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Capitolo 17

I suoi occhi la fissavano così intensamente da farle venire il mal di testa. Densi come il piombo non avevano una sola tonalità, bensì miriade di sfumature di grigi scuri alternati ad alcuni più chiari.
La mascella diafana era più che mai definita, ora che il suo possessore fissava Lucy con un misto di preoccupazione e compatimento.

<<C-che… Che significa che mi serve un secondo Rias?>> Sussurrò la ragazza mentre si portava lentamente la mano destra al collo, osservato con desiderio  per un secondo dal vampiro, in modo da coprirsi la piccola stella d’inchiostro.

<<Forse è il caso che ti spieghiamo per bene la situazione…>> Esordì una terza sagoma dal buio, subito identificata da Lucy semplicemente assottigliando un po’ gli occhi.
<<Bonny? Stavi ascoltando?>> Chiese la mezzosangue mentre arrossiva leggermente per motivi a lei ignoti.
<<Tranquilla sorellina>> Disse di rimando con voce calma, facendo sussultare la nuova arrivata per il nuovo appellativo. <<Ho solo sentito l’ultima parte… stavo venendo qui per avvertirvi che Gabriel voleva andare a rifornirsi, ma a quanto pare abbiamo trovato qualcosa di più interessante...>> Concluse con un sorrisetto sornione.

Sedersi di nuovo a quel tavolo, dopo che neanche un’ora prima era successo il finimondo, fece uno strano effetto a Lucy, che si dovette sorbire diverse tipologie di occhiate, che andavano dallo stupito al sospettoso, fino a quando Ethan non iniziò a parlare.

<<Dobbiamo andare a fare una visita ad Alexander.>> Esordì il biondo gelando Gabriel e Catus sulla sedia, ancora ignari dei nuovi poteri della ragazza. <<Lucy… ha avuto degli scoppi di potere, come avete potuto notare prima.>>
<<Si ma… normali poteri da demone, no?>> Chiese il rosso con voce titubante, mentre azzardava un timido sorriso.
<<No.>> Rispose Ethan con voce glaciale. <<Lucy ora… Vede anche al buio, e ha un udito più fine.>>
<<La madre allora ha…>> Accennò allora Bonny, subito zittita da un’occhiataccia generale.

Lucy, che se ne stava zitta sulla punta della sedia, quando sentì la parola mamma sobbalzò visibilmente, attirando l’attenzione di tutti. <<Mia mamma… mi ha trasmesso dei poteri…?>>

<<Non possiamo saperlo con certezza, signorina…>> Le disse Catus con un sussurro roco. <<Dovremo affidarla alle cure di Alexander, per saperne di più.>>
<<Ma prima di tutto dovremo avvertire Laurent… volete andare a cambiarvi nel frattempo?>> Chiese Ethan più per stare solo un attimo con Gabriel che per altro.
<<Certamente…>> Disse Bonny per assecondare il ragazzo, mentre si alzava e tirava Lucy per il polso. <<Andiamo dai>> Continuò con un sorriso gentile. <<Alexander è… abbastanza… particolare, devi essere preparata per essere ricevuta dal più bravo stregone di New York.>>

L’ultima cosa che si sarebbe aspettata la ragazza era un negozio di tatuaggi.

<<D-dobbiamo entrare qui dentro?>> Chiese titubante mentre osservava le pareti di quel negozio completamente ricoperte di graffiti.
<<Non si giudica il libro dalla copertina…>> Soffiò Ethan al suo orecchio mentre la sospingeva delicatamente verso la porta a vetri, con un cartellino che indicava che il negozio era chiuso.
<<Ma… è chiuso..>> Obbiettò timidamente Lucy suscitando una risata generale.
<<Non per noi.>> Disse il biondo mentre appoggiava la mano sulla maniglia facendo aprire magicamente la porta.

Lo spettacolo che le si parò davanti era di una bellezza inimmaginabile. Miriadi di colori esplodevano davanti agli occhi dei ragazzi, creando accostamenti infiniti di tonalità. I muri erano la tela di quell’immensa opera d’arte, composta da ogni figura immaginabile, che spaziava da spirali a fiori, dalla Tour Eiffel alla porta di un tempio shintoista. I colori sembravano quasi combattere tra di loro, sembrava facessero a gara a chi colpiva di più gli occhi del povero malcapitato che si trovava a osservare miriadi di graffiti, dipinti ad olio e a tempera.

<<Ma tu guarda chi mi è venuto a trovare>> Esordì una voce che si trovava in un angolo remoto di quella stanza, che a quanto pareva era solamente l’atrio di quello splendido edificio.
<<Alexander>> Salutò Ethan facendo un cenno della mano verso un ragazzo poco più grande di loro, all’apparenza. <<Che piacere rivederti.>>
<<Farò finta di crederci>> Replicò lo stregone mentre si staccava dal muro dove si era appoggiato e si avvicinava fissando Lucy.

La pelle ambrata riluceva sotto le luci soffuse della stanza, facendo risaltare gli occhi di un blu talmente intenso da mozzare il fiato. I capelli neri come l’ebano coronavano il bel viso dal taglio orientale, che con passo svelto giunse di fronte alla ragazza, afferrandole delicatamente il collo.

 <<4 dicembre 2000, tua madre venne disperata da me, supplicandomi di marchiarti con il Rias per i demoni. Ma a quanto vedo non è stato abbastanza…>>

<<Tu… hai incontrato mia madre?>> Chiese Lucy sgranando gli occhi. <<Com’è possibile che ti ricordi di lei? Avrai avuto cinque anni all’epoca…>>

Il ragazzo ridacchiò leggermente, mantenendo il contatto visivo con il tatuaggio. <<Sedici anni fa io avevo circa 1500 anni, e credimi, li porto ancora benissimo.>>

*spazio me*
Spero vi sia piaciuta la lettura, ma soprattutto grazie per le 800 visual c:

Shiro_hebi

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