23.I bet my life
Ho deciso che sarei diventata un pilota di formula uno a cinque anni dopo aver guidato il kart di mio fratello per la prima volta.
Avevo amato così tanto la sensazione di libertà che ti da la velocità che avevo giurato a me stessa che correre sarebbe stato il mio lavoro.
A cinque anni non sapevo che essere un pilota comportasse mansioni ben diverse da correre, come posare per un servizio fotografico durante il week-end Montecarlo in compagnia di Lewis Hamilton.
Ho sempre odiato i servizi fotografici perché mettermi in posa mi rende incredibilmente nervosa a differenza del mio compagno di scuderia che invece sembra un modello navigato.
Mentre Lewis si esibisce in una serie di pose io mi limito a stare in un angolo della stanza, fasciato dal questo vestito rosso, a fissarlo.
La camicia bianca si stende pallida contro la sua pelle scura e si tende mettendo in risalto il suo corpo muscoloso, ha lo sguardo sicuro di chi è sempre stato bello e il sorriso malizioso di chi ha saputo sfruttare quella bellezza.
So che lo sto fissando da troppo tempo ma non riesco a togliergli gli occhi di dosso, è semplicemente bellissimo.
Sembra assurdo ma non mi sono mai particolarmente soffermata sul mio compagno di scuderia ma qui, in un posto che nulla ha a che fare con me, Lewis brilla di luce propria.
Dopo una serie di scatti che sembra infinita il fotografo ci lascia un paio di minuti di pausa e lascia la stanza.
L-so che sono bello ma non c'era bisogno che mi fissassi così dolcezza
Arrossisco fino alla punta del naso consapevole che mi abbia notata e cerco di pensare a una scusa plausibile.
A-stavo solo cercando di capire come fai a essere così naturale quando ti metti in posa. Sembri fatto per fare il modello. Perché non cambi lavoro?
L-e lasciarti il divertimento di vincere senza qualcuno che ti da filo da torcere? Non ci penso proprio dolcezza.
Mi avvicino a lui come attratta da una calamita e inizio a girargli intorno per ammirarlo da tutte le angolazioni.
A-insomma guardarti, come fai a venire sempre bene? Sei snervante
L-cosa ci posso fare dolcezza se sono così bello.
Gli rivolgo uno sguardo truce e mi avvio verso la porta per interrompere questa conservazione ma Lewis mi prende per il polso per fermarmi.
L- vuoi sapere perché non sai posare?Perché sei troppo trasparente, non riesci a nascondere le tue emozioni ne a fingere di non averne.
A-e tu come fai a nasconderti?
L-io mi sono costruito il mio personaggio che ormai mostro quotidianamente. Ci sono poche persone che sanno davvero chi sono.
A-e perché con me ti mostri davvero?
L-Perché mi fido di te
E me lo dice con così tanta intensità che riesce a farmi sentire una strana sensazione nel basso ventre. Non so neanche quando io e Lewis abbiamo smesso di urlarci contro e siamo diventati amici ma sono felice che si sia imbucato a casa mia quella sera di novembre per propormi di diventare sua compagna di squadra.
Non so perché si fida di me così tanto ma so che non voglio e non posso fare a meno di lui.
L'atmosfera si sta facendo sempre piu pesante mentre continuano a fissarci in silenzio, ci sarebbero tante cose da dire ma forse entrambi abbiamo paura di dove questa tensione potrebbe portarci così cerco di alleggerire l'aria pensante cambiando discorso
A-odio lo stesso i photoshooting
L-e allora andiamocene
Soffoco una risata e sollevo le sopracciglia.
A-e come vorresti fare flash?
L-la devi smettere di sottovalutarmi dolcezza.
Così pochi minuti dopo mi ritrovo a correre per i corridoi di questo lussuoso palazzo a piedi nudi seguendo Lewis Hamilton.
Però essendo una pilota non c'è nulla che odio come essere seconda a qualcuno quindi in poco tempo la nostra fuga si trasforma in una gara.
Corriamo fianco a fianco, testa a testa in questi corridoi ridendo come due bambini almeno finché non sentiamo delle voci provenire dalla parte opposta.
Così Lewis con mia sorpresa mi prende per mano e mi fa entrare in uno stretto ripostiglio.
In questa piccola stanza in due ci stiamo appena quindi mi ritrovo stretta contro il suo corpo.
La camicia bianca già prima gli stava attillata ora è resa quasi trasparente sudore, il suo petto si alza e si abbassa velocemente, forse per la corsa o forse per la mancanza d aria.
Mi tiene ancora la mano stretta nella sua mentre mi guarda negli occhi con troppa intensità, siamo più vicini di quanto siamo mai stati e questa vicinanza inizia a darmi alla testa.
L-visto dolcezza alla fine ho vinto io
Mi sussurra nell'orecchio con voce roca attento a non farsi sentire, se solo sapesse l'effetto che mi sta facendo in questo momento.
A-lewlew alla fine conta solo vincere la domenica e in pista io ti batto sempre.
Lewis non lascia ancora la presa sulla mia mano ma anzi riduce ancora di più la distanza fra noi due sollevandomi il mento per costringerlo a guardarlo negli occhi.
L-e sei così sicura non avrai problemi a fare una piccola scommessa con me.
A-mi proponi di fare un patto con il diavolo?
L-Magari il paradiso è diverso da quello che immagini.
Mi accarezza bisognoso la guancia mentre continua a guardarmi con quei suoi occhi profondi.
A-che scommessa vorresti fare?
L-se vinco a Monaco vieni a cena con me.
In una situazione normale mi sarei ritrovata a dovermi trattenere per non ridergli in faccia, ma ora, al buio in questo stanzino, devo impormi di tenere il mio solito tono sarcastico.
Mi lascio sfuggire una risata pensando a quanto siamo stupidi a fare scommesse del genere in un ripostiglio e presto Lewis mi preme la sua mano sulla bocca per farmi smettere di fare rumore.
Rimaniamo li a fissarci per troppo tempo mentre lui continua ad accarezzarmi il collo, la guancia e le labbra finché non chiudo gli occhi per godermi appieno le premure che mi sta regalando.
A-ci sto.
Rispondo di scatto aprendo gli occhi e ritrovandomi il viso di Lewis ancora più vicino.
Lui, che stava guardando con ardore le mie labbra, sbatte le palpebre un paio di volte e riacquista il suo solito cipiglio.
L-non avevo dubbi dolcezza, alla fine chi rinuncerebbe a una cena con me?
Mi lascio andare a una nuova risata leggera e mi spingo contro di lui allacciando le mani dietro il suo collo.
A-tesoro devi prima vincere.
Così lasciandogli un rapido bacio sulla guancia, appositamente all'angolo della bocca, apro la porta ed esco da quel nascondiglio senza più girarmi.
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