19.These days
Non conosco Melbourne cosi bene da sapere dove ci stiamo dirigendo ma per una volta nella vita non mi interessa dove sia il traguardo.
Seguo il pilota della Red bull per diversi vicoletti della città finché non inizio a sentire l'odore della salsedine e poco dopo un enorme specchio d'acqua si estende davanti a noi facendomi sentire incredibilmente piccola e inerme.
Cosa può un semplice umano contro l'intensità dell'oceano?
Una semplice distesa d'acqua scossa dalla propria energia intrinseca. Ma alla fine un uomo cos'è se non un'immensa distesa di cellule dominata dalle proprie emozioni intrinseche?
A volte vorrei essere un lago e non avere emozioni, sicuramente la mia vita lavorativa non sarebbe cosi complicata e potrei pensare solo a guidare.
Io però non sono così, sono un oceano tempestoso.
Le passioni sono il motore della mia vita, potevo scegliere un qualsiasi lavoro eppure la mia passione per la velocità non mi ha dato altra scelta.
Se non fossi passionale magari riuscirei ad instaurare un rapporto esclusivamente lavorativo con i miei colleghi perciò probabilmente non avrei mai seguito Daniel Ricciardo in una spiaggia.
Quindi mi sarei persa questo spettacolo.
Non puoi fermare le onde ma puoi imparare a fare surf.
Non puoi fermare le tue emozioni ma puoi lasciarti che ti portino dove vuoi inconsciamente andare.
E probabilmente il mio subconscio voleva seguire questo australiano per le vie notturne di Melbourne.
Mi giro nella sua direzione per osservarlo bene, la camicia bianca che mette in risalto la sua pelle abbronzata gli lascia scoperto il petto scolpito da anni di palestra, i suoi ricci ribelli sono ancora leggermente sudati per essersi divertito cosi tanto in pista.
Il mio imbarazzo cresce ancora di piu quando mi rendo conto che si è divertito con me, non capisco cosa mi sia successo è come se quest'australiano tirasse fuori una parte di me che ho sempre cercato di nascondere, quella parte rilassata e incurante di tutto.
Ha sicuramente ragione quando dice che mi prendo troppo sul serio, che prendo tutto troppo sul serio, ma quando sei in un mondo che non ha spazio per te devi lottare con il coltello fra i denti per creartelo.
Io il coltello non lo lascio neanche fuori dalla pista.
Eppure quest'australiano mi ha strappato il coltello di bocca
Il mio compagno di avventure continua a tenere lo sguardo verso l'oceano quasi come se mi volesse portare nel suo mondo ma senza farmici entrare per davvero, ma non voglio lamentarmene per il momento.
Per il momento voglio solo ammirare il suo sguardo perso nell'oceano.
D-sai vicino a casa mia a Perth c'è una spiaggia simile a questa, quando ero incazzato mi rifugiavo li per ore.
A-mi immagino già tua madre impanicata che ti cerca ovunque non trovandoti.
Questa mia battuta ha l'effetto desiderato riuscendo a ottenere un piccolo sorriso da parte del riccio
D-beh immagino che sai bene di cosa parli, dopotutto si parla sempre di mamme italiane.
A-siamo italiani e siamo passionali nel bene e nel male
D-immagino la faccia di tua madre quando le hai detto che volevi diventare un pilota automobilistico.
A-beh all'inizio è stato molto divertente, ha cercato in tutti i modi di rendermi un po' più femminile, poi sono diventata sempre più brava in pista e le corse sono diventate seriamente l'unica cosa che mi interessava davvero. Penso che abbia visto quando mi rendeva felice correre e abbia accettato che preferissi passare i sabati pomeriggi nei kartodromi piuttosto che nei centri commerciali.
D-non deve essere stato facile per te.
A- no per niente, c'è stata una gara in avevo praticamente deciso di ritirarmi per sempre da questo mondo.
D-perchè che è successo.
A-avevo circa otto o nove anni e facevo già competizioni in giro per l'Europa, in quella gara avevo fatto la pole position ed ero al settimo cielo finché un gruppo di altri ragazzini mi hanno accerchiato dicendomi che una femmina non doveva correre, che non valevo niente e altre cattiverie del genere. Io ero solo una bambina, mi sentivo ripetere quelle cose da sempre ed ero veramente esausta di un mondo che non mi voleva.
D- e quindi perché non ti sei ritirata?
L'ho guardo finalmente in faccia superando il mio imbarazzo e mi scontro contro i suoi caldi occhi scuri che mi invitano a continuare il mio racconto.
Mi sento a disagio, queste sono cose che nessuno sa, eppure quello sguardo rassicurante mi spinge a continuare
A-mentre mi insultavano è arrivato un altro ragazzino, era nuovo non lo avevo mai visto, e mi ha difeso dicendo che erano loro quelli che non valevano niente visto che si erano fatti soffiare la prima posizione da una bambina che pesava meno di trentacinque chili. Se dicesse una cosa del genere adesso mi sentirei profondamente offesa ma all'epoca funzionò e quei tizi se ne andarono maledicendoci. Anche a quei tempi non ero certo uno zuccherino, tanto che mi sono arrabbiata con quel biondino dicendo che non avevo bisogno del suo aiuto e che mi aveva fatto apparire debole davanti agli altri. Lui aveva ribadito con il suo sorriso timido che sapeva che non ero debole e che anche i più forti hanno bisogno di aiuto ogni tanto.
Quel ragazzino aveva capito una cosa che io non riesco ancora ad accettare, non posso accettare di avere bisogno di aiuto. Ho sempre odiato le storie in cui il Cavaliere salva la principessa ed ho sempre sognato che in altra realtà fosse la principessa a salvare se stessa con le proprie capacità e in qualche modo questo mi ha sempre spinto a rifiutare ogni aiuto. Quello che non sapevo è che quel ragazzino mi aveva davvero salvata da abbandonare ciò che più amavo e comunque siano andate le cose non posso non ringraziarlo.
Alla fine del mio racconto mi rendo conto di avere gli occhi lucidi e che mi tremano le gambe dall'emozione, il mio compagno di avventura invece ha gli occhi e le mani chiuse a pugno.
D-era Sebastian vero?
A-si era lui
Vedo Daniel che contrae tutti i muscoli della schiena e continua a tenere lo sguardo fisso davanti a sé almeno finché finalmente si gira verso di me è mi lancia uno sguardo che mi trapassa l'anima
D-lo ami vero?
Distolto immediatamente lo sguardo e mi si chiude di colpo lo stomaco a quella domanda.
Ho sempre pensato che amare qualcuno mi sarebbe stato impossibile, un po' a causa del mio folle lavoro e un po' a causa del mio desiderio di indipendenza.
Poi la storia con Sebastian mi ha reso ancora più convinta di quanto fosse sbagliato lasciarsi distrarsi da cose così futili, anche se non posso negare a me stessa che il mio cuore batta molto più velocemente del normale quando sono vicina al pilota Red Bull ma questo non mi rende le cose più facile. Semplicemente non posso comportarmi normalmente se so che mi ha preso in giro e non so neanche perché l'ha fatto. Non ce amore senza fiducia.
A-non si può amare qualcuno di cui non ci si fida e in ogni caso io a lui non interesso.
Vedo Daniel che rilassa i muscoli della schiena e mi rivolge un sorriso debole, evidentemente non ha sentito che mi si è spezzata la voce.
D-Comunque è strano che non ci fosse Lewis alla festa
Daniel cambia argomento con la stessa velocità con cui lo aveva iniziato perché forse non è l'unico a diventare nervoso quando si parla di Sebastian.
A-ma neanche così tanto, lui festeggia solo quando ha culo.
Riesco finalmente a farlo ridere, ha una risata cristallina che riuscirebbe a mettere di buon umore chiunque.
D-comunque andate d'accordo vero?
A-ha una lista infinita di difetti e mi fa saltare i nervi ma dopotutto gli voglio bene
E non posso negare neanche a me stessa che in questo periodo cosi complicato Lewis mi sta aiutando tanto.
D-cavolo Lewis, il re del rimorchio che viene friendzonato così dalla ragazza più bella del paddock, questa brucia
Fingo indifferenza nel sentirmi rivolgere questi complimenti ma un sorriso imbarazzato spunta comunque sulle mie labbra.
A-figurati a Lewis non interessano le storie serie. È come parlare con un ragazzino in presa agli ormoni che rimorchia chiunque gli capita. A Lewis interessa solo scopare
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Bene ho un minuto per pubblicare nel giorno del compleanno di Blue and Silver.
E invece niente non ce l'ho fatta.
Vabbè bando alle ciance questo capitolo è uscito molto prima del solito perché è un regalo per tutte voi lettrici. Quando ho pubblicato We are born Champions avevo una storia in mente e tanta voglia di scrivere ma non avrei mai pensato a cosa sarebbe successo un anno dopo.
Vi ringrazio sempre delle views e dei voti ma volevo prendermi un momento per ringraziarvi perché non mi avete fatto mollare, mi avete fatto riscoprire il piacere della scrittura ed è bellissimo sapere che c'è gente come voi con cui si possa parlare delle proprie passioni.
Ragazze Grazie di avermi dato una botta di autostima.
Spesso abbiamo l'opportunità di scrivere solo nei temi dove avendo una traccia non possiamo esprimere la nostra fantasia ma grazie a wattpad tutto questo diventa reale.
Quando ho pubblicato il primo capitolo avevo solo un' idea grazie a voi le sto dando vita.
Quindi grazie a tutte voi che mi leggete, grazie alle prime lettrici che non mi hanno abbandonato, grazie a voi che mi avete appena scoperto e grazie chi mi ha ispirato E soprattutto grazie a AdrianaAndronovici e a Beatrice_258 che mi temete come compagna di banco nonostante le mie cotte per i piloti di formula uno.
Qual è la vostra cotta platonica?
Vi piace come sta venendo plasmato il personaggio di Daniel?
Qual è il vostro circuito preferito (apparte monza)?
Bene da camera mia é tutto amiche mie spero che il capitolo via sia piaciuto, Se così fosse ricordatevi di farmelo sapere commentando e lasciando qualche stellina.
Love you🌟🌟
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