Capitolo 23
La luna risplendeva alta nel cielo, illuminando con la sua chiara luce le pagine fitte di parole del libro che stava leggendo Lucy, comodamente sprofondata nella poltrona che stava accanto alla finestra nella stanza che oramai da più di un mese occupava.
I pensieri turbinavano nella mente della ragazza, che assorbiva ogni singola nozione narrata nel tomo antico che aveva trafugato dalla libreria in soggiorno qualche notte prima.
Era vecchissimo, le pagine sembravano talmente sottili da poterci vedere attraverso, e lei era terrorizzata di poterlo minimamente sgualcire. Narrava della storia di Gehenna, della sua fondazione e delle sanguinose guerre di cui era stata teatro.
<<Incredibile…>> Sussurrò facendo scattare all’indietro delle orecchie di velluto nero perse nel buio della stanza. <<Lucifero ha… davvero fondato tutto questo…?>> Sussurrò mentre sfiorava una cartina che occupava due pagine, la quale mostrava vallate, fiumi, mari e foreste sotterranee.
<<Certamente.>> Le rispose una voce nel buio, che subito uscì allo scoperto.
<<Catus…>> Iniziò Lucy subito interrotta dal ragazzo, che si era già perso nel suo racconto.
<<Lucifero, il primo, era un demone potentissimo.>> Continuò subito catturando l’attenzione della ragazza, che si drizzò a sedere curiosa. <<Non appena Dio lo ebbe scaraventato negli inferi non se ne stette tranquillo, infatti in sei giorni, proprio come il suo amato ex principale, creò Gehenna.>>
<<Che intendi con il primo?>> Chiese curiosa la ragazza, chiudendo il grosso tomo che si trovava sulle sue gambe.
Catus la guardò dritta negli occhi, fondendo il blu cobalto con il nocciola chiaro dei suoi. <<Morto un re se ne fa un altro.>> Disse sospirando, facendo rabbrividire la ragazza. <<I demoni non sono immortali, padroncina mia… sono longevi, ma non immortali.>>
<<C-che gli è successo?>> Azzardò non guardando negli occhi il suo servitore.
<<Io so solo voci, nel nostro mondo non è conveniente sbandierare le proprie debolezze. Si fa tutto sottobanco, come avrai potuto notare sulla tua pelle.>> Le rispose allora lui, suscitando uno sguardo di incertezza nella ragazza. <<Il re dei vampiri… Alaric…>> Sussurrò. <<Non è ufficialmente in punto di morte, e mezza comunità delle Ombre non vuole ufficialmente farti fuori.>>
Lucy sobbalzò, pensando a sua mamma, morta per colpa sua, per una stupida ripicca. <<Perché mi vogliono morta?>> Domandò allora, ricevendo come risposta un’occhiata di biasimo mista a tristezza.
