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27.Where is the love?

Parcheggio la mia Mercedes in corrispondenza del numero uno.
La pioggia mi ha aiutato molto d'aiuto per riuscire a mettere insieme il giro più veloce mentre sembra aver infastidito Lewis che non è riuscito a fare meglio del quinto posto. Mi giro nella sua direzione per ricevere qualche complimento ma lui scappa subito via evitando tutte le domande dei giornalisti.

Dopo aver risposto alle prime interviste riesco finalmente a rifugiarsi nel mio motorhome per farmi una doccia bollente.
Ed è li che lo trovo, seduto sul mio letto con le gambe strette al petto e la testa bassa

A-hai sbagliato posto? Il tuo motorhome è qui affianco

Non posso trattenere un sorriso pensando al mio primo incontro con Daniel e suppongo che Lewis abbia fatto lo stesso errore

L-si scusami ma questo posto ha il tuo odore e mi tranquillizza

Alza impercettibilmente la testa ed è allora che noto che ha gli occhi lucidi e, anche se non sono ancora in grado di inquadrarlo, quegli occhioni neri mi fanno addolcire.
Così mi siedo vicino a lui e appoggio e gli appoggio la mano sulla spalla

A-dai che succede

Gli chiedo con un tono apprensivo che non ho mai usato con lui

L-ho fatto schifo

A-andiamo Lew, un quinto posto non è mica la fine del mondo

L-si, o almeno lo è per mio padre

Nasconde di nuovo il viso la tra le ginocchia e si lascia scappare un singhiozzo strozzato, così inizio ad accarezzargli i capelli per cercare di calmarlo.

A-cosa intendi?

L-è venuto qua per vedermi correre e io ho deluso le sue aspettative. Non posso andare di là ed aspettare di vedere il suo sguardo deluso, semplicemente non posso.

Capendo che la situazione è più grave di un semplice risultato deludente in qualifica, gli prendo il viso tra le mani per guardarlo negli occhi. Lui però continua a evitare il mio sguardo e nasconde il viso contro il mio collo.

A-Lewis è tuo padre, sarà comprensivo

L-è più un manager che un padre, non abbiamo mai avuto un vero rapporto.

A-ti va di parlarne?

L-io gli sarò sempre riconoscente perché ha lavorato tantissimo per permettermi di essere qui adesso e io non posso deluderlo. Sai lui si aspetta che io sia sempre il migliore, che sia una grande super star ma io sono così stanco Ari. Vorrei solo guidare e divertirmi come quand'ero un ragazzino.

A-e allora parlagliene, non puoi nasconderti per sempre.

L-io so ma non posso andare li e licenziato, non posso.

A-tu non stai rinunciando a lui come padre, tu stai semplicemente cercando la tua strada come pilota e questo significa fare delle scelte

Io mi sono sempre rifiutata di avere i miei genitori come agenti proprio per questo motivo.

L-io vorrei solo essere responsabile delle mie scelte ma mio padre pensa che non riuscirei a fare carriera senza seguire i suoi consigli

A-ma l'hai scelto tu di andare in Mercedes e si direbbe che sia stata un'ottima scelta

Riesco a strappargli un sorriso che mi contagia immediatamente.

L-si però lui era contrario a farti venire qua. Diceva che sarebbe stata una vergogna farsi battere da una ragazza.

Mi blocco colpita da quelle parole e torno a essere sulla difensiva.

A-e tu gli sei andato contro?

Lui finalmente tira su la testa e mi guarda con i suoi occhioni neri. Siamo troppo vicini per essere due compagni di squadra, infatti posso sentire il suo respiro sulle labbra.

L-certo, ti voglio come compagna di scuderia dal 2009.

A-da quando ho perso il mondiale contro Button? Mi volevi perché ero scarsa?

L-no perché hai lottato fino alla fine e io, non lo so, ho visto tanta passione in te. Volevo sentire quella passione, volevo sapere cosa si provasse ad averti vicina. Sebastian era sempre felice quando ti aveva intorno e io ero così invidioso.

A-si non c'è più molto da invidiare ma stiamo parlando di te non di me.

E anche se la malinconia mi investe con cosi tanta potenza non posso che sorridere pensando che fosse geloso. Rimaniamo in silenzio per qualche minuto, nascosti, al riparo dalle nostre peggiori paure.

