24.Drive me crazy
La prossima volta che farò una scommessa con un altro pilota mi accetterò di non scommettere sulla mia vittoria a Montecarlo.
Nessuno può negare lo charme di questo circuito storico come nessuno può negare quanto sia difficile superare nelle strette stradine del principato
E se la tua auto ha avuto problemi in qualifica che ti hanno obbligato a partire dalla quattordicesima posizione allora non hai speranza.
Mi fissa dal gradino più alto del podio con quel suo solito sorriso snervante, lo stesso sorriso che mi rivolge quando quella sera apro la portiera della sua Mercedes nera pronta ad affrontare questa serata.
L-visto dolcezza alla fine ho vinto io
Non mi guarda neanche in faccia mentre mi siedo sul sedile da passeggero attenta a non stroppicciare il mio nuovo vestito blu elettrico.
Mi ritrovo a sbuffare per l'ennesima volta per la sua supponenza e gli tiro un piccolo pugno sulla spalla
A-amico tiratela anche meno
L-ti sto solo mostrando il peggio di me
A-e come mai? Non mi sembra un ottima strategia di marketing
L-perché il meglio spero che lo trovi da sola
Il viaggio in macchina è molto silenzioso, Lewis tiene gli occhi fissi sulla strada con lo sguardo sicuro di chi sa dove sta andando mentre io continuo a guardare la città dal finestrino, un po' per coglierne la bellezza e un po' per evitare di guardare Lewis.
La città del lusso, la città da copertina, perché tutti vedono questo in Montecarlo ma nessuno parla mai di quanto sia infimo il suo circuito ne di quanto sia difficile evitare quei muri che ti si proiettano davanti a ogni curva.
È la perfetta allegoria della vita da vip, quella stessa vita che ho evitato più volte di vivere e invece ora sono qui, in questa Mercedes classe a con la super star della formula uno che mi porterà sicuramente a cena in uno dei ristoranti più lussuosi di Montecarlo.
Le mie supposizioni di rivelano false quando noto che le luci della città vanno via via spegnendosi per far spazio alla tipica flora della costa azzurra mentre Lewis guida sicuro sulle stradine di questa collina finché non raggiungiamo la nostra destinazione.
Una villa moderna con un enorme terrazzo con vista sulla città e sul mare, non quello che mi aspettavo come ristorante.
A-ma come niente ristorante in centro?
Chiedo al mio accompagnatore mentre chiudo la portiera della sua auto
L-per ottenere qualcosa che non ho mai avuto devo fare qualcosa che non ho mai fatto.
A-ma smetti di parlare usando aforismi e mi rispondi come una persona normale?
Lewis alza gli occhi al cielo esasperato dalle mie continue lamentele
L-stavo solo cercando di essere misterioso e intrigante.
A-peccato che tu non sia nessuna delle due.
Purtroppo Lewis non risponde alla mia frecciatine ma mi guida verso quella bellissima villa.
L-stavo cercando di dirti che per farti piacere qualcosa a cui sei ostile devo fartelo vedere da un' altra prospettiva, devo mostrarti un lato che non hai mai visto.
A-e come mai tutto questo sforzo?
E soprattutto perché hai scelto questo posto?
L-questo posto è il motivo per cui amo questa città e volevo mostrartelo.
Tira fuori dalla tasca un mazzo di chiavi e si accinge ad aprire la porta lasciandomi interdetta. Come fa ad avere le chiavi di questo posto?
Prima di poter esprimere i miei dubbi la porta si apre mostrandomi un salone finemente arredato con due grandi porte finestre che portano al terrazzo.
L-Arianna, benvenuta a casa mia
Spalanca gli occhi per la sorpresa è mi guardo intorno con più attenzione, davvero mi aveva portato a casa sua?
A-non dovevamo andare fuori a cena?
L-si ma la scommessa non indicava il luogo in cui ti avrei portato.
Lewis mi scosta la sedia come un perfetto gentiluomo e mi versa un bicchiere di raffinato vino bianco, prende posto davanti a me e riempie anche il suo bicchiere prima di propormi un brindisi.
L-briandiamo.
A-e a cosa?
Gli chiedo alzando lo sguardo, lui non ha nessuna intenzione di smettere di fissarmi
L-alla possibilità di cambiare idea.
A-questo dipende solo da te.
Gli rispondo prima di fare un lungo sorso di quel buonissimo vino facendo spuntare sul suo viso un ghigno divertito.
La cena passa in fretta, parliamo più di quanto abbiamo mai fatto, ci lanciamo frecciatine come al solito e mangiamo uno dei pesci più buoni che abbia mai mangiato.
E ridiamo, ridiamo tanto, delle nostre stesse battute, dei nostri aneddoti passati. Mi sto davvero divertendo e sono sicura che non sia solo merito del vino.
L-bene ora arriva il momento in cui ti innamori.
