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Capitolo 13

La frase che aveva pronunciato Ethan cadde nel vuoto, portandosi dietro di se un silenzio pesante e imbarazzante.

Lucy, immersa nei suoi pensieri, cercava un modo per elaborare l’informazione recepita, ma per ora aveva raggiunto il solo risultato di perdersi in una miriade di congetture.

<<Questa frase suona malissimo>> Esordì dopo essersi schiarita la gola. <<Di solito nei libri ciò implica un sacrificio...>> Sussurrò rabbrividendo.

<<Devi capire che questo non è un libro.>> Sbottò Ethan mentre la raggiungeva in una frazione di secondo dall’altro capo della stanza. <<Questa è la realtà.>> Aggiunse duro mentre legava gli occhi grigi con quelli nocciola della ragazza. <<Il nostro Re, Alaric, sta per morire, e tu sei l’unica che può salvarlo.>>
<<Io? Sono solo una semplice umana… dovete esservi sbagliati. Non sono mai stata in grado di salvare nessuno, figuratevi un re. Poi… come dovrei fare?>>

Gabriel e Ethan si scambiarono un sguardo. <<Noi siamo solo delle pedine>> Disse il rosso facendo fare una smorfia al biondo. <<Dobbiamo incontrare Il nostro Sire assolutamente, lui ti spiegherà tutto.>>
<<Mio Dio…>> Sussurrò Lucy mentre si accasciava sul divano. <<In che razza di pasticcio mi sono cacciata?>>
<<Sta tranquilla mezzosangue… ti proteggerò da ogni pericolo, promesso.>> Sussurrò Ethan al suo orecchio, mentre osservava la ragazza che si addormentava spossata dagli eventi.

<<Hey…>> Disse una voce lontana mentre qualcuno strappava la ragazza dai suoi sogni tormentati. <<svegliati… dobbiamo prepararti ad incontrare il nostro capo…>> Sentì Lucy mentre qualcuno la scuoteva delicatamente facendola risvegliare.

<<Cos… Bonny? Mi aiuti tu a vestirmi?>> Biascicò la ragazza mentre notava una  chioma bruna familiare.
<<Preferivi Ethan?>> Ribattè la ragazza con un sorriso malizioso, mentre osservava Lucy arrossire fino alle radici dei capelli.
<<Dove mi trovo?>> Chiese mentre osservava la vampira che si muoveva attraverso la stanza, decorata di bianco e oro.
<<Sei in camera mia, visto che sono stata incaricata di vestirti e truccarti per renderti presentabile agli occhi del nostro boss.>>
<<P-presentabile?>> Balbettò Lucy mentre osservava un vestito bianco e lungo brandito da Bonny, che esaminava un grande armadio panna che si trovava a ridosso di un muro. <<Tu non puoi seriamente sperare che io metta quei cosi.>> Si lamentò mentre notava dei tacchi alti e a spillo abbinati all’abito da sera.
<<Oh si che lo farai, ovviamente dopo un bagno ristoratore.>> Replicò la bruna, che dopo aver lasciato gli strumenti di tortura vicino ad una poltrona si diresse verso la ragazza e la sollevò di peso.
<<Q-quanto sei forte…>>
<<Sono una vampira>> Ridacchiò Bonny mentre si dirigeva verso il suo bagno personale. <<Potrei spezzarti in due in un nanosecondo.>>

I due ragazzi aspettavano nel soggiorno dell’appartamento, osservando l’oscuro corridoio che portava alle camere, che per i loro occhi era chiaro come la luce del sole.
Ethan si distrasse per un attimo a sistemarsi il suo smoking, che aveva la rosa rossa nel taschino lievemente storta.

<<Siamo qui>> Esordì Bonny mentre emergeva dal buio, e raggiungeva i due ragazzi, inondandoli con la sua aura letale.

