Capitolo 19
Una lacrima e un bacio. Era quello che aveva ottenuto dalla visita ad Alexander. La prima, come aveva potuto sperimentare sulla propria pelle per i quindici minuti più lunghi della sua vita, aveva portato con se tanto dolore, che difficilmente se ne sarebbe andato dai suoi ricordi. Il secondo, invece, l’aveva allo stesso tempo rassicurata e allo stesso tempo turbata, come se fosse un gesto che oltre al sollievo in se portasse qualche altro sentimento più profondo, che Lucy non riusciva ancora ad afferrare. Ethan non aveva più accennato a quella frase che era rimbombata nella sua testa durante l’incantesimo, e la ragazza era fortemente convinta che non avrebbe mai più tirato fuori l’argomento, soprattutto davanti ai suoi fratelli, che da quando era comparso il nuovo marchio la guardavano con altri occhi.
Il Rias dei vampiri aveva cambiato di molto la situazione nell’gruppo, come aveva potuto notare. Gabriel, ad esempio, non si può dire che era più gentile con lei, ma almeno le rivolgeva timidi sorrisi più spesso, e la mezzodemone apprezzava lo sforzo. Bonny non era cambiata per nulla, apparentemente, infatti era sempre la solita esuberante, ma la ragazza aveva sorpreso la vampira a lanciare sguardi fieri al suo polso sinistro più volte durante il viaggio di ritorno.
Una sottile striscia di azzurro all’orizzonte riscosse Lucy dai suoi pensieri, che con la testa appoggiata alla spalla di Bonny guardava fuori dal finestrino della macchina, che scorreva nel traffico pigro delle sei di mattina di New York.
<<L-l’alba.>> Bofonchiò mezza addormentata. <<Dobbiamo tornare a casa in fretta… o brucerete.>>
<<Tranquilla…>>Le rispose l’amica sussurrando. <<Siamo quasi arrivati…>> Continuò senza accorgersi che la ragazza era già scivolata tra le braccia di Morfeo.
<<Eh, ma allora è un vizio…>> Bofonchiò qualcuno in lontananza mentre Lucy si sentiva sollevare, troppo stanca persino per aprire gli occhi.
La ragazza si svegliò diverse ore dopo nel solito letto nella camera di Bonny, ma percepì subito che c’era qualcosa che non andava in quella situazione.
Vestiva un pigiama leggero, e stranamente non provava freddo, ma soprattutto sembrava che qualcosa la ingabbiasse. Non riusciva ancora a capire bene cosa, soprattutto visto che era buio pesto, ma quando si decise a spalancare gli occhi la sua vista le permise di vedere una cosa terrificante. Delle braccia le circondavano la vita, e non erano senza dubbio di una ragazza.
Muovendosi lentamente Lucy cercò di capire chi diavolo dovesse ammazzare per quell’intrusione inaspettata, e in tutta risposta chi le stava attaccato peggio di un koala strinse ancor di più la morsa, mozzandole il fiato.
<<E staccati…>> Bofonchiò con stizza mentre con una mano sollevava un braccio muscoloso che le stringeva la vita e rotolava fuori da quelle grinfie. <<Ora vediamo chi sei…>> Continuò mentre si dirigeva con passi leggeri verso l’interruttore, visto che la sua vista, dalla nascita del nuovo marchio, era nettamente peggiorata.
<<CATUS!>> Urlò mentre abbagliava gli occhi del servitore, che all’urlo della padrona era rizzato a sedere con gli occhi spalancati, e che ora guardava terrorizzato la lampada che teneva in mano la ragazza, intenzionatissima a lanciargliela addosso.
<<P-posso spiegare…>> Tentò di dire il ragazzo, mentre si passava una mano tra i capelli neri, e mentalmente cercava una via di fuga che avrebbe significato la salvezza.
<<Che succede qui?>> Chiese una voce gelida alle spalle di Lucy, facendola rabbrividire, visto che non aveva notato che la porta si era aperta alle sue spalle. <<Si può sapere che ci fai con una lamp->> Si interruppe Ethan mentre metteva a fuoco la scena, ovvero una ragazza in pigiama e un ragazzo mezzo nudo, visto che indossava solo un paio di pantaloncini, lasciando scoperti i muscoli scolpiti del petto. <<Dammi un solo motivo per non ammazzarlo.>>
<<Uhm.. non me ne vengono in mente al momento…>> Disse con voce fintamente preoccupata la mezzodemone, facendo rabbrividire il suo servitore.
<<Non aspettavo altro.>> Concluse il biondo mentre con uno scatto inumano balzava addosso a Catus.
Il risultato di quella zuffa? Un gatto particolarmente imbronciato che si era fatto le unghie su ogni tenda dell’appartamento ed un vampiro che si gustava il suo sangue estremamente felice al tavolo del sogguorno, mentre il resto dei coinquilini, tranne una mora di sua conoscenza, era a caccia di provviste.
<<Non avrai un po’ esagerato prima?>> Chiese Lucy con voce incerta, mentre di sottecchi guardava il ragazzo che sedeva davanti a lei, mentre faceva colazione.
<<Esagerato? Sul serio?>> Domandò a sua volta Ethan schifato. <<Quel gesto mancava totalmente di buon gusto, e soprattutto era una lezioncina per quel tuo servitore ribelle.>>
<<Ovvero?>> Disse la ragazza titubante mentre osservava il biondo alzarsi.
<<Tu sei mia>> sussurrò lui improvvisamente al suo orecchio. <<E nessun altro può permettersi di toccarti…>> Continuò con voce roca mentre, dopo essersi chinato su di lei, deviava di pochi centimetri dal suo viso e baciava il suo collo, lasciando due piccole punture rosse poco più grandi di una capocchia di uno spillo.
*spazio me*
Stiamo raggiungendo le mille visual, e la mia felicità sta raggiungendo livelli mai visti... quindi grazie, grazie, grazie a tutti.
Shiro_hebi
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