Mi dice Lewis mentre si alza dal tavolo per poi offrirmi la sua mano per aiutarmi ad alzarmi e mi conduce in terrazza. Le luci della città si stendono luminose sotto di noi abbastanza per illuminare il mare ma non così tanto da impedirci di vedere le stelle che vogliano su di noi.
Siamo circondati da una distesa di verde ricca di fiori colorati la quale si stende come uno scudo tra questa piccola villa e la città , quasi volesse proteggerci da quel mondo corrotto.
Mi rendo conto che sto guardando quel panorama da troppo tempo e mi giro verso Lewis che a differenza mia non sta guardando il paesaggio.
Ha appoggiato i gomito sul davanzale e di tiene distrattamente la testa sulla mano per guardarmi più comodamente, tutto nella sua posa comunica rilassamento.
Invece io, sentendomi osservata, mi irrigidisco e mi sposto di un passo.
A-quindi è qui che le porti sempre?
Gli chiedo a voce un po' troppo alta per interrompere quel momento di silenzio o forse per ricordare a me stessa che sono da sola a casa di un ragazzo e quel ragazzo è Lewis Hamilton.
È strano come me ne stia dimenticando.
L-di chi stai parlando.
Mi chiede Lewis tirandosi su e avvicinandosi di nuovo.
A-delle varie ragazze che ti porti a letto. Quelle che affascini con il tuo conto in banca e con cui poi vai a mangiare del pesce a Montecarlo.
Gli urlo contro con fin troppa cattiveria che è del tutto ingiustificata eppure non riesco proprio a smettere di essere sulla difensiva. Ho costruito dei muri troppo spesso intorno a me e non posso permettere che qualcuno li distrugga.
L-è questo quello che pensi di me?
Mi fa quasi ridere il modo in cui me lo sta chiedendo, come se ci fosse della reale tristezza nella sua voce.
A-È la tua strategia Lewis, non pensare che non lo sappia, tu usi sempre lo stesso schema: le ammali, le porti fuori a cena, ci fai sesso e non le richiami più. Io non ti giudico ma nel mondo c'è anche chi vuole di più e io non voglio far parte della strategia.
Lewis continua a tenere lo sguardo basso e io mi rendo conto che forse ho esagerato.
L-tu sei l'unica che abbia mai portato a casa mia, nessuno ha mai avuto il permesso di entrare ma ho deciso di portare te. Volevo mostrarti qualcosa che nessuno aveva mai visto perché è questo il tuo problema, parti sempre prevenuta. Pensi che Montecarlo non ti piaccia perché non riesci a vincere qua e questo ti impedisce di coglierne la bellezza e sei prevenuta nei miei confronti pensi di sapere tutto di me quando ne sai solo una tua versione.
A-E come faccio a sapere qualcosa di te se non ti apri mai. Mi parli costantemente di te ma il tuo ego smisurato ti impedisce di dirmi qualsiasi cosa sia leggermente più personale.
L-tu non sai quanto sia difficile aprirsi con qualcuno.
A-parli di me? Io non so cosa vuol dire aprirsi? Giusto perché non sono stata io quella che ha sacrificato ciò che ha più amato nella sua vita per evitare che dicessero che non mi meritavo il posto. E la sai la cosa divertente Lewis? Che forse quel posto non me lo merito davvero visto che ho vinto un titolo che doveva vincere qualcun altro. Dici che non riesco a vedere il bello delle cose ma quei pochi che hanno visto il bello che c'è in me hanno finito per tradirmi. Forse non c'è niente di buono in me.
E non mi rendo conto che ho iniziato a piangere, non mi accorgo che ho finalmente ammesso a voce alta che Sebastian sia stata la cosa che ho più amato nella mia vita, penso solo su a quanto devo essere ridicola in questo momento mentre mi comporto come la peggiore delle vittimiste.
In un attimo di lucidità riprendo la mia borsa e mi aggiungo a uscire da quella casa ma Lewis mi prende il polso e mi costringe a fermarmi per guardarlo in faccia.
C'è dell'apprensione reale nel suo sguardo mentre mi asciuga le lacrime che erano fuggite al mio controllo. Mi circonda lentamente con le sue braccia possenti mentre finalmente mi lascio andare a un pianto disperato con cui sfogo tutta la frustrazione degli ultimi mesi.
Io odio piangere.
Ho deciso che non avrei mai più pianto in pubblico quando avevo dieci anni e ho infranto quella promessa solo quando ho vinto il primo mondiale.
Le altre due uniche persone ad avermi vista piangere ironicamente sono proprio Sebastian e Lewis che forse alla fine sono le due uniche persone di cui mi sia mai fidata davvero.
Lewis continua a cullarmi fra le sue braccia finché non sente che mi sono calmata, allora si allontana leggermente da me, quel tanto che gli permette guardarmi negli occhi ma continuando a tenere le mani sulle mie spalle.
