37.I'll be there for you
Le lacrime scorrono veloci sulle mie guance quando chiudo la porta della mia camera, estraniandomi un'altra volta dal mondo.
Ho fatto sesso con Lewis Hamilton.
Ho perso tutto quello che di più caro avevo: la dignità, la moralità e Sebastian.
Sono diventata una delle tante e non riesco ad accettare il fatto di essermi persa.
Ho perso la gara, ho perso la sfida con Lewis e ho perso la mia battaglia personale.
E ora sono seduta per terra, il vestito sgualcito come prova di cosa è successo questa notte, vuota dentro e vuota fuori.
Perché questa è la differenza tra l'amore e il sesso: l'amore riempie e il sesso svuota.
Cerco di asciugarmi lacrime quando sento bussare alla porta e fingo il mio migliore sorriso quando vedo che è Daniel.
A-ehi Dan che ci fai qui?
Chiedo, mascherando la voragine che sento nel petto, ma lui ormai ha imparato a conoscermi troppo bene e gli serve solo mezz'occhiata per capire che no, non va tutto bene. Così, entra nella mia stanza come se fosse la sua e mi abbraccia stretta prima ancora di chiedermi cosa è successo.
Nascondo il viso contro il suo collo e per un momento mi concedo il lusso di sentirmi al sicuro, cullata fra le sue braccia mi sento tranquilla.
Mi sento una bambina quando scoppio a piangere per l'ennesima volta è gli inumidisco la maglia con le mie stesse lacrime. Lui, però, non ride di me, ma anzi mi stringe a se con più forza e mi lascia dei dolci baci sui capelli.
A-ho fatto una cazzate.
Gli confesso dopo aver finito le lacrime da piangere.
D-non so perché, ma me lo aspettavo.
Mi risponde Daniel riuscendo a strapparmi un sorriso.
D-ieri ho visto che hai bevuto troppo e volevo portarti in hotel prima che combinassi qualche guaio, ho paura di essere arrivato tardi.
D-che hai combinato?
Mi chiede infine Daniel prendendomi la mano e iniziando ad accarezzarmi il palmo con il pollice.
Guardo confusa le nostre mani intrecciate e per un secondo mi viene il dubbio che Daniel possa vedermi non come una semplice amica, ma poi lo guardo negli occhi e il suo sorriso mi tranquillizza immediatamente.
Gli amici si tengono per mano, no?
D-andiamo, sono il tuo amico Daniel. Lo so mantenere un segreto.
A-ho fatto sesso con Lewis Hamilton.
Gli dico comprendono gli occhi con mani per non vedere il suo sguardo deluso.
Daniel si alza dal mio letto come se la coperta avesse preso fuoco e inizia a camminare per la stanza.
Lo guardo per un momento e rimango molto sorpresa quando noto che non c'è traccia di delusione nel suo sguardo, solo tanta rabbia.
D-perché?
Mi chiede dopo aver percorso quelli che sembrano kilometri andando su e giù sul mio tappeto.
A-non lo so. Ero ubriaca, sola e triste in un locale di notte. Non mi ricordo nulla, so solo che amavo sentire i suoi capelli ricci tra le dita.
Gli confesso cercando di mantenere un minimo di autocontrollo per non scoppiare a piangere di nuovo.
Lui mi guarda per la prima volta dopo la mia confessione e si passa una mano tra i capelli ricci.
D-cosa hai intenzione di fare ora?
A-non ne ho idea
Gli rispondo lasciandomi cadere di schiena sul letto e nascondendo la faccia dietro al cuscino.
A-tu non torni in Australia dai tuoi genitori?
Chiedo provando a cambiare discorso perché ho un bisogno psicofisico di smettere di pensare a Lewis.
D-si ho l'aereo tra qualche giorno, ma prima di partire dovevo venire a vedere come stavi.
A-perché?
Chiedo sinceramente curiosa.
D-perché non posso andare dall'altra parte del mondo e lasciarti da sola se non sono sicuro che tu stia bene. E tu non stai bene per niente.
A-non ci pensare nemmeno. Non ti impedirò di andare dalla tua famiglia durante la pausa estiva.
Non sono una bambina e non ho bisogno di una babysitter, eppure l'idea di rimanere vicina a Daniel durante questo mese mi tranquillizza molto.
D-e quando ho detto che non sarei andato?
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Sono tesa come la corda di un violino mentre mi sistemo la gonna a ruota azzurra una volta preso posto sul nostro aereo di linea.
D-ma stai tranquilla.
A-certo, mi sto solo imbucando a casa di sconosciuti che volevano solo passare un mese con loro figlio. Non gli ho neanche portato nulla, come faccio a stare tranquilla?
D-siamo italiani, gli piacerai sicuramente
Mi dice Daniel, seduto al mio fianco, circondandomi le spalle con il braccio e mostrandomi il suo solito sorriso mentre io lo guardo dubbiosa.
D-Facciamo così: tu ora ti metti le cuffie, ascolti un po' di musica, ti rilassi e realizzi che andrà tutto bene.
Cerca di convincermi porgendomi una cuffietta che prendo volentieri.
Mentre le note di wonderwall ovattano i miei pensieri sento le palpebre farsi sempre più pesanti.
Il braccio di Daniel è ancora intorno alle mie spalle quando mi risveglio a causa dell'atterraggio dell'aereo.