Il suo vestito era semplice, rosso sangue le arrivava alle ginocchia ed era ornato solamente da una sottile cintura nera in vita che le modellava i fianchi. Ciò che infatti abbagliava era lei stessa, con quegli occhi azzurri tanto contrastanti con il colore dei capelli, lasciati sciolti sulle spalle per l’occasione. Un sorriso che avrebbe potuto ammaliare qualunque umano ornava il bel viso giovanile della ragazza, che solo per un attimo aveva attratto l’attenzione di Ethan, che subito aveva fissato la figura che emergeva dalle tenebre poco dopo la sua compagna.

Lucy sembrava un angelo. Avvolta in un lungo vestito bianco che toccava terra in morbide pieghe, che le faceva risaltare il fisico snello, sembrava irradiare purezza da tutti i pori.
Al polso diversi braccialetti d’oro tintinnavano ad ogni suo piccolo movimento, soprattutto quando si portava la mano ai capelli, sciolti sulle spalle, per sistemarseli.
Il trucco non era pesante, Bonny sapeva come agire su quella tela intonsa che si era trovata tra le mani, e con sol pochi tocchi di pennello era riuscita a far emergere tutta la bellezza nascosta di quel piccolo demone che osservava sbigottita Ethan che non le toglieva gli occhi di dosso.

<<Uhm… andiamo?>> Chiese la ragazza mentre metteva piede nel piccolo soggiorno.
<<Certo, la limousine mandata dal nostro Sire ci aspetta in strada per portarci al grattacielo dove si svolgerà la festa.>> Rispose Gabriel mentre apriva la porta e porgeva a mano a Bonny come gesto di galanteria. <<Dopo di lei madame.>> Disse con voce seria, di chi in passato aveva pronunciato molte volte quella frase.

<<Sei stupenda stasera.>> Sussurrò Ethan all’orecchio di Lucy. <<Vedrai che sarai la dama più bella.>> Concluse mentre offriva la mano alla ragazza, e uscivano dall’appartamento.

La limousine nera si fermò davanti ad un lussuoso grattacielo posizionato al centro della grande mela. Il traffico di New York non smetteva mai di scorrere, nemmeno a quella tarda ora. Infatti il sole era tramontato da un pezzo, permettendo così a tutta la popolazione della notte di divertirsi tranquillamente.

Un giovane inserviente aspettava al di fuori dell’edificio, che ospitava dame e signori di tutte le età che aspettavano diligentemente il proprio turno per  entrare.

<<Che luogo magnifico.>> Sussurrò Lucy mentre osservava l’imponente edificio di vetro e metallo, che risplendeva di mille luci.
<<Il nostro Sire ama lo sfarzo.>> Disse Ethan mentre si guardava attorno. <<Andiamo per di là, la famiglia non deve aspettare per tornare a casa…>>

I quattro ragazzi si diressero verso un’entrata defilata, ove vi entravano poche persone, tutte controllate da un bruto con aria autoritaria.

L' attico di quel grattacielo era il posto più bello che Lucy aveva mai visto in vita sua, gremito di gente riusciva a non essere soffocante. Si capiva che quella non era una festa normale, non solo per la bellezza degli invitati, omogenea a quella dei tre compagni vampiri della ragazza, ma per il fatto che sembrava una festa senza tempo, in cui nessuno aveva fretta e voglia di godersi la vita tutta in un istante. Ogni gesto era deliberatamente moderato e controllato, nulla era fatto a caso ed il fulcro di tutto questo era una coppia, che era subito balzata agli occhi di Lucy, la quale anche se era completamente un estranea aveva capito subito chi comandasse e reggesse il gioco.

Erano una coppia singolare, erano fatti l’uno per l’altra, erano quasi come Romeo e Giulietta, imperfetti presi separatamente ma una cosa sola e pura se visti assieme.

L’uomo non aveva occhi che per la donna, completamente rapita e assuefatta a lui. Si capiva che erano il cuore pulsante della festa, ma per loro due sarebbe bastato anche solo essere da soli.

<<Chi sono loro?>> Chiese Lucy in un soffio a nessuno di preciso.
<<Sono il nostro sire e la sua rose’s blood.>> Disse Ethan mentre si dirigevano verso il centro della festa.

*spazio autrice*
Oggi un capitolo più lungo del solito... spero che vi sia piaciuto c:
Shiro_hebi

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