L-ora tu devi ascoltarmi molto bene. Non voglio mai più sentirti dire che quel mondiale non lo hai vinto tu, ci hai messo tutta te stessa e lo hai meritato tutto il resto non conta nulla. Tu hai talmente tanta passione, hai una voglia di riscatto che nessuno di noi può avere ed è proprio per questo che per certi aspetti sei imbattibile. So che hai preso un duro colpo e che ci stai ancora male ma non permettere a nessuno di farti dubitare di te stessa.
A-cosa c'è di sbagliato in me?
Ormai ho chiuso gli occhi incapace di reggere il suo sguardo intenso ancora e questa domanda mi esce fuori come un sussurro appena udibile. Lewis mi stringe di nuovo tra le sue braccia ma questa volta mi lascia dei soffici baci sulla mia fronte prima di appoggiarsi la sua.
L-non c'è niente di sbagliato in te. Sei straordinaria.
E continuo a tenere gli occhi chiusi quando sento la sua mano che mi accarezza la guancia e mi fa alzare leggermente il mento, non lo guardo anche se sento il suo respiro farsi sempre più vicino ne quando sento le sue labbra morbide posarsi sulle mie.
Non lo guardo ma passo una mano nei suoi ricci morbidi quando lui posa una mano sui miei fianchi per spingermi più vicina. Quei ricci che ho sempre voluto accarezzare così tanto.
E per un momento mi lascio andare, quel bacio lo ricambio con una passione che non pensavo di avere, i suoi ricci così morbidi tra le dita, almeno finché non mi costringo ad aprire gli occhi e realizzo che quei ricci sono neri e non biondi.
Mi stacco immediatamente dalle sue labbra con la testa che gira un po' e mi do della stupida per essermi lasciata andare e per essere caduta nella sua trappola.
L-cosa c'è adesso?
A-tutto questo è sbagliato Lewis
E ora dimmi che male c'è se mentre ballo con lui io penso ancora a te.
A-noi siamo compagni di squadra, i compagni di squadra non si baciano, Per favore riportami in hotel.
Non posso non notare il suo sguardo ferito per la mia reazione ma nonostante questo prende le chiavi della macchina e mi accompagna al mio hotel.
L-no dispiace per come sono andate le cose, volevo solo farti piacere qualcosa di nuovo.
Mi dice Lewis quando ormai siamo arrivati davanti al mio hotel.
A-non puoi far piacere qualcosa a qualcuno. Mi hai fatto vedere le cose in modo diverso e ho cambiato prospettiva ma non sono sicura di riuscire a liberarmi delle mie vecchie idee.
L-buonanotte Arianna
A-buonanotte Lewis
Chiudo la portiera della sua macchina e non mi giro neanche a guardarlo mentre lo sento sgommare per la strada deserta in questo momento ho solo bisogno del mio letto.
Così salgo in camera il più velocemente possibile sperando di non incontrare nessuno ma quando arrivo davanti alla porta trovo una piccola busta ad attendermi.
Senza farmi troppe domande la prendo e apro la porta per rifugiarsi in camera mia, ormai è un appuntamento fisso e so cosa contiene.
Qualcuno si sta divertendo a recapitarmi un ciondolo ad ogni gran premio e per quanto possa sembrare strano mi sto sorprendendo ad aspettare quelle piccole buste con impazienza.
Apro la busta e apro la solita piccola scatolina che questa volta contiene un ciondolo a forma di lucchetto con una piccola catenella che termina con la piccola chiave per aprirlo.
Mentre aggiungo anche questo ciondolo al mio solito braccialetto di Sebastian urto per sbaglio la busta che cade mostrandomi un altro regalo che non avevo notato.
Sul pavimento e appena caduto un mazzo di chiavi e lo raccolgo dubbiosa.
Oltre a tre chiavi è presente un piccolo porta chiavi di cui la piú grande è ottone in cui è inciso: "casa è ovunque sia il tuo cuore" e non posso fare a meno di sorridere malinconica.
Alla fine dov'è il mio cuore?.
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Buona Pasqua e Pasquetta a tutti quanti. Siete ancora ubriache? Rotolate al posto di camminare?
Avete scritto due nuovi capitoli ma non avete ancora aperto un libro?
Preoccupatevi di tutto ciò dopo aver lasciato una bella stellina.
Va beh a parte gli scherzi parliamo del capitolo.
Una bella botta di vita no?
Se siete tanto depresse potete sempre andare a leggere la mia nuova rubrica "What a joke" dove prendiamo in giro gran premi e piloti.
In questo capitolo abbiamo il primo bacio della storia (al capitolo 24 ma so che mi amate lo stesso), ma è con Lewis e non finisce con un lieto fine.
Cosa vi aspettavate?
Ne abbiamo ancora di strada da fare.
Ma non vi preoccupate perché i colpi di scena sono dietro l'angolo quindi preparate le risate e i fazzolettini.
Sappiate che è ancora tutto in gioco e nessuno è escluso dalla lotta.
Boh io mi ritiro nella mia grotta, commentate e aderite all'associazione Regala anche tu una stellina a Pasqua per dare un sorriso alla scrittrice di questa follia.
Statemi bene
A🌺
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