Alzo impercettibilmente la testa e noto che nel sonno ho appoggiato la testa contro la sua spalla e lui ha appoggiato la testa contro la mia.
Vorrei non arrossire e non provare quella fastidiosa sensazione nello stomaco ma, in questo momento di serenità, Daniel è veramente un bel ragazzo e io mi concedo il lusso di guardarlo mentre è addormentato.
Purtroppo lui si sveglia proprio mentre io ero impegnata a osservare ogni dettaglio sul suo viso. Cerco di evitare di arrossire e dissimulo l'ennesima figuraccia della giornata ostentando sicurezza.
A-buongiorno Daniel, dormito bene?
Lui si stropiccia gli occhi e si concede un piccolo sbadiglio prima di mettermi finalmente a fuoco.
D-si molto, la mia spalla è comoda?
Mi chiede con un sorriso malizioso mentre mi accarezza impercettibilmente il braccio.
A-si molto. È parecchio morbida, si vede che fai meno palestra di altri.
Gli dico alludendo a Sebastian e Lewis per farlo uscire di festa. Se vuole prendermi in giro sono pronta a difendermi.
D-ah si? Beh sono felice che siano morbide se questo vuol dire che le ragazze più belle ci si addormentano.
Colpita e affondata.
A-ero solo tanto stanca.
Cerco di giustificarmi mentre lui ride del mio imbarazzo.
D-non ti preoccupare Annie, le mie spalle sono sempre pronte ad ospitarti.
A-grazie Daniel lo terrò a mente.
Dopo aver preso le valigie Daniel mi conduce verso l'uscita dell'aeroporto dove un uomo alto, riccio e con qualche riga intorno alle labbra ci aspetta con un enorme sorriso a illuminargli il viso.
J-Non l'hai descritta abbastanza bene figliolo.
D-l'ho direttamente portata a casa in modo che la vedessi di persona, papà.
J-tu devi essere Arianna, Daniel ci ha parlato tantissimo di te.
Io gli stringo la mano e cerco di sembrare rilassata e sicura di me quando invece vorrei sprofondare.
A-spero vi abbia detto solo le cose belle allora.
Dico facendo una risata leggera per alleggerire la tensione, anche se probabilmente sono l'unica a essere tesa.
J-solo le cose che gli piacciono e che meritano di essere raccontate.
Mi risponde Joseph in italiano facendomi occhiolino.
La madre di Daniel la conosco solo quando saliamo sulla Range Rover nera che ci aspetta fuori dall'aereoporto, la donna è al volante con i ricci rossi legati da una bandana rossa anch'essa.
La donna si gira verso il sedile posteriore dove sono seduta r mi studia da dietro le sue lenti scure prima di porgermi la mano.
G- bella proprio come diceva Daniel. Piacere sono Grace, la mamma dell'energumero che hai scelto.
A-piacere Arianna, grazie mille dell'ospitalità e scusate per il disturbo. So che non era previsto il mio arrivo e mi spiace di avere rovinato le vostre vacanze.
Daniel mi sfiora la mano sul sedile posteriore mentre i suoi genitori, dopo avermi osservato per qualche secondo, si lasciano andare a una risata contagiosa.
G-non disturbi assolutamente cara, volevano conoscerti da tempo e non sai quanto sarà felice la nonna di incontrarti finalmente.
La dolcezza con cui mi parlano di colpisce molto ma allo stesso tempo la loro voglia di conoscermi mi sembra un po' esagerata.
Mi giro per incontrare lo sguardo di Daniel che però è perso a contemplare le scogliere dove è cresciuto e le spiagge che lo hanno visto diventare un uomo.
E concentrandomi sul profilo regolate del suo volto mi rilasso e mi convinco che, finché avrò lui al mio fianco sarò tranquilla.
Grace entra nel cancello di una villetta bianca con un enorme giardino e non appena apro la portiera della macchina sento lo sciabordio delle onde e l'odore della salsedine.
Seduta sulla panchina nel patio della casa c'è una signora anziana che riconosco subito essere la nonna di Daniel perché ha le stesse labbra carnose e lo stesso naso Aquilino. Mi viene subito incontro ignorando completamente suo nipote e abbracciandomi forte.
N-ciao che piacere conoscerti, sono la nonna di Daniel, Nunzia
Si presenta nonna ricciardo in italiano non lasciandomi andare.
A-io piacere è mio Nunzia
N-oh non ti preoccupare tesoro, chiamami pure nonna, dopotutto sei la fidanzata di mio nipote.
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Buongiorno e buon Natale lettrici e lettori.
Si gente ho cambiato di nuovo le carte in tavola e ora la nostra protagonista si ritrova in Australia con il suo "amico" Daniel che la fa conoscere alla famiglia, la nonna non perde tempo e già la considera la sua fidanzata.
Che belle le nonne che aggiungono pepe alle storie.
Come mai Daniel l'ha portata a casa?
Ragazzi ci sono ancora un sacco di questioni irroselte ma la storia va avanti e vi toglierete tutti i dubbi.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto e ricordatevi di votare, perché se non votate penso che la storia faccia schifo e mi intristisco.
Voglio un baby yoda a Natale.
Buon Natale personcine vi voglio un mondo di bene.
Ambarabacci🌺
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