzato da ciò che per tutta la vita è stata la mia unica passione.


A-sebastian non succede niente se mi prendo una pausa di qualche giorno. Ho provato a concentrarmi esclusivamente sulle gare, ma mi ha portata a perdere me stessa e i miei stessi ideali. Perché non provi a vedere un mental coach? Sono sicura che tu debba solo aprirti con qualcuno.


So per certo che Sebastian sia una persona emotiva e che le sue ferite sono molto più profonde del taglio che ha sul braccio, per questo sono convinta che l'aiuto di un esperto possa aiutarlo a superare i suoi traumi.


S-Ari, so che non sono il meglio. Non penso neanche che tornerò mai a guidare e io non ho più idea di chi io sia, ma per favore non abbandonarmi anche te.


Mi implora, prendendo il mio viso tra le mani e fissandomi con i suoi enormi occhi blu bagnati dalle stesse lacrime che gli rigano le guance. Gli bacio il viso leggera e lo stringo più forte fra le mie braccia.


A-ho lottato tanto per essere qui, principalmente contro me stessa perché non riuscivo ad accettare il mio amore per te e lotterò con tutti quelli che lo ostacoleranno, anche contro le tue paure. So che ne uscirai, so che sei forte, ma mentre lotterai contro i tuoi fantasmi io ti guarderò le spalle.

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Bene, chi come me si è annoiato ed è stanco di tutto questo fluff?

Sarete lieti di scoprire che dal prossimo capitolo tornano i drammi e i litigi, so che di solito non faccio spoiler ma mi sembrava giusto attirarvi un po' a leggere ciò che succederà fra poco. 


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