L-vorrei solo non avere debolezze

A-lewis non si può non avere debolezze, si può solo imparare a conviverci e a impedirgli di condizionare le nostre scelte.

Sorriso perché almeno questa lezione l'ho capita e sono stata capace di seguire la mia strada e di fare le mie scelte anche se il prezzo che ho dovuto pagare è stato altissimo.

L-Perché quali sono le tue debolezze?

Sebastian. Lui è la mia debolezza peggiore perché per quanto sia determinata a dimenticarlo, a evitare che mi condizioni, la sua presenza continua a distrarmi e a farmi battere il cuore troppo velocemente.

A-la mia non è un qualcosa ma un chi.

L'episodio di ieri mi torna prepotentemente in mente, Il suo petto premuto contro il mio, il suo viso troppo vicino, Il suo sorriso provocatorio, le sue mani sulla mia pelle, la mancanza d'aria, il desiderio di lasciarsi andare.
E mi tornano in mente anche le parole di quella giornalista che mi suggerivano di frequentare qualcun altro.

L-È riesci a conviverci con questa debolezza?

Mi rendo conto della vicinanza che c'è fra noi, dell'elettricità che si è creata in questa piccola stanza, della voglia e del bisogno di darmi una seconda possibilità, di divertirmi, di smettere di pensare a quelle labbra.

Così mi avvicino ancora di più, la mancanza di aria non mi spegne ma mi fa bruciare con più ardore.

Gli sfiorò le labbra con il pollice, per rendermi conto di cosa voglio fare, per assaporare il desiderio, per allungare l'attesa almeno finché Lewis non chiude gli occhi e dischiude le labbra torturato dal mio tocco che diventa sollievo e dolore, desiderio e paura, amore e odio.

A-forse avrei bisogno di una mano.

Così spinta dal dissidio, dal bisogno di dimenticare, faccio combaciare le mie labbra con le sue, la sua lingua con la mia, il suo corpo contro il mio.

E non penso a Sebastian quando sento le sue mani che mi accarezzano il corpo, non penso al lavoro quando le sue dita stringono le mie natiche.

Penso solo a Lewis che ha rivoluzionato la mia vita, che si finge una super star ma che è umile di spirito, che ha delle debolezze come tutti noi che lo hanno spinto a rifugiarsi da me.

Lo stesso Lewis sul quale sono seduta a cavalcioni e sento il suo desiderio che cresce mentre ci abbandoniamo al nostro lato primitivo e selvaggio.

Mentre io ho caldo quando sento le sue labbra torturare il lobo del mio orecchio tanto da farmi gemere impercettibilmente.

Così caldo che gli prendo le mani per portarle sulla cerniera della tuta in una muta richiesta di toglierle la per sentire il suo corpo più vicino, la sua pelle contro la mia, lui dentro di me.

Ma mentre la passione ci sconvolge qualcuno bussa alla porta riportandosi velocemente alla realtà.

Così la fiamma si spegne, gli occhi si aprono, la realtà ci piombe addosso con una cattiveria disarmante che ci fa rimanere a bocca aperta, boccheggianti e con il fiato corto.

E odio colui che ha bussato alla porta perché quel bacio mi ha fatto stare così bene che non mi interessa se il motivo per cui l'ho baciato era così sbagliato.

Perché quel bacio era così maladattemente giusto.

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Buongiorno, Buongiorno

Indovinate chi ha due pollici e ha finito la maturità? Questa presunta scrittrice di quartiere.

Mi dispiace per l'attesa ma è stato davvero un periodo ostico e mi sono imposta di non avere distrazioni quindi eccomi qua, un mese dopo a pubblicare un nuovo capitolo di Blue and Silver.

Vi sono mancati questi cretini del nostro cuore?

In questo capitolo vediamo un approfondimento psicologico di Lewis e scopriamo che ha un rapporto burrascoso con il padre e che vuole a tutti i costi saldare il debito che ha con lui.

Arianna lo ascolta e lo consola, poi capisce che possono aiutarsi a vicenda. Lei ha bisogno di togliersi Sebastian dalla testa a tutti i costi quindi bacia Lewis e le piace pure.

Ma ora cosa succederà? Chi avrà bussato? Lewis e Arianna si metteranno insieme?

Non vi resta che votare e commentare così capisco se la storia vi piace ancora.

Buona estate bamboline, speriamo di divertirci insieme.

Ambi🌺

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