<<Ragiona piccola mia… Tu, a quanto ho capito, sei speciale, sei colei che può salvare i vampiri da una crisi lunga sedici anni, che sta indebolendo i loro ranghi da tempo ormai. I tuoi poteri sono fuori dal comune… e persino io, che sono solo un semplice Famiglio l’ho capito. Almeno tre fazioni vorrebbero salvarti, e due vorrebbero farti fuori… senza contare i Figli della Natura, ma quelli sono stronzi con tutti, e non fanno testo.>>
<<Chi mi vorrebbe salvare?>> Chiese dubbiosa mentre glissava su chi volesse farla fuori. <<Capisco i vampiri… ma chi altri vorrebbe interessarsi a me?>>
<<Sveglia>> Disse facendo un sorriso tirato. <<Tu sei una mezzodemone, no? È ovvio che ti vorrebbero tra le loro fila… saresti una candidata perfetta per spodestare almeno due o tre razze, rompendo il delicato equilibrio che vige a Gehenna, facendo si che i demoni regnino su tutto, come avveniva prima della Rivoluzione.>>
<<R-rivoluzione?>> Continuò sempre più confusa. <<Che intendi?>>
<<Intendo>> Spiegò il ragazzo paziente. <<Quando tutti i Diversi, guidati dai loro capi, discesero a Gehenna, e combattendo una sanguinosa battaglia strapparono terre dalle grinfie dei demoni, stabilendo lì i loro regni.>>
<<E i demoni glielo permisero?>> Disse Lucy mentre strabuzzava gli occhi. <<Credevo fossero potenti…>>
<<Lucifero era ormai vecchio>> Fece spallucce Catus. <<E poi non ne uscirono tanto male… conta che ebbero tantissime specie diverse contro cui combattere… tra cui i fantasmi>> Disse con una smorfia <<Come diavolo si fa a combattere contro quelle masse informi?>>
Lucy fece un rapido conto sulle dita. <<Gli stregoni mi vogliono morta>> Disse facendo sussultare il ragazzo <<I vampiri e i demoni salva… i Figli della Natura non li conto>> Continuò facendo sorridere Catus <<E i licantropi? Sono loro che mi vogliono fare fuori? E chi sarebbero gli altri miei angeli protettori?>>
<<Hai detto bene.>> Le rispose senza guardarla negli occhi. <<Angeli, ma caduti.>> Sussurrò incuriosendo la ragazza.
<<Perché gli starei simpatica?>> Domandò con un'innocenza che fece tenerezza al suo servitore.
<<Perché è dalla Creazione che sono pappa e ciccia con i demoni.>> Fece spallucce il ragazzo. <<Probabilmente saranno anche loro sulle tue tracce… seguiti a distanza da i loro fratellini angeli, che raramente scendono dalle loro nuvolette. Sei talmente importante che non mi stupirebbe….>>
<<Mi sembra stranissimo… essere al centro dell’attenzione non fa per me… che diavolo è saltato in mente ai miei genitori?>> Disse con una smorfia. <Una vampira e un demone… alla faccia dell’amore impossibile…>> Sussurrò sentendo una fitta al cuore, che la confuse. “Amore impossibile…” Pensò allora, mentre una figura appariva nella sua mente, nitida più che mai. <<Non mi hai ancora parlato dei lic->>
<<Finita la lezioncina di storia?>> Chiese una figura, che con uno sguardo glaciale li osservava dallo stipite della porta.
<<Ethan…>> Sussurrò lei, mentre si rendeva conto in che situazione li aveva trovati il vampiro. Catus, col passare del tempo, si era seduto sul bracciolo della poltrona, vicino, troppo vicino per sembrare normale. <<N-non è come pensi…>>
<<Non penso nulla, mezzosangue>> Continuò lui con voce atona. <<Ci sono visite per te, e farai meglio a muoverti, e lasciare il tuo fidanzatino lì dov’è.>>
<<Sai cosa mi da più fastidio?>> Chiese Catus non appena furono rimasti soli i due ragazzi.
<< Nessuno te lo ha chiesto>> Rispose Ethan con già una mano sulla maniglia.
<<Il fatto che lei sia così legata a te.>> Sputò con odio il ragazzo, sbattendo la mano aperta sulla porta, che aveva raggiunto con una velocità inumana. <<E che tu sia così menefreghista.>>
<<Non sono menefreghista.>> Disse glaciale il vampiro, mentre fissava la mano bianca che stringeva talmente forte la maniglia da lasciare i solchi delle dita.
<<Lei ti ama, ma non ha ancora capito che razza di persona sei.>> Concluse irato il servitore, mentre spingeva di lato Ethan e apriva la porta, imboccando il corridoio. <<Ma ti giuro che te la ruberò, fosse l’ultima cosa che faccio.>>
Rimasto solo Ethan appoggiò delicatamente la fronte sullo stipite <<Amare è pericoloso per gli immortali. Attenta ai tuoi sentimenti, piccola Rose’s blood… non commettere il mio stesso errore.>>
*spazio me*
La storia è sempre quella (fai merenda con gir- ah no.) Grazie a tutti per le visual c':
Shiro_